Innanzitutto auguri a tutti i papà collegati al sito!
Indichiamo di seguito due iniziative:
- la prima riguarda il caso di un viticoltore della Borgogna che si è rifiutato di spargere i pesticidi nella propria vigna. Le api lo hanno ringraziato, i bipedi....
http://ipsn.eu/petition/viticulteur.php/ml
- la seconda è un invito ad assistere ad un concerto per beneficienza organizzato dal GRUPPO THE LAMP
OPERATORS, venerdì 21 marzo h.21 A NOVI LIGURE AL TEATRO DELLA
CHIESA DEI FRATI IN VIALE RIMEMBRANZA: il ricavato andrà ad un'ASSOCIAZIONE DI MEDICI CHE OPERA IN TERRITORIO AFRICANO. Sarà un concerto bellissimo anche perché la vocalist del gruppo è la nostra socia Daniela Ferrando!
La natura è piena d'infinite ragioni che non furon mai in isperienza. Leonardo da Vinci, Codice I, 1492-1516
mercoledì 19 marzo 2014
giovedì 13 marzo 2014
mercoledì 12 marzo 2014
PERCHE' IL LEMME E' UNICO E VA SALVATO
Sin dall'istituzione del tratto a regime speciale, che si estende a valle degli scarichi del cantiere TAV (sic!) fino all'abitato di Molini, l'apertura alla pesca è istituita a partire dalla prima domenica di aprile anzichè dall'ultima domenica di febbraio. Infatti, come dimostra la tesi del Dottor Alessandro Candiotto che renderemo disponibile a breve, le trote dei nostri rii (ma non solo) se la prendono giustamente comoda, ed il periodo riproduttivo risulta talvolta in primavera inoltrata. Ecco perchè Quotazero suggerì a suo tempo il regime speciale tutt'ora in vigore. Ciò permette di evitare la compromissione involontaria dei letti di frega nel caso in cui si cammini in alveo durante l'esercizio della pesca. Ovviamente le trote ringraziano, certamente meno per i residui di lavorazione degli scarichi prodotti dal cantiere che annullano parimenti i letti di frega, sigillando gli interstizi tra le pietre dove sono deposte le uova dei pesci.
Per comprender meglio le caratteristiche dei letti di frega alleghiamo un ottimo articolo divulgativo apparsi anni or sono su una rivista di pesca.
Per comprender meglio le caratteristiche dei letti di frega alleghiamo un ottimo articolo divulgativo apparsi anni or sono su una rivista di pesca.
martedì 11 marzo 2014
Rassegna stampa
da "Il Piccolo" dell' 11 marzo 2014
Sul Terzo Valico decida l’UE
Richiesta di Legambiente Vallemme per bloccare i
lavori di scavo
Dopo il ricorso al Tar del Lazio avanzata
dall'associazione Amici delle ferrovie e dell'ambiente, dalla val Lemme parte
un'altra controffensiva contro il Terzo valico, questa volta intrapresa dal
circolo Legambiente Vallemme, i cui esponenti hanno scritto al commissario all'Ambiente
dell'Unione Europea, Janez Potocnik, chiedendo un intervento sulla situazione
che si è venuta a creare all'interno del sito di importanza comunitaria
Capanne di Marcarolo, che nel territorio di Voltaggio comprende1 l'ex
cava Cementir. «Il progetto esecutivo -spiegano gli attivisti - prevede di
depositare 1,3 milioni di metri cubi di smarino, scavato nel vicino cantiere
operativo. Un ammasso di rocce e terra che proprio nei giorni scorsi ha
cominciato a prendere forma e che arriverà a essere
non distante dal torrente Lemme, dove vivono specie protette a livello europeo
e dove è prevista una scogliera di 400 metri a sostegno del deposito». Qual è
l'obiettivo della lettera? «Al commissario Potocnik chiediamo di intervenire
poiché, a nostro avviso, nessun ente, né il Parco naturale delle Capanne di
Marcarolo, né la
Regione Piemonte, ha redatto la valutazione di incidenza
prevista dalle norme europee e dalla legge italiana che le ha recepite. Questo
studio serve a stabilire quali saranno gli effetti per l'habitat naturale
dell'intervento previsto ma nulla del genere, nonostante le richieste di documentazione
da noi avanzate e rimaste finora inevase, risulta essere agli atti. La Regione
ha risposto fornendo solo documenti riferiti al progetto preliminare del
Terzo valico, risalente al 2003: il Cociv forniva le sue valutazioni sulle
ricadute del progetto di deposito ma non risulta che la Regione le abbia
accolte o bocciate. Senza dimenticare che il progetto di deposito è stato
successivamente modificato. Il Parco Capanne di Marcarolo, diventato
successivamente gestore del sito di interesse comunitario, prima ha risposto
che non risulta nessuna valutazione di incidenza, poi, in fretta e furia, solo
dopo la nostra richiesta, ha redatto un documento che non è lo studio richiesto
dalla normativa. Infine, nel piano cave approvato dalla Regione a dicembre,
si cita una imprecisata valutazione di incidenza del 2005 (non più del 2003)
senza alcun riferimento (numero di protocollo, data, ente emanatore)». «Una
situazione - concludono i membri del circolo Legambiente Vallemme - che a
nostro avviso dimostra una grave violazione delle regole che sono alla base
della democrazia e che va quindi posta all'attenzione di chi ha i-stituito il
sic, facente parte della Rete natura 2000».
Nel qual caso la richiesta di intervento del
commissario all'Ambiente dell'Unione Europea, Janez Potocnik, venisse accolta,
ci sarebbe il rischio di una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia
da parte dell'Unione Europea.
LA.
da "La Stampa" dell' 11 marzo 2014
TERZO VALICO.
AUTOMEZZI DIRETTI AI CANTIERI DI VOLTAGGIO E DI LIBARNA
Lite sui camion
nel centro abitato
Giampiero Carbone
I camion del Terzo valico passano dentro Serravalle
Scrivia nonostante il Piano del traffico preveda l’utilizzo dell’autostrada A7,
per la quale mancano però le autorizzazioni. Gli automezzi sono quelli della
ditta Franzosi di Tortona, che trasportano ghiaia al cantiere di Voltaggio.
Inoltre, attraversano l’abitato anche i mezzi d’opera diretti al cantiere di
Libarna, ancora da allestire.
I consiglieri di opposizione Elio Pollero e Walter
Zerbo si sono rivolti al
sindaco Alberto
Carbone per segnalare la situazione e chiedere spiegazioni sul transito in via
Berthoud e via Roma.
Spiegano dal Comune: «L’ordinanza prefettizia in
vigore per Serravalle esclude i mezzi pesanti ma non quelli d’opera, come
quelli per il Terzo valico. Stiamo però studiando un provvedimento per imporre
il divieto anche a questi, visto che il Piano del traffico dell’alta velocità prevede
l’utilizzo della A7 con uscita al casello di Vignole per raggiungere i cantieri
di Arquata, Serravalle e di Voltaggio. Manca però ancora l’ok per il transito
sull’autostrada. Stiamo valutando la situazione con la Franzosi in attesa che
la Regione fornisca l’autorizzazione per l’uso della A7».
Dal municipio ricordano inoltre che «non è ancora
chiaro neppure l’utilizzo della nuova strada 35 ter tra Novi e Serravalle per i
mezzi del Terzo valico».
Anche il centro di Gavi è interessato dal transito
dei camion della Franzosi, provenienti probabilmente da Basaluzzo, dove
l’impresa tortonese possiede un sito di prelievo di ghiaia dal Lemme. Anche in
questo caso non è in vigore nessun divieto ma il Piano del traffico non prevede
il passaggio in via Mameli. Il Cociv, interpellato sulle due situazioni, non
rilascia commenti.
Intanto, oggi pomeriggio i sindaci dei Comuni
interessati dal Terzo valico sono stati convocati a Roma dal ministro delle
Infrastrutture Maurizio Lupi per fare il punto della situazione. Lupi sarà ad
Alessandria venerdì per il convegno sull’alta velocità organizzato dalla Cisl.
lunedì 10 marzo 2014
Rassegna stampa
Da La Stampa del 9 marzo 2014
SERRAVALLE. ALL’ASSEMBLEA INDETTA DAI
COMITATI
I tecnici dei “No Terzo valico” rilanciano l’allarme amianto
Troppi interrogativi e contraddizioni sulla
questione amianto-Terzo valico. Il protocollo presentato l’8 febbraio a Carrosio,
secondo i comitati No Tav, non dà garanzie reali per i cittadini e i
lavoratori. È la posizione espressa l’altra sera nell’assemblea svoltasi
nell’ex Biblioteca di Serravalle Scrivia, da Francesco De Milato, ingegnere, e Davide Fossati, geologo. «Il
Cociv sosteneva che non ci sarebbe stato alcun problema di presenza di amianto,
ma i dati delle analisi del progetto definitivo non sono pubblici - hanno detto
-. Nel 2012, il sottosegretario Improta, rispondendo a un’interrogazione di Mario Lovelli, aveva fornito
“rassicurazioni” sull’amianto, basandosi sulle analisi suddette (considerate
insufficienti sin dal 2005 da Regione e Provincia; ndr). Poi, lo scorso anno, la
Regione li ha smentiti, ammettendo una presenza del 20% di rocce verdi
(potenzialmente contenenti amianto) tra la Bocchetta e Voltaggio e del 50% tra
Voltaggio e Arquata Scrivia». Poi è arrivato il più volte annunciato protocollo
amianto, per dettare le regole in caso di ritrovamento di rocce amiantifere
durante gli scavi: «A Carrosio è emerso che è il Cociv ad avvisare quando c’è
amianto e che è un suo geologo a controllare la situazione. Nessuno
ha spiegato quanto costa gestire l’amianto in caso di ritrovamento nei 15 chilometri tra il
passo della Bocchetta e Arquata. Da Radimero nei primi due lotti verrebbero
scavati oltre un milione di metri cubi di smarino, a rischio amianto».De Milato
ha inoltre ricordato la questione del Monte Porale, tra Voltaggio e Ronco
Scrivia. Nel 2011 la Provincia bloccò un progetto di parco eolico a causa di
un’enorme quantità di amianto, fino a 2,5 etti per chilo, il tutto a meno di un
chilometro di distanza dal tracciato del tunnel di valico. «L’Arpa - ha
spiegato l’ingegnere - ha messo la massima attenzione, cosa che non sta avvenendo
per il Terzo valico. Addirittura, la Regione non sapeva nulla della vicenda del
Porale e non ne ha tenuto conto nel tavolo del Terzo valico sull’amianto.
L’abbiamo avvisata noi e il
tecnico non credeva ai dati del verbale della Conferenza dei
servizi sul parco eolico».
«E pensare - ha concluso De Milato - che i
parlamentari del Pd Borioli
e Fornaro un anno fa hanno presentato un disegno di legge
contro l’estrazione e l’uso delle rocce verdi, potenzialmente contenenti
amianto, ovviamente mai approvato». Serravalle subirà l’impatto del cantiere di
Libarna e del deposito di smarino della stessa località (500 mila metri cubi),
«l’unica zona verde rimasta sul territorio comunale», ha commentato il consigliere
di opposizione Elio Pollero. Dal cantiere partirà lo scavo della galleria di 7 chilometri nella
collina a monte del paese, che passerà sotto i centri commerciali. Il Comune
vuole che il Cociv costruisca la circonvallazione del paese, attesa da decenni,
per farci passare i camion del Terzo valico. «I soldi per questa strada - ha
detto De Milato - però non ci sono nel progetto del Tav».
domenica 9 marzo 2014
venerdì 7 marzo 2014
Rassegna stampa
da "La Stampa" del 1 marzo 2014
VOLTAGGIO. DUE
GRANDI OPERE RISCHIAMO DI «SOFFOCARE» IL TORRENTE
Terzo valico e
gasdotto È allarme per il Lemme
Giampiero Carbone
La Provincia proroga fino a tutto il 2016 la zona di
pesca a mosca «No kill» (con obbligo di rilascio di tutte le specie di pesci)
nel tratto del Lemme a monte di Voltaggio ma i pescatori protestano per le
condizioni del torrente, a loro dire danneggiato dai lavori nel cantiere del
Terzo valico. «A seguito di tale attività – dicono dal gruppo Quota zero
Vallemme - le acque di scolo del cantiere provocano in alveo un significativo
effetto “clogging” (intasamento, ndr) che uccide la fauna macrobentonica
(esseri viventi la cui presenza testimonia la qualità delle acque, ndr)), le
uova di pesce e gli avannotti, irrita le branchie dei pesci, non solo
all’interno della zona “No Kill” ma anche ben più a valle».
Non solo: secondo i pescatori, a creare problemi
sono anche i rifiuti accumulati a monte del cantiere e della ex cartiera,
frutto della bonifica dell’area dove doveva sorgere il campo base per i 400
operai del Terzo valico: «Con il dilavamento causato dalle piogge tutto finisce
nel Lemme: ciò fa male ai pesci, a tutta la fauna che gravita sul corso d’acqua
ma anche alle falde che alimentano gli acquedotti più a valle. Sembra quasi
che, a fronte di una ottima condizione del torrente (almeno a monte del
cantiere), la cui gestione sarà premiata il 10 maggio a Voltaggio come la
migliore in Piemonte del 2013, ci si possa permettere di sorvolare sulla salute
dei cittadini». È stata inoltre segnalata sul sito www.notavterzovalico.info,
con un breve filmato, la presenza di schiume nel torrente, provenienti dal
cantiere. Interpellato sulle affermazioni dei pescatori, il Cociv non rilascia
dichiarazioni. Il Lemme e alcuni suoi affluenti saranno inoltre interessati
dagli attraversamenti previsti dal potenziamento del gasdotto
Gavi-Pietralavezzara, in fase di approvazione da parte della Regione dopo l’ok
dei Comuni interessati (Novi Ligure, Gavi, Carrosio, Voltaggio e Fraconalto).
Con i 26 km
di nuovo tracciato che sostituirà i 33 esistenti, in programma 8 nuovi
attraversamenti del Lemme per la posa della condotta e degli allacciamenti,
oltre a interventi dello stesso genere sugli affluenti Ardana (2
attraversamenti a Gavi) e Carbonasca (altrettanti a Voltaggio), con profondità
che vanno da 2,5 a
oltre 4 metri,
tutti autorizzati dalla Regione e da eseguire nei prossimi 30 mesi dopo l’ok
definitivo al progetto di Snam Rete Gas. «Il Lemme – dice Mario Bavastro
(Legambiente Val Lemme) – è in buone condizioni ma di questo passo diventerà
come era un tempo il Lambro».
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