mercoledì 3 agosto 2016

RASSEGNA STAMPA


PICCOLA RASSEGNA STAMPA SU QUANTO ACCADUTO IN QUESTE SETTIMANE IN VAL LEMME: DALL'OPERAZIONE ALCHEMIA DELLA PROCURA DI REGGIO CALABRIA, AGLI ESPROPRI PER IL TERZO VALICO, ALLA FIERA DEL BESTIAME DELLE CAPANNE DI MARCAROLO E ALLE RAZZE LOCALI, ALLA MORIA DI PESCI DOVUTA ALL'ECCESSIVO SFRUTTAMENTO DEI CORSI D'ACQUA PER LE CAPTAZIONI DELL'IDROELETTRICO,
DELLE IRRIGAZIONI O PER ALTRI CANTIERI (MA LE AMMINISTRAZIONI CONTINUANO A CONCEDERE LE AUTORIZZAZIONI: l'ultima in ordine di tempo riguarda la Centrale idroelettrica La Pieve sul Piota)









L’estate più calda si “mangia” anche i pesci

Per salvarli, trasferendoli dai punti più asciutti a quelli meno colpiti dalla siccità, in campo anche in pescatori. La situazione più grave nei torrenti: dove si può, riaperte le “chiuse”

In provincia di Alessandria si boccheggia. Letteralmente, visto che le vittime del caldo torrido e della siccità sono soprattutto i pesci. In pianura, in particolare, dove l’acqua dei torrenti si è ritirata dagli alvei più che in collina e nelle zone montane. Tanto che la sezione di Alessandria della Fipsas, la Federazione italiana pesca sportiva, è al lavoro in accordo con la Provincia per tentare di arginare i danni. Come? LEGGI TUTTO



venerdì 29 luglio 2016

UN MESTOLO DI MINESTRONE PER SOSTENERE IL MOVIMENTO NO TAV TERZO VALICO - PARCO DI ISOVERDE SABATO 31 LUGLIO

DAL COMITATO NOTAV VALVERDE



SABATO 30 LUGLIO CENA PER SOSTENERE IL MOVIMENTO NO TAV TERZO VALICO.
Tante persone sono state denunciate in questi anni per non essere rimasti indifferenti a
...Co.Civ e allo schifo che sta portando in casa nostra; ora è il momento di non lasciarle sole.
Probabilmente i nostri processi sono l'unica cosa che viaggia realmente ad alta velocità nella storia del Terzo Valico.
Per una bella serata in compagnia, aiutare chi è sotto processo e finanziare la lotta al Terzo Valico.

PARCO DI ISOVERDE
Menu:
Antipasti, minestrone genovese, secondi, dolce e vino .
Dopo cena danze occitane
....
PRENOTAZIONE A 3479849272

PARTECIPA E AIUTACI A DIFFONDERE!!!

DIBATTITO SULL'ACQUA - DOMENICA 31 LUGLIO ORE 17 ABBAZIA DI SAN REMIGIO E BIBLIOTECA COMUNALE DI BOSIO


Domenica 31 luglio, alle ore 17, a Parodi Ligure, Legambiente Ovadese promuove, nell’ambito della rassegna “Abbey Contemporary Art”, che quest’anno è dedicata all’acqua, un incontro pubblico tra le Istituzioni, i Comitati e le Associazioni Ambientaliste.


Il tema è la tutela e il rispetto dell’acqua nel nostro territorio: emergenze e proposte su ciò che è necessario fare per proteggere la nostra ricchezza più grande. 

SIETE TUTTI INVITATI!


Legambiente Ovadese e Valle Stura


Michela Sericano 349.5363809




lunedì 25 luglio 2016

L'INCHIESTA ALCHEMIA E IL DECRETO PER IL RIUSO DELLE TERRE DA SCAVO: NUOVI SCENARI PER LE GRANDI OPERE

DAL SITO DI ERA SUPERBA

Terzo Valico, tra l’ombra lunga della malavita e il riuso dello smarino. Ecco che cosa sta succedendo


20 luglio 2016                               
notavUn’altra giornata cruciale per i destini del Terzo Valico. Mentre il Paese si fermava a ricordare la strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992, dove perse la vita il giudice Paolo Borsellino, l’operazione “Alchemia” condotta dalle squadre mobili di Genova, Reggio Calabria e Savona portava all’arresto di oltre 40 persone, indagate a vario titolo per concorso esterno in associazione mafiosa; tra queste, alcuni esponenti “liguri”, a capo di ditte che gravitavano attorno ai subappalti relativi alla movimentazione-terra dei cantieri del Valico dei Giovi. Nello stesso giorno, i tecnici di Cociv procedevano con le operazioni di esproprio per due terreni interessati dal tracciato, a Pozzolo Formigaro e a Fraconalto. Nel primo caso, però, alcune irregolarità procedurali potrebbero invalidare l’immissione in possesso, fermando di fatto i lavori, almeno momentaneamente.
Tutto questo a pochi giorni dal via libera definitivo del governo, su proposta del presidente Matteo Renzi e del ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti, al decreto del presidente della Repubblica che semplifica la disciplina di gestione delle terre e rocce da scavo, nella versione definitiva, dalla quale sono spariti i paletti per il riuso dello smarino prodotto dagli scavi.

L’ombra lunga della mafia e la debolezza della politica

Le indagini coordinate dalla procura di Reggio Calabria hanno accertato legami stabili tra le cosche calabresi e quelle liguri, impegnate nel business della movimentazione terra e dello smaltimento di rifiuti pericolosi. Il sistema, affinato negli anni, prevedeva un avvicendamento pianificato di ditte (create ex novo da prestanomi o famigliari, ma sempre a gestione e profitto delle cosche) per poter accedere alle assegnazioni dei sub-appalti dei grandi cantieri. I legami personali con alcuni esponenti politici locali, faceva il resto.
Il Terzo Valico è un progetto da
6,2 miliardi di euro (per 53 chilometri di tracciato, cioè 116 milioni a chilometro, cifra da primato mondiale) cioè una montagna di soldi che cadono a cascata ai “fortunati” che prendono parte ai lavori. Da qui le infiltrazioni mafiose, finalizzate a far pressione sui politici locali per ottenere commesse sui subappalti già aggiudicati. Stando alle intercettazioni, si tratterebbe di qualcosa di più di semplici tentativi: nelle conversazioni, riportate da alcuni giornali nazionali, si parla apertamente di favori fatti per i quali si aspetta un ritorno, e il Terzo Valico è citato innumerevoli volte. Solo il rallentamento dei lavori pare abbia impedito l’inizio di queste joint venture.
Questo, ancora una volta, apre un problema politico: se non ci fosse arrivata la magistratura, che cosa sarebbe successo? L’attuale sistema delle assegnazioni è così vulnerabile? «La politica non ha gli strumenti per prevenire questi casi – afferma a “Era Superba” Stefano Bernini, vicesindaco di Genova e assessore all’Urbanistica – dovendosi attenere alle certificazioni anti-mafia che sono a carico della prefettura durante le gare di appalto. Nel caso specifico, Cociv (general contractor dell’opera, ndr) è tenuto a fare gare di appalto, durante le quali ci si attiene alle carte e alle cose note fino a quel momento». Un sistema, quindi, che è strutturalmente vulnerabile, soprattutto se si tratta di grandi lavori, con centinaia di ditte coinvolte: «Il nostro sistema giudiziario ha qualche baco – ammette Bernini – ma va detto che la malavita ha fatto un salto di qualità manageriale non indifferente, per cui va rafforzata la funzione investigativa».

Una funzione investigativa che però è regolata da leggi fatte dalla politica: come è noto, le interdittive anti-mafia valgono solamente nel territorio di competenza della prefettura che le ha firmate, lasciando le mani libere alle ditte “colluse” di spostarsi sul territorio nazionale senza preclusioni di sorta, come successo per la ditta Lande s.p.a (fino al 2015 s.r.l) che a inizio giugno ha ricevuto l’interdittiva dal prefetto di Napoli, ma che figura tra le ditte subappaltanti per alcuni cantieri del Terzo Valico. «Manca la volontà politica di cambiare il sistema degli appalti – commenta Paolo Putti, capogruppo M5S in Consiglio comunale a Genova e noto oppositore delle grandi opere – semplicemente perché conviene mantenerlo tale. Certe opere devono essere fatte per farle, non perché servono, come dimostra la storia del Terzo Valico. La notizia di questi arresti non ci stupisce, sono anni che i movimenti denunciano questa predisposizione del sistema delle grandi opere». A proposito di movimenti: dalle carte dell’inchiesta “Alchemia” è emerso come la malavita radicata nella nostra regione, attraverso prestanome, abbia finanziato e supportato i comitati “Sì Tav”, per cercare di spostare i consensi dell’opinione pubblica, al fine di accelerare i lavori, e quindi i possibili introiti.

Riuso dello smarino: via libera dal governo

Se i cantieri sono in una fase di potenziale stallo, da Roma arriva un assist importante: il 15 luglio scorso, infatti, è stato licenziato il testo definitivo del decreto che semplifica le procedure di gestione delle terre di scavo, in pendenza da mesi. Nel dispositivo definitivo sono saltati alcuni paletti che avevano sollevato aspre critiche da parte dei fautori dell’opera: nel testo originale, infatti, era previsto che, in presenza di fibre di amianto, lo smarino andasse trattato in loco e poi stoccato in siti dedicati. Con la nuova versione della legge, invece, potrà essere riutilizzato per riempimenti o altro. In questo modo, non sono più messi in discussione i progetti finanziari delle grandi opere, che potranno procedere con i lavori senza dover rivedere i vari piani per lo smaltimento. LEGGI TUTTO


SVILUPPI DELL'INCHIESTA ALCHEMIA

Iniziano a svelarsi i nomi dei politici e degli amministratori che sono stati avvicinati dalla 'Ndrangheta, cosi' come rivelato dall'inchiesta Alchemia della procura di Reggio Calabria.
Emerge ancora una volta l'inadeguatezza culturale dell'attuale classe politica nella gestione del territorio, sia dal punto di vista infrastrutturale che della sua tutela. Le scelte politiche di perseverare in uno sviluppo economico che sacrifica l'interesse pubblico, l'etica e l'Ambiente per soddisfare il mero desiderio di arricchimento di poche persone, alimentano gli appetiti delle consorterie mafiose che nei cantieri delle opere inutili, dove minori sono i controlli proprio a causa del disinteresse che suscita la loro realizzazione, trovano un'occasione agevole per essere soddisfatti. Il vuoto istituzionale è molto pericoloso e ci duole verificare che, a tutt'oggi, ci risulta che le amministrazioni piemontesi non abbiano dato un segnale di presenza ai cittadini del basso Piemonte (vorremmo essere smentiti)
http://circololegambientevallemme.blogspot.it/2016/07/inchiesta-alchemia-il-silenzio-delle.html

Dal sito di AlessandriaNews:

Operazione Alchemia, quanti  novesi nelle intercettazioni


"Ma sti pezzi di merda a me non mi danno neanche una mano!" si lamenta così Francesco Sofio al telefono con lo zio Orlando in una intercettazione diffusa dalla direzione antimafia di Reggio Calabria. Il riferimento è agli esponenti locali del centro destra, e risale probabilmente alle scorse elezioni comunali, quando l'ex consigliere si era candidato a Sindaco di Novi Ligure
NOVI LIGURE - "Ma sti pezzi di merda a me non mi danno neanche una mano!" si lamenta così Francesco Sofio al telefono con lo zio Orlando in una intercettazione diffusa dalla direzione antimafia di Reggio Calabria. Il riferimento è agli esponenti locali del centro destra, e risale probabilmente alle scorse elezioni comunali, quando l'ex consigliere si era candidato a Sindaco di Novi Ligure.
Molti i nomi noti ai novesi che saltano fuori nell'inchiesta: dall'ex senatore Gianfranco Chessa (foto), ad alcuni nomi riconducibili ad esponenti locali del centro destra.

Nell'ordinanza del tribunale di Reggio Calabria il nome di Sofio Orlando compare centinaia di volte, e viene identificato come “accompagnatore ufficiale” dei boss a Roma, referente piemontese della 'ndragheta cittanovese, gestore di fatto di imprese riconducibili alla stessa e infine addetto a “mantenere rapporti con esponenti politici cui garantiva sostengo elettorale in cambio di assegnazione di lavori ad aziende riconducibili a famiglie mafiose” e in particolare con “l'ex Senatore Gianfranco Chessa”.
Il politico novese ha prontamente smentito qualsiasi relazione con il Sofio, e si è detto stupito del veder comparire il suo nome. L'ex senatore ha dichiarato di non incontrare il Sofio da decenni, ma le sue parole sembrano essere smentite dalle intercettazioni ambientali che sono state eseguite dagli investigatori e che documentano viaggi in auto, alla volta di Vercelli, del politico novese in compagnia del Sofio.

Nel 2011 le microspie messe dalla Dia sulla macchina di Sofio registrano i colloqui avvenuti durante il viaggio tra Novi e Vercelli tra Orlando Sofio e l'ex senatore Chessa. In particolare, a interessarli è la situazione politica novese: i due progettano l'organizzazione a Novi di una “festa dei calabresi” al fine di cercare consensi elettorali, mentre si recano a Vercelli per un incontro organizzato da Chessa con un non meglio precisato “ingegnere”.
In una telefonata diffusa, Orlando Sofio (ora in carcere) annuncia al nipote di aver avviato al costituzione del movimento “Si Tav” in opposizione al più noto movimento No Tav. LEGGI TUTTO



Approfondimenti:
http://notavterzovalico.info/2016/07/25/chessa-e-la-destra-novese-a-braccetto-con-la-ndrangheta-le-intercettazioni-shock/
http://www.lospiffero.com/ls_article.php?id=28449

PREMIATA BARBARA RAVERA -SINDACA DI MONTALDO BORMIDA. E INTANTO A PREDOSA...

Come già annunciato, all'ex Abbazia di San Remigio è in corso l'esposizione artistica Abbey Contemporary Art, dedicata quest'anno al tema dell' Acqua: il circolo Legambiente dell'Ovadese e Valle Stura, organizzatore dell'evento, cosi' motiva la scelta:
Riteniamo che sia necessario e urgente difendere tutti insieme la nostra acqua, i fiumi, le falde, le zone di ricarica e le riserve, dall’attacco degli inquinanti generati dalle discariche di rifiuti industriali e urbani, dagli impianti chimici gestiti in modo sconsiderato, dall’utilizzo dei pesticidi in agricoltura, persino lungo le strade e nei centri abitati, dalle captazioni idroelettriche speculative, dalle eccessive captazioni irrigue, dalle perforazioni che mettono in comunicazione le falde, dalle cave che rendono le falde più vulnerabili, ... e dal malaffare che è l’inquinante più pericoloso.
Il circolo dell'Ovadese ha voluto riconoscere l'importanza, dal punto divista della tutela delle falde acquifere, del provvedimento firmato dalla Sindaca di Montaldo Bormida che, a quanto risulta unica nella provincia alessandrina, ha diffidato la Provincia di Alessandria, a utilizzare i diserbanti e/o dissecanti lungo le strade provinciali che attraversano il territorio di quel Comune

Di seguito il momento della premiazione:


 Ricordiamo l'invito a donare un bicchiere come simbolo per sensibilizzare gli amministratori alla tutela delle nostre acque:

Setsuko ha deciso di creare un’opera simbolo: “chiediamo a tutti di donarci dei bicchieri con cui darò vita ad una installazione. È il nostro no simbolico alle cave. Farò un grosso ottagono con i mattoni della fornace di Sezzadio, ci metterò dentro i bicchieri e li annegherò con della terra. Sarà un pozzo per la rinascita”.



Intanto, da Predosa arriva una piccola buona notizia:

DAL SITO DI ALESSANDRIANEWS

Discarica di Sezzadio, rinviata la Conferenza dei Servizi di martedì 26

"Siamo soddisfatti, ma solo a metà" è il commento dei Comitati di Base della Valle Bormida alla notizia del rinvio della Conferenza in cui si sarebbe dovuto discutere l'ampliamento della ditta Grassano di Predosa
PROVINCIA - Giornata importante per i comitati di base della Valle Bormida. Questa mattina, venerdì 22, la Provincia ha deciso di rinviare la Conferenza dei Servizi in programma martedì 26, indetta per discutere dell'ampliamento della ditta Grassano di Predosa, proprietà della holding Riccoboni. Da ormai 4 anni i comitati, le associazioni ambientaliste e più di venti sindaci della zona si battono a difesa della falda acquifera di Sezzadio sopra la quale, nell'area di Cascina Borio, la Riccoboni vorrebbe costruire una discarica per lo smaltimento di rifiuti pericolosi.
La soddisfazione di cittadini e comitati è però attenuata dal fatto che la richiesta di rinvio sembrerebbe essere partita dalla stessa azienda, intenzionata a presentare un ulteriore progetto, definito "meno impattante". LEGGI TUTTO