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domenica 31 gennaio 2016

Le pressioni delle lobby dei costruttori per modificare il testo del decreto sulle terre da scavo

Attraverso alcuni giornali, la lobby dei costruttori lancia un messaggio al governo perché venga modificato il testo del decreto che riforma la normativa sul trattamento delle terre da scavo.  Per i costruttori, l'abbassamento dei limiti relativi alla presenza di amianto e il conseguente obbligo di trattamento per un corretto conferimento dello smarino a tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente, comporterà un aumento eccessivo dei costi. Pertanto, le variazioni suggerite al testo del decreto vanno nella direzione di aumentare i limiti di amianto contenuto nelle terre e/o di modificare la definizione di terre da scavo. Così, in barba alla tutela della salute pubblica, l'amianto diventerebbe innocuo per legge. Sorvolando sulla loro mai provata utilità e imprescindibilità ( e non è cosa da poco, visto che solo il terzo valico costa 6 miliardi e 200 milioni € di soldi pubblici, vale a dire 12.004.874.000.000 di vecchie lire) le  grandi opere sono tecnicamente realizzabili: è il buon senso, l'intelligenza, la saggezza e l'amore verso le future generazioni che dovrebbero suggerirci a non intraprendere progetti così imponenti, costosi e impossibili da gestire sotto il profilo della sicurezza. Ma buona parte dell'atttuale  classe dirigente, politica e imprenditoriale, non brilla certo per tali qualità.

Il Secolo XIX

L’IRA DELL’ASSESSORE ALLE INFRASTRUTTURE 29 gennaio 2016

Gronda e Terzo valico, sgambetto da Roma

Roberto Sculli

Il cantiere del Terzo Valico a Cravasco

Genova - Il Terzo Valico, su tutti, perché è il lavoro che richiede gli scavi più imponenti, tra quelli in fase di realizzazione, e rischierebbe di essere definitivamente cancellato. Ma, in prospettiva e perfino di più, per le peculiarità dell’opera e dei terreni interessati, pure la Gronda autostradale. Tutto senza contare l’impatto su una serie di interventi minori che richiedono la movimentazione di terra.

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http://m.ilsecoloxix.it/p/genova/2016/01/29/ASJhGaNB-gronda_sgambetto_valico.shtml?fb_action_ids=10207102973165580&fb_action_types=og.shares&fb_source=other_multiline&action_object_map=%5B881745231946821%5D&action_type_map=%5B%22og.shares%22%5D&action_ref_map=%5B%5D

domenica 24 gennaio 2016

IL GOVERNO RIVEDE LA NORMATIVA RELATIVA AL RIUTILIZZO DELLE ROCCE DA SCAVO

Tra le possibili chiavi di lettura della decisione di sospendere le gare di assegnazione dei lotti 3 e 4 del Terzo Valico, potrebbe esserci anche la volontà di attendere l'esito del'iter di approvazione del Dpr in materia di terre e rocce da scavo, che stabilisce nuovi limiti al ribasso per la quantità di amianto presente nelle terre da scavo perché queste siano definite rifuti e dunque sottoposte all'obbligo di conferimento in discarica o di costosi trattamenti specifici per la loro bonifica ( e qui potrebbe cadere l'asino, a proposito del Terzo Valico..).
La lobby dei costruttori si sta muovendo, come si può leggere nell'articolo qui sotto, e non solo per i limiti di amianto ma anche per ridurre gli adempimenti, previsti dal DPR in questione, in merito alle comunicazioni obbligatorie da presentare alle Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente.

Dal sito Strade e Autostrade Online

 Terre da scavo, con i nuovi tetti sull'amianto grandi opere a rischio


Pubblicato venerdì 22 gennaio 2016
Cantieri a rischio in tutto il paese. A partire da alcune grandi opere, destinate ad avere grossi problemi, come il Terzo Valico o la Tav Torino-Lione. Il Governo ha licenziato da pochi giorni, per la seconda volta, il Dpr in materia di terre e rocce da scavo , che andrà a ristrutturare completamente la delicatissima materia del riutilizzo del materiale ricavato dalle lavorazioni in cantiere.
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