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domenica 20 maggio 2018

CAPITOZZATURE: IL DIFFICILE RAPPORTO TRA LA SOCIETA' ATTUALE E GLI ALBERI

Loc.Cabannina - Ronco S.

Carrosio


Dal sito della Scuola Agraria di Monza


Articolo del 01/10/2015 12:12:42 di Giuli Giulio

Si è sempre fatto così!
Riflessioni sul problematico rapporto tra uomo e albero.


La diffusa predisposizione a trasformare in umano tutto quello che umano non è, alberi compresi, è stata e continua a essere una delle principali fonti di danno per gli alberi. Cercare similitudini con l’essere umano può funzionare con le stagioni, ma non serve se si parla di alberi.
Carie del legno “curate” come dal dentista, cavità drenate, riempite, sigillate, tagli a filo del tronco, pomate cicatrizzanti, flebo e iniezioni, per citarne alcune, sono tutte pratiche nate e giustificate da questo tipo di approccio.


Dimostrare la reale diversità che esiste tra noi e gli alberi smontando questo falso buon senso dovrebbe essere cosa relativamente semplice: eppure circa venti anni sono trascorsi dalla pubblicazione dei primi lavori del compianto Alex Shigo, alla pressoché universale accettazione delle sue teorie riguardanti l’albero. Diversi ricercatori hanno poi indagato sui modelli di sviluppo delle varie specie, sulle caratteristiche meccaniche del legno dell’intera pianta, sulle reazioni alla potatura e altro ancora. Per chi vuole ascoltare, sono ormai disponibili numerose informazioni necessarie a comprendere il funzionamento dell’albero e a guidarne la corretta gestione.


Esiste però un’altra importante causa di maltrattamenti e pratiche dannose, su cui è forse ancora più difficile lavorare: la comprensione dei tempi dell’uomo e di quelli dell’albero.


Esistono enormi differenze tra la scala temporale in cui si svolgono le nostre brevi vite e i lunghi e lenti tempi di sviluppo degli alberi.


Inoltre l’uomo ha la memoria corta.


Non è facile convincere il proprietario dell’amata grande quercia che tra le cause del disseccamento ci sono proprio gli scavi fatti quando 8/10 anni prima decise di ingrandire il garage e di fare la piscina. Risulta ancora più difficile spiegargli che la reazione apparentemente positiva alla mutilazione della chioma fatta poi eseguire era solo illusoria e che invece proprio questo secondo intervento sconsiderato ha rappresentato per l’albero il colpo di grazia. LEGGI TUTTO

CAPITOZZATURE: QUANTO MALE AI NOSTRI ALBERI!

venerdì 17 marzo 2017

DAI CIRCOLI LEGAMBIENTE DI ASTI: INCONTRO DI STUDIO SULLE POTATURE E SULLA GESTIONE DEFLI ALBERI ORNAMENTALI - VILLAFRANCA D'ASTI 17 MARZO ORE 21


“Un albero messo a dimora e coltivato in modo corretto e che non presenti difetti od alterazioni di varia natura non necessita, di norma, di potatura.” – dal “Regolamento del verde pubblico e privato della citta' di Torino”.

Purtroppo quanto vediamo nelle nostre città e campagne non riflette la giusta considerazione del Regolamento di Torino. “Quante volte abbiamo visto alberi capitozzati e ci siamo chiesti se si tratti di una buona tecnica oppure no; quante volte vediamo betulle seccare dopo la potatura, pini sanissimi morire dopo essere stati cimati” afferma Angelo Porta, Presidente del Circolo Legambiente Valtriversa di Villafranca d’Asti.

Per correggere queste pratiche scorrette e pericolose, proponendo invece esempi corretti di potatura, il Circolo Legambiente Valtriversa ed il Circolo Gaia Legambiente di Asti, in collaborazione con l’Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l’astigiano, con il patrocinio dell’Ordine dei Dottori agronomi e forestali del Piemonte, organizza per venerdì 17 marzo 2017 – con inizio alle ore 21 - a Villafranca d’Asti, presso la sala “Renato Bordone”, un momento di studio sulla potatura e gestione degli alberi ornamentali.
Interverranno il Prof. Marco Devecchi, docente di «Parchi e Giardini» del Corso di Laurea in “Scienze e Tecnologie agrarie” e Coordinatore per l’Università di Torino del Corso di Laurea Magistrale interateneo In “Progettazione delle aree verdi e del paesaggio” e il Dott. Massimo Tirone, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Torino, nonche’ consulente del Tribunale.
L’obiettivo della serata è illustrare le regole generali da seguire, i principali errori da evitare nella potatura degli alberi ornamentali e le responsabilità degli Amministratori; verrà in particolare illustrato il caso-scuola dell’alberata storica presente sulla ex statale 10 (Padana Inferiore) nel tratto in provincia di Asti.
La serata è aperta a chiunque interessato al tema: sindaci, assessori, professionisti, cittadini; verrà assicurato ampio spazio alle domande del pubblico presente in sala.

La partecipazione al convegno dà diritto al riconoscimento di nr. 0,25 CFP SDAF15 per la categoria dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali/Rif Reg.CONAF 3/2013

Tra le numerose voci che si sono fatte sentire negli ultimi anni sul tema, riportiamo quanto scriveva Tiziano Fratus su La stampa del 10 aprile 2015: “Sempre più spesso ci troviamo di fronte a filari capitozzati, alberate spennate e scheletriche come le gambe dei quadrupedi de La tentazione di Sant’Antonio di Salvador Dalì. Fughe prospettiche fatte di segmenti spinti verso il cielo, un cielo che piange – e per fortuna non capiamo quanto – per l’ennesimo scempio alimentato da un mercato dove tanti soggetti si combattono a forza di ribassi, sconti e spesso incoscienza. Gli alberi non vanno potati ogni due o tre anni. Gli alberi vanno sempre alleggeriti laddove è strettamente necessario, si rimuove il secco laddove si è andato a raccogliere, ma non c’è affatto bisogno di “spelare vivi “ questi nostri compagni di convivenza. Non sono alberi da frutto. Si capitozzano, si spolpano le chiome, si predano come a voler dire agli assessori quanto lavoro sia stato fatto. La potatura severa o esagerata accelera i ritmi di crescita degli alberi che tentano di recuperare, creando chioma fragile in poco tempo, fatto che alimenta a sua volta nuove e ravvicinate potature.”