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Scuola di Biodiversità e
Bioindicazione del Suolo
X
ciclo
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Scheda di iscrizione
Da inviare entro il 5 aprile 2018 al seguente indirizzo email: monica.grasso@crea.gov.it specificando nell’oggetto:
domanda di partecipazione X ciclo Scuola
Bio-Bio.
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Cognome
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Breve curriculum ( max 300 parole;
font: Calibri; corpo 11)
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La natura è piena d'infinite ragioni che non furon mai in isperienza. Leonardo da Vinci, Codice I, 1492-1516
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giovedì 29 marzo 2018
SEGNALIAMO UN CORSO GRATUITO SULLA BIODIVERSITA' DEL SUOLO
venerdì 22 dicembre 2017
PUBBLICATO IL RAPPORTO SULLA QUALITÀ DELL'AMBIENTE URBANO - ISPRA Stato dell'Ambiente 74/2017
Dal sito de Il Cambiamento
Aria, terra, acqua: piano piano ci "mangiamo" il paese
di Redazione 18-12-2017
Diffusi i dati del tredicesimo Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano in Italia. Ne esce la fotografia di un paese super-antropizzato, che si sposta e produce con modalità inquinanti e che non crede affatto nel verde pubblico e nel risparmio di suolo.
Pm10 ancora oltre la norma in molte città italiane: al 10 dicembre 2017, il valore limite giornaliero è stato oltrepassato in 34 aree urbane, gran parte di queste localizzate nel bacino padano. Torino è la città con il numero maggiore di superamenti giornalieri (103). Situazione ancora più critica per l’ozono: nella stagione estiva, sempre 2017, ben 84 aree urbane vanno oltre l'obiettivo a lungo termine. Nel 2016 il limite annuale per l’NO2 (biossido di azoto) è stato superato in 21 aree urbane, mentre va meglio per il PM 2,5 (25 μg/m³): solo 7 città superano il limite annuale. Questi i dati relativi all’aria, aggiornati al 10 dicembre 2017 e contenuti nella XIII edizione del Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano, presentato nei giorni scorsi a Roma. Il report, che porta la firma del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), raccoglie i dati relativi a 119 aree urbane attraverso dieci aree tematiche: Fattori Sociali ed Economici, Suolo e territorio, Infrastrutture verdi, Acque, Qualità dell’aria, Rifiuti, Attività Industriali, Trasporti e mobilità, Esposizione all’Inquinamento Elettromagnetico ed acustico, Azioni e strumenti per la sostenibilità locale, descrive la qualità delle vita e dell’ambiente nelle città italiane.
Ne esce la fotografia di un paese "sdraiato" su una mobilità inquinante e con una situazione idrogeologica compromessa, con poco verde pubblico, molti impianti chimici e consumo di suolo che avanza.
Aria, terra, acqua: piano piano ci "mangiamo" il paese
di Redazione 18-12-2017
Diffusi i dati del tredicesimo Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano in Italia. Ne esce la fotografia di un paese super-antropizzato, che si sposta e produce con modalità inquinanti e che non crede affatto nel verde pubblico e nel risparmio di suolo.
Pm10 ancora oltre la norma in molte città italiane: al 10 dicembre 2017, il valore limite giornaliero è stato oltrepassato in 34 aree urbane, gran parte di queste localizzate nel bacino padano. Torino è la città con il numero maggiore di superamenti giornalieri (103). Situazione ancora più critica per l’ozono: nella stagione estiva, sempre 2017, ben 84 aree urbane vanno oltre l'obiettivo a lungo termine. Nel 2016 il limite annuale per l’NO2 (biossido di azoto) è stato superato in 21 aree urbane, mentre va meglio per il PM 2,5 (25 μg/m³): solo 7 città superano il limite annuale. Questi i dati relativi all’aria, aggiornati al 10 dicembre 2017 e contenuti nella XIII edizione del Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano, presentato nei giorni scorsi a Roma. Il report, che porta la firma del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), raccoglie i dati relativi a 119 aree urbane attraverso dieci aree tematiche: Fattori Sociali ed Economici, Suolo e territorio, Infrastrutture verdi, Acque, Qualità dell’aria, Rifiuti, Attività Industriali, Trasporti e mobilità, Esposizione all’Inquinamento Elettromagnetico ed acustico, Azioni e strumenti per la sostenibilità locale, descrive la qualità delle vita e dell’ambiente nelle città italiane.
Ne esce la fotografia di un paese "sdraiato" su una mobilità inquinante e con una situazione idrogeologica compromessa, con poco verde pubblico, molti impianti chimici e consumo di suolo che avanza.
Ubicazione:
Italie
lunedì 18 dicembre 2017
ALLUVIONI, FRANE E... NUTRIE
Consumo di suolo e dissesto idrogeologico vanno a braccetto...e non scarichiamo il barile!
Da Il Resto del Carlino del 14 dicembre 2017
Reggio Emilia, 14 dicembre 2017 - «Quando si rompe un argine, non è mai colpa del fiume. Le alluvioni? Si smetta di essere ipocriti e di dare la colpa alle nutrie. Le amministrazioni comunali cadono dal pero quando succedono queste cose, ma chi ha dato le concessioni edilizie per costruire case in area golenale? Loro. E se le case finiscono allagate, vuol dire che lì non dovevano starci…». Boom. Come un vulcano che erutta. Sono roboanti le parole di Mario Tozzi, noto geologo, divulgatore e primo ricercatore del Cnr (conosciuto anche per diversi programmi tv di carattere scientifico) commentando l’esondazione dell’Enza a Lentigione.
Professor Tozzi, cosa si nasconde solitamente dietro alla rottura di un argine?
«Quando si rompe un argine, non è mai colpa del fiume. Significa che è mal fatto rispetto alle portate previste o all’asse del fiume. Non venite a dirmi che hanno dato la colpa alle nutrie pure stavolta…»
È una delle ipotesi emerse.
«La nutria è un animale che vive in quell’ambiente. Non ha interessi a provocare un’alluvione. Nel mondo naturale le cose funzionano in modo sensato. L’eccesso di nutrie può influenzare, ma queste cose non accadono nemmeno negli ambienti liberi coi castori. Prima di dare la colpa alle nutrie starei un attimo attento a scaricare il barile».
C’è la mano dell’uomo dunque? «Il cambiamento climatico influisce, ma l’Italia ha il record europeo di frane: quasi 610mila su 800mila censite in tutta Europa (di cui 80mila nell’Appennino della nostra regione, ndr). Questo indica che abbiamo costruito dove non si doveva. Nelle golene di tutti i fiumi. Quando c’è l’acqua attorno alle case, sono quest’ultime ad essere nel posto sbagliato. Questo Paese consuma 8 metri quadrati al secondo di territorio. E non finiscono nel rischio, ma lo creano. Sono stanco di sentire discorsi ipocriti....
LEGGI TUTTO
Da Il Resto del Carlino del 14 dicembre 2017
Reggio Emilia, 14 dicembre 2017 - «Quando si rompe un argine, non è mai colpa del fiume. Le alluvioni? Si smetta di essere ipocriti e di dare la colpa alle nutrie. Le amministrazioni comunali cadono dal pero quando succedono queste cose, ma chi ha dato le concessioni edilizie per costruire case in area golenale? Loro. E se le case finiscono allagate, vuol dire che lì non dovevano starci…». Boom. Come un vulcano che erutta. Sono roboanti le parole di Mario Tozzi, noto geologo, divulgatore e primo ricercatore del Cnr (conosciuto anche per diversi programmi tv di carattere scientifico) commentando l’esondazione dell’Enza a Lentigione.
Professor Tozzi, cosa si nasconde solitamente dietro alla rottura di un argine?
«Quando si rompe un argine, non è mai colpa del fiume. Significa che è mal fatto rispetto alle portate previste o all’asse del fiume. Non venite a dirmi che hanno dato la colpa alle nutrie pure stavolta…»
È una delle ipotesi emerse.
«La nutria è un animale che vive in quell’ambiente. Non ha interessi a provocare un’alluvione. Nel mondo naturale le cose funzionano in modo sensato. L’eccesso di nutrie può influenzare, ma queste cose non accadono nemmeno negli ambienti liberi coi castori. Prima di dare la colpa alle nutrie starei un attimo attento a scaricare il barile».
C’è la mano dell’uomo dunque? «Il cambiamento climatico influisce, ma l’Italia ha il record europeo di frane: quasi 610mila su 800mila censite in tutta Europa (di cui 80mila nell’Appennino della nostra regione, ndr). Questo indica che abbiamo costruito dove non si doveva. Nelle golene di tutti i fiumi. Quando c’è l’acqua attorno alle case, sono quest’ultime ad essere nel posto sbagliato. Questo Paese consuma 8 metri quadrati al secondo di territorio. E non finiscono nel rischio, ma lo creano. Sono stanco di sentire discorsi ipocriti....
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POLITICA AMBIENTALE: BILANCIO DI FINE ANNO
Dal sito di GreenItalia
Ambiente, legislatura da zero assoluto
Articolo di Roberto Della Seta su Strisciarossa.itChe legislatura è stata questa agli sgoccioli per le politiche ambientali? Zero assoluto con un unico premio di consolazione.
Il premio, bisogna dire, è consistente: la legge sugli ecoreati che il mondo ambientalista con in testa Legambiente invocava da vent’anni, approvata con un voto largo e trasversale che ha visti schierati a favore il Pd, i Cinquestelle, la sinistra. Le nuove norme segnano un cambio d’epoca: per la prima volta entra nel codice penale la categoria dei crimini contro l’ambiente, primo tra tutti il disastro ambientale con pene tra 5 e 15 anni. Per intendersi: dall’Eternit di Casale Monferrato (la fabbrica dell’amianto) all’Ilva di Taranto, con un reato così la magistratura avrebbe avuto strumenti assai più efficaci per perseguire e punire chi causa consapevolmente danni sistemici all’ambiente e alla salute.
Ecoreati a parte, e detto dell’unica altra nota “ecoparlamentare” positiva cioè la conferma (niente di nuovo, per l’appunto una conferma) degli “ecobonus” per chi ristruttura la propria casa migliorandone il rendimento energetico o la stabilità antisismica, per il resto il Parlamento ha fatto pochissimo per rendere più moderna e sicura la legislazione a tutela dell’ambiente, mentre in diversi casi ha ratificato da notaio scelte del governo – il decreto “Sblocca Italia” che dava il via libera a trivelle petrolifere e inceneritori, le norme “spalma-incentivi” contro i produttori di energie rinnovabili, i decreti per consentire all’Ilva di produrre in deroga alle normative ambientali – radicalmente anti-ecologiche.
Dalla difesa del suolo alle piste ciclabili, sono tanti e importanti i provvedimenti abbandonati su un binario morto e che se approvati potrebbero, meglio dire avrebbero potuto, proteggere meglio il territorio e aiutare al tempo stesso la vita quotidiana degli italiani....LEGGI TUTTO
giovedì 2 novembre 2017
DAL CIRCOLO DI SETTIMO TORINESE: GLI DIAMO UNA MANO?
Ciao a tutti,
A Settimo Torinese vogliono cementificare un'intera area verde adiacente ad un parco. Si è formato un comitato spontaneo cittadino contro questo ulteriore consumo di suolo che ha chiesto il sostegno di Legambiente. Il Circolo di Settimo ha subito dato l'adesione e redatto una petizione, anche on-line, che stiamo proponendo ai cittadini settimesi e a tutti coloro che ritengono giusto salvaguardare l'ambiente contro un eccessivo consumo di suolo.
Il Circolo di Settimo chiede solidarietà e sostegno a tutti i circoli..facendo firmare e condividendo sulle vostre pagine Facebook la petizione on-line all'indirizzo:
https://www.change.org/p/comune-di-settimo-torinese-no-torri-area-bordina
Vi ringrazio
Gianni Ronchetti
presidente Legambiente Settimo
--
Legambiente Settimo
Associazione locale affiliata
a Legambiente Onlus
https://www.facebook.com/Legambientesettimo/?fref=ts
lunedì 11 settembre 2017
ULTIME ORE PER L'INIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI #PEOPLE4SOIL #SALVAILSUOLO: STA PER CONCLUDERSI LA RACCOLTA FIRME
Domani, 12 settembre, si concluderà la raccolta firme di iniziativa europea per il riconoscimento del suolo come patrimonio comune europeo.
Chi non avesse ancora firmato, può farlo qui: https://www.people4soil.eu/it
Intanto, dal sito della Commissione europea pubblichiamo i dati relativi alla raccolta
Chi non avesse ancora firmato, può farlo qui: https://www.people4soil.eu/it
Grazie!
Intanto, dal sito della Commissione europea pubblichiamo i dati relativi alla raccolta
Diritto d'iniziativa dei cittadini europei
Il diritto d'iniziativa
- Informazioni essenziali
- La procedura per tappe
- Come sostenere un'iniziativa
- Domande e risposte
- A chi rivolgersi
Trova un'iniziativa
- Iniziative aperte alla firma
- Iniziative riuscite
- Iniziative archiviate
- Ritirate
- Sostegno insufficiente
Cerca
- Richieste di registrazione rifiutate
Organizza un'iniziativa
- La tua idea può trasformarsi in un'iniziativa dei cittadini?
- Prepara il tuo sistema di raccolta online
- Lancia un'iniziativa
Gestisci la tua iniziativa
Ulteriori informazioni
Clausola di esclusione della responsabilità: il contenuto della presente pagina è di esclusiva responsabilità degli organizzatori delle iniziative. I testi riflettono esclusivamente le opinioni degli autori e non possono essere attribuiti in nessun modo alla Commissione europea. La Commissione non può essere ritenuta responsabile dell'uso che verrà fatto delle informazioni qui contenute.
Titolo: People4Soil: firma l'iniziativa dei cittadini per salvare i suoli d'Europa!
Stato attuale: Raccolta in corso
Termine: 12/09/2017
Termine: 12/09/2017
Numero di registrazione della Commissione: ECI(2016)000002
Data di registrazione: 12/09/2016
Data di pubblicazione della presente traduzione: 14/09/2016
Sostieni
Data di registrazione: 12/09/2016
Data di pubblicazione della presente traduzione: 14/09/2016
Sostieni
Oggetto: Il suolo rappresenta una delle principali risorse strategiche dell'Europa, in quanto garantisce la sicurezza alimentare, la conservazione della biodiversità e la regolazione dei cambiamenti climatici. È giunto il momento di proteggere i suoli europei.
Obiettivi principali: Riconoscimento del suolo come patrimonio comune che necessita di protezione a livello UE, poiché apporta benefici essenziali legati al benessere umano e alla resilienza ambientale; sviluppo di uno specifico quadro giuridicamente vincolante che copra le principali minacce ai suoli: erosione, impermeabilizzazione, perdita di materia organica, perdita di biodiversità e contaminazione; integrazione, nelle politiche UE, degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite relativi ai suoli; adeguata considerazione e riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra provenienti dal settore agricolo e forestale.
Disposizioni dei trattati ritenute pertinenti dagli organizzatori: Articolo 191 del Trattato CE
Organizzatori / Membri del comitato dei cittadini:
- Rappresentante: Cosimo Damiano DI SIMINE - info
people4soil.eu
- Supplente: Marta MESSA - m.messa
slowfood.it
- Altri membri: Bernward Paul Hermann GEIER, Maria Isabel ALBA LINHARES BRANCO, Solène DEMONET, Victoriano GONZÁLVEZ PEREZ, Albertus BUIZER
Sito web:www.people4soil.eu
Allegato: Altre lingue disponibili: EN
Bozza di atto giuridico:
Fonti di sostegno e di finanziamento:Ultimo aggiornamento: 08/02/2017
Importo totale del sostegno e del finanziamento: € 100.000
| Nome dello sponsor | Data[1] | Importo in EUR[2] |
|---|---|---|
| Legambiente Onlus | 29/06/2016 | 20.000 |
| Fondazione Cariplo | 29/06/2016 | 70.000 |
| Lehmann natur GmbH | 03/01/2017 | 5.000 |
| Naturschutzbund Deutschland e.V. | 08/02/2017 | 5.000 |
Importo totale del sostegno e del finanziamento: € 100.000
- [1]
- Data in cui sono stati ricevuti i contributi. In caso di contributi in natura, indicare la data in cui sono iniziati.
- [2]
- Importo effettivo dei finanziamenti forniti o valore stimato dei contributi in natura.
Andamento dell'iniziativa
Registrata
12/09/2016Raccolta in corso Raccolta chiusa Presentata Risposta data
ECI v1.7.8 | Ultimo aggiornamento: 01/09/2017 19:12 |
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Ubicazione:
Bruxelles, Belgique
mercoledì 9 agosto 2017
NOVI IN BIO - SABATO 9 SETTEMBRE 2017, TEATRO GIACOMETTI- NOVI LIGURE
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Ubicazione:
15067 Novi Ligure, Alexandrie, Italie
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