lunedì 9 marzo 2020

COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE PIEMONTE E VDA: NON SI USI L'EMERGENZA SANITARIA PER CANCELLARE NORME AMBIENTALI




Torino, 9 marzo 2020                               Comunicato stampa

CORONAVIRUS
LEGAMBIENTE: non si usi l’emergenza sanitaria per cancellare norme ambientali.
Tutela ambientale ed economia non possono essere percepite come scelte alternative

Pochi giorni il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, ha invitato ad abbandonare l’idea di un  Green New Deal europeo. "Dobbiamo fare un'operazione completamente diversa. Qui c'è una operazione italiana in cui dobbiamo pensare di usare tutte le risorse disponibili quanto prima per attivare infrastrutture e cantieri".

Oggi è il turno della giunta Regionale del Piemonte che, per bocca dell’Assessore al Lavoro, Elena Chiorino chiede all’Esecutivo di “mettere da parte le ideologie” e di procedere per l’immediata sospensione, per tutto il 2020, della «plastic tax» e della «sugar tax».

“E’ irricevibile l’accusa di essere ideologici quando si parla di tutela ambientale – dichiara Giorgio Prino, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Ed è profondamente scorretto e strumentale approfittare di un’emergenza sanitaria per cercare di smontare norme e indicazioni che vanno verso una maggiore tutela ambientale. Soprattutto quando il tentativo di affossarle risale a ben prima della contingente emergenza sanitaria”.

“E’ necessario uscire dall’impostazione che vede attività economiche e tutela ambientale come antagonisti – continua Giorgio Prino - Non è possibile continuare a crogiolarsi in un modello di sviluppo che prevede cantierizzazione e cementificazione come unico modello di sviluppo possibile.

L’emergenza sanitaria non cancella quella climatica e ambientale: va ad aggiungersi ad essa e da essa non può prescindere.

Ufficio stampa Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta: 011.2215851 – 339.2272687

domenica 8 marzo 2020

AMIANTO E TERZO VALICO - LETTERA APERTA


3 marzo 2020 LETTERA APERTA A:


Rete ferroviaria italiana, Consorzio Co.civ, Commissario al Terzo Valico dei Giovi, Osservatorio ambientale Terzo Valico dei Giovi, ARPA Piemonte, Regione Piemonte- Settore opere pubbliche, Amministrazioni dei Comuni interessati da scavo, transito e deposito materiale

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In genere la quantità di minerali di amianto è risultata modesta. Le procedure specifiche per determinare la pericolosità nei riguardi del rilascio di fibre ha (sic!) evidenziato la loro non pericolosità”.
Questo è quanto si legge sul sito dedicato alla grande opera in costruzione TerzoValico.it

Eppure, dalle informazioni dell’Osservatorio Ambientale sulla linea Terzo Valico dei Giovi sono moltissimi i cantieri e i siti di deposito con presenza di pietre verdi o rocce sospette di contenere amianto. In particolare, le cave Guarasca 2 e Bolla di Spinetta, il deposito Cascina Clara e Cascina Buona, teatro dell’ultimo incidente mortale, in ordine di serie, del 20 gennaio 2020, i cantieri di Castagnola, Radimero, Moriassi e Novi Ligure.

Concentrazione inferiore ai 1000 mg/Kg che è il limite stabilito per legge, sia chiaro: peccato però che contro tale limite e contro la metodologia di misurazione del contenuto di amianto nello smarino, ci si sia battuti in passato ritenendoli del tutto inadeguati, arrivando a proporre, anche, un abbassamento del limite di un ordine di grandezza (< =100 mg/Kg).

Non siamo stupiti nel leggere dalla stampa (Giornale7 01.03.2020) che “Nel cantiere arquatese da alcuni anni si sta scavando il tunnel appenninico verso Genova e ora, come confermano dalla Regione, c’è il fondato timore che la talpa meccanica, arrivata a ridosso delle sorgenti di Sottovalle (a rischio distruzione) incontri notevoli quantità di amianto. Per questo, il cantiere è stato attrezzato per affrontare l’emergenza, con particolari attenzioni nello scavo, nella tutela dei lavoratori e nello smaltimento dello smarino”.

Sono i nostri timori che si avverano: semplicemente oggi si incontrano terre e rocce con valori più alti di quelli (per noi già eccessivi) incontrati sinora.

Per questo materiale l’Allegato 4 al D.M. 161/2012, definisce ad oggi le modalità per la caratterizzazione e la soglia di concentrazione dell’amianto (1000 mg/kg) per ritenere tale materiale sottoprodotto, e quindi buono per i siti di deposito, oppure ritenerlo, se di concentrazione uguale o superiore, rifiuto con l’attribuzione del codice CER “17.05.03*” e consequenziali modalità di gestione e smaltimento in discarica.

E ancora (La Stampa del 29.02.2020)

..” È stato infatti necessario riallestire la fresa poiché il tunnel, arrivato a 3,6 chilometri, sta per incontrare una «zona rossa», ricca cioè di pietre verdi, a rischio amianto. L’attività dovrà quindi tenere conto delle precauzioni del protocollo amianto, redatto dopo che cittadini e sindaci, nel 2013, avevano evidenziato il problema del pericoloso minerale. Lo smarino, trasferito all’esterno con un nastro trasportatore, dovrà essere continuamente bagnato e l’aria monitorata in maniera più assidua rispetto a oggi”
Ricordiamo a tutti che, come riportato nel Protocollo di gestione della comunicazione al Cittadino– Amianto dell’Osservatorio Ambientale Terzo Valico dei Giovi - Linea AV/AC Milano-Genova, per quanto riguarda il tema della concentrazione di amianto in aria negli ambienti di vita si assume come indicatore di riferimento, il valore guida di 1 fibra di amianto/litro.

Nel constatare ancora una volta l’inadeguatezza e la superficialità con cui sono state condotte le analisi ante operam nel corso dei trent’anni di gestazione di tale infrastruttura, le nostre associazioni chiedono a tutti i destinatari della presente che i cittadini vengano informati, così come prevede il Protocollo Amianto:

• sui motivi della mancata comunicazione in merito alla attuale emergenza amianto pur essendo, peraltro, molteplici le figure che siedono al tavolo dell’Osservatorio ambientale;

• sulle informazioni contraddittorie che risultano scritte nel principale organo di informazione on line, accessibile al pubblico e gestito dal general contractor dell’opera (peraltro non aggiornato);

• sul contenuto del Protocollo amianto, a cui fanno riferimento gli articoli di stampa;

• sulle prescrizioni che verranno poste in essere a tutela dei lavoratori e dei cittadini;

• sui tempi e le procedure con cui si metteranno in pratica le modalità di monitoraggio, di campionamento e le relative frequenze per le diverse modalità di scavo;
- i livelli di allerta in caso di rischio;
- i punti di monitoraggio delle fibre aero disperse, individuati nelle aree soggette ad esposizione e sulla base della natura dei luoghi.


così come indicato nel sopra menzionato sito;

- sulle modalità e sulle destinazioni di smaltimento dello smarino contenente amianto;

- sul trattamento e smaltimento delle acque reflue, a seguito del lavaggio dei mezzi, dei nastri trasportatori, delle strade ecc., tenuto conto che i materiali bagnati in continuazione abbassano potenzialmente il rischio ma una volta asciutti si torna alla originaria situazione di pericolo;

- sulla provenienza e sul consumo di acqua necessaria per l’espletamento delle prescrizioni menzionate dalla stampa;

- sull’ente di competenza che svolgerà il controllo in merito alla corretta applicazione delle procedure di emergenza. A tale proposito, auspichiamo fermamente che al General Contractor Cociv non debba essere lasciata alcuna delega alla verifica dei materiali estratti e che le loro analisi abbiano esclusivamente un valore interno alla loro azienda.

- sull’ammontare degli ulteriori costi sociali che dovranno essere sopportati dalla collettività, in termini di maggiori rischi per la salute, e il piano di gestione degli stessi, sia sotto l’aspetto tecnico-operativo sia sotto l’aspetto finanziario.


Attendiamo un vostro immediato e doveroso riscontro alla collettività

Legambiente Val Lemme, legambiente.vallemme@gmail.com


Legambiente Ovadese Valli Orba e Stura-Progetto ambiente, legambientedellovadese@gmail.com


Comitato Torrente Orba, comitato.torrente.orba@gmail.com


https://www.giornale7.it/amianto-il-silenzio-di-rfi-e-coci…/


https://www.lastampa.it/…/terzo-valico-la-talpa-entra-nella…








IL CIRCOLO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

A tutti i soci e gli amici che ci leggono,
vi mandiamo  un breve pensiero mentre affrontiamo questa surreale situazione in continuo divenire .
A causa dell'epidemia in corso, siamo ufficialmente rientrati nella zona con limitazioni di spostamento e dunque il circolo sospende gli appuntamenti e le attività che aveva in programma, in ottemperanza a quanto deciso dalle autorità.
Ci concentreremo sull'attività di monitoraggio e di analisi dei provvedimenti, disegni o proposte di legge cercando di dare il nostro contributo, ove possibile.
Comunque sia, viviamoci questo tempo sospeso dedicandolo a chi e a ciò che più ci fa piacere: sicuramente, aumenteranno le nostre difese immunitarie!
Continuate a seguirci sui nostri social.
Un abbraccio,
Paola

Per

LEGAMBIENTE CIRCOLO VAL LEMME Odv
Casa Certosini, 76 – 15060 Voltaggio (AL)
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sabato 7 marzo 2020

DDL 83/2020: PETIZIONE CONTRO LA PROPOSTA DI RIAPERTURA DELLA CACCIA A SPECIE PROTETTE

Da GreenReport 

La Regione Piemonte: sì alla caccia ad altre 15 specie. Gli scienziati naturalisti: vi spieghiamo perché è sbagliato

L’analisi degli esperti di GPSO e ANP specie per specie: sono tutte minacciate di estinzione o con popolazioni ridotte
[5 Marzo 2020]

Con la proposta contenuta nel Disegno di Legge 83/2020, la Giunta regionale di centro-destra del Piemonte vuole modificare la Legge Regionale 19 giugno 2018, n. 5 sula caccia vigente, già oggetto di lunghe contestazioni e di pronunciamenti del TAR, e consentire la caccia in Piemonte a 15 specie di uccelli e mammiferi selvatici attualmente protette e che, secondo i dati raccolti dai ricercatori del GPSO – Gruppo piemontese studi ornitologici e dell’ANP – Associazione naturalistica piemontese, sono «minacciate di estinzione o comunque presenti con popolazioni così ridotte da non giustificare un prelievo come quello ipotizzato».
GPSO e ANP spiegano che «Si tratta di 6 specie di anatre: Fischione, Canapiglia, Mestolone, Codone, Marzaiola, Moriglione; di altre 5 specie di uccelli acquatici: Folaga, Porciglione, Frullino, Pavoncella, Combattente, di specie delle zone aperte come l’Allodola, del Merlo e di specie caratteristiche ed esclusive delle alte montagne, la Pernice bianca e la Lepre variabile».... (continua al link sopra indicato)


Modifiche alla legge sulla caccia: ci giunge notizia che sia stata stralciata dalla legge regionale di stabilità, ma portata in un "decreto omnibus", quindi dobbiamo muoverci molto velocemente.


Gli aspetti più deleteri della proposta della giunta sono:

a)      Aumento di 15 unità delle specie cacciabili, tra cui il merlo e l'allodola
b)      Fortissimo ridimensionamento del legame cacciatore-territorio
c)      Caccia di selezione agli ungulati consentita anche in orario notturno
d)     Agevolazione dell’arrivo in Piemonte di cacciatori foranei, ora limitato tra il 5% e il 10% del totale
e)      Immissioni di animali d’allevamento “pronta caccia” tutto l’anno.
f)       Cancellazione della norma che avrebbe consentito ai proprietari dei fondi di vietare la caccia sui propri terreni, divieto ritenuto legittimo dalla Corte Costituzionale, superando così quanto previsto dall'art. 842 C.C.


Abbiamo una petizione on-line che nella sola mattinata di oggi ha superato le 500 firme; si trova in:

https://www.change.org/p/alberto-cirio-fermiamo-la-strage-di-uccelli-in-piemonte?recruiter=382925480&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_petition&utm_term=Search%3ESAP%3EIT%3EBrand%3EGeneral%3EExact&recruited_by_id=cd1c8a50-5a63-11e5-8f88-9d82ebe85402&utm_content=starter_fb_share_content_it-it%3Av7


Vi chiediamo, se potete, di firmarla e di diffonderla tra tutti i vostri contatti. Possiamo farcela solo se saremo in molti e molto veloci!

martedì 3 marzo 2020

#laprotestadeipescidifiume - AGGIORNAMENTO APPELLO

⬇⬇⬇  SOS SOS SOS  ⬇⬇⬇
Carissim@
di seguito un ultimo aggiornamento su quanto insieme a Free Rivers abbiamo deciso di fare per evitare che SNPA applichi le Direttive Distrettuali e non le tabelle 11 e 13.
Questi i fatti. Dopo “la protesta dei pesci di fiume” forti della notevole partecipazione avuta, abbiamo scritto al Ministro Costa chiedendo un incontro ma non abbiamo ricevuto alcun riscontro.
Come ben sapete con la protesta chiedevamo il rispetto del FER e l’applicazione delle tabelle 11 e 13 da parte delle ARPA nelle valutazioni di idoneità agli incentivi. Invece, proprio nei giorni della nostra protesta, SNPA ha pubblicato sul suo sito un decreto del Consiglio SNPA risalente al novembre 2019 con cui dà la possibilità alle ARPA di applicare le Direttive Distrettuali e non le tabelle 11 e 13 delle linee guida come prescritto dal FER, come da noi richiesto e auspicato per evitare i ben noti danni agli ecosistemi fluviali.
Questa totale mancanza di attenzione alle nostre istanze ci ha indotti a consultare un legale: l’avvocato Matteo Ceruti, professionista di nostra fiducia che da tempo segue le problematiche legate all’idroelettrico.
L’avvocato Ceruti ha predisposto per noi una diffida ai Ministeri competenti, al SNPA e alle Arpa, alla quale molto probabilmente conseguirà una segnalazione alla Commissione Europea.
Domani dovrebbe partire una diffida alle Arpa, a ISPRA, a SNPA e ai due Ministeri una nota/diffida che chiede:
- a SNPA di integrare la delibera mediante l'espressa precisazione di rispetto del DM Fer 1 e quindi delle tabelle 11 e 13 del deceto STA 29;
- alle Arpa di dare applicazione allo stesso decreto o comunque di sospendere le decisioni nelle more dell'integrazione da parte di SNPA;
- ai due Ministeri di prendere espressa posizione per confermare l'esattezza dell'impostazione interpretativa seguita nella nota.
Il tutto riservandoci, in caso di risposta negativa o di mancata risposta entro dieci giorni, di segnalare alla Commissione UE la violazione della Direttiva Quadro Acque e la scorretta attribuzione degli aiuti di stato a impianti che non la rispettano.
La diffida e la successiva segnalazione alla Commissione Europea saranno sottoscritte in primis dai presidenti nazionali di Legambiente e Free Rivers. A questi si sono aggiunti la Federazione nazionale Pro Natura, Mountain Wilderness, Arci Pesca, Spinning Club Italia. Stiamo anche raccogliendo contributi poiché è previsto un costo di alcune migliaia di euro per le spese legali. Qualora si volesse dare un sostegno economico, anche piccolo, il riferimento del conto corrente è :
Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi - Free Rivers Italia
IBAN IT24 T058 5661 2400 7457 1420 404
BIC BPAAIT2B074
Banca Popolare dell'Alto Adige filiale di Forno di Zoldo.
Cari saluti
Vanda

ARTIFISHAL - DOCUMENTARIO SUI SALMONI SELVAGGI E FIUMI INCONTAMINATI: DA VEDERE!



Da ReteFiumi, ci segnalano questo film, prodotto e realizzato da  Patagonia, Inc.© 2019 nell'ambito del loro progetto Patagonia © Action Works:

La strada verso l'estinzione è lastricata di buone intenzioni
Abbiamo realizzato il film Artifishal per difendere i salmoni selvaggi e i fiumi incontaminati e per evidenziare i costi devastanti - ecologici, finanziari e culturali - dell'arroganza umana. Se c'è un futuro per il salmone e le comunità che dipendono da esso, è nella consapevolezza che il miglior vivaio è un fiume sano.

Artifishal è ora disponibile gratuitamente su YouTube.
Scendi in campo e proteggi i pesci selvaggi
Tutti noi possiamo prendere parte alla difesa dei pesci selvatici e delle acque che tanto amiamo. Visita Patagonia Action Works per sapere come puoi contribuire: supportando, diventando volontario o donando alle organizzazioni ambientaliste che lottano per la salvaguardai dei pesci selvatici!

Foto: (in alto) BEN MOON