sabato 1 agosto 2020

LE UOVA DI AGOSTO

LE UOVA DI AGOSTO

 Le uova di agosto si conservano facilmente, purché se ne abbia la giusta cura. Dai dati raccolti, ritengo che il metodo migliore sia quello di ungerle, con strutto e conservarle nella semola o nel tritello in luogo asciutto. Alcuni osservano che, colle opportune cautele, si possono conservare bene anche le uova di altre lunagioni, ma tutti concordano che le migliori sono quelle depositate nei giorni di luna piena, quando le galline siano siate bene nutrite.
Mi disse una donna - e io ne condivido l'opinio­ne - che il motivo principale della maggiore serbevolezza delle uova di agosto dipende dal fatto che provengono da galline nutrite coi cascami del­le biade raccolte poco prima o sparsi nelle aje dei contadini. Ritengo dunque che valga la pena di conservare le uova d'agosto, in particolare quelle depositate in luna piena.


GALLINE AGOSTANE

Le galline agostane sono più piccole di quelle nate in qualsiasi altra lunagione, ma producono più uova e per questo motivo sono indubbiamente preferibili.
Lo affermo con certezza, viste le numerose e concordi esperienze che mi hanno riferito; cito ad esempio, il caso di una massaja che tiene una ventina di galline venute da uova nate e fecondate in luna di agosto e con pulcini nati entro la stessa luna,  da galline discretamente perfezionate con selezione, che producono in media non meno di 4 uova per settimana ciascuna, dunque da 210 a 250 uova all'anno. Ma per avere questo bel risultato, al di là della luna, bisogna partire dalle galline nostrane colle quali nessun altra può competere.


Tratto da:





https://www.delfinoenrileeditori.com/prodotto/la-luna-e-lagricoltura/

domenica 24 maggio 2020

AMIANTO DAL TERZO VALICO IN VAL LEMME: LA REPLICA DEL CIRCOLO AL GENERAL CONTRACTOR


Quando si vuole dare una corretta informazione ai cittadini non bisogna creare artatamente confusione, pertanto replichiamo punto per punto alla lettera del Consorzio Cociv, a firma del Signor Salvatore Caruso, pubblicata sul sito del Comune di Voltaggio:

 

  1. L’articolo non è di Legambiente Val Lemme, ma di una testata locale che riporta le riflessioni e preoccupazioni del nostro circolo sorte dalle risultanze della pubblicazione della cartografia redatta da Arpa Piemonte, non dal circolo, relativa alla presenza di amianto naturale laddove è insediato il cantiere COP 01 Finestra Val Lemme

.

  1. Tale mappatura conferma le informazioni in nostro possesso, le stesse che ci portarono, già nel 2012, a sollevare la questione amianto allorquando né il proponente dell’opera né il general contractor si erano premurati di prendere in considerazione il rischio amianto, prima di proseguire gli scavi interrotti nel febbraio 1998.  

Anzi, alcuni articoli di giornale dell’epoca riportavano le smentite relative alla presenza di amianto sul tracciato del Terzo Valico (si veda articolo allegato del 29.02.2012). 

 

  1. Non abbiamo mai affermato che dalla galleria sia stato estratto materiale contenente amianto, ma abbiamo a disposizione materiale fotografico e video  a riprova che parte dello smarino del Terzo Valico è stato temporaneamente depositato nel sito indicato nella cartografia di Arpa e quindi successivamente trasferito nel deposito DP04 ex cava Cementir

 

  1. Ci siamo chiesti se le operazioni di deposito e successivo sgombero abbiano portato a miscelare i materiali, risultando difficoltoso, in fase successiva, distinguere i diversi strati.

 

Comunque sia, la preoccupazione sulla quantità di amianto transitante sulle nostre strade e depositata presso il DP04 rimane molto alta.

Facendo dei calcoli molto prudenti e considerando che la capacità del deposito di Voltaggio negli anni scorsi è stata aumentata da 1,3 a 1,6 milioni di metri cubi , le previsioni di materiale movimentato che si deducono dal progetto e dai piani di smaltimento ci portano a stimare la quantità finale di amianto stoccato presso il deposito di Voltaggio in circa 1600  quintali, tenuto conto della cifra, sottostimata, di 1 milione di metri cubi, sul totale, di smarino contenente amianto e del limite di fibra amiantifera, anch’esso sottostimato, di 100 mg/kg*.

Ma vogliamo essere ottimisti e dimezzare? Facciamo 800 quintali di amianto su 500 mila metri cubi, sul totale, di smarino contenente amianto o addirittura dimezziamo ancora a 250 mila metri cubi di materiale di scavo contaminato sul totale di 1.6 milioni di metri cubi abbancati: si avrebbero comunque 400 quintali di amianto friabile sulle nostre strade e poi  ribaltato con dispersione nell’aria nel sito dell’ex cava Cementir.

 

 

 

*1 metro cubo di terra equivale approssimativamente a 1600kg, ossia 16 quintali

 






 

 

domenica 17 maggio 2020

40 ANNI DI RIEVOLUZIONE: LA BATTAGLIA DEL POPOLO DELL'ACQUA

Il 20 maggio del 1980 si costituisce formalmente la Lega per l’Ambiente dell’Arci: un’avventura che compie 40 anni
Il nostro circolo ha partecipato alla costruzione di quel progetto, con le sue piccole, grandi battaglie. 
Ricordiamo qui la lotta del Popolo dell'Acqua che ha visto nascere il circolo e che ha contribuito a vincere una difficile vertenza ambientale.





#Legambiente40 
La Val Lemme è sempre stata "terra di conquista" e succede così che, all'inizio degli anni Duemila, Cementir tenti di assestare un ulteriore colpo al nostro territorio, con l'apertura di una nuova cava nella zona di Voltaggio. Una delle conseguenze nefaste di tale scorreria comporterebbe la distruzione dell'acquedotto in essere e la captazione delle Acque Striate. I cittadini e le amministrazioni non sono d'accordo ed insorgono; sull'onda della strenua opposizione del "popolo dell'acqua" nasce il circolo Legambiente Val Lemme e tutti insieme riusciamo a vincere la battaglia dell'acqua!
Ad oggi le Acque Striate corrono libere ma occorre vigilare continuamente perché fanno gola a molti, nonostante la sentenza del Consiglio di Stato
https://www.dropbox.com/s/uc9g6yrkdj893f9/Sentenza%20Consiglio%20di%20Stato%20Acquestriate.pdf

martedì 28 aprile 2020

TRASPORTO PUBBLICO: LA REGIONE PIEMONTE SCEGLIE L'INQUINAMENTO E PROSEGUE CON LO SMANTELLAMENTO DELLE LINEE FERROVIARIE



“Smantellare una ferrovia è un fallimento politico”

In un momento in cui la cittadinanza è chiusa in casa e non può manifestare il proprio dissenso, sono cominciate le operazioni per lo smantellamento della linea ferroviaria in Val Pellice, sospesa dal 2012. Legambiente: “Scelta sbagliata nella forma e nei contenuti. Nessun confronto con il territorio”

La linea ferroviaria Pinerolo-Torre Pellice è sospesa dal 2012. Come in molte altre realtà, il fermo è stato preceduto da un esercizio misto treno-bus, con corse sempre più limitate. La linea, in tali condizioni, ha patito la concorrenza con i bus diretti e con le auto private, perdendo progressivamente utenti sino alla sospensione. Da allora il Comitato Trenovivo, a cui i circoli locali di Legambiente partecipano, si batte per la sua riapertura.
Sebbene la linea sia stata indicata come tratta da ripristinare nella recente proposta di servizio ferroviario metropolitano elaborata da Trenitalia, l’attuale Giunta regionale ad inizi 2020 si è detta non interessata al ripristino. Gli amministratori locali non hanno ottenuto altro che la promessa di uno studio di fattibilità per un mezzo “ecologico” su gomma che potrebbe correre sul sedime trasformato in pista ciclabile.

Dal 23 aprile RFI sta procedendo allo smontaggio della linea elettrica aerea. L’Assessore regionale Gabusi ha dichiarato che si tratta della mera rimozione del cavo di contatto a causa di continui furti. In realtà, si sta procedendo con l’asportazione di tutta la catenaria, compresi i supporti, nonostante gli elementi siano recenti e in buone condizioni a detta degli stessi operatori.
È evidente di come si tratti di un’operazione radicale, senza ritorno, finalizzata sostanzialmente alla dismissione della linea.

Legambiente chiede che la Regione blocchi immediatamente lo smantellamento operato da RFI. I Sindaci agiscano direttamente per fermare i lavori, dal momento che non può essere sostenuto che si tratti di un intervento di manutenzione urgente che deroga alle limitazioni COVID-19. Il dibattito consiliare previsto in Regione per martedì 28 corre il rischio di avvenire a operazione pressoché compiuta. Inoltre si chiede che le Amministrazioni locali creino un tavolo di lavoro, stabile e partecipativo, sulla mobilità di valle con l’obiettivo non di discutere dell’una o dell’altra soluzione tecnologica di trasporto, ma di analizzare i flussi di spostamento locali, mettere a fuoco esigenze e potenzialità, evidenziare gli spostamenti più significativi e tracciare linee di azione a livello territoriale. Solo coordinandosi il territorio potrà essere in grado di avanzare richieste robuste alla Regione, avere contezza delle necessità e, in sostanza, poter attuare una vera politica della mobilità locale.

“Le amministrazioni locali, in questi anni, non hanno saputo ragionare su una proposta congiunta per la mobilità di valle – dichiara Fabrizio Cogno, presidente del Circolo Legambiente Valle Pellice – e su azioni territoriali per favorire la domanda di mobilità collettiva. È mancato un solido coordinamento volto allo studio dei flussi di mobilità del territorio e sulle esigenze da intercettare per promuovere il trasporto pubblico. In sostanza si è accettato l’incremento del trasporto privato senza neppur conoscere realmente l’entità degli spostamenti. L'Amministrazione regionale pare non cogliere del tutto le opportunità che ferrovie locali efficienti garantirebbero in termini sia di transizione energetica, sia di qualità dell'aria, peraltro in una delle aree più inquinate d'Europa. L'approccio ragionieristico sui costi di gestione funziona solamente se si finge di non conoscere i costi economici (per i singoli cittadini), ambientali, sociali e sanitari legati all'incremento del trasporto privato.”

“Si blocchi il lavoro di smantellamento della linea elettrica aerea – dichiara il Circolo Legambiente Pinerolo in un comunicato del suo direttivo – Si crei un tavolo di lavoro a cui partecipino le Amministrazioni Comunali interessate alla linea ferroviaria, con la presenza dei Comitati locali e delle Associazioni che sulla questione sono impegnate da anni. Un tavolo che dovrà avere il compito di studiare, definire e comunicare i dati relativi alla mobilità su questo territorio e di fare proposte attuabili e sostenibili, finalizzate a ridurre l’inquinamento atmosferico e a dare soluzioni adeguate alle esigenze di mobilità della popolazione”.

“Smantellare una linea di trasporto pubblico esistente è un’azione improvvida – dichiara Giorgio Prino, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Farlo in tempo di lockdown, senza comunicazioni preventive non è un esercizio di stile. Stanno cancellando la possibilità di riattivare (come Legambiente chiede da tempo) un servizio essenziale per studenti e lavoratori, economico e a basso impatto ambientale, ad oggi sostituito da una linea bus, impattante sia dal punto di vista ambientale che da quello della qualità di vita. La giustificazione degli alti costi di esercizio è figlia di una mancata pianificazione, di un servizio che nel corso degli anni è stato reso sempre meno efficiente da scelte industriali e non supportato da scelte politiche. Si fermino finché sono in tempo e dialoghino con il territorio”. 



Ufficio stampa Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta: 011.2215851 – 339.2272687

Ferrovia Pinerolo-Torre Pellice - Wikipedia


sabato 25 aprile 2020

RESISTENZA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS




Ringraziamo Alessandra per averci invitato, per conto di Valli Unite, a contribuire alle riflessioni che accompagneranno la data del 25 aprile. Il nostro circolo si trova proprio in mezzo ai monti che hanno visto le nostre madri, i nostri padri e nonni combattere per la libertà e la democrazia. 

Il nostro territorio ha pagato un prezzo molto alto di giovani vite e di intelligenze perdute in una lotta crudele e fisica.

Le generazioni che si sono succedute hanno potuto godere, spesso in maniera inconsapevole, dei grandi progressi in termini di convivenza civile e rispetto dei diritti fondamentali riconosciuti a tutti gli esseri umani: diritti sanciti dalla Costituzione repubblicana, scaturita dalla Resistenza. 

Ma non dobbiamo dimenticare che ogni generazione ha la sua battaglia da fare e i suoi nemici da combattere. Se allora alcuni cittadini nutrivano il bisogno di opporsi agli Stati totalitari e alle loro tossiche ideologie ora tante persone resistono contro i poteri del grande capitale privato che tentano di scardinare i principi fondamentali e democratici che sono alla base della convivenza civile. 

Nel nostro piccolo, anche il nostro circolo fa la sua parte: come il colibrì della celebre leggenda, la nostra associazione ha unito le forze contro chi voleva sottrare ai cittadini della Val Lemme il diritto di accesso a un'acqua buona e pulita. 

Si è impegnata e si impegna a formare e a informare la cittadinanza sui diritti violati da chi finanzia e sostiene opere faraoniche, inutili e devastanti per il territorio come il Terzo Valico. 

Nei limiti delle competenze e delle capacità dei suoi associati, il circolo ha fatto la sua parte nella difesa del territorio e nel denunciare gli assalti al Bene comune, ponendosi come riferimento il testo della Costituzione della Repubblica. 

Per noi dunque:  

Resistere significa mantenere la promessa che implicitamente facciamo ogni volta che commemoriamo i Partigiani caduti sui nostri monti: promettiamo loro di usare bene le libertà che ci hanno donato con il loro sacrificio, promettiamo di attuare quotidianamente la Costituzione e quegli undici principi fondamentali che definiscono l'impalcatura democratica della Repubblica in cui viviamo (articolo 1)   


Resistere significa rifiutarsi di barattare il Territorio per false prospettive di uno sviluppo, che rimane tale solo sulle carte di progetti che nella realtà devastano il territorio e offendono la memoria di luoghi sacri (articolo 9) 

Resistere significa denunciare chi tradisce il ruolo dell’Amministrazione pubblica e specula sulla memoria dei Partigiani per oscuri interessi politici, economici e di profitto (articolo 97) 

Resistere significa rimboccarsi le maniche e riappropriarsi dell’Unione Europea e dei suoi simboli: lo dobbiamo alle nostre madri, ai nostri padri e nonni che hanno sognato e lottato perché il continente conoscesse la pace duratura (articolo 11) 

Resistere significa informarsi, studiare, partecipare alla vita sociale del Paese, anche attraverso il volontariato attivo e l'adempimento dei propri doveri di cittadini  e la nostra piccola realtà ne è la realizzazione concreta (articolo 2) 

E infine, per noi resistere significa anche  
non chiedersi se una battaglia è vincente ma se è giusta 


Buon 25 aprile dal 

Circolo Legambiente Val Lemme 


mercoledì 22 aprile 2020

#ABBRACCIAMOLA #EARTHDAY - FLASH MOB PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA, 22 APRILE 2020



Giornata mondiale della Terra, 22 aprile, Legambiente lancia flash mob virtuale #Abbracciamola. “Noi torneremo ad abbracciarci presto. Lei ha bisogno di noi. Anche ora”.
Condividiamo una foto in cui abbracciamo virtualmente la Terra. Noi torneremo ad abbracciarci presto. Lei ha bisogno di noi. Anche ora. È l’appello che lanciamo a tutti per la giornata mondiale della terra, mercoledì 22 aprile. Anche se non possiamo ancora tornare ad abbracciarci tra di noi, facciamo un piccolo gesto di affetto dal valore simbolico verso il pianeta, per tenere alta l’attenzione anche in questo momento difficile, su quanto sia importante la sua cura.
Far ripartire la nostra economia dopo il lockdown provocato dalla pandemia da coronavirus senza tenere conto delle politiche di tutela ambientale sarebbe infatti estremamente preoccupante, come sarebbe dannoso non considerare le possibilità di riconversione e di sviluppo green.
“Siamo convinti – dice il presidente di Legambiente Stefano Ciafani – che il ritorno alla normalità dopo l’emergenza debba passare attraverso il cambiamento degli stili di vita e l’adozione urgente di politiche istituzionali e aziendali molto coraggiose sui temi ambientali, anche per scongiurare il pericolo dell’altra crisi che rischia di colpire tutti noi, quella climatica”.
#Abbracciamola #EarthDay sono gli hashtag con cui condividere la propria foto il giorno 22 sui canali social, foto in cui ognuno può dare spazio alla fantasia, abbracciando per esempio un mappamondo, una foto o un disegno della Terra, una piccola scultura o una mappa geografica.
Da lunedì 20 aprile su https://www.legambiente.it/abbracciamola/ saranno disponibili 20 dei motivi personalizzati per le foto profilo e per la fotocamera di Facebook, oltre al logo dell’iniziativa e i materiali già presenti.
L’ufficio stampa Legambiente:
3496546593 Luisa Calderaro – l.calderaro@legambiente.it
3393945428 Alice Scialoja – a.scialoja@legambiente.it
3462308590 Valentina Barresi – v.barresi@legambiente.it