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martedì 19 luglio 2016

UNA GIORNATA PARTICOLARE....

Oggi è stata una giornata particolare per il Terzo Valico: a Pozzolo Formigaro e a Fraconalto hanno avuto luogo le procedure di immissione in possesso di alcuni terreni, da parte di Cociv. Tali atti sono considerati illegittimi dai comitati in quanto inficiati da irregolarità procedurali.

Contemporaneamente, proprio mentre ci si apprestava a celebrare l'anniversario della morte di Paolo Borsellino e della sua scorta, la procura di Reggio Calabria dava il via ad una vasta operazione contro alcune 'ndrine che hanno infiltrato i cantieri del Terzo Valico: la situazione paradossale che si è dunque venuta a creare a Pozzolo Formigaro e a Fraconalto è stata quella di vedere i poliziotti in assetto antisommossa  che fronteggiavano normali cittadini radunati per manifestare pacificamente il proprio dissenso all'opera e ai metodi molto discutibili con cui questa viene posta in essere, mentre in altre zone di Italia la stessa Polizia procedeva agli arresti di esponenti della 'ndrangheta che su tale opera hanno lucrato, speculato e costruito un centro di interesse mafioso che coinvolge, ça va sans dire,  anche politici, amministratori, funzionari pubblici e persone che posso influenzare l'opinione pubblica alimentando il dibattito dei SiTav.
Il video della conferenza stampa è chiaro: il Procuratore parla di sostegno degli affiliati al fronte del SiTav => "rileviamo l’interesse degli imprenditori prestanome della cosca a sostenere finanziariamente il movimento ‘Si Tav‘ per creare nell’opinione pubblica un orientamento favorevole per quell’opera. Una strategia mediatica raffinata"
Attendiamo ora di conoscere i nomi dei collusi con la 'Ndrangheta: queste persone hanno permesso lo scempio di un territorio, hanno sottoposto (e sottopongono) le popolazioni residenti al rischio Amianto e hanno distolto i finanziamenti di denaro pubblico da ben altre necessità, il tutto per alimentare la Mafia (e se stessi?).

Attendiamo anche una dichiarazione del Presidente della regione Piemonte, che per ora non sembra essersi pronunciato su quanto è stato scoperto oggi in merito ad un'opera che si sta realizzando nella sua regione.

Dal sito di CM News
E’ stato, infine, eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di nr.21 società, di seguito elencate, la maggior parte delle quali con sedi in Liguria, Piemonte, Lombardia, Lazio e Calabria, riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in una quarantina di milioni di euro:
Società:
  1. SAMOTER s.r.l., con sede legale in Borghetto Santo Spirito (SV);
  2. GI.ERRE. s.r.l., con sede legale in Borghetto Santo Spirito (SV);
  3. LIGURIA 2000 soc. coop., con sede in Borghetto Santo Spirito (SV);
  4. ALFA CENTER s.r.l., con sede a Novate Milanese (MI);
  5. sala giochi CA’ ROYALE, sita in Loano (SV);
  6. ECOLAZIO 87 s.r.l., con sede operativa in Roma;
  7. REMAPLAST s.r.l., con sede in Pomezia (RM);
  8. POLYECO s.r.l., con sede a Cerveteri (RM);
  9. REMASERVICE s.r.l., con sede a Roma;
  10. P.M.R. SERVICE s.r.l., con sede a Roma;
  11. PO.IN AMBIENTE s.r.l. (oggi POLITI IMMOBILIARE s.r.l.), con sede a Pomezia (RM);
  12. VALMAT s.r.l., con sede a Roma;
  13. T.S.A s.r.l., con sede in Roma;
  14. SOCIM s.r.l., con sede in Roma;
  15. I FALEGNAMI di GALLUCCIO Antonio & C., con sede legale e operativa in Cittanova (RC);
  16. MILLENIUM SERVICE s.r.l., con sede legale in Bergamo ed unità operativa in Ravenna;
  17. PHOTRONIX s.r.l., con sedi a Bergamo, Cazzago S. Martino (BS) e Schio (VI);
  18. OMNIA SOLUTION SERVICE s.r.l., con sede legale in Barberino Val D’Elsa (FI);
  19. ditta ALANEL s.r.l., con sede a Palmi (RC);
  20. AGRITURIMO e B&B BEVERLY VILLAGE, sito in Palmi (RC);
  21. EUROSERVIZI di GRUTTERIA Marianna, con sede in Serravalle Scrivia (AL).



http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/07/19/terzo-valico-42-arresti-per-operazione-alchemia-la-ndrangheta-dietro-i-movimenti-si-tav/545037/#disqus_thread


Intanto segnaliamo l'articolo uscito sul sito di Casa della Legalità che comunica la notizia con meritata soddisfazione!



Dopo 11 anni di lavoro... essere lì, in questo 19 luglio 2016, alle prime luci del giorno (05:30), davanti alla villa-bunker di via costa 17 a Toirano, tutta illuminata, con in corso la perquisizione, arresti e sequestri nell'ambito dell'Operazione della DDA di Reggio Calabria, eseguita dalla D.I.A. e dallo S.C.O. della Polizia di Stato, ti fa sentire bene, fresco e sempre più convinto che andando avanti, senza dargli tregua, i risultati arrivano!
Il GULLACE Carmelo, detto "Nino" e "Ninetto", referente della cosca nel Nord - Ovest, già ai domiciliari per usura, si era fatto ricoverare a Milano. Nessun problema: arresto eseguito lì! Anzi, lo si curi bene perché deve campare tanto... in galera!
Vedere anche la "signora" FAZZARI Giulia portata via senza più il ghigno (ed il dito medio alzato) dona una certa soddisfazione.
(dicevano che se mi prendevano quelli del GULLACE mi avrebbero ammazzato? ih, è lo Stato che ha preso loro!)...
Per ora ci fermiamo qui, più tardi i dettagli, ma una cosa dobbiamo dirla: grazie al Procuratore Francantonio Granero che ha spazzato via, a Savona, quel "deserto giudiziario" grazie al quale i GULLACE-FAZZARI hanno fatto il bello ed il cattivo tempo. Il lavoro portato avanti da lui alla Procura di Savona e trasmesso a Reggio Calabria, si è aggiunto all'operato della D.I.A. di Genova che già aveva inquadrato e definito il contesto di azione della cosca ed anche gli stretti rapporti con il Senatore CARIDI (inchiesta aperta del 2008, "bruciata" da una fuga di notizie eclatante a seguito di una Relazione dell'allora coordinatore della DDA di Genova consegnata alla Commissione Parlamentare Antimafia, con tutti i dettagli dell'inchiesta - non ancora chiusa - della D.I.A). Grazie anche al coraggio e la determinazione di Rolando Fazzari e della sua famiglia, che per decenni ha denunciato, inascoltato, quella sua famiglia di origine ed i crimini da questa commessi e perseguiti, anche con la copertura indecente di ambiti istituzionali. Rolando e la sua famiglia hanno pagato un prezzo improponibile, per quell'omertà, connivenza e complicità istituzionale: hanno perso un figlio diciottenne, Grabriele.




Dalle prime ore della mattinata odierna, in Liguria, Calabria, Lazio, Piemonte ed in altre Regioni del nord Italia è in corso una vasta operazione antimafia della Polizia di Stato e della D.I.A.con l’esecuzione di 40 arresti e numerose perquisizioni a carico di appartenenti ed affiliati alla ‘ndrangheta delle cosche reggine “RASO - GULLACE - ALBANESE” e “PARRELLO - GAGLIOSTRO”, a vario titolo indagati per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società.
Le indagini, dirette dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo, sono state condotte dalla Squadra Mobile di Genova e Reggio Calabria nonché di Savona. Altro segmento di indagine è stato svolto dal Centro Operativo D.I.A. di Genova, collaborato dai Centri D.I.A. di Reggio Calabria e Roma. Le investigazioni hanno accertato stabili collegamenti con le famiglie di origine da parte di esponenti dell’organizzazione mafiosa dimoranti in Liguria, attivi in settori strategici imprenditoriali quali l’edilizia ed il movimento terra anche attraverso l’acquisizione di sub-appalti per la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria del c.d. “Terzo Valico”.
Sono emersi altresì contatti degli affiliati con politici locali, regionali e nazionali di Reggio Calabria, nonché con funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Tributaria della medesima provincia, volti a condizionare il loro operato con reciproco vantaggio.
E’ stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di numerose società riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in circa 40 milioni di euro.
I dettagli saranno resi noti nel corso di un incontro con la stampa presso la Procura di Reggio Calabria alle ore 11,00 odierne.
Reggio Calabria, 19 luglio 2016

sabato 23 aprile 2016

EMERGENZA #PETROLIO A #GENOVA





DA IL MANIFESTO DEL 19 APRILE


”  A Genova è emergenza nazionale”
 
Intervista. Il presidente ligure di Legambiente, Santo Grammatico: "Nella zona dove è esplosa la condotta, con i rivi in secca imbevuti di petrolio, ci vorranno anni per bonificare. Dove c'è l'acqua è più facile, grazie alle panne assorbenti. L'azienda si è scusata, ora deve rifondere tutti i danni. E passiamo presto alle fonti rinnovabili".


“Ero lì fino a un paio di ore fa, poi i miasmi sono diventati troppo forti, mi faceva male la gola e mi bruciavano gli occhi. Una situazione devastante”.
– Santo Grammatico, come presidente ligure di Legambiente lei ha subito dato l’allarme, segnalando che l’intero ecosistema della zona più vicina alla condotta della Iplom è stato spazzato via.
“L’esplosione della condotta è avvenuta nella parte alta del rio Penego, che confluisce nel rio Fegino e poi nel torrente Polcevera, che è uno dei corsi d’acqua più importanti di Genova. Nel piccolo alveo del rio Penego, che purtroppo è in secca ed è quindi stato inondato di petrolio, si vede bene la massa di terra riversata lì, terra che copriva la condotta. Aspettiamo le perizie tecniche per avere la sicurezza, ma con tutta probabilità è stata la condotta a saltare. Infatti in quel punto c’è un buco”.
– La mancanza d’acqua ha aggravato la situazione? Perché?
“Perché il petrolio è più leggero dell’acqua, e galleggia. Dove c’è acqua, per le squadre di soccorso è più facile sistemare le panne assorbenti. Addirittura si possono creare della mini dighe artificiali, far salire il livello e intervenire più facilmente in superficie, per bloccare buona parte dell’inquinamento. Invece nel rio Penego, e anche in un tratto del rio Fegino, di acqua non ce n’era. Così gli alvei si sono imbevuti di petrolio: le piante, l’erba, gli animali. Là ci sono gli operai delle ditte di bonifica al lavoro, per cercare di tamponare l’emergenza. E uno di questi operai mi ha confermato che il petrolio è penetrato nel sottosuolo: ‘Ne avremo per un anno – mi ha detto – come lo rimuovi da una parte, lo ritrovi dall’altra’. Davvero una brutta situazione, perché in fondo questa è una zona di campagna, con gli orti e i frutteti”.
– Anche il torrente Polcevera è messo male. Le ultime notizie dicono che il petrolio è arrivato fino al mare, lo conferma?
“Sì, nonostante le panne assorbenti una parte del liquido è stata già avvistata alla foce del Polcevera. Ma scendendo a valle, paradossalmente, la situazione è più controllabile, proprio perché l’acqua permette di intervenire con molta più efficacia per ‘succhiare’ con le panne il petrolio. E’ a monte che gli effetti di quanto accaduto si faranno sentire, per parecchio tempo”.
– Chi abita in quella zona di Genova è esasperato. Qualcuno si è sentito male per i miasmi, tanti hanno approfittato dell’arrivo delle telecamere per denunciare che non si può andare avanti così. Hanno detto che non è la prima volta che ci sono sversamenti di petrolio.
“Già nel 2012 c’era stato uno sversamento, ma non di queste proporzioni. Quella volta le conseguenze non erano state così disastrose come ora. Qui invece, e mi sembra che lo abbia detto anche il presidente regionale Toti, siamo di fronte a un’emergenza nazionale per la quantità di greggio finita nei rivi, e per la vastità della zona interessata. Ci vorranno anni prima che la natura riesca a ricucire una ferita del genere”.
– Si è già parlato di condutture troppo vecchie e corrose dal tempo, e di tempi di intervento troppo lenti rispetto alla velocità dell’inquinamento. Cosa può dirci in proposito?
“Non molto per quanto riguarda le condutture. Qui sarà la magistratura che dovrà fare chiarezza sullo stato dell’impianto, c’è già una inchiesta per disastro ambientale colposo. Quanto ai soccorsi, per fortuna lo scoppio della conduttura è avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica, mentre c’era ancora luce. Quindi l’allarme è stato dato subito dai residenti, che hanno visto il fiume nero di petrolio lungo il rio Penego. I Vigili del fuoco sono arrivati tempestivamente, e anche il Comune si è mosso subito, al tramonto la Protezione civile era già operativa”.
– E l’azienda che ha fatto?
“Si è mossa anche lei, e si è già scusata per l’accaduto. Ora però ci aspettiamo anche che ripaghi i danni alla popolazione, fino all’ultimo centesimo. Questo disastro non deve essere rimediato con i soldi pubblici, deve essere la Iplom a pagare. E, se mi permetti, vorrei anche dire che, magari non domani ma entro dieci anni, dovremmo abbandonare questi impianti pericolosi e di sostanze fossili e inquinanti come il petrolio, e fare una transizione energetica verso le fonti rinnovabili”.

EMERGENZA #PETROLIO A #GENOVA





DA IL MANIFESTO DEL 19 APRILE


”  A Genova è emergenza nazionale”
 
Intervista. Il presidente ligure di Legambiente, Santo Grammatico: "Nella zona dove è esplosa la condotta, con i rivi in secca imbevuti di petrolio, ci vorranno anni per bonificare. Dove c'è l'acqua è più facile, grazie alle panne assorbenti. L'azienda si è scusata, ora deve rifondere tutti i danni. E passiamo presto alle fonti rinnovabili".


“Ero lì fino a un paio di ore fa, poi i miasmi sono diventati troppo forti, mi faceva male la gola e mi bruciavano gli occhi. Una situazione devastante”.
– Santo Grammatico, come presidente ligure di Legambiente lei ha subito dato l’allarme, segnalando che l’intero ecosistema della zona più vicina alla condotta della Iplom è stato spazzato via.
“L’esplosione della condotta è avvenuta nella parte alta del rio Penego, che confluisce nel rio Fegino e poi nel torrente Polcevera, che è uno dei corsi d’acqua più importanti di Genova. Nel piccolo alveo del rio Penego, che purtroppo è in secca ed è quindi stato inondato di petrolio, si vede bene la massa di terra riversata lì, terra che copriva la condotta. Aspettiamo le perizie tecniche per avere la sicurezza, ma con tutta probabilità è stata la condotta a saltare. Infatti in quel punto c’è un buco”.
– La mancanza d’acqua ha aggravato la situazione? Perché?
“Perché il petrolio è più leggero dell’acqua, e galleggia. Dove c’è acqua, per le squadre di soccorso è più facile sistemare le panne assorbenti. Addirittura si possono creare della mini dighe artificiali, far salire il livello e intervenire più facilmente in superficie, per bloccare buona parte dell’inquinamento. Invece nel rio Penego, e anche in un tratto del rio Fegino, di acqua non ce n’era. Così gli alvei si sono imbevuti di petrolio: le piante, l’erba, gli animali. Là ci sono gli operai delle ditte di bonifica al lavoro, per cercare di tamponare l’emergenza. E uno di questi operai mi ha confermato che il petrolio è penetrato nel sottosuolo: ‘Ne avremo per un anno – mi ha detto – come lo rimuovi da una parte, lo ritrovi dall’altra’. Davvero una brutta situazione, perché in fondo questa è una zona di campagna, con gli orti e i frutteti”.
– Anche il torrente Polcevera è messo male. Le ultime notizie dicono che il petrolio è arrivato fino al mare, lo conferma?
“Sì, nonostante le panne assorbenti una parte del liquido è stata già avvistata alla foce del Polcevera. Ma scendendo a valle, paradossalmente, la situazione è più controllabile, proprio perché l’acqua permette di intervenire con molta più efficacia per ‘succhiare’ con le panne il petrolio. E’ a monte che gli effetti di quanto accaduto si faranno sentire, per parecchio tempo”.
– Chi abita in quella zona di Genova è esasperato. Qualcuno si è sentito male per i miasmi, tanti hanno approfittato dell’arrivo delle telecamere per denunciare che non si può andare avanti così. Hanno detto che non è la prima volta che ci sono sversamenti di petrolio.
“Già nel 2012 c’era stato uno sversamento, ma non di queste proporzioni. Quella volta le conseguenze non erano state così disastrose come ora. Qui invece, e mi sembra che lo abbia detto anche il presidente regionale Toti, siamo di fronte a un’emergenza nazionale per la quantità di greggio finita nei rivi, e per la vastità della zona interessata. Ci vorranno anni prima che la natura riesca a ricucire una ferita del genere”.
– Si è già parlato di condutture troppo vecchie e corrose dal tempo, e di tempi di intervento troppo lenti rispetto alla velocità dell’inquinamento. Cosa può dirci in proposito?
“Non molto per quanto riguarda le condutture. Qui sarà la magistratura che dovrà fare chiarezza sullo stato dell’impianto, c’è già una inchiesta per disastro ambientale colposo. Quanto ai soccorsi, per fortuna lo scoppio della conduttura è avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica, mentre c’era ancora luce. Quindi l’allarme è stato dato subito dai residenti, che hanno visto il fiume nero di petrolio lungo il rio Penego. I Vigili del fuoco sono arrivati tempestivamente, e anche il Comune si è mosso subito, al tramonto la Protezione civile era già operativa”.
– E l’azienda che ha fatto?
“Si è mossa anche lei, e si è già scusata per l’accaduto. Ora però ci aspettiamo anche che ripaghi i danni alla popolazione, fino all’ultimo centesimo. Questo disastro non deve essere rimediato con i soldi pubblici, deve essere la Iplom a pagare. E, se mi permetti, vorrei anche dire che, magari non domani ma entro dieci anni, dovremmo abbandonare questi impianti pericolosi e di sostanze fossili e inquinanti come il petrolio, e fare una transizione energetica verso le fonti rinnovabili”.

venerdì 25 marzo 2016

BUONA PASQUA!




AUGURIAMO A TUTTI I NOSTRI LETTORI

UNA BUONA PASQUA !

E se volete alcuni suggerimenti per i giorni di festa, vi segnaliamo:


- Lunedì 28 marzo a Campo Ligure, uno dei Borghi più Belli d'Italia e centro nazionale della Filigrana, sarà possibile trascorrere una piacevole giornata in famiglia e con gli amici all'insegna di forme d'arte originali e ricercate.

La visita al Museo della Filigrana Pietro Carlo Bosio offre l'opportunità di ammirare preziosi manufatti provenienti da tutto il mondo e da importanti città italiane (Genova, Cortina d'Ampezzo, Firenze, Venezia) e scoprendo gli strumenti tradizionali utilizzati ancora oggi dagli artigiani di Campo Ligure (orario 10.30 - 12.00 e 15.30 -18.00
Per informazioni e aperture straordinarie ITUR s.c.Tel 0174 553069 - 010 920099E-Mail: museofiligrana@coopitur.com - info@coopitur.comWeb: www.museofiligrana.org



- Pasquetta All'Osservatorio e al Rifugio
Lunedì 28 marzo 2016
Loc. Casa del Romano, Fascia (GE)
L'osservatorio Astronomico Regionale Parco Antola, presso il Comune di Fascia, in Loc. Casa del Romano a 1400 metri di altitudine, propone visite al Planetario ed osservazioni al telescopio anche nel giorno di pasquetta, Lunedì 28 marzo ai seguneti orari: ore 11; 12; 15; 16; 17.
Per ulteriori informazioni e per la prenotazione all'Osservatorio (sempre consigliata) contattare l'Associazione Urania al n. 333 9355539 oppure associazioneurania@tiscali.it

- Pasqua Nel Parco Alpi Liguri
Edizione 2016
27, 28 Marzo 2016
Cosio d'Arroscia, Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Pigna, Rezzo, Rocchetta Nervina, Triora
pasqua nel parco alpi liguri
DOMENICA 27 MARZO
Monesi di Triora - Fiaccolata di Pasqua
http://parconaturalealpiliguri.it/fiaccolata-di-pasqua-a-monesi-di-triora/
DOMENICA 27-LUNEDI 28 MARZO
Pasqua e Pasquetta a Colle Melosa e all'Agriturismo Ca' de Na di Buggio
http://parconaturalealpiliguri.it/pasqua-e-pasquetta-a-colle-melosa/
LUNEDI 28 MARZO
Ciaspolata Realdo-Sanson
http://parconaturalealpiliguri.it/28-marzo-ciaspolata-realdo-sanson/
ALTROVE SULLE ALPI LIGURI
Pasqua in e-bike al Rifugio Pian dell'Arma
http://parconaturalealpiliguri.it/pasqua-e-pasquetta-a-colle-melosa/
IN EVIDENZA
Su 101GiteinLiguria le proposte del Parco Alpi Liguri
http://parconaturalealpiliguri.it/pasqua-nel-parco-su-101giteinliguria/
INFO PARCO ALPI LIGURI - UFFICIO IAT
P.zza Roma - 18025 MENDATICA (IM)
Tel: + 39 0183 38489
Fax: + 39 0183 752489
E-Mail: infoparcomendatica@libero.it
Web: www.parconaturalealpiliguri.it

Pasqua alle Fortezze di SarzanaEventi alla Fortezza di Sarzanello
27 e 28 Marzo 2016
Sarzana (SP)
pasqua alle fortezze
Il programma di Pasqua e Pasquetta 2016 alla Fortezza di Sarzanello prevede:
- Apertura della Fortezza con ingresso a tariffa ordinaria dalle ore 10:30
- Dalle ore 12:00 e per tutta la giornata: servizio bar - ristoro presso la nuova locanda della Fortezza che rimarrà in servizio per tutta la durata dell'evento. Imperdibile occasione per fare un pic-nic tra i torrioni dell'antica fortezza con panini, focacce e fave di stagione.
- A partire dalle ore 14.30 inizio delle attività in base al programma della giornata.

27 e 28 Marzo dalle 14:30 visite in costume della torre e dei sotterranei assieme a due guide d'eccezione: direttamente dal XIV secolo Andreola e Bartolomeo Parentucelli, genitori del famoso Papa sarzanese Niccolò V. I visitatori avranno quindi modo di tuffarsi nella Sarzana del trecento scoprendo gli usi e i costumi dell'epoca raccontati direttamente dai suoi protagonisti.
Tariffe:
Dalle 10:30 alle 12:00 - tariffa ordinaria
Dalle 12:00 alle 19:00 - Ingresso agli spalti della Fortezza con area ristoro E1,00
- Ingresso e visita animata alla torre e sotterranei E6,00
Fortezza di Sarzanello
Telefono 0187.622080
Fax 0187.1500158
Cellulare 339.4130037
info@fortezzadisarzanello.com

- In provincia di Verbania il 26 marzo, 27 marzo, 28 marzo a Cannero Riviera la Mostra delle Camelie. Maggiori informazioni Mostra della Camelia a Cannero Riviera.

-   il 28 marzo a Conzano la Fiera degli Antichi Mestieri, uno degli eventi tradizionali di Pasquetta in provincia di Alessandria nel centro storico del paese del Monferrato con ingresso libero: bancarelle, intrattenimenti e stand gastronomici, di solito è previsto un bus navetta che collega la Fiera con i parcheggi. 

- Il 28 marzo a Cerrina Monferrato Mangià an Munfrà passeggiata enogastronomica a tappe che si svolge nel territorio comunale di Cerrina. Itinerario a tappe di circa 8 chilometri che consente di godere degli splendidi panorami sulle colline del Monferrato, suddiviso in quattro punti tappa dove sono serviti piatti tipici piemontesi e vini locali. 

- In provincia di Asti il 28 marzo a Berzano di San Pietro Fiera dei Prodotti Agricoli ed Artigianali Locali, il Mercatino di Pasquetta, annuale mercato interscambio di oggetti antichi, usati e di antiquariato e fiera dei prodotti agricoli ed artigianali.


- Il 28 marzo a Cisterna d'Asti partenza alle ore 10.30, passeggiata di circa 6 chilometri sui sentieri del Roero, al termine si raggiunge casa Natura dove si svolgerà il pranzo. Quota di partecipazione 5,00 euro (+ costo pranzo). 

- Il 28 marzo a Vinchio Festa della Primavera, merenda con prodotti tipici locali accompagnati dall’impareggiabile vino Barbera delle colline Vinchiesi.

- In provincia di Biella il 28 marzo a Muzzano località Bagneri Pic nic in allegria con le frittate a base di erbette dei prati e altre semplici prelibatezze.


- Il 28 marzo a Ricetto di Candelo il mercatino di Pasquetta, Mercato speciale dei produttori agricoli di Pasquetta all'interno del Ricetto.

- Il 27 marzo e 28 marzo a Pamparato (CN) Maestri di Gusto di Fiera, mercato regionale che si svolge tra il centro storico e il Castello Cordero di Pamparato, artigiani, aziende agricole, bancarelle, giochi per bambini e degustazioni. 


-  Il 27 marzo e 28 marzo a Costigliole Saluzzo Flora intorno alla natura presso Palazzo Sarriod de la Tour, eposizione e la vendita al pubblico di fiori , piante, prodotti dell'orto, derivati e artigianato di pregio artistico.




Infine ricordiamo che domenica 3 aprile si apre “PARCO RACCONTA 2016” il nuovo calendario delle iniziative dell’Ente
di Gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese che dal 1° gennaio gestisce il Parco
Naturale delle Capanne di Marcarolo e la Riserva Naturale del Torrente Neirone di Gavi.
Nella giornata dedicata alla Commemorazione dei Martiri della Benedicta, ci sarà nel pomeriggio a
partire dalle 14.30 l’apertura stagionale dell’Ecomuseo di cascina Moglioni con l’inaugurazione
della mostra “Ricordo della Bionda Tortonese” dell’artista Piero Leddi, artista milanese con
origini familiari dall’Appennino piemontese della Val Curone.
La mostra da titolo “Ricordo della Bionda Tortonese” è una raccolta di dipinti, disegni e foto dedicate
alla razza bovina locale, la bionda tortonese, emblema della vita agreste dell’Appennino settentrionale.
La mostra sarà accompagnata da uno splendido video sul mondo contadino del passato e del presente
con un dialogo di Piero Leddi e Gilberto Finzi. Vai al sito del Parco

-

venerdì 29 gennaio 2016

Concorso fotografico organizzato da Green Italia Liguria: “Corsi d’acqua e di cemento”

Articolo del Secolo XIX di Genova sul concorso fotografico lanciato da Green Italia Liguria.
21 gennaio 2016

“Corsi d’acqua e di cemento”, lanciato il concorso fotografico


Genova - Acqua e cemento. A Genova sono tradizionalmente elementi contrastanti e fonti di drammi. Dove c’è troppo cemento, l’acqua non defluisce e crea danni e tragedie:è quasi una regola. Coraggioso, dunque, il titolo del concorso fotografico appena lanciato dal Municipio Levante “Corsi d’acqua e di cemento”.
Un concorso che intende fornire una fotografia complessiva della Liguria, dei suoi preziosi corsi d'acqua e delle ferite profonde lasciate dalla mala gestione dei territori e dall'abuso di cemento.
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