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lunedì 17 maggio 2021

COS'E' LA PAC ? - CICLO DI INCONTRI "CONOSCERE IL TERRITORIO" - GIOVEDI' 20 MAGGIO ORE 20.30


La politica agraria comune, delineata ogni 7 anni dall'Unione europea per garantire cibo ai Paesi aderenti, è fondamentale per la sopravvivenza alimentare del nostro continente: ma quanto ne sappiamo? 

Giovedì 20 maggio approfondiremo l'argomento con Francesco Panella, già presidente di Unaapi (Unione nazionale associazioni apicoltori italiani) e membro del Gruppo miele del COPA COGECA (il Comitato che riunisce i Sindacati di agricoltori e le Organizzazioni delle cooperative della UE)

Per ricevere il link Meet e seguire l'appuntamento on-line, potete scrivere a mario@casaprian.it oppure mandarino.piero@gmail.com

giovedì 27 aprile 2017

#CAMBIAMOAGRICOLTURA: CI PROVIAMO INSIEME?




Il modello agricolo europeo è preoccupante, vengono utilizzati quantitativi massicci di prodotti chimici che stanno avvelenando il suolo con gravissimi danni alla biodiversità.   
Solo nel nostro Paese ogni anno finiscono nei campi 65.000 tonnellate di pesticidi. A questo si aggiungono gli antibiotici somministrati negli allevamenti in batteria che causano la selezione di batteri sempre più resistenti ai farmaci, responsabili di infezioni mortali anche per l'uomo. Tutto finisce nei nostri piatti. 

Non possiamo fidarci di quello che mangiamo! 

L'agricoltura intensiva, con il pretesto di aumentare le produzioni e contrastare la diffusione di insetti e malattie nelle specie coltivate, annienta con la chimica le difese naturali delle piante e degli animali allevati. E tutto ciò con i soldi dei cittadini europei. Ha ancora senso questa agricoltura?
 
La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sul futuro della Politica Agricola Comune (Pac) per decidere se e come modificarla. C’è tempo fino al 2 maggio per sostenere la Campagna “Cambiamo agricoltura” e partecipare alla Consultazione pubblica.

Serve un cambiamento radicale 

della Pac che possiamo determinare, 

insieme!   

 
                                  FIRMA ORA!
 



sabato 8 aprile 2017

#CAMBIAMOAGRICOLTURA: LANCIATA LA PETIZIONE PER CAMBIARE LA POLITICA AGRICOLA EUROPEA



Aiab -  Associazione Italiana Agricoltura Biodinamica - Fai - Federbio - ISDE - Legambiente - Lipu - Wwf


Comunicato stampa

#CAMBIAMOAGRICOLTURA
SERVE UNA RIFORMA RADICALE DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE (PAC)
DA OGGI PETIZIONE ONLINE AL SITO WWW.CAMBIAMOAGRICOLTURA.IT
PER CHIEDERE UNA NUOVA AGRICOLTURA CHE GARANTISCA CIBO DI QUALITA’, RISPETTO PER LA SALUTE E TUTELA DELLA NATURA


Cambiare in modo radicale la Politica agricola comune (Pac), per premiare gli agricoltori più rispettosi dell’ambiente ed amici della natura e per produrre alimenti sani e rispettosi della salute dei consumatori. E’ online da oggi sul sito www.cambiamoagricoltura.it la raccolta firme promossa dalle Associazioni Ambientaliste e dell’Agricoltura Biologica rivolta sia a cittadini che ad Associazioni, per chiedere un cambiamento radicale e decisivo della politica agricola europea. La campagna #CambiamoAgricoltura, supportata dalla Fondazione Cariplo, è parte della campagna europea Living Land, avviata in data odierna mentre si sta svolgendo la consultazione pubblica voluta dalla Commissione europea sul futuro della Pac, consultazione che terminerà il 2 maggio.

Per decenni, di riforma in riforma, l’Unione europea non ha saputo correggere gli effetti distorsivi di una Politica agricola che, pagata con i soldi dei cittadini europei, ha favorito un ristretto numero di grandi aziende agricole intensive a discapito dei produttori estensivi, più sensibili al rispetto dell’ambiente, del benessere animale e della biodiversità, come molti produttori biologici o biodinamici. Una Pac che, così com’è formulata ora, contribuisce alla perdita di biodiversità e habitat naturali, al cambiamento climatico, al degrado del paesaggio, all’erosione del suolo, alla scarsità d’acqua, così come all’inquinamento delle acque e dell’aria.

“Per cambiare in modo radicale la Pac è essenziale che il maggior numero di persone e associazioni facciano sentire la loro voce per chiedere un’altra agricoltura che tuteli la salute delle persone e dell’ambiente – dichiarano le Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica che appoggiano la campagna “Cambiamo Agricoltura”– vogliamo far sapere alla Commissione europea che il sistema agricolo europeo va cambiato e per questo serve una vera riforma della Pac”.


Sono quattro i requisti essenziali indicati dalle Associazioni per la prossima riforma della Pac: “La riforma dovrà essere: giusta per gli agricoltori, i lavoratori salariati agricoli e le comunità rurali; sostenibile per l’ambiente e il paesaggio, per avere acqua pulita, un suolo fertile, per rispettare il benessere degli animali e garantire la tutela della natura; sana per il nostro cibo e per il benessere di tutti; responsabile per proteggere il futuro del pianeta e del clima, per un’agricoltura veramente sostenibile a livello globale”.
Una nuova e ulteriore conferma del fallimento della PAC attuale, basata sui pagamenti diretti alle aziende con il primo pilastro, e della scarsa volontà dell’Europa di cambiare la rotta di questa politica, è il dossier presentato pochi giorni fa, il 29 marzo, dalla Commissione europea sulle Efa (Ecological focus areas), ossia quelle aree pari al 5% dei terreni agricoli seminativi aziendali che dovrebbero essere dedicate alla tutela della biodiversità, in cambio del pagamento “Greening” (il 30% delle risorse del primo pilastro della Pac). Il rapporto evidenzia che la maggior parte delle Efa è costituita oggi da colture azotofissatrici che non contribuiscono sensibilmente alla conservazione della natura; inoltre il rapporto non contiene un’analisi dell’impatto delle Efa sulla biodiversità e si conclude con la decisione di non alzare la percentuale dal 5% al 7%, come consentito dai regolamenti, a conferma, appunto, di una scarsissima attenzione per l’ambiente e per la tutela della natura.
Anche questa è la prova ulteriore del fallimento degli obiettivi ambientali del primo pilastro della PAC e della necessità di trasferire risorse dal primo al secondo pilastro per sostenere le iniziative del territorio in termini di servizi ecosistemici, di tutela della biodiversità, introducendo il criterio dei pagamenti alle aziende agricole in base ai risultati ambientali concreti raggiunti ed utili per la collettività.
Per partecipare alla consultazione online e cambiare la Pac, basta un click sul sito www.cambiamoagricoltura.it

4 aprile 2017

GLI UFFICI STAMPA:
Lipu – tel 340 3642091
Legambiente – 06 86268399 - 53
Wwf –
Fai -
Federbio -
Aiab - 
Associazione Italiana Agricoltura Biodinamica -
ISDE -


SCHEDA
LA POLITICA AGRICOLA COMUNE DELL’UNIONE EUROPEA IN ITALIA

L’attuale riforma della PAC 2014/2020 è stata definita dopo un lungo e faticoso negoziato svolto per la prima volta secondo la procedura legislativa ordinaria introdotta con il Trattato di Lisbona (art. 294 del TFUE), che ha coinvolto Parlamento europeo, Consiglio e Commissione.

QUANTO COSTA OGGI LA PAC:

Le risorse destinate alla PAC corrispondono complessivamente al 38% dell’intero bilancio dell’Unione Europea.

I finanziamenti della PAC per il periodo 2014 – 2020 per l’Italia ammontano a 52 miliardi di euro (41,5% miliardi fondi UE e 10,5 miliardi fondi nazionali), suddivisi come segue:
  • Pagamenti diretti (primo pilastro): 27 miliardi di euro (fondi UE)
  • OCM (Organizzazione comune di mercato) vino e ortofrutta: 4 miliardi di euro (fondi UE)
  • Sviluppo rurale (secondo pilastro): 21 miliardi di euro (10,5 miliardi fondi UE e 10,5 miliardi fondi nazionali)

Le aziende agricole in Italia al 2010 (fonte censimento ISTAT) erano 1.620.844. Oggi 1.136.240 aziende percepiscono un premio dal primo pilastro della PAC 2014 – 2020 (le aziende che fino al 2013 percepivano meno di 250 euro/anno dal primo pilastro della PAC sono oggi escluse dai pagamenti diretti).

In Italia la superficie media aziendale dichiarata è pari a 8 ettari a fronte dei 52 ettari della Francia, i 46 ettari della Germania, e i 24 ettari della Spagna.

Sono 780.000 gli agricoltori italiani che continuano a ricevere, su base annua, meno di 1.250 euro di finanziamenti. Per altri 353.000 agricoltori i pagamenti diretti della PAC sono compresi tra i 2.000 e 10.000 euro. Sono invece solo 2.950 gli agricoltori italiani che beneficiano maggiormente della PAC, con contributi annui che vanno da 100.000 e oltre 300.000 euro insieme alle 290 aziende che ottengono tra i 300.000 e 500.000 euro l’anno.

Il 52% delle risorse della PAC sono pertanto distribuite a pioggia essenzialmente come rendita fondiaria, senza nessun beneficio diretto per l’ambiente o per una conversione verso un’agricoltura più sostenibile e con risultati concreti verificabili in termini di minore impatto ambientale e maggiore salubrità del cibo che consumiamo.

COS’E’ E COSA PREVEDE IL GREENING:

La principale novità della PAC 2014 – 2020 nell’ambito del primo pilastro doveva essere il “greening”, le misure obbligatorie aggiuntive a favore dell’ambiente e della biodiversità che motivavano l’investimento delle risorse pubbliche dell’Unione Europea nell’agricoltura. Il “greening” alla prova dei fatti si è dimostrato essere un autentico “imbroglio ecologico”:

Sulla base del Regolamento UE della PAC il “greening” prevede:
  • Diversificazione delle colture
  • Mantenimento dei prati e pascoli permanenti (non arati da almeno 5 anni)
  • Destinazione del 5% della SAU a seminativi alle Aree d’interesse ecologico (EFA)

In realtà:

Il 57% della superficie agricola in Italia, che corrisponde a più del 90% delle aziende agricole, non deve rispettare le regole che proteggono la biodiversità. In Italia il 57% della superficie agricola utilizzata (SAU) non è sottoposta all’obbligo di costituire l’area di valenza ambientale che comprende fasce tampone, alberi, siepi e stagni. 


martedì 7 marzo 2017

#StopGlifosato - APPELLO PER UNA RIFORMA DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE CHE PUNTI ALLA SOSTENIBILITÀ



SERVE UNA RADICALE RIFORMA DELLA PAC
PER UNA AGRICOLTURA PIU’ SOSTENIBILE
Oltre 130 organizzazioni della società civile chiedono all’Unione Europea
una riforma dalla sua Politica Agricola Comune

Da 25 Paesi, oltre 130 organizzazioni appartenenti a svariati ambiti della società civile quali associazioni ambientaliste, reti di giustizia sociale, agricoltori biologici, pastori, movimenti contadini, operatori forestali sostenibili, gruppi per la tutela della salute, organizzazioni per il benessere animale, associazioni di consumatori, partnership economiche e del commercio equo e solidale, organizzazioni a tutela del patrimonio culturale e per  uno sviluppo rurale sostenbile, cooperative di consumatori, associazioni per il turismo sostenibile e l’artigianato hanno chiesto oggi ai Ministri europei all’agricoltura di realizzare una riforma radicale della Politica Agricola Comune dell’Unione Europea (PAC).
La richiesta viene avanzata in occasione del Consiglio dei Ministri all’agricoltura che si incontrano oggi a Bruxelles per discutere della prossima riforma della PAC[1], in vista della revisione di medio termine della programmazione 2014 – 2020, alla luce della consultazione pubblica avviata dalla Commissione Europea sul futuro della sua politica agricola.
Le organizzazioni (19 quelle italiane che hanno al momento aderito) hanno sottoscritto una dichiarazione comune intitolata “Buon cibo, buona agricoltura – Ora!” nella quale si afferma che “la PAC è profondamente sbagliata perché  ha generato l’attuale sistema agro-industriale che porta vantaggi a una minoranza a scapito della maggioranza delle persone, degli agricoltori e del pianeta”. Una riforma radicale della PAC è urgente al fine di avviare una transizione verso un sistema agro-alimentare che sostenga economie eque e diversificate, sia sostenuto da alternative valide come l’agricoltura biologica e agro-ecologica, rispetti l’ambiente e il benessere animale, migliori la salute dei cittadini e sia trasparente.
PERCHE’ LA PAC ATTUALE E’ SBAGLIATA: 
·         Globalmente, più del 90% delle varietà di piante coltivate sono scomparse dai campi e il 75% del cibo mondiale si ottiene da solo 12 specie di piante e 5 di animali (FAO, 2004: Building on Gender, Agrobiodiversity and Local Knowledge).
·         L’impronta ecologica del cibo dell’UE ammonta a 269 milioni di ettari (il 40% dei quali fuori dai confine dell’Unione), un’area pari a circa quella della Francia e dell’Italia messe insieme (Fischer G., S. Tramberend, M. Bruckner and M. Lieber, forthcoming. Quantifying the land footprint of Germany and the EU using a hybrid accounting model. Dessau: German Federal Environment Agency).
·         Il 20% del cibo prodotto nell'UE (88 milioni di tonnellate) viene sprecato ogni anno (http://www.eu-fusions.org/phocadownload/Publications/Estimates of European food waste levels.pdf), mentre 43 milioni di cittadini europei (8,5%) non possono permettersi, a giorni alterni, un pasto di qualità;
·         L’uso elevato di antibiotici negli allevamenti contribuisce alla diffusione delle resistenze agli antibiotici, la qual cosa potrebbe causare una crisi globale con la morte di oltre 10 milioni di persone all’anno entro il 2050: https://amr-review.org/sites/default/files/160518_Final paper_with cover.pdf  
·         Nel 2014, quasi 400.000 tonnellate di pesticidi (principi attivi) sono state vendute nell’UE, mostrando un aumento in confronto ai tre anni precedenti (dati Eurostat: http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Agri-environmental_indicator_-_consumption_of_pesticides).
·         Le emissioni prodotte dagli allevamenti, come l’ammoniaca, contribuiscono in maniera significativa all’inquinamento dell’aria che è responsabile di oltre 400.000 morti all’anno nella UE (dati dell’European Environment Agency: http://www.eea.europa.eu/publications/air-quality-in-europe-2016 ).

In allegato il testo della dichiarazione comune
Hanno aderito ad oggi le seguenti Associazioni italiane: LIPU-BIRDLIFE ITALIA - WWF ITALIA - LEGAMBIENTE - FAI FONDO AMBIENTE ITALIANO - FEDERAZIONE PRO NATURA - GREENPEACE - FEDERBIO  - AIAB ASSOCIAZIONE ITALIANA AGRICOLTURA BIOLOGICA - ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA - FIRAB - SLOW FOOD ITALIA - ISDE Medici per l’Ambiente - COMPASSION IN WORLD FARMING ITALY – CONSORZIO DELLA QUARANTINA – PAN ITALIA Pesticide Action Network – TERRA NUOVA – UNAAPI UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI APICOLTORI ITALIANI - SOLETERRE ONLUS - DEAFAL ONG.

La Consultazione sulla modernizzazione e la semplificazione della politica agricola comune (PAC) della Commissione Europa è stata aperta il 2 febbraio e resterà aperta fino al 2 maggio:

La Portavoce del Tavolo delle Associazioni:  Maria Grazia Mammuccini, 3357594514
Gli uffici stampa:
Ufficio stampa FederBio:  Silvia Pessini - silvia.pessini@ariescomunicazione.it  - Cell. 348 3391007    
Ufficio Stampa Lipu : Andrea Mazza andrea.mazza@lipu.it   Cell. 3403642091                 
Ufficio Stampa WWF : Cristina Maceroni, c.maceroni@wwf.it – Cell. 329.8315725 
Ufficio Stampa  Ufficio stampa Legambiente: Milena Dominici – m.dominici@legambiente.it  - Cell. 349.0597187 , Luisa Calderaro – l.calderaro@legambiente.it - 06.86268353