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giovedì 11 aprile 2019

TURISMO INSOSTENIBILE: LETTERA AL MINISTERO DELL'AMBIENTE A TUTELA DELLE VALLI DI COMELICO





Alla c.a.
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (MiBAC)
Ministro dott. Alberto Bonisoli
ministro.segreteria@beniculturali.it

Gentile Signor Ministro,
lo scopo della presente lettera è quello di sollecitare la Sua autorevole attenzione sul
problema delle trasformazioni ambientali che minacciano l’integrità paesaggistica ed
ecologica di un importante settore delle Dolomiti Orientali, contro le quali si sono mosse
da tempo le nostre associazioni, coinvolgendo anche la Soprintendenza competente.

Nel gennaio 2017, lo studio Plan Team di Bolzano su incarico della società “Drei Zinnen”
ha realizzato uno studio di fattibilità per un progetto di valorizzazione sciistica dei pendii della valle del Comelico, che salgono verso il confine altoatesino, per collegare alcuni impianti di risalita del versante veneto con l’estesa rete degli impianti sciistici di
quella Provincia a statuto speciale. Le Autorità amministrative del Veneto e dell’Alto Adige hanno previsto di reperire le ingenti risorse finanziarie necessarie, attingendo a una parte del Fondo comuni confinanti (ex Fondo Odi). 

Il collegamento sciistico progettato verrebbe finanziato per il 70% dalla Provincia di Bolzano con 26 milioni di Euro, allo scopo di far tracimare nel Veneto la rete degli impianti della val Pusteria,ormai stracolma.

Il progetto prevede:
a) due nuovi impianti di risalita in territorio bellunese: la cabinovia Popera, che sale da Campotrondo in Valgrande (1306 m s.l.m.) fino alla Cima dei Colesei (1972 m s.l.m.) e la seggiovia Valgrande, che da Campotrondo sale verso il Col d'la Tendla (1600 m s.l.m.);
b) tre nuove piste che collegano la Cima dei Colesei al Passo di Monte Croce Comelico (Popera I); la pista Popera II, che dal Passo di Monte Croce Comelico
scende a Campotrondo, e la pista Valgrande che scende sotto l'omonimo impianto in progetto.

Inoltre è previsto un ampio bacino per l'innevamento artificiale nei pressi di Bagni di Valgrande, in prossimità delle sorgenti sulfuree. Infatti, la quota modesta delle previste stazioni d’arrivo, unita all’orientamento meridionale dei percorsi, rende
necessario un costante e costoso uso dei cannoni per l’innevamento artificiale.

Senza tenere in conto la progressiva scarsità di precipitazioni nevose dovute al riscaldamento del Pianeta.

Come riportato nel Rapporto Ambientale del Piano Regionale Neve (PRN) della Regione
Veneto, le nuove piste da sci e i nuovi impianti intersecherebbero aree di notevolissimo
e documentato pregio naturalistico e ambientale. 
Tra queste zone si annoverano aree
Natura 2000, tra cui la ZPS IT3230089 “Dolomiti del Cadore e del Comelico” e la ZSC
IT3230078 “Gruppo del Popera, Dolomiti di Auronzo e del Comelico”. 
L’intero versante occidentale della valle del Comelico rientra nei confini della “buffer zone” stabiliti
dall’UNESCO, quando ha riconosciuto a una parte del territorio delle Dolomiti la qualità necessaria per essere inserito nei Monumenti Naturali del Mondo (World Heritage).

L'iscrizione delle aree citate a Patrimonio Mondiale Dolomiti UNESCO si basa sulla stesura di una Strategia di Gestione che garantisca la tutela e la salvaguardia dell'integrità del territorio. In modo particolare vengono sottolineati il divieto di
intensificare le infrastrutture e la necessità di gestire in modo sostenibile il maggior flusso turistico derivante dal riconoscimento stesso. 

In altre parole stiamo parlando di un
ambiente naturale di spettacolare fascino, che fino ad oggi si è conservato pressoché integro. Lo stesso rapporto prosegue classificando la valle del Comelico (Padola) di medio-basso pregio sciistico potenziale. Il testo evidenzia infine come la realizzazione di
questo progetto comporti un incremento della cementificazione e una ulteriore pressione sulle risorse idriche già fortemente messe in crisi dagli impianti idroelettrici presenti (centrali di Sopalù, Campolongo e Pelos).

I tracciati degli impianti a fune e delle piste da sci proposti in questo progetto intersecano la zona buffer Dolomiti UNESCO, precedentemente menzionata. Il rapporto che sancisce tale riconoscimento (Report of decisions of the 33rd session WHC-
09/33.COM/20, p. 188 of the World Heritage Committee; Seville, 2009) pone come
elementi fondamentali l'esistenza e il mantenimento dell'integrità di porzioni di territorio non ancora antropizzati, nei quali ricadono anche siti di Natura 2000.

A ragione dunque la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Venezia e per le Province di Belluno, Padova e Treviso, ha espresso più di una volta parere negativo (pareri negativi rilasciati il 14.01.2015 (Prot. n. 0000670), il 17.02.2015 (Prot. n. 0003533), il16.06.2015 (Prot. n. 0013652), il 27.02.2017 (Prot. n.0004167-VE-Re), il 01.09.2017 (Prot.n. 0018737-VE-Re), anche dopo che il progetto è
stato lievemente modificato dai proponenti (Prot. n. 0002754-VE-Re) a causa dell’inaccettabile impatto ambientale e paesaggistico del collegamento in oggetto.

Crediamo utile riportare alcuni passaggi dell’ultimo parere, in cui si riconosce la natura economica e di sviluppo turistico del progetto, ma si ritiene che: “sebbene modificata al fine di un miglior inserimento paesaggistico degli impianti, la proposta avanzata è
tuttora incompatibile con la conservazione delle valenze paesaggistiche incontaminate del sito, nonché con gli indirizzi di ordine generale dell'Unesco e della Regione del Veneto sulla possibilità di implementazione di nuovi impianti sciistici per l'area in oggetto.”

Per questo motivo la Soprintendenza del Veneto ora sta subendo gli attacchi pressanti,
spesso addirittura sguaiati e disinformati, di una parte dei media locali e nazionali, e di
una parte delle formazioni politiche alle quali gli elettori hanno affidato il compito di rappresentarli.

Dobbiamo affermarlo senza ambiguità: il paesaggio naturale italiano, tutelato dalla Costituzione (articolo nove), va considerato in tutti i sensi un bene comune che - proprio come tale – non può essere imprigionato nelle maglie degli interessi particolari e
esclusivi di questa o quella comunità e pertanto merita di essere difeso in modo strenuo.

Sempre secondo la Costituzione nessuno può pensare di essere il padrone assoluto di un bene materiale. Di conseguenza i diritti di coloro ai quali è capitato in sorte il destino di nascere e vivere nelle valli montane restano innegabili e devono essere tenuti in debito
conto; ma vanno armonizzati con la vocazione dei luoghi, così come essa è percepita, riconosciuta e difesa dall’intera collettività nazionale e sovranazionale. 

Solo accettando questa verità, che supera il groviglio delle convenienze puramente localistiche, sarebbe
possibile dare vita a un dialogo costruttivo tra i portatori dei diversi interessi in gioco.
Riconosciamo il valore delle iniziative intraprese dal Ministero da Lei validamente guidato per raggiungere tale meta.
Anche le scriventi associazioni sono consapevoli del drammatico problema della progressiva marginalizzazione delle comunità delle montagne venete e della necessità di creare nuova occupazione e apprezzano il fiero attaccamento degli abitanti alle proprie radici e la loro volontà di migliorare la propria qualità della vita senza essere costretti a
emigrare; neppure sottovalutano le difficoltà quotidiane derivate dalla scarsità dei servizi essenziali. 

Ma davvero il progetto in questione contribuirebbe a risolvere tali problemi? Noi abbiamo molte ragioni per non crederlo. Oggi non è lungimirante investire
in grandi impianti per lo sci di discesa e nelle pesanti infrastrutture che consumano la montagna e ne corrodono il fascino, portando spesso vantaggi irrisori. Troppe “cattedrali nel deserto”, abbandonate perché non sostenibili economicamente, o vistosamente sotto utilizzate rispetto agli investimenti iniziali, già deturpano le nostre Alpi. 

Bisogna avere il coraggio porre un freno ad iniziative che appaino ingiustificate non solo per le
loro ricadute ambientali ma anche alla luce del calcolo costi-benefici dal punto di vista economico. Pur comprendendo le speranze degli abitanti del Comelico, troviamo che sarebbe più lungimirante investire le risorse previste per la realizzazione di questo progetto in iniziative concrete, orientate verso un turismo di qualità, rispettoso dei valori ambientali del territorio, e capaci nel contempo di offrire nuovo respiro alla qualità della vita degli abitanti del Comelico.

Confidiamo, gentile Signor Ministro, di continuare a godere dell’appoggio del Dicastero da lei guidato, avvalendoci anche in futuro del costruttivo e efficace sostegno della competente e coraggiosa Soprintendenza veneta.


5/04/2019
In fede,

Mountain Wilderness Italia
Italia Nostra
LIPU
Federazione Nazionale ProNatura
Legambiente
WWF

mercoledì 3 aprile 2019

DOSSIER "NEVE DIVERSA" - L'IMPATTO DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO SULL'AMBIENTE ALPINO E PROPOSTE DI NUOVE POLITICHE PER IL TURISMO IN MONTAGNA




Tratto dalla Premessa al Dossier:


L’intero territorio italiano è al centro di un’area considerata dagli scienziati un
“hot spot” del cambiamento climatico, e va ancora peggio per le nostre montagne. Nelle Alpi le temperature stanno crescendo a una velocità doppia rispetto alla media globale. I risultati sono visibili: sulle nostre cime l’altezza della neve al suolo negli ultimi dieci anni sta subendo un costante
decremento, lasciando sempre più spazio ad aride sterpaglie.

In termini statistici non hanno alcun valore le abbondanti nevicate nel nord-ovest dello
scorso anno o quelle più recenti nel sud Italia. Esse sono unicamente il risultato di eventi meteorologici casuali e non l’espressione di una tendenza
climatica.

Il panorama impiantistico delle montagne cambierà aspetto nell’arco di pochi anni. A poco giovano le rosee previsioni di Skipass Panorama Turismo
2018/19 sull’incremento dello sci alpino. Una crescita di presenze che non si sa se e quanto durerà, considerati i costi sempre più alti e l’aumento di offerte internazionali.

Non si può continuare a vendere pacchetti con panorami innevati quando poi ai malcapitati turisti sempre più spesso si presenteranno
nastri di neve artificiale all’interno di paesaggi brulli.

Eppure le sollecitazioni e le spinte per un potenziamento del demanio sciabile
non mancano così come i finanziamenti pubblici in loro soccorso. In queste pagine abbiamo raccolto dati, casi e opinioni per fotografare cosa sta
avvenendo nelle terre alte, dove la logica del profitto ignora la realtà del cambiamento climatico.

Qui le leggi del mercato governano gli sport invernali come se nulla stesse accadendo al pianeta. Preoccupa altresì il radicarsi di
una mentalità che ritiene utile e vantaggioso trasformare il delicato ambiente
alpino in un parco giochi. Si tratta di un atteggiamento irresponsabile, per la
sicurezza, per l’abuso delle risorse - l’acqua, per esempio - l’impatto sul paesaggio senza contare i danni all’ecosistema
.

In mancanza di politiche più responsabili e consapevoli da parte delle istituzioni l’adattamento dei comprensori sciistici agli effetti del riscaldamento climatico rischierà di realizzarsi solo attraverso palliativi come il grande carosello messo in piedi
con l’innevamento artificiale.

Il bisogno impellente di strategie di adattamento ai cambiamenti climatici per il turismo invernale è il messaggio più pressante che si vuole lanciare oggi con la campagna Nevediversa di Legambiente e in particolare con questo dossier
“Nevediversa 2019 – Sport invernali e cambiamenti climatici.

Il dossier è scaricabile a questo link 
https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/nevediversa2019_dossier.pdf

giovedì 15 marzo 2018

NEVEDIVERSA 2018:INIZIATIVE PER IL PROSSIMO WEEKEND

Nevediversa 2018, appuntamenti sulla neve a impatto zero

Partecipa alle iniziative organizzate da Legambiente per promuovere un turismo in quota che non aggredisce l'ambiente


Sabato 17 marzo 2018
Ciaspolata in Val di Campo al lago Saoseo
programma


Sabato 17 marzo
Visita al Parco ed all’Ostello Monte Barro
Gita in treno a Sala al Barro e camminata, accompagnati da
una guida esperta, fino all’Ostello (750m s.l.m.) lungo i
sentieri del Parco del Monte Barro. Si faranno due tappe
intermedie: una alla Villa Bertarelli, per ammirarne i famosi giardini, ed una all’Area archeologica. Partenza ore 8.30 dalla stazione di Monza. Per informazioni, Circolo di Monza monza@legambiente.org


Domenica 18 marzo
L’anello delle Borgate del Vallone Fiolera
Escursione con racchette da neve
Programma
Domenica 18 marzo portiamo il mangime ai cervi e camosci di Malga Derocon.

L’eccesso di neve, per come si è manifestata in queste settimane, al di là della naturale variabilità climatica, pare piuttosto un’altra anomalia a dimostrazione di quanto sia forte l’emergenza climatica.

Anche quest’anno la nostra campagna invernale Nevediversa sarà l’occasione per accendere i riflettori sugli aspetti della vulnerabilità ambientale, economica e sociale della montagna andando a raccontare come sia possibile piuttosto sviluppare un turismo alternativo alla monocultura dello sci alpino.

IN LESSINIA CIASPOLATA PER CERVI E CAMOSCI.
Faremo tutto quello che si può fare in montagna SENZA utilizzare impianti di risalita o piste da discesa, stando quindi ben lontani dallo ski-business.

Lo spesso strato di neve che ricopre i Lessini impedisce agli animali della nostra area florofaunistica di trovare da mangiare a sufficienza. Aiutiamoli portando nel nostro zaino qualche chilo di mangime

Appuntamento alle 10.00 al Dossetto (tre km dopo Erbezzo sulla strada per malga Lessinia e Castelberto, non sbagliate, vedrete le bandiere di Legambiente) di lì ci muoveremo verso Malga Derocon con la consegna del mangime e poi ascesa al Monte Scriccio con ritorno in Malga. Pranzo al sacco (ma al caldo della sala da pranzo).Venite dotati di ciaspole (in zona non se ne noleggiano) oppure con ghette.

Adesioni da dare entro venerdì al n. 339.8130928

Domenica 18 marzo
Ciaspolata in Val Venegia

In occasione della campagna NEVEDIVERSA 2018 di Legambiente, che propone attività in quota, alternative allo sci, per condividere il piacere di una gita in montagna e alimentare una riflessione sui temi della gestione del territorio e dell’utilizzo delle risorse, il circolo di Trento di Legambiente organizza una Ciaspolata in Val Venegia.

Clicca qui per scaricare la scheda descrittiva. L’appuntamento è per Domenica 18 Marzo, alle 7.30 al parcheggio Area Zuffo di Trento

Rientro previsto ore 18/18.30

Programma

sabato 3 febbraio 2018

#NEVEDIVERSA 2018: UN ALTRO SGUARDO ALLA MONTAGNA

Care amiche e  amici,
ritorna anche quest'anno Nevediversa 2018.

Quest’anno la neve non manca e, come ben sappiamo, non per un ritorno di regolarità nelle stagioni. L’eccesso di neve, per come si è manifestata, al di là della naturale variabilità climatica, pare piuttosto un’altra anomalia a dimostrazione di quanto sia forte l’emergenza climatica.

Anche quest’anno la nostra campagna invernale Nevediversa sarà l’occasione per accendere i riflettori sugli aspetti della vulnerabilità ambientale, economica e sociale della montagna andando a raccontare come sia possibile piuttosto sviluppare un turismo alternativo alla monocultura dello sci alpino.

I circoli di Legambiente sono impegnati a organizzare tanti eventi per vivere l'ambiente montano in maniera sostenibile: escursioni con o senza la neve, ciaspolate diurne o notturne, serate di danze e musiche, tavolate di cibus loci, passeggiate con scarponi o sci da fondo, osservazione del cielo d'inverno, e molto altro, facendo tutto quello che si può fare in montagna SENZA utilizzare impianti di risalita o piste da discesa perché si può fare turismo senza scorticare e artificializzare la montagna, senza sprecare enormi quantità di energia e acqua.

Nevediversa è anche l’occasione per mettere l’accento su problematiche come l’eliski (sul sito la nostra posizione in proposito https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/manifesto_eliski.pdfe) e l’uso smodato delle motoslitte.

Inoltre quest’anno Legambiente  proporrà  un piccolo dossier dove verranno  presentate le buone pratiche alternative di turismo invernale che si vanno consolidando sull’intero territorio montano italiano. L’edizione 2018 è promossa non solo dal settore Alpi di Legambiente, ma anche dal settore Turismo di Legambiente. Vorremmo ottenere una prima istantanea di quel turismo invernale che si va strutturando, costruendo nuovi posti di lavoro, creando economia e che sta diventando un richiamo per coloro che vogliono vivere un rapporto diverso con la montagna, anche d’inverno. Pensiamo a società e cooperative con guide che hanno investito su queste pratiche soft, a comuni che, in assenza di impianti, organizzano eventi, ai gestori di rifugi o altri operatori turistici che stanno offrendo pacchetti alternativi e tutto quello di interessante che sta nascendo sul territorio.
Lo pubblicheremo appena disponibile: stay tuned 😉!

Intanto, il primo appuntamento di Nevediversa 2018 è in Valchiavenna: qui sotto troverete informazioni e contatti per partecipare



              Buona #nevediversa a tutti!

mercoledì 1 marzo 2017

#NEVEDIVERSA - PROPOSTA PER IL WEEKEND: ESCURSIONE IN VAL D'AYAS

Segnaliamo questa bella passeggiata con le ciaspole organizzata da Legambiente Val D'Aosta: per informazioni contattare i numeri indicati in fondo all'annuncio.


Per questa escursione - inserita nel programma della Campagna nazionale di Legambiente NeveDiversa - che a differenza del solito parte nel pomeriggio, è indispensabile il bel tempo per apprezzare il panorama. Al momento le previsioni meteo non ci sono amiche. Se dovessero permanere tali, domenica mattina telefoneremo alle persone iscritte per avvisarli del rinvio... 

CIASPOLANDO DA BARMASC A MANDROU, VAL D'AYAS


INCONTRO AL TRAMONTO SUL MONTE ROSA 

ESCURSIONE POMERIDIANA FACILE MA RICCA DI SUGGESTIONI!

DOMENICA 5 MARZO

PROGRAMMA 

ore 14: Ritrovo al posteggio di Barmasc (mt. 1.880), a 3 km. da Antagnod frazione di Ayas, distribuzione di ciaspole e bastoncini (a noleggio) a chi ne fosse sprovvisto e, con le guide accompagnatrici. 

Partenza per percorrere una parte dell'ultima tappa prevista del "Monte Rosa Randò”, la più alta e forse anche la più panoramica. 

ore 17.30 circa: arrivo al villaggio di Mandrou e breve visita; 

ore 18.00 circa: termine dell’escursione.

Possibilità di essere accompagnati in auto al punto di partenza con servizio gratuitamente offerto dalle guide. In alternativa, apericena a prezzo convenzionato presso un agriturismo del luogo(a carico dei partecipanti). 

TIPO PERCORSO: quasi pianeggiante e privo di difficoltà tecniche, adatto a tutti.

Dislivello: 120m. 

COSTO: a carico dei partecipanti il contributo di euro 5 a persona per la guida (+ 6 euro per chi necessita il noleggio di ciaspole e bastoncini). 

INFO E PRENOTAZIONI: (entro e non oltre le ore 21 di venerdì 3 marzo): Denis 3471237701 (telefonare dopo le 17.30); oconnors1974@libero.it , legambientevda@teletu.it 

L’ORGANIZZAZIONE SI RISERVA DI MODIFICARE IL PERCORSO IN BASE ALLE CONDIZIONI DI INNEVAMENTO

venerdì 26 febbraio 2016

#NEVEDIVERSA: TURISMO INVERNALE DOLCE E SOSTENIBILE


 Torino, 26 febbraio 2016                                                      Comunicato stampa

Questo week-end appuntamento con Nevediversa 2016, la campagna invernale di Legambiente per una montagna d'inverno senza impianti

In Piemonte e Valle d'Aosta ciaspolate a Morgex e Ostana alla scoperta delle bellezze del territorio

Escursioni nelle aree protette, ciaspolate nei boschi, passeggiate tra i sentieri montani, ma anche degustazioni di prodotti tipici all'interno dei tanti rifugi ad alta quota. Saranno questi gli eventi clou di Nevediversa 2016, la campagna invernale della Carovana delle Alpi di Legambiente, con il patrocinio di UNCEM, in programma questo week-end, 27 e 28 febbraio sull'arco alpino, e pensata per riscoprire la bellezza dei paesaggi montani attraverso un turismo invernale dolce e sostenibile, lontano dalle piste da sci, per condividere il piacere di una gita in montagna in modo diverso, ma anche per riflettere sulla gestione del territorio e delle risorse e denunciare le aggressioni perpetrate ai danni dell'ambiente montano.

 

In molte località l'offerta turistica invernale punta esclusivamente alla monocultura dello sci, alimentando consuetudini impattanti: grandi quantità di acqua ed energia spese per l'innevamento artificiale, il continuo ampliamento dei comprensori sciistici in aree sensibili e protette, l'aumento di traffico e smog per la sciata mordi e fuggi del fine settimana, il business delle seconde case che divorano suolo. Legambiente, invece, con Nevediversa vuole dimostrare che un turismo a impatto zero e di qualità è possibile e lo si può praticare nel pieno rispetto dell'ambiente, senza artificializzare la montagna e sprecare enormi quantità di energia e acqua. Una questione che riguarda Alpi e Appennini e condivisa dai tanti circoli locali di Legambiente.

 

"Le iniziative di Nevediversa -dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta- rimettono al centro la straordinaria bellezza dei nostri paesaggi montani, una grande e insostituibile ricchezza che possiamo proteggere scegliendo un turismo dolce, alimentato dal desiderio di esperienza, prima che di consumo. In un anno come questo dove l'emergenza clima si tocca maggiormente con mano, Nevediversa assume un significato particolare. La nostra campagna per l'appunto vuole accendere i riflettori sugli aspetti della vulnerabilità ambientale, economica e sociale delle catene montuose raccontando come sia possibile sviluppare un turismo alternativo alla monocultura dello sci alpino che già da anni è in crisi e che valorizzi il patrimonio naturalistico delle zone montane".

 

Tra gli eventi in programma questo week-end sono degni di nota i due appuntamenti in Piemonte e Valle d'Aosta, in due località già premiate da Legambiente con le bandiere verdi di Carovana delle Alpi: appuntamento il 28 febbraio a Morgex (Ao) dove ci sarà una gita con le racchette da neve con partenza alle ore 10:15 da Arpy e ritorno alle 15 nella stessa località. Ad Ostana (Cn), sempre domenica 28, Nevediversa sarà all'insegna di una ciaspolata nei boschi con ritrovo alle ore 9:30 davanti al rifugio Galaberna.

 

Legambiente ricorda che il territorio alpino per la sua specificità reagisce con estrema sensibilità ai cambiamenti climatici e si presta come un vero e proprio sistema di preallarme climatico. I ghiacciai si stanno ritirando a vista d'occhio: nell'ultimo mezzo secolo l'area totale dei ghiacciai italiani si è, infatti, ridotta di circa il 30%, passando dai 526,88 km2 del catasto precedente (degli anni cinquanta) agli attuali 369,90 km2 (dati Catasto dei ghiacciai italiani 2015). Se nei prossimi 50 anni la temperatura aumenterà di 3-4 gradi si potrà perdere fino al 75% della riserva d'acqua sotto forma di massa glaciale.

I cambiamenti climatici e l'innalzamento delle temperature, oltre a rendere più "fragili" le montagne, causano anche effetti negativi all'economia delle località turistiche montane che puntano molto sul turismo invernale. Con l'innalzarsi delle temperature sarà difficile mantenere aperte le stazioni turistiche a bassa quota, mentre nei comprensori d'alta quota i continui cambiamenti climatici potrebbero avere nei prossimi decenni effetti negativi sul permafrost (suolo perennemente ghiacciato) e, probabilmente, anche sul pericolo di valanghe. Inoltre, se a bassa quota le stazioni sciistiche chiudono, altrove aumentano le minacce per la biodiversità e il paesaggio: infatti la corsa allo sfruttamento delle superstiti risorse nevose invernali rischia di aggiungere impatti ambientali sugli ecosistemi più vulnerabili.

 

Per Legambiente è assurdo pensare di risolvere il problema con la neve artificiale. Non solo in Trentino, anche in Francia quest'anno la zona sciistica di Sainte-Foy ha fatto trasportare in elicottero 100 tonnellate di neve artificiale nel giro di due giorni. A Pratonevoso (Cn) sono saliti in quota i trattori con le cisterne cariche d'acqua di pianura. È andata peggio per la Marcialonga 2016 del Trentino Alto Adige dove, secondo quanto detto dagli organizzatori, sono stati utilizzati 8.500 camion per trasportare 105.000 metri cubi di neve artificiale, realizzata con 40.000 metri cubi di acqua potabile, prelevata dagli acquedotti dei 17 Comuni su cui passa il tracciato della gara. Nonostante ciò gran parte del "nastro" di neve in breve tempo si è trasformato in un pantano creando diversi problemi.

 

"Per questo è indispensabile –dichiara Vanda Bonardo, responsabile Alpi di Legambiente- realizzare in tempi brevi piani di adattamento ai mutamenti climatici nel settore turistico. La natura, in montagna particolarmente reattiva, impone una veloce definizione di strategie di adattamento sia nella pianificazione territoriale, per la prevenzione dei pericoli, sia nell'economia turistica per il concreto rischio di crisi. Strategie che se adeguatamente sviluppate potrebbero costituire un modello sostenibile e di riferimento per le regioni di ogni parte del mondo".

Il dettaglio delle iniziative di Nevediversa su:

http://www.legambientepiemonte.it/campagne-iniziative/nevediversa-2016/           

Ufficio stampa Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta: 011.2215851 – 349.2572806

www.legambientepiemonte.it – www.facebook.com/legambientepiemontevalledaosta