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mercoledì 28 giugno 2017

TERZO VALICO: ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI


Poiché nessun politico, nessun parlamentare, nessun consigliere regionale né provinciale, nessun Sindaco,   nessun Prefetto ha ritenuto necessario e doveroso chiedere conto di quanti soldi pubblici vengono gettati per un'opera definita inutile dallo stesso Commissario al Terzo Valico, abbiamo sentito il dovere di farlo noi cittadini.


-         DIREZIONE NAZIONALE
-         PIEMONTE E VDA
-         OVADESE E VALLE STURA                          
-         VAL LEMME





COMITATO SPONTANEO DI CITTADINI

      Alessandria No Amianto dal Terzo Valico   




















Voltaggio, 12 giugno 2017





Spett.le Corte dei Conti Procura Regionale del Piemonte

Via Bertola, 28

10122 Torino 

C.A.: dott. Giancarlo Astegiano



Trasmissione via Pec




Oggetto: Linea ferroviaria AV/AC Milano-Genova, tratta Terzo Valico dei Giovi Richiesta accertamenti


Omissis
...............


Ill.mo Procuratore,

in riferimento all’ Opera in oggetto, con il presente esposto-segnalazione si intende sottoporre all’attenzione della Procura Regionale della Corte dei Conti i fatti di seguito riportati, allo scopo di consentire la verifica dell’eventuale sussistenza di responsabilità connesse alla violazione di disposizioni di legge che disciplinano la corretta gestione delle risorse pubbliche.

PREMESSO CHE

La ferrovia ad alta velocità/alta capacità Tortona/Novi Ligure-Genova, conosciuta anche come “Terzo valico dei Giovi”, è una linea in costruzione, finalizzata a creare un terzo collegamento tra il porto di Genova e l'entroterra padano: è stata progettata nel 1991 ma il primo progetto venne respinto nel giugno del 1994; il secondo nel maggio del 1998, il terzo venne bloccato dalla Commissione ambiente con un pronunciamento interlocutorio negativo e una lunga serie di integrazioni e modifiche assai ampia e articolata.

Il progetto riprende vita solo grazie alla Legge Obiettivo, approvata nel 2001, che introduce variazioni nella normativa per la valutazione ambientale di opere considerate "strategiche" e il Terzo Valico viene inserito in queste. 

La linea dovrebbe servire a trasportare i container ad alta velocità, ma per quest’opera non è mai stata presentata un’analisi costi-benefici pubblica (vi è solo un documento redatto dal General Contractor) né è stata mai indetta una gara d’appalto, al contrario di quanto previsto dalla normativa europea.

 Viene annoverata tra le opere strategiche per l'interesse nazionale sulla base di previsioni di incremento del traffico portuale che negli anni sono state smentite nei fatti: rispetto a quanto previsto nel 1991, oggi il porto di Genova tratta circa 2.000.000 TEU/anno. Di questi il 60% va verso nord (circa 1.200 TEU/anno).

Le attuali linee potrebbero quindi trasportare il 100% degli attuali TEU gestiti nel porto di Genova, mentre in realtà meno dell'8% dei TEU sono inviati via ferro: dunque le linee esistenti sono ampiamente sottoutilizzate.

La realizzazione dell'opera, il cui limite di spesa massima è di 6,2 miliardi (vale a dire 98 M€/km per 63 km comprese le diramazioni), a cui si dovranno aggiungere i costi non preventivati per la gestione dell’amianto, ha avuto l'avvio nel novembre del 2011 e dovrebbe terminare nel 2021.

La nuova linea si sviluppa complessivamente per 53 km, di cui 37 km in galleria e interessa 12 comuni delle province di Genova e Alessandria a cui si aggiungono i Comuni nel cui territorio gravano le cave di abbancamento dello smarino.

CONSTATATO CHE

il processo di costruzione di tale opera è stato anche contaminato da infiltrazioni mafiose e reti di corruttela nonché segnato da gravi inadempienze e omissioni

CONSIDERATO CHE

·         In data 11.05.1991, il quotidiano “Il sole-24 ore” riportava le Dichiarazioni ufficiali dell’Amministratore straordinario Lorenzo Necci: “Dopo l’ok del ministro dei trasporti che ha autorizzato l’Ente FS a perfezionare le strutture organizzative del sistema A.V., circa l’eventuale concessione al consorzio privato Co.C.I.V. (Collegamenti Integrati Veloci) della linea veloce MI-GE, Necci non nega che la Milano-Genova sia stata una carta di scambio per avere il via sulla TAV; aggiunge inoltre che le FS non hanno alcun dato reale che conforti la fattibilità della linea”.

·         In data 6 aprile 2017, il Commissario Iolanda Romano, nel corso dell‘incontro da lei stessa organizzato ad Alessandria, intitolato “Gestione del rischio amianto nel territorio del Terzo valico – la parola ai tecnici”, così rispondeva a una domanda posta dal pubblico: Poi il commissario ha risposto all’ultimo quesito (di Domenico Di Filippo, M5S: «Progettato 30 anni fa, il Terzo valico è ancora attuale?») ammettendo che «sull’opera fu condotta un’analisi costi/benefici insufficiente ed è sovradimensionata».



Alla luce dei fatti sopra esposti, si richiede un accertamento al fine di verificare la congruità dell’opera e se sia ravvisabile un danno erariale e/o siano da rilevarsi irregolarità nella gestione del denaro o del patrimonio pubblico per la realizzazione di un’opera dichiarata inutile dallo stesso Commissario governativo e se vi siano gli estremi per un’eventuale citazione in giudizio dei presunti responsabili.



Ai sensi degli artt. 406 e 408 c.p.p. si chiede di essere informati presso il seguente domicilio del Presidente del circolo “Legambiente Val Lemme, Casa Certosini 76 – Voltaggio (Al), tramite Pec al seguente indirizzo legambientevallemme@pec.it, oppure via e-mail legambiente.vallemme@gmail.com, su eventuali richieste di proroghe delle indagini preliminari o eventuali richieste di archiviazione.



....
Omissis

Certi di un vostro sollecito riscontro, porgiamo cordiali saluti.





   

     Legambiente Onlus                                 Legambiente Piemonte e VdA

             legambiente@legambiente.it  
          legambiente@pec.legambiente.it
 
Pro Natura Piemonte

Legambiente Val Lemme legambiente.vallemme@gmail.com





Legambiente Ovadese e Valle Stura info@ambienteal.it

 L’Altra Campomorone           
Alessandria No Amianto dal Terzo Valico Alnoamiantodalterzovalico@gmail.com



                          



                                          

giovedì 11 febbraio 2016

METANODOTTO:FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Insieme al consigliere di L'Altra Campomorone, Valentina Armirotti, il nostro circolo sta seguendo la vicenda del rifacimento del metanodotto Gavi-Pietralavezzara che interessa, tra l'altro, il territorio della Val Verde e della Val Lemme.
A partire dal mese di maggio 2015 sono arrivate a L'Altra Campomone e al nostro Circolo numerose segnalazioni e foto relative a depositi di materiale di scavo coperti e segnalati come rifiuti n corso di caratterizzazione. Intorno ai cantieri del metanodotto sono comparsi cartelli indicanti la possibile presenza di fibre di amianto nell'aria (ved. a fianco i post comparsi in merito sul blog) .

Qui sotto pubblichiamo la lettera di richiesta di informazioni che L'Altra Campomorone e il Circolo Legambiente Val Lemme hanno inviato agli Enti competenti delle provincie di Genova e Alessandria.

                                                                                                                               …..omissis...
 

Voltaggio, 23 novembre 2015
 

Oggetto: Metanodotto "Gavi-Pietralavezzara DN 600 (24"), 75 bar ed opere connesse" –
Richiesta informazioni.
 

Spettabili Uffici,
in riferimento all'opera in oggetto, in corso di realizzazione nei rispettivi territori di competenza a partire dalla primavera del 2015, gli scriventi desiderano portare all'attenzione di codesti uffici quanto segue.
Per quanto riguarda il territorio della Val Lemme, nel corso dei lavori nei cantieri per il potenziamento del metanodotto, nel luglio 2015 gli organi di stampa locali danno notizia che è
stata segnalata una prima presenza di rocce contenenti amianto in località Certosini, Comune di Voltaggio
(Foto n.1),


allarme successivamente rientrato a seguito delle rassicurazioni della stessa società che realizza il metanodotto, supportate dai dati di rilevazione rilasciati da Arpa Alessandria (Foto n.2, articolo tratto da Il nostro Giornale 30.07.2015)
.
Successivamente, nel mese di agosto 2015 giunge al Circolo Legambiente Val Lemme e al comune di Carrosio da parte di privati cittadini, una seconda informazione di presenza, nel
cantiere in oggetto in località Pineta di Carrosio (Foto n.3),
 
di segnaletica di sicurezza riguardante la possibile dispersione di polveri di amianto. Il 4 ottobre viene osservato un notevole quantitativo di sacchi contenenti amianto nel cantiere del metanodotto sito in località Frasci – Comune di Voltaggio SP 160 tra il Km 20 e 21 (Foto n. 4 e 5)



 Altra realtà nel comune di Campomorone, dove nel mese di maggio compaiono i primi depositi di sacchi contententi materiale da caratterizzare (Foto n. 6 e 7)

in località Pietralavezzara a 600 metri dall'abitato lungo la SP 5.
Nel mese di luglio, alla consigliera Valentina Armirotti giungevano segnalazioni da privati cittadini che nello stesso sito erano osservati sacchi contraddistinti dal simbolo dell'amianto (Foto n. 8 e 9)


Su sollecito della stessa consigliera Armirotti (Ved.Interpellanza allegata) che richiede informazioni circa la tempistica con cui si è affrontato il problema relativo alla presenza dei sacchi sopra menzionati, l'amministrazione di Campomorone dichiara, il 27 ottobre in sede di
Consiglio comunale, di non essere stata informata ufficialmente della criticità relativa all'amianto e di esserne venuta a conoscenza il 7 agosto solo a seguito della segnalazione del consigliere comunale Filomena Puppo
(https://drive.google.com/file/d/0BxoqaAdaf28oQzJSWGNkd2NyNnc/view ,
http://osservatoriopartecipatovalverde.blogspot.it/)
In entrambi i siti di Pietralavezzara (GE) e Cascina Frasci (AL) si osservava che spesso i lavoratori addetti alla movimentazione dei sacchi contententi amianto non indossavano tutte le dotazioni di protezione individuale previste per lo stessso (Foto n. 10)
Alla luce di quanto sopra esposto, gli scriventi richiedono a codesti uffici, per quanto di competenza:
  • se sia stata data comunicazione ufficiale, da chi di dovere, ai Sindaci dei territori interessati all'opera, in merito alla presenza dei depositi di materiale amiantifero ;
  • se la popolazione è stata informata in merito ai rischi e alle eventuali precauzioni e comportamenti da adottare per ridurre il rischio amianto ;
  • se la gestione del materiale contentente amianto segue i dettami del protocollo amianto presentato dalla ditta incaricata per la bonifica;
  • per quanto tempo il materiale abbancato all'interno delle big bags può rimanere nei siti di deposito temporanei, soggetto all'azione degli agenti atmosferici;
  • se risulta essere corretta la metodologia di trasporto di tale materiale su mezzi di trasporto scoperti (Foto n. 11 e 12)

  • se le amministrazioni interessate sono a conoscenza dell'itinerario percorso dai mezzi di trasporto, con indicazione di origine e destinazione del materiale e dei soggetti incaricati al trasporto stesso;
  • nel caso del deposito di Località Frasci, Comune di Voltaggio, si richiede se siano state adottate le precauzioni necessarie a tutelare la salute degli animali poi destinati all'alimentazione umana;
  • in conclusione gli scriventi chiedono conferma se siano state prese tutte le necessarie azioni per tutelare la salute dei lavoratori e della popolazione.
Sottolineando la preoccupazione che desta la situazione, viste anche le metodologie di movimentazione e trasporto del materiale amiantifero, rimaniamo in attesa di un
vostro sollecito riscontro.

Distinti saluti

p. L'Altra Campomorone     
p.Circolo Legambiente Vallemme
Valentina Armirotti                                Paola Lugaro           


         
Alla nostra richiesta di novembre per ora sono arrivate tre risposte:

Arpa Piemonte



Comune di Carrosio




Direzione Territoriale del Lavoro di Alessandria













Attendiamo altri riscontri alle richieste formulate dai cittadini: il quadro che emerge però è piuttosto desolante.
Sono stati rimossi ( e si stanno rimuovendo) migliaia di sacchi contenenti fibre di amianto in assenza, in base a quanto riferito da Arpa Piemonte, di un protocollo. Non vi è l'obbligo di comunicazione ai Sindaci e ai cittadini; non vi è controllo sui transiti e sui mezzi di trasporto. Non ci vengono fornite le risultanze dell'attività di verifica circa l'esatta applicazione della normativa di sicurezza per i lavoratori.
Ci par di capire che l'apparato normativo che regola l'attività degli Enti preposti al controllo del territorio abbia come obiettivo quello di garantire una correttezza formale degli iter burocratici svolti a tavolino negli uffici. Confidiamo che per i lavori del Terzo Valico, per cui verrà movimentata una maggiore quantità di terra contenente amianto, i controlli siano condotti con modalità differenti e con una migliore comunicazione ai cittadini.