La natura è piena d'infinite ragioni che non furon mai in isperienza. Leonardo da Vinci, Codice I, 1492-1516
domenica 26 marzo 2017
ALLA CAMERA LA LEGGE SUI PARCHI CHE NON PIACE AD AMBIENTALISTI ED ESPERTI
lunedì 14 marzo 2016
A TAVOLA PER IL PIANETA! SABATO 19 MARZO 2016 - ORE 19, 45 - SALONE SAOMS DI CAPRIATA D'ORBA
PRENOTATI E DIFFONDI
E a proposito di referendum, le ultime notizie dal Web:
Serve una seria politica industriale e una nuova Strategia energetica nazionale
No Triv: «Nessun nesso tra Referendum del 17 aprile e lavoro che non c’è»
Su crisi occupazionale rispondano Eni e Governo
[14 marzo 2016]
E’ partita la controffensiva mediatica per sminuire il Referendum del 17 Aprile. Riferendosi alla filiera dell’Oil & Gas, l’ex ministro dell’industria del Governo Dini nel 1995-96, Alberto Clò, uno dei più noti gli avversari del Referendum, l’ha definita «Un’industria che già attraversa gravi difficoltà per il crollo del mercato che ha fatto seguito a quello dei prezzi del petrolio, con molte imprese che stanno chiudendo e licenziando, nell’assoluto silenzio della politica e delle istituzioni». La teoria dei i sostenitori – palesi o fintamente “dubbiosi” – delle fonti fossili è che il referendum creerà una nuova crisi occupazionale, ma Enrico Gagliano, del Coordinamento Nazionale No Triv, non ci sta: «Se il Referendum è preso a pretesto per puntare i riflettori sull’inconsistenza di una classe politica incapace di governare l’economia e di fare uscire il made in Italy dalla crisi, ben venga. Ma da qui a raccontare che migliaia di posti di lavoro sarebbero a rischio a causa della vittoria dei Sì, ne corre parecchio. E’ un problema che esiste da molto prima del Referendum e chi è del settore lo sa benissimo».
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venerdì 26 febbraio 2016
#GLIFOSATO: ANCHE NELLA BIRRA?
Diserbante in 14 marche di birra, allarme in Germania (ma riguarda anche l’Italia)
Nel mirino il glifosato. La comunità scientifica divisa sugli effetti
Cinquecento anni fa Guglielmo IV di Baviera firmò il decreto sulla purezza della birra, indicazioni che in parte ancora oggi ne governano la produzione. Il solenne anniversario rischia però di essere celebrato senza bollicine: l’Istituto per l’ambiente di Monaco, organizzazione che si batte per le colture biologiche, ha realizzato uno studio secondo cui 14 marche di birra tedeschi contengono il diserbante glifosato.
Si tratta di una sostanza che da tempo divide gli esperti: per alcuni potrebbe essere cancerogena, per altri invece non è pericolosa per la salute dell’uomo. L’allarme è scattato in Germania, ma riguarda molti Paesi, tra cui anche l’Italia. «Il glifosato è ampiamente presente anche in cibi e bevande commercializzate in Italia», spiega all’Ansa Franco Ferroni, responsabile Agricoltura del Wwf Italia. «Si tratta di una sostanza utilizzata per trattamenti agricoli in modo massiccio e ripetuto e che può rappresentare un pericolo - prosegue Ferroni - eppure solo in Lombardia ne viene monitorata la presenza nelle acque, mentre nel resto di Italia non c’è nessun obbligo di rilevazione. Chiediamo venga esteso il monitoraggio».
Il test in Germania ha coinvolto alcune fra le più note birre: Beck’s, Paulaner, Warsteiner, Krombacher, Oettinger, Bitburger, Veltins, Hasseroeder, Radeberger, Erdinger, Augustiner, Franziskaner, Koenig Pilsener e Jever. I livelli registrati oscillano fra 0,46 e 29,74 microgrammi per litro, nei casi più estremi quasi 300 volte superiori a 0,1 microgrammi, che è il limite consentito dalla legge per l’acqua potabile. Non esiste invece un limite per la birra.
La comunità scientifica è però divisa sugli effetti. L’organismo internazionale Iarc (International Agency for Research on Cancer) lo ha classificato come «probabile cancerogeno per l’uomo» nel marzo 2015...
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giovedì 11 febbraio 2016
#REFERENDUM SULLE #TRIVELLAZIONI FISSATO AL 17 APRILE: NEGATO L'ELECTION DAY
Trivelle, Legambiente su decreto governo per referendum 17 aprile. “Ci appelliamo a Mattarella per l'election day"
"Evitiamo un incredibile sperpero di 360 milioni di euro e il rischio che si voti due volte sulle trivelle quest'anno"
“La decisione del governo di fissare il referendum sulle trivellazioni in mare tra due mesi, e di non accogliere la richiesta di accorpare il referendum prossime alle elezioni amministrative, è l’ulteriore dimostrazione che questa consultazione disturba. Evidentemente l’esecutivo teme che gli italiani ne valutino fino in fondo la portata e si dimostra riluttante ad affrontare seriamente e democraticamente la questione energetica”.
Così Rossella Muroni, presidente di Legambiente, sul decreto per l'indizione del referendum popolare sulle trivelle in mare approvato la notte scorsa dal consiglio dei ministri che fissa la consultazione il 17 aprile.
“Abbiamo chiesto un election day per motivi che riteniamo fondamentali. Si tratta di facilitare la partecipazione al voto dei cittadini, dare loro il tempo di informarsi e valutare il quesito, far risparmiare allo Stato oltre 300 milioni di euro di spesa che due date separate per le votazioni comportano. Non solo: va ricordato che, sulle trivelle, dinanzi alla Corte costituzionale pendono ancora due conflitti di attribuzione, la cui ammissibilità verrà decisa a breve. Qualora il giudizio della Corte dovesse essere positivo, il referendum potrebbe svolgersi su tre quesiti e non solo su uno. Questo elemento però il Governo non lo ha proprio considerato e adesso si rischia anche il paradosso che gli italiani, dopo il 17 aprile, potrebbero essere nuovamente chiamati a votare, sullo stesso tema, in una terza data, con ulteriore spreco di risorse.
Per questo ribadiamo la necessità di stabilire un election day in data congrua e ci appelliamo al presidente della Repubblica affinché non firmi il decreto, uscito dal Consiglio dei ministri di ieri sera, che stabilisce la data del 17 aprile.
L’ufficio stampa Legambiente 06 86268399 - 76 - 53
Temi:
Pubblicato il11 febbraio 2016
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DAL SITO DEL WWF
Trivelle, referendum: il Governo nega election day
Notizie pubblicate su 11 February 2016
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Il Consiglio dei ministri ha deciso: il referendum sullo stop alle trivelle si terrà il 17 aprile.Dunque niente accorpamento con le elezioni amministrative, come si era chiesto da più parti. Questo il commento del WWF: “Il Governo ha evidentemente così tanta paura di quello che pensano i cittadini italiani che, pur di far mancare il quorum fissato per il referendum, è disposto a buttare via 300 milioni di euro – ha detto Dante Caserta, Vicepresidente del WWF Italia - . Il mancato accorpamento del referendum “no triv” con le elezioni amministrative è una scelta insostenibile sia dal punto della tutela ambientale, che da quello dei conti dello Stato. LEGGI TUTTO
sabato 28 novembre 2015
PARIGI COP21: PER IL WWF IL LIMITE DEL RISCALDAMENTO A DUE GRADI E' GIA' TROPPO - INTANTO LEGAMBIENTE PIEMONTE INVITA ALLA MARCIA
Ci siamo, domenica 29 novembre e sino all’11 dicembre i leader mondiali si incontreranno a Parigi alla conferenza delle parti COP 21 per trovare un nuovo accordo globale stringente e decisivo sul clima. “Proprio da Parigi deve nascere una nuova consapevolezza globale, una nuova tappa del progresso dell’umanità. Proprio quando ci vogliono togliere il presente, si deve preparare un futuro migliore”: queste le parole evocative della presidente del WWF Italia Donatella Bianchi in vista del vertice mondiale in cui si deciderà finalmente quali misure prendere per far abbassare la febbre del Pianeta che mette a rischio la vita sulla Terra.. continua....
Ricordiamo che domani in varie città i cittadini si metteranno in marcia per sollecitare i Governi a prendere misure concrete per il clima. Ad Alessandria l'appuntamento è davanti al Municipio alle ore 13,30.
Dal sito di Legambiente Piemonte:
In Marcia per il Clima: manifestazioni in tutto il Piemonte e la Valle d’Aosta
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Domenica 29 novembre iniziative a Torino, Cuneo, Alba, Asti, Ivrea e Aosta. Alla vigilia del vertice sul clima di Parigi, Legambiente invita i cittadini a partecipare alla mobilitazione globale e fa appello ai Sindaci per aderire al Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili
I cambiamenti climatici sono un’emergenza da affrontare al più presto e che riguarda tutti noi. Ne sono ben convinti gli italiani, sempre più consapevoli e attenti ai temi ambientali. Secondo una ricerca di Lorien Consulting e Legambiente per l’85% la lotta ai cambiamenti climatici deve essere un tema prioritario per la qualità della vita delle generazioni future e le principali priorità sulle quali occorre lavorare sono: ridurre il traffico motorizzato e quello di merci su gomma e pensare ad una riconversione della produzione di energia elettrica in rinnovabile. Tra i cittadini cresce anche l’attenzione sulla conferenza internazionale di Parigi che prenderà il via tra pochi giorni nella capitale francese, ancora scossa e segnata dagli attentati terroristici del 14 novembre. Il 38% degli italiani dichiara di conoscere la conferenza sul clima (contro il 29% rilevato ad ottobre). Un summit intorno al quale c’è molto ottimismo: il 69% è infatti convinto che la conferenza potrà incidere positivamente sulle azioni dei singoli Paesi e sui comportamenti dei cittadini.
Ma per far sì che la Cop21 costituisca davvero un successo nella lotta ai cambiamenti climatici saranno più di 2300 gli eventi in più di 150 paesi organizzati da studenti, sindacati, gruppi religiosi, organizzazioni della società civile e cittadini per chiedere ai propri governi di sottoscrivere un accordo ambizioso capace di accelerare la transizione dai combustibili fossili a un mondo alimentato al 100% da energie rinnovabili entro il 2050, scongiurando così i rischi di una catastrofe ambientale con effetti devastanti sugli ecosistemi e sulle popolazioni più vulnerabili.
La Coalizione Italiana Clima, costituita da oltre 150 associazioni, organizza per domenica 29 novembre una grande manifestazione nazionale a Roma e in contemporanea in molte altre città italiane. Diverse le iniziative anche in Piemonte e Valle d’Aosta: a Torino l’appuntamento è a partire dalle ore 14 in piazza Castello, ma altre manifestazioni sono in programma a Cuneo, Alba, Asti, Ivrea ed Aosta.
La Cop21 rappresenta una tappa cruciale nella battaglia contro i cambiamenti climatici e dalla quale dipende il futuro del mondo -dichiara Francesca Gramegna, direttrice di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. È fondamentale che alla Conferenza sul Clima si arrivi con un accordo vincolante e ambizioso, in linea con le indicazioni della comunità scientifica. Ma per riuscirvi è importante continuare in Italia e in tutto il mondo a mobilitarsi per fare pressing sui leader mondiali e far sentire la voce e le proposte della società civile. Per questo è fondamentale essere in tanti questa domenica per chiedere con forza una giustizia climatica e sociale, un nuovo scenario energetico che fermi le emissioni di gas serra e apra la strada a equilibri nuovi e sostenibili.Legambiente chiede al Governo italiano di prendere in carico la questione climatica con scelte semplici e coerenti con le politiche europee -l’Italia dovrà presentare un piano per ridurre le emissioni di CO2 del 40% al 2030-, e urgenti, perché la situazione climatica non consente rinvii: occorre bloccare i sussidi alle fossili, liberare l’autoproduzione da rinnovabili, semplificare l’installazione delle fonti rinnovabili e sbloccare l’efficienza energetica.
E’ con questi obiettivi che in occasione della Marcia Globale per il Clima Legambiente rilancia il proprio Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili con l’obiettivo di valorizzare i vantaggi che l’autoproduzione da fonti rinnovabili e un sistema distribuito possono portare nei territori. Il Manifesto chiede al Governo di scegliere la strada dell’innovazione eliminando tutte le barriere esistenti all’autoproduzione e alla vendita di energia da fonti rinnovabili, semplificando le procedure di approvazione dei progetti e aiutando le amministrazioni pubbliche a promuovere interventi che vadano nella direzione di territori al 100% rinnovabili. L’obiettivo è quello di avere una generazione distribuita fatta di prosumer, ossia di case e edifici che siano produttori-consumatori, perché in questo modo si potrebbe beneficiare appieno di un sistema che premia chi risparmia energia, chi la autoproduce (da impianti solari e eolici, da biomasse e geotermici, mini idroelettrici) e chi investe nella gestione delle reti energetiche e nell’accumulo.
Facciamo appello ai Sindaci piemontesi e valdostani a firmare il Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili -dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta– per spingere un cambiamento che non guardi solo all’Italia ma al mondo, alla sfida che tutti abbiamo davanti per fermare i cambiamenti climatici e per dare una speranza di sviluppo fuori da un sistema incentrato sulle fonti fossili. Siamo infatti convinti che questa sia oggi la strada più efficace e praticabile per ripensare il sistema energetico in una direzione più moderna, pulita e democratica.
Per approfondimenti:
http://www.legambiente.it/in-marcia-per-il-clima
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