mercoledì 19 marzo 2014

Notizie del 19 marzo 2014

Innanzitutto auguri a tutti i papà collegati al sito!

Indichiamo di seguito due iniziative:
- la prima riguarda il caso di un viticoltore della Borgogna che si è rifiutato di spargere i pesticidi nella propria vigna. Le api lo hanno ringraziato, i bipedi....
http://ipsn.eu/petition/viticulteur.php/ml

- la seconda è un invito ad assistere ad un concerto per beneficienza organizzato dal GRUPPO THE LAMP OPERATORS, venerdì 21 marzo h.21 A NOVI LIGURE AL TEATRO DELLA CHIESA DEI FRATI IN VIALE RIMEMBRANZA: il ricavato  andrà ad un'ASSOCIAZIONE DI MEDICI CHE OPERA IN TERRITORIO AFRICANO. Sarà un concerto bellissimo anche perché la vocalist del gruppo è la nostra socia Daniela Ferrando!

giovedì 13 marzo 2014

Sono ormai passati due anni dal famoso proclama dei sindaci di Carrosio Fraconalto e Voltaggio, ricordate le rassicurazioni di Lorenzo Repetto, come è andata a finire?







mercoledì 12 marzo 2014

PERCHE' IL LEMME E' UNICO E VA SALVATO

Sin dall'istituzione del tratto a regime speciale, che si estende a valle degli scarichi del cantiere TAV (sic!) fino all'abitato di Molini, l'apertura alla pesca è istituita a partire dalla prima domenica di aprile anzichè dall'ultima domenica di febbraio. Infatti, come dimostra la tesi del Dottor Alessandro Candiotto che renderemo disponibile a breve, le trote dei nostri rii (ma non solo) se la prendono giustamente comoda, ed il periodo riproduttivo risulta talvolta in primavera inoltrata. Ecco perchè Quotazero suggerì a suo tempo il regime speciale tutt'ora in vigore. Ciò permette di evitare la compromissione involontaria dei letti di frega nel caso in cui si cammini in alveo durante l'esercizio della pesca. Ovviamente le trote ringraziano, certamente meno per i residui di lavorazione degli scarichi prodotti dal cantiere che annullano parimenti i letti di frega, sigillando gli interstizi tra le pietre dove sono deposte le uova dei pesci.
Per comprender meglio le caratteristiche dei letti di frega alleghiamo un ottimo articolo divulgativo apparsi anni or sono su una rivista di pesca.
 







martedì 11 marzo 2014

Rassegna stampa

da "Il Piccolo" dell' 11 marzo 2014 

Sul Terzo Valico decida l’UE

Richiesta di Legambiente Vallemme per bloccare i lavori di scavo

Dopo il ricorso al Tar del Lazio avanzata dall'associa­zione Amici delle ferrovie e dell'ambiente, dalla val Lemme parte un'altra controffen­siva contro il Terzo valico, questa volta intrapresa dal circolo Legambiente Vallem­me, i cui esponenti hanno scritto al commissario al­l'Ambiente dell'Unione Euro­pea, Janez Potocnik, chieden­do un intervento sulla situa­zione che si è venuta a creare all'interno del sito di impor­tanza comunitaria Capanne di Marcarolo, che nel territo­rio di Voltaggio comprende1 l'ex cava Cementir. «Il progetto esecutivo -spiegano gli attivisti - prevede di depositare 1,3 milioni di metri cubi di smarino, scava­to nel vicino cantiere opera­tivo. Un ammasso di rocce e terra che proprio nei giorni scorsi ha cominciato a prendere forma e che arriverà a es­sere non distante dal torrente Lemme, dove vivono specie protette a livello europeo e dove è prevista una scogliera di 400 metri a sostegno del deposito». Qual è l'obiettivo della let­tera? «Al commissario Potoc­nik chiediamo di intervenire poiché, a nostro avviso, nes­sun ente, né il Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, né la Regione Piemonte, ha redatto la valutazione di inci­denza prevista dalle norme europee e dalla legge italiana che le ha recepite. Questo stu­dio serve a stabilire quali sa­ranno gli effetti per l'habitat naturale dell'intervento previsto ma nulla del genere, no­nostante le richieste di docu­mentazione da noi avanzate e rimaste finora inevase, risulta essere agli atti. La Regione ha risposto fornendo solo docu­menti riferiti al progetto pre­liminare del Terzo valico, ri­salente al 2003: il Cociv for­niva le sue valutazioni sulle ricadute del progetto di depo­sito ma non risulta che la Re­gione le abbia accolte o boc­ciate. Senza dimenticare che il progetto di deposito è stato successivamente modificato. Il Parco Capanne di Marcaro­lo, diventato successivamente gestore del sito di interesse comunitario, prima ha rispo­sto che non risulta nessuna valutazione di incidenza, poi, in fretta e furia, solo dopo la nostra richiesta, ha redatto un documento che non è lo studio richiesto dalla norma­tiva. Infine, nel piano cave ap­provato dalla Regione a di­cembre, si cita una imprecisa­ta valutazione di incidenza del 2005 (non più del 2003) senza alcun riferimento (nu­mero di protocollo, data, ente emanatore)». «Una situazione - conclu­dono i membri del circolo Legambiente Vallemme - che a nostro avviso dimostra una grave violazione delle regole che sono alla base della de­mocrazia e che va quindi po­sta all'attenzione di chi ha i-stituito il sic, facente parte della Rete natura 2000».
Nel qual caso la richiesta di intervento del commissa­rio all'Ambiente dell'Unione Europea, Janez Potocnik, ve­nisse accolta, ci sarebbe il ri­schio di una procedura di in­frazione nei confronti dell'I­talia da parte dell'Unione Eu­ropea.
LA.

da "La Stampa" dell' 11 marzo 2014 

TERZO VALICO. AUTOMEZZI DIRETTI AI CANTIERI DI VOLTAGGIO E DI LIBARNA 
Lite sui camion nel centro abitato
I mezzi pesanti passano da Serravalle e Gavi, ma il Piano del traffico prevede l’uso dell’A7

Giampiero Carbone

I camion del Terzo valico passano dentro Serravalle Scrivia nonostante il Piano del traffico preveda l’utilizzo dell’autostrada A7, per la quale mancano però le autorizzazioni. Gli automezzi sono quelli della ditta Franzosi di Tortona, che trasportano ghiaia al cantiere di Voltaggio. Inoltre, attraversano l’abitato anche i mezzi d’opera diretti al cantiere di Libarna, ancora da allestire.
I consiglieri di opposizione Elio Pollero e Walter Zerbo si sono rivolti al sindaco Alberto Carbone per segnalare la situazione e chiedere spiegazioni sul transito in via Berthoud e via Roma.
Spiegano dal Comune: «L’ordinanza prefettizia in vigore per Serravalle esclude i mezzi pesanti ma non quelli d’opera, come quelli per il Terzo valico. Stiamo però studiando un provvedimento per imporre il divieto anche a questi, visto che il Piano del traffico dell’alta velocità prevede l’utilizzo della A7 con uscita al casello di Vignole per raggiungere i cantieri di Arquata, Serravalle e di Voltaggio. Manca però ancora l’ok per il transito sull’autostrada. Stiamo valutando la situazione con la Franzosi in attesa che la Regione fornisca l’autorizzazione per l’uso della A7».
Dal municipio ricordano inoltre che «non è ancora chiaro neppure l’utilizzo della nuova strada 35 ter tra Novi e Serravalle per i mezzi del Terzo valico».
Anche il centro di Gavi è interessato dal transito dei camion della Franzosi, provenienti probabilmente da Basaluzzo, dove l’impresa tortonese possiede un sito di prelievo di ghiaia dal Lemme. Anche in questo caso non è in vigore nessun divieto ma il Piano del traffico non prevede il passaggio in via Mameli. Il Cociv, interpellato sulle due situazioni, non rilascia commenti.
Intanto, oggi pomeriggio i sindaci dei Comuni interessati dal Terzo valico sono stati convocati a Roma dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi per fare il punto della situazione. Lupi sarà ad Alessandria venerdì per il convegno sull’alta velocità organizzato dalla Cisl.
 


 

lunedì 10 marzo 2014

Rassegna stampa


Da La Stampa del 9 marzo 2014

SERRAVALLE. ALL’ASSEMBLEA INDETTA DAI COMITATI

I tecnici dei “No Terzo valico” rilanciano l’allarme amianto


Giampiero Carbone

Troppi interrogativi e contraddizioni sulla questione amianto-Terzo valico. Il protocollo presentato l’8 febbraio a Carrosio, secondo i comitati No Tav, non dà garanzie reali per i cittadini e i lavoratori. È la posizione espressa l’altra sera nell’assemblea svoltasi nell’ex Biblioteca di Serravalle Scrivia, da Francesco De Milato, ingegnere, e Davide Fossati, geologo. «Il Cociv sosteneva che non ci sarebbe stato alcun problema di presenza di amianto, ma i dati delle analisi del progetto definitivo non sono pubblici - hanno detto -. Nel 2012, il sottosegretario Improta, rispondendo a un’interrogazione di Mario Lovelli, aveva fornito “rassicurazioni” sull’amianto, basandosi sulle analisi suddette (considerate insufficienti sin dal 2005 da Regione e Provincia; ndr). Poi, lo scorso anno, la Regione li ha smentiti, ammettendo una presenza del 20% di rocce verdi (potenzialmente contenenti amianto) tra la Bocchetta e Voltaggio e del 50% tra Voltaggio e Arquata Scrivia». Poi è arrivato il più volte annunciato protocollo amianto, per dettare le regole in caso di ritrovamento di rocce amiantifere durante gli scavi: «A Carrosio è emerso che è il Cociv ad avvisare quando c’è amianto e che è un suo geologo a controllare la situazione. Nessuno ha spiegato quanto costa gestire l’amianto in caso di ritrovamento nei 15 chilometri tra il passo della Bocchetta e Arquata. Da Radimero nei primi due lotti verrebbero scavati oltre un milione di metri cubi di smarino, a rischio amianto».De Milato ha inoltre ricordato la questione del Monte Porale, tra Voltaggio e Ronco Scrivia. Nel 2011 la Provincia bloccò un progetto di parco eolico a causa di un’enorme quantità di amianto, fino a 2,5 etti per chilo, il tutto a meno di un chilometro di distanza dal tracciato del tunnel di valico. «L’Arpa - ha spiegato l’ingegnere - ha messo la massima attenzione, cosa che non sta avvenendo per il Terzo valico. Addirittura, la Regione non sapeva nulla della vicenda del Porale e non ne ha tenuto conto nel tavolo del Terzo valico sull’amianto. L’abbiamo avvisata noi e il tecnico non credeva ai dati del verbale della Conferenza dei servizi sul parco eolico».
«E pensare - ha concluso De Milato - che i parlamentari del Pd Borioli e Fornaro un anno fa hanno presentato un disegno di legge contro l’estrazione e l’uso delle rocce verdi, potenzialmente contenenti amianto, ovviamente mai approvato». Serravalle subirà l’impatto del cantiere di Libarna e del deposito di smarino della stessa località (500 mila metri cubi), «l’unica zona verde rimasta sul territorio comunale», ha commentato il consigliere di opposizione Elio Pollero. Dal cantiere partirà lo scavo della galleria di 7 chilometri nella collina a monte del paese, che passerà sotto i centri commerciali. Il Comune vuole che il Cociv costruisca la circonvallazione del paese, attesa da decenni, per farci passare i camion del Terzo valico. «I soldi per questa strada - ha detto De Milato - però non ci sono nel progetto del Tav».

venerdì 7 marzo 2014

Rassegna stampa

 da "La Stampa" del 1 marzo 2014

VOLTAGGIO. DUE GRANDI OPERE RISCHIAMO DI «SOFFOCARE» IL TORRENTE

Terzo valico e gasdotto È allarme per il Lemme

Proteste per i danni al ripopolamento ittico e alle falde degli acquedotti
Giampiero Carbone
La Provincia proroga fino a tutto il 2016 la zona di pesca a mosca «No kill» (con obbligo di rilascio di tutte le specie di pesci) nel tratto del Lemme a monte di Voltaggio ma i pescatori protestano per le condizioni del torrente, a loro dire danneggiato dai lavori nel cantiere del Terzo valico. «A seguito di tale attività – dicono dal gruppo Quota zero Vallemme - le acque di scolo del cantiere provocano in alveo un significativo effetto “clogging” (intasamento, ndr) che uccide la fauna macrobentonica (esseri viventi la cui presenza testimonia la qualità delle acque, ndr)), le uova di pesce e gli avannotti, irrita le branchie dei pesci, non solo all’interno della zona “No Kill” ma anche ben più a valle».
Non solo: secondo i pescatori, a creare problemi sono anche i rifiuti accumulati a monte del cantiere e della ex cartiera, frutto della bonifica dell’area dove doveva sorgere il campo base per i 400 operai del Terzo valico: «Con il dilavamento causato dalle piogge tutto finisce nel Lemme: ciò fa male ai pesci, a tutta la fauna che gravita sul corso d’acqua ma anche alle falde che alimentano gli acquedotti più a valle. Sembra quasi che, a fronte di una ottima condizione del torrente (almeno a monte del cantiere), la cui gestione sarà premiata il 10 maggio a Voltaggio come la migliore in Piemonte del 2013, ci si possa permettere di sorvolare sulla salute dei cittadini». È stata inoltre segnalata sul sito www.notavterzovalico.info, con un breve filmato, la presenza di schiume nel torrente, provenienti dal cantiere. Interpellato sulle affermazioni dei pescatori, il Cociv non rilascia dichiarazioni. Il Lemme e alcuni suoi affluenti saranno inoltre interessati dagli attraversamenti previsti dal potenziamento del gasdotto Gavi-Pietralavezzara, in fase di approvazione da parte della Regione dopo l’ok dei Comuni interessati (Novi Ligure, Gavi, Carrosio, Voltaggio e Fraconalto). Con i 26 km di nuovo tracciato che sostituirà i 33 esistenti, in programma 8 nuovi attraversamenti del Lemme per la posa della condotta e degli allacciamenti, oltre a interventi dello stesso genere sugli affluenti Ardana (2 attraversamenti a Gavi) e Carbonasca (altrettanti a Voltaggio), con profondità che vanno da 2,5 a oltre 4 metri, tutti autorizzati dalla Regione e da eseguire nei prossimi 30 mesi dopo l’ok definitivo al progetto di Snam Rete Gas. «Il Lemme – dice Mario Bavastro (Legambiente Val Lemme) – è in buone condizioni ma di questo passo diventerà come era un tempo il Lambro».