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martedì 19 novembre 2019

giovedì 13 dicembre 2018

SETTIMANA DENSA DI EVENTI ! Dal premio Luisa Minazzi, alla manifestazione Notav di Torino, alla festa dell'Albero con i bimbi di Pasturana

Care/i amiche/i,

questa che sta per concludersi  è stata una settimana carica di appuntamenti per il nostro circolo.
Venerdì 7 dicembre abbiamo partecipato alla cerimonia conclusiva del Premio "Luisa Minazzi" - Ambientalista dell'anno 2018: tra i candidati, tutti con curriculum di pregio, spiccava anche il nostro Francesco Panella che ha portato a casa ben due riconoscimenti: Il premio speciale per l’economia sociale e sostenibile conferito dalla Città di Casale Monferrato e la menzione speciale del quotidiano La Stampa 


Dal sito dell'Agenzia internazionale stampa estero:  “Anche quest’anno il Premio è stata l’occasione per raccontare le storie di donne e uomini che s’impegnano, ciascuno a modo proprio, per il benessere della comunità, la diffusione del messaggio ambientale, l’innovazione d’impresa, la salvaguardia del territorio – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente -. Tutte storie di un’Italia capace e sensibile, di persone che in tanti modi diversi vogliono contribuire al cambiamento. Senza dimenticare che il Premio è intitolato a una donna simbolo di una delle battaglie più dure e importanti per il nostro Paese, quella contro l’amianto che, nonostante 26 anni fa sia stato messo al bando con la legge 257/92, continua a essere molto diffuso su tutto il territorio nazionale e continua a minacciare salute e ambiente. Anche la scelta di Casale Monferrato come luogo in cui si svolge il premio è importante. Qui dopo tanti anni si è conclusa la bonifica degli stabilimenti dell’Eternit e al loro posto è sorto un parco cittadino, a testimoniare che le battaglie per l’ambiente e la salute, anche le più difficili, si possono vincere”.

Questo è il comunicato dell'ente organizzatore: 
Non supereroi, bensì persone normali che hanno saputo raggiungere risultati straordinari con passione, coraggio e dedizione: sono gli otto finalisti del Premio “Luisa Minazzi – Ambientalista dell’Anno”, assegnato oggi pomeriggio nella Sala Consiliare del Comune di Casale Monferrato (AL).
Il Premio ha segnato il momento conclusivo della seconda edizione del Festival della virtù civica, che ha animato la cittadina piemontese da domenica 2 dicembre ad oggi.
A ricevere il riconoscimento, promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia insieme al Comitato organizzatore che raccoglie un’ampia rete di associazioni locali del Monferrato casalese, è stato Giovanni De Feo, docente universitario, ideatore e promotore del progetto di educazione ambientale Greenopoli. A lui sono andate, infatti, 1.765 preferenze sul totale delle circa 7.000 (più del doppio rispetto alla scorsa edizione) giunte da tutta Italia, nell’arco di due mesi, alla Segreteria organizzativa, fra schede inviate per posta, votazione online e tramite le urne allestite in diversi luoghi del Casalese.
Giovanni De Feo insegna Ecologia Industriale presso il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Chimica e Ingegneria gestionale della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Salerno. Ma la sua capacità di divulgare, in maniera semplice e convincente, i principi della sostenibilità non conosce confini generazionali. Apprezzato per la sua competenza dagli adulti, De Feo è amatissimo anche dai più giovani, ai quali si rivolge attraverso il progetto di educazione ambientale Greenopoli (www.greenopoli.it), da lui ideato e promosso. Grazie al web e ad incontri dal vivo a base di rap e narrazioni, De Feo riesce così a trasmettere a bambini e ragazzi concetti a volte molto complessi sensibilizzandoli sulle tematiche ambientali.
A maggio 2018 è stato nominato Socio Onorario dell’Associazione Italiana di Scienze Ambientali – AISA. Per l’attività di divulgazione ambientale con il metodo Greenopoli, nel 2018 ha ricevuto i premi Vesuvio Verde, Anfiteatro d’argento, Premio Internazionale Prata.
Grande l’emozione di De Feo nell’apprendere di essere l’Ambientalista dell’Anno 2018: “è stato un anno fortunato, di grandi soddisfazioni personali e professionali. Qui a Casale ho trovato persone belle, ricche di umanità. Con Greenopoli ogni anno incontro diecimila studenti, i più giovani hanno capacità di comprensione immediata, sono i bambini che mi insegnano. Questo metodo, che consiste nell’andare a scuola e lasciarsi prendere per mano dai bambini, è il modo per arrivare a cambiare i grandi”.
Oltre a Giovanni De Feo, erano candidati al Premio Luisa Minazzi – Ambientalista dell’Anno 2018: Vincenzo Cordiano, specialista nel campo dei tumori del sangue, il cui grido d’allarme ha portato il Consiglio dei Ministri a dichiarare lo stato di emergenza per i Pfas in Veneto; Marcello Dondeynaz, che insieme al comitato “Ripartire dalle Cime Bianche” di cui è referente, lotta per la tutela di uno degli ultimi lembi incontaminati sul versante meridionale del Monte Rosa; Salvatore Gullì, che come commissario prefettizio sta aiutando la comunità di San Luca, in Aspromonte, a guardare al futuro e a non piegarsi alla ‘ndrangheta; Francesco Panella, dedito da sempre alla tutela delle api e tra i protagonisti della battaglia che ha portato a maggio allo stop della Ue alle tre molecole insetticide più utilizzate al mondo e nocive per questi insetti; VenTo, la dorsale cicloturistica italiana di EuroVelo 8, che punta a collegare Venezia a Torino per 700 chilometri lungo il Po; RECUP, il servizio di recupero degli alimenti invenduti nei mercati rionali da donare a chi ne ha bisogno; Guendalina Salimei, architetto che ha riprogettato in ottica comunitaria il quarto piano del Corviale, nella periferia romana, per strapparlo al degrado.
A ognuno degli otto candidati è stato assegnato un riconoscimento, a testimoniare che nel loro insieme gli Ambientalisti dell’anno (che vengono ogni anno individuati sulla base delle segnalazioni della Giuria preliminare) rappresentano la miglior sintesi di un’Italia che non si rassegna, che ragiona, investe, opera, costruisce e combatte per il bene comune e per rispondere ai bisogni della contemporaneità, dalla lotta all’inquinamento alla creazione di un’economia circolare, equa e sostenibile.
Durante la partecipata cerimonia di premiazione i finalisti, intervistati dalla giornalista Marina Maffei, hanno raccontato la propria esperienza, trasmettendo al pubblico un importante messaggio sul valore positivo del cambiamento. Ascoltarne la storia è stato intenso ed ispirante ed ha ricordato, una volta di più, che si inizia il cammino spesso da soli, ma che la verità ha una voce che non può essere ignorata o dimenticata.
Allo stesso modo l’impegno civile speso in vita da Luisa Minazzi rende indimenticata la sua figura. Il Premio Ambientalista dell’Anno, che è alla dodicesima edizione, è a lei intitolato dal 2012: Luisa, direttrice didattica, ambientalista ed amministratrice comunale casalese, ha lottato duramente prima di arrendersi nel 2010 al mesotelioma, una sorte beffarda per chi come lei ha trascorso la vita battendosi contro l’amianto. Durante la premiazione, ne ha tratteggiato un sentito ritratto la giornalista Monica Triglia, ma il suo ricordo trapela anche dalla passione con cui la nascente Associazione Amici di Luisa, insieme al Comune di Casale Monferrato e all’Ente di gestione delle aree protette del Po vercellese-alessandrino, ha organizzato questa seconda edizione del Festival della virtù civica, dopo il positivo esordio nel 2017.
La cerimonia del Premio Luisa Minazzi – Ambientalista dell’Anno è stata aperta dal saluto in video del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, finalista nel 2015, che, nell’invitare il vincitore del premio a Roma per conoscerne la storia, ha ricordato la sua esperienza a Casale e sottolineato l’importanza di avere una visione nella tutela ambientale. La premiazione ha visto gli interventi della sindaca di Casale Monferrato Titti Palazzetti, dell’assessora all’ambiente Cristina Fava, del presidente dell’Ente di gestione delle aree protette del Po vercellese-alessandrino Francesco Bove, del direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti, del direttore di Legambiente Piemonte Giampiero Godio, del direttore generale di Arpa Piemonte Angelo Robotto. Franco Pistono (ARPA Piemonte), ideatore di musica d’ambiente e compositore della canzone per il Parco Eternot di Casale Monferrato ha curato un intermezzo musicale. Silvia Barruscotto ha raccontato il progetto casalese Urban Regeneraction, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e esempio di virtù civica.
La premiazione ha siglato il momento conclusivo del Festival della virtù civica, il cui obiettivo è valorizzare la presenza a Casale Monferrato dei finalisti chiamandoli a condividere le loro storie ed esperienze unitamente a quelle di altri significativi esempi di impegno civile.
Grazie ad un fitto calendario con quattordici appuntamenti (tavole rotonde, convegni, presentazioni di libri, concerti, videoproiezioni ed una mostra) ed oltre trenta ospiti, il Festival ha coinvolto dal 2 dicembre ad oggi un pubblico trasversale, con particolare attenzione al mondo della scuola.
«Il Festival della virtù civica ha portato alla ribalta otto splendide storie di cambiamento – commentano Marco Fratoddi, Vittorio Giordano e Gian Paolo Minazzi che coordinano il gruppo di lavoro dell’Associazione Amici di Luisa – La bellezza del Festival è data dal fatto che ha messo veramente in contatto ravvicinato gli ospiti e i cittadini. Molto apprezzati anche i momenti di ospitalità presso alcune famiglie del Monferrato. Forte il coinvolgimento degli studenti, di ogni età, che hanno partecipato ai numerosi incontri. Crediamo infatti che il nostro slogan “le persone sono il cambiamento” si rifletta proprio nella parte di popolazione che guarda al futuro».
Il Premio Luisa Minazzi – Ambientalista dell’Anno è promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia insieme al Comitato organizzatore che raccoglie un’ampia rete di associazioni locali del Monferrato casalese.
Il Festival della Virtù Civica è ideato e curato dalla nascente Associazione Amici di Luisa insieme alla Città di Casale Monferrato e all’Ente di gestione delle aree protette del Po vercellese-alessandrino. La manifestazione vede la partecipazione in qualità di maggior sostenitore di Weleda, il gruppo che produce cosmetici naturali olistici e rimedi omeopatici e antroposofici che sin dalla sua fondazione ha posto grande attenzione alla responsabilità sociale, ambientale ed economica. Contribuiscono anche Consorzio Casalese Rifiuti, Cosmo S.p.A., Energica, Zaffiro Serramenti, partecipano e supportano il Festival Afeva, Agesci, Auser, Avis, Cai, Confraternita degli Stolti, Equazione, L’Albero di Valentina, Monferrato Oltre, Legambiente e La Nuova Ecologia. Media partner sono La Nuova Ecologia, Tuttogreen de La Stampa e il bisettimanale Il Monferrato.
La mostra “Bee Active! Alla scoperta delle api” è stata realizzata in collaborazione con Mielizia e Conapi. Si ringraziano la Libreria Labirinto di Casale Monferrato per la disponibilità degli spazi e la Tipografia La Nuova Operaia.

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Sabato 8 dicembre il nostro circolo invece ha manifestato a Torino insieme ad altre migliaia di cittadini : ancora una volta abbiamo ribadito la nostra opposizione al Sistema Grandi Opere: 

- Siamo a favore del trasporto su rotaia e contrari al trasposto su gomma, QUINDI siamo contrari al Tav

- Siamo a favore del progresso nel suo insieme, cioè del lavoro, della salute, della qualità della vita, QUINDI siamo contrari al Tav

- Siamo favorevoli alla tutela del territorio, alla prevenzione dei disastri idrogeologici, al rispetto della natura, QUINDI siamo contrari al Tav

- Siamo favorevoli al lavoro, bene sempre più prezioso, per le persone e per le aziende, al benessere economico delle persone e del nostro Paese, QUINDI siamo contrari al Tav

- Siamo favorevoli alla buona economia, contrari alle infiltrazioni mafiose, QUINDI siamo contrari al Tav

-Siamo favorevoli al treno come mezzo di trasporto delle persone, non solo ad alta velocità, ma anche pendolari, e come mezzo di trasporto delle merci, QUINDI siamo contrari al Tav
- Siamo a favore della salute di chi vive nei territori interessati alle opere, senza infingimenti su amianto e rifiuti pericolosi, QUINDI siamo contrari al Tav

- Siamo favorevoli a fare lavorare le imprese presenti sul territorio e contrari alle assegnazioni di lavori senza gare di appalto, QUINDI siamo contrari al Tav

- Siamo a favore di decisioni prese dopo analisi di costi e benefici, QUINDI siamo contrari al Tav

Insieme a noi, altri circoli di Legambiente erano presenti a Torino:
Gli Amici del Lago - onlus Circolo di Legambiente CIRCOLO NUOVA ECOLOGIA LEGAMBIENTE GENOVA Legambiente Liguria Onlus Legambiente Settimo Legambiente dell'Ovadese Legambiente Biella Legambiente Asti Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta Legambiente Onlus Legambiente Casale Monferrato Legambiente Lombardia Legambiente del Vercellese Legambiente Valsusa Legambiente Cascina Govean Molecola Legambiente Torino Legambiente Collegno Legambiente Rivoli Circolo Legambiente Valle d'Aosta Legambiente Circolo Protezione Civile Piemonte Legambiente Metropolitano 


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Martedì 11 dicembre invece, il nostro circolo è stato ospite alle scuole primarie di Pasturana per la festa dell'Albero!
Abbiamo piantato 5 alberelli nel bel prato della scuola: daranno ombra e ossigeno a tutti gli studenti presenti e futuri! Tra queste piantine, ricordiamo il maggiociondolo che i bimbi hanno voluto dedicare alla maestra Gemma, come regalo per il suo compleanno.
Grazie alle maestre, al personale Ata e al personale del Comune di Pasturana che hanno permesso la buona riuscita dell'evento.



  

lunedì 12 novembre 2018

PREMIO "LUISA MINAZZI"-AMBIENTALISTA DELL'ANNO: PRESENTAZIONE CANDIDATURA DI FRANCESCO PANELLA - VENERDì 16 NOVEMBRE ORE 18.30, NOVI LIGURE



Il circolo Legambiente Val Lemme vi attende venerdì sera al Bar Delizia, in via Mameli 2 a Novi Ligure, per un aperitivo in compagnia di Francesco Panella, nostro socio e candidato al Premio "Luisa Minazzi" - Ambientalista dell'anno 2018

Francesco Panella si dedica da una vita alla tutela delle api. È socio del nostro circolo ed è stato presidente fino allo scorso anno dell’“Unione nazionale associazioni apicoltori italiani” animando un’ampia coalizione internazionale di allevatori, ambientalisti, scienziati, agricoltori, enti e istituzioni per un’agricoltura sostenibile e senza insetticidi sistemici. Tramite lui candidiamo l’intero “sciame” civico che ha ottenuto a maggio lo stop dell’Ue alle tre molecole insetticide più utilizzate al mondo e nocive per questi insetti.

Il premio Ambientalista dell'anno è intitolato a Luisa Minazzi, l'attivista di Casale Monferrato mancata nel 2010, quando aveva 57 anni, a causa del mesiotelioma pleurico, una patologia collegata all'esposizione all'amianto. Il Premio è promosso da Legambiente e del mensile “La Nuova Ecologia” insieme al Comitato organizzatore di cui fanno parte diverse associazioni di Casale Monferrato (Al). L’obiettivo è portare in evidenza le storie di quanti s’impegnano nella società civile, nel mondo dell’impresa e nella pubblica amministrazione a favore dell’ambiente, del prossimo e della legalità.


https://www.facebook.com/events/208858110010799/

sabato 27 ottobre 2018

TORNA IL PREMIO #AMBIENTALISTA DELL'ANNO - FESTIVAL DELLA VIRTU' CIVICA E PREMIO "LUISA MINAZZI"

http://www.premioluisaminazzi.it/votazione-on-line/ 


Francesco Panella si dedica da una vita alla tutela delle api. È stato presidente fino allo scorso anno dell’“Unione nazionale associazioni apicoltori italiani” animando un’ampia coalizione internazionale di allevatori, ambientalisti, scienziati, agricoltori, enti e istituzioni per un’agricoltura sostenibile e senza insetticidi sistemici. Tramite lui candidiamo l’intero “sciame” civico che ha ottenuto a maggio lo stop dell’Ue alle tre molecole insetticide più utilizzate al mondo e nocive per questi insetti. Dalle api dipende del resto l’impollinazione dell’80% delle specie vegetali, oltre alla produzione di alcuni importanti nutraceutici come il miele o la pappa reale. E se votassimo per la biodiversità?
http://www.premioluisaminazzi.it/votazione-on-line/

mercoledì 6 dicembre 2017

PREMIO AMBIENTALISTA DELL'ANNO 2017 A DON MARCO RICCI







Venerdì 1 dicembre, nell'Aula consiliare del Comune di Casale Monferrato, si è tenuta la cerimonia di consegna del premio promosso da Legambiente e dal mensile La Nuova Ecologia, e intitolato a Luisa Minazzi, direttrice didattica, amministratrice comunale casalese, attivista nella lotta all’amianto, morta di mesotelioma nel 2010, a 58 anni.
I candidati al Premio “Luisa Minazzi - Ambientalista dell’Anno” 2017 erano otto: oltre a don Marco Ricci, Antonello Brunetti di Castelnuovo Scrivia a capo della mobilitazione contro il Terzo Valico; Isabella Conti il sindaco anticemento di San Lazzaro di Savena in provincia di Bologna; Cristina Gerardis impegnata come avvocato dello Stato contro lo smaltimento illecito di rifiuti nella discarica di Bussi (Pe); il GOEL gruppo di imprese etiche operanti in Calabria, rappresentato per l’occasione da Fratel Stefano Caria; il giornalista del programma di RaiTre “I dieci comandamenti” Domenico Iannacone; la mamma green blogger Linda Maggiori; il Manzella Quartet, un gruppo di musicisti che utilizza materiali di riciclo.




Per il 2017, il premio è stato assegnato 
Don Marco Ricci: il sacerdote di Ercolano, in prima linea nella difesa della salute e dell’ambiente nella terra dei fuochi.

Negli anni Don Marco ha raccolto il grido di dolore di tante persone morte ed ammalate di tumore e leucemia nella zona di S. Vito e, dopo aver constatato un'elevata percentuale di morti ed ammalati nel territorio parrocchiale, ha fondato l'Associazione "Salute Ambiente Vesuvio" di cui è presidente. Grazie alle sue denunce sono stati rinvenuti rifiuti tossici interrati nel Parco Nazionale dalla camorra negli anni '80-'90; ancora oggi, con l'aiuto dei volontari dell'associazione, svolge una costante azione di denuncia e sensibilizzazione sulla salvaguardia del creato. Ha vissuto alcune esperienze missionarie ed è anche socio onorario dell'Associazione antiracket "Ercolano per la legalità".

Alleghiamo  di seguito l’e-mail ricevuta da Antonello Brunetti, tra i candidati al premio, che venerdì sera ha ricevuto la menzione speciale di Cittadini reattivi per il suo impegno civico a tutela della salute e dell'ambiente: Antonello si batte da anni  contro la realizzazione del Terzo Valico.E siamo onorati di averlo tra i nostri soci 😊!




Agli amici:
considerazioni sul premio Luisa Minazzi per gli ambientalisti dell’anno
 Ogni anno parecchie associazioni, fra le quali Legambiente, predispongono una serie di incontri a Casale Monferrato con otto persone o gruppi che si battono per la tutela ambientale e contro chi fa di tutto per non lasciare ai nostri figli un mondo vivibile.
Più o meno è dal 1975 che mi occupo delle problematiche ambientali.
Ho approfondito le mie conoscenze naturalistiche, mi sono adoperato per il recupero delle fasce fluviali del Po e della Scrivia; con il Gruppo ambiente si è fatto il possibile per bloccare la desertificazione del nostro territorio e per creare il Parco della Scrivia piantumando migliaia di alberi e poi lasciando fare alla Natura.
Mi sono battuto contro l’inquinamento della terra, dell’acqua e dell’aria anteponendo il bene comune a biechi interessi economici. Tanto per citarne un paio, il rilascio da parte della Rol di sostanze nocive che giungevano sino alla Scrivia o le migliaia di bidoni colmi di ogni mal di Dio sepolti - in alveo o nelle vicinanze - fra Serravalle, Carbonara, Tortona e Castelnuovo. E poi il susseguirsi di proposte di centrali o di assurde centraline in un torrente asciutto per otto mesi all’anno, di fasulli smaltitori di rifiuti, delle vendite delle aree demaniali a privati, ecc. ecc. 
In alcuni casi hanno cercato di intimidirmi con denunce, ma non ho mai subito condanne. Addirittura, nel caso della Solchem che si occupava di rifiuti liquidi tossici,  una sentenza, a mio avviso esemplare e straordinaria da parte del Tribunale di Voghera, non solo assolse me e i tre amici coinvolti, ma addirittura condannò la Solchem.
Quindi più di 40 anni di impegno morale e concreto a difesa di madre Natura e contro una categoria di personaggi che vanno dal furbetto locale al predone nazionale, aventi come punto in comune l’indifferenza per qualsiasi valore ideologico al di fuori del proprio tornaconto personale.
Nel complesso non ho avuto una visione spaziale a largo raggio. Agivo quasi sempre su un territorio che conosco bene, il territorio in cui vivo; ma sempre documentandomi o ascoltando chi ne sapeva più di me.
Di fronte a coloro che sono stati inseriti fra i segnalati al premio Luisa Minazzi  che ho imparato a conoscere in queste settimane - a parte Domenico Iannacone che già conoscevo tramite i suoi servizi televisivi (Ballarò, con Presadiretta e ora con la domenicale “I dieci comandamenti” - mi sento piccolo piccolo.
Come posso ad esempio paragonarmi a figure che, per il bene collettivo, si sono opposte a camorra e ‘ndrangheta?
Come posso paragonarmi a sindaci che ne passano di tutti i colori per la scelta Basta cemento e aree inutili di espansione che divorano terreno agricolo!
A gruppi di giovani che realizzano, in realtà difficilissime, innovativi progetti di lavoro, nel rispetto dell’ambiente?
Alle cooperative calabresi di Goel (riscatto) che, come ha raccontato benissimo fratel Stefano Caria, nonostante minacce, violenze e attentati dinamitardi proseguono uniti nella lotta per il roscatto della Calabria.
Ai parroci che fanno proprio il pensiero di papa Francesco anziché mettersi in fila per sbeffeggiare il messaggio evangelico.
Quindi mi sento onoratissimo per essere stato inserito ora in questo gruppo di otto persone. Non conosco la graduatoria, so solo che don Marco Ricci di Ercolano è stato indicato come ambientalista dell’anno per quanto ha fatto e sta facendo nell’area vesuviana. A lui ho donato un sacchetto di ghiande castelnovesi, raccolte ai piedi della grande farnia che don Bruno Bottallo ed io piantumammo nel 1993 nel giardino della canonica. Mi ha promesso che le collocherà nelle aree che alle pendici del Vesuvio sono state incenerite quest’estate da piromani malavitosi.
Non ha importanza quale sia la graduatoria. Queste persone sono tutte quanti vincitrici poiché hanno fatto la scelta di vivere non per ottenere benefici personali, ma per il bene dell’intera collettività e di madre Natura. La stessa scelta che fece sin da giovane la direttrice didattica Luisa Minazzi, poi morta di mesotelioma, (“Ho capito che non avrei mai accettato le ingiustizie, anche a costo di essere sola, anche se poi si scopre che non si è veramente mai soli”).
Venerdì scorso ho scoperto che la segnalazione scaturiva da quanto mi è ultimamente capitato come conseguenza di una lunghissima lotta nata nel 1992, quella contro l’inutile e dispendioso Tav Genova-Tortona.
Dopo tre anni di vicenda processuale per una causa intentatami dalla Cociv diretta allora da Michele Longo, Ettore Pagani, Pietro Marcheselli, De Michelis. Costoro sostenevano che avevo fatto affermazioni in cui “inducevo alla convinzione che la Cociv e i soggetti apicali della stessa si fossero resi responsabili di fatti di corruzione”
Alla quarta udienza di ottobre 2016, nonostante i continui appelli a entrare in aula come testimoni contro di me, non si presentava nessuno. Il giudice fece chiamare i carabinieri per farli condurre in aula, ma evidentemente non sapeva che alcuni giorni prima erano già stati tutti arrestati nelle operazioni Amalgama e Arca condotte dalle Procure di Roma e di Genova. Il mio avvocato mi guardava allibito ma mi suggerì di tacere di fronte a quella specie di farsa teatrale.
Le accuse, suffragate da centinaia di documenti e intercettazioni, compresa la videata di uno dei miei accusatori mentre a Genova riscuoteva una forte somma da un rappresentante in odore di camorra. I capi di imputazione erano netti: “Cociv una società corrotta  - Aver preso mazzette e pilotato appalti   - Concussione, associazione a delinquere e corruzione. In più l’aver avviato i lavori di galleria con cemento che sembrava colla”.
Già nel 1992 nelle Osservazioni al primo progetto (90 pagine dedicate a contestare dati falsi e a proporre una serie di interventi per migliorare realmente il sistema ferroviario sui cinque valichi già esistenti) avevamo scritto come introduzione che la questione “TAV Milano-Genova presentava peculiarità tali da far ritenere agli scriventi che il luogo più indicato in cui dibattere delle possibilità di realizzarla fosse l’aula di un tribunale e non il servizio V.I.A. dl Ministero all’ambiente”.
Poi si proseguiva riportando una citazione dal Sole XXIV ore di fine 1991 : “Necci non nega che la Milano-Genova sia stata una carta di scambio per avere il via sulla TAV; aggiunge inoltre che le FS non hanno alcun dato reale che conforti la necessità e la fattibilità della linea”.
All’inizio del 2017 la Cociv si è ritirata dalla causa per evidenti motivi.
Ora, a distanza di un anno, tutti i soggetti apicali della Cociv sono stati sostituiti, ma i processi non decollano e la più inutile delle opere, sia pure con difficoltà, va avanti.
I giornali hanno già dimenticato tutto e i sindaci, che non so se definire sprovveduti o conniventi, fanno polemica solo sui 60 milioni di compensazioni. Se alcune opere sono realmente necessarie perché non le finanzia lo Stato visto che tanto è lui ch paga le spese Cociv? Se si tratta di ulteriori rotatorie, cavalcavia e altre strade allora puzzano di mancetta a carico di tutti noi (lo Stato) per svendere paesaggio, vivibilità, salute.
Non si deve dimenticare il livello di questi alti manager. Ad esempio quel signore che veniva indicato da Renzi 15 mesi fa come colui che doveva riprendere in mano la vicenda del ponte di Messina, in una intercettazione telefonica viene così (più o meno) registrato: Un tecnico si dichiara di essere preoccupato del problema amianto, saggi effettuati inducono a pensare che lungo lo scavo emergeranno 4 milioni di metri cubi di roccia ricca di amianto e si dichiara perplesso su come e dove trasportarla e sui danni alla salute per le popolazioni e gli stessi operai.
La risposta di Ettore Pagani è terribile: “Ma di che ti preoccupi? Tanto la malattia da amianto viene fra trent’anni!
L’indignazione che provocano simili individui non può non suscitarmi un grande affetto per Luisa Minazzi che “la malattia” l’ha subita e ne è stata uccisa e tanta solidarietà per i casalesi che hanno per decenni subito la tracotanza e le falsità di questi predoni della natura, della salute, della morale e dei valori di solidarietà che dovrebbero contraddistinguere gli esseri umani.


lunedì 30 ottobre 2017

PREMIO LUISA MINAZZI -AMBIENTALISTA DELL'ANNO: ANTONELLO BRUNETTI CANDIDATO !






Il circolo Legambiente Val Lemme apprende con gioia che Antonello Brunetti è  candidato al
premio Luisa Minazzi - Ambientalista dell'anno.    
                                                                   
Invitiamo i soci, gli amici e i lettori del nostro blog votare e sostenere questa bella iniziativa volta a conferire un riconoscimento a quelle persone che si impegnano nella quotidiana battaglia favore di tutti, anche di chi non ritenga l'Ambiente un valore fondamentale per una buona qualità di vita, affinché si possa ancora godere di aria e acqua pulite, di un paesaggio armonioso e di una Natura preservata.
Riportiamo le parole di Antonello Brunetti: 











--Per i residenti fuori Castelnuovo e soprattutto per coloro che partecipano alla battaglia NOTAV - Terzo Valico riporto la motivazione concordata quando a luglio 2017 mi venne segnalato di essere stato inserito fra gli otto segnalati come ambientalista dell'anno. 
Lo spunto proveniva dal ritiro della denuncia del Cociv nei miei confronti (tra l'altro, a distanza di un anno dagli arresti da parte delle Procure di Genova e di Roma nei confronti dei massimi dirigenti Cociv come mai tutto tace e i processi non decollano?). 
Prima la motivazione più ampia e poi, come avvenuto per gli altri otto, una assai più sintetica.
Un primo incontro avverrà a Castelnuovo venerdì 10 e la cerimonia ufficiate a Casale Monferrato venerdì 1° dicembre.
Motivazione per segnalazione di Antonello Brunetti

Per il territorio in cui è nato, la Bassa Valle Scrivia, si è speso in ogni maniera: organizzando mostre e incontri pubblici, promuovendo scavi archeologici, tutela e recupero dei beni artistici e monumentali, ricerche storiche.

Si è sempre occupato dell’ambiente favorendo la piantumazione di migliaia di alberi e interessandosi delle erbe tintorie tanto da essere chiamato in convegni esteri in qualità di relatore.
Ha collaborato a lungo per il Parco del Po ed è riuscito, nonostante le mille difficoltà, a far sorgere, con il locale Gruppo ambiente un’area naturale lungo la Bassa Valle Scrivia, inserita nel Parco del Po.
In particolare ha denunciato già dagli anni ‘70, subendo processi tutti vinti, i casi di smaltimento illecito e inquinamento industriale, agendo nel volontariato. Poi, quando nel ’91 è emerso il progetto del Terzo Valico finalizzato a costruire una linea ad alta velocità fra Genova e Milano, ha lanciato per primo l’allarme. E grazie alla mobilitazione che ha coordinato, passando poi il testimone alle nuove generazioni, quell’opera inutile è fortemente in discussione, con l’aggravante che sta disperdendo amianto in ogni dove, dalla Liguria sino a Novara.
Ha educato generazioni di alunni e oggi, come insegnante, è in pensione.
La passione per i suoi luoghi è quella di sempre con una forte presenza non più fisica per motivi di salute, ma ricca a livello sia di proposte che di denuncia. 
Nel corso del 2017 ha avuto conclusione la vertenza con il Cociv che aveva accusato di aver impostato una “fitta rete tangentizia”, provocandone una reazione affiancata da una denuncia di diffamazione. Tre anni di processo finiti con il ritiro della denuncia quando tutto l’apparato dirigenziale del Cociv è finito nelle maglie di ben due inchieste nazionali evidenziando, tra l’altro, un giro di mazzette e cinica indifferenza verso le conseguenze del problema amianto.
Nel corso della sua vita ha scritto più di una ventina di libri di vario genere dedicati alla conoscenza del territorio che ama e in cui ha operato senza tregua.


Il premio Luisa Minazzi, morta di mesotelioma a Casale,viene organizzato da
LEGAMBIENTE NAZIONALE,
COMUNE di CASALE MONFERRATO,
ASSOCIAZIONE COMUNI VIRTUOSI,
PARCO DEL PO
Agesci, Auser, Avis, Afeva (comitato vittime dell’amianto), CAI, Rivista Nuova Ecologia, quotidiano La Stampa, bisettimanale il Monferrato

 Testo finale sintetizzato 



Antonello Brunetti, 1944, Castelnuovo Scrivia
È un uomo straordinario, diciamolo subito.
Per il territorio in cui è nato, la Valle Scrivia, si è speso in ogni maniera: organizzando mostre, incontri pubblici e persino promuovendo scavi archeologici, denunciando già negli anni ‘70 i casi di smaltimento illecito e inquinamento industriale, agendo nel volontariato. Poi, quando nel ’91 è emerso il progetto del Terzo Valico finalizzato a costruire una linea ad alta velocità fra Genova e Milano, ha lanciato per primo l’allarme. E grazie alla mobilitazione che ha coordinato, passando poi il testimone alle nuove generazioni, quell’opera inutile è fortemente in discussione. Oggi come insegnante è in pensione. Ma la passione per i suoi luoghi è quella di sempre. 


    

Come si vota


PREMIO-MINAZZI_2017

Chiunque può partecipare al voto entro e non oltre domenica 19 novembre tramite la scheda cartacea pubblica su La Nuova Ecologia oppure via e-mail all’indirizzo



riportando il proprio nome, cognome, età e indirizzo più il candidato prescelto.

I cittadini di Casale Monferrato e di altre località nel Parco fluviale del Po e dell’Orba potranno votare anche attraverso le urne collocate in diversi luoghi pubblici. La cerimonia di premiazione si tiene venerdì 1 dicembre (ore 17,00) presso l’aula consiliare del Comune di Casale Monferrato all’interno del Festival della virtù civica.

INFO  segreteria@premioluisaminazzi.it