Polizia, chi denuncia paga. Segnala rischio amianto, a Genova trasferito sindacalista
La natura è piena d'infinite ragioni che non furon mai in isperienza. Leonardo da Vinci, Codice I, 1492-1516
lunedì 21 dicembre 2015
COME IL SISTEMA DELLE GRANDI OPERE INCIDE SULLA NOSTRA CONDIZIONE DI CITTADINI
Segnaliamo questo articolo di Silvia D'Onghia da Il Fatto Quotidiano del 20 dicembre: a parte l'imprecisione relativa al tipo di collegamento ferroviario (il Terzo Valico riguarda le merci e non i passeggeri) e le destinazioni raggiunte dalla nuova linea (il Terzo Valico collega il porto di Genova a Rivalta Scrivia e non a Milano), l'articolo mette in luce la gravissima repressione di uno dei diritti dei cittadini, tutelato dall'art.39 della nostra Costituzione
Polizia, chi denuncia paga. Segnala rischio amianto, a Genova trasferito sindacalista
Polizia, chi denuncia paga. Segnala rischio amianto, a Genova trasferito sindacalista
LA POLITICA CONTINUA A PROCLAMARE BENE E A RAZZOLARE MALISSIMO
Purtroppo la scarsissima qualità della nostra classe politica ci costringe ad assistere ai grandi proclami e agli slogan pubblicitari del momento a cui fanno sempre seguito decisioni politiche che vanno in senso esattamente opposto: una schizofrenia dovuta ovviamente all'inseguimento di interessi che non sono certamente quelli della collettività.
La publica utilitas a cui si sono ispirati i padri costituenti, negli ultimi decenni è stata a dir poco calpestata.
E anche a riguardo dell'Ambiente, "valore costituzionale primario ed assoluto" così come riconosciuto dalla Corte Costituzionale, assistiamo alla solita manovra intesa ad agevolare i soliti interessi privati.
Ma l'Ambiente è un bene comune che garantisce la nostra qualità di vita: possibile che noi cittadini continuiamo a dimenticarlo e a premiare chi ne fa scempio?
A passo di gambero: l’Italia plaude alla Cop21, ma arrivano retromarce sulla green economy
Articolo di Francesco Ferrante su Greenreport.it –
Tra il dire il fare c’è di mezzo il mare. Tra le dichiarazioni della Cop21 e le scelte politiche concrete in questo Paese sembra esserci un oceano.A Parigi si firma un accordo che pur con tutta la prudenza e con le critiche che si possono fare alla vaghezza degli strumenti previsti, segna un punto di discontinuità perché, come ha detto il direttore esecutivo di Greenpeace International, «mette i combustibili fossili dalla parte sbagliata della storia».
E in Italia invece si susseguono scelte tutte contro le rinnovabili, l’efficienza, l’economia circolare. Spiace dovere fare l’elenco delle brutture cui abbiamo dovuto assistere nelle ultime settimane, proprio a cavallo di Parigi.
Cominciamo con il decreto del governo che dovrebbe prevedere gli incentivi per le rinnovabili non fotovoltaiche.
È un decreto ponte che sarebbe dovuto uscire un anno fa e accompagnare le rinnovabili sino al 2017, quando dovrà entrare in vigore un sistema tutto nuovo. Un ritardo insopportabile, che lascia gli operatori in un’incertezza insostenibile, ha fatto sì che questo decreto fosse inviato a Bruxelles (per un indispensabile ok da parte Ue) solo pochi giorni fa e quindi non è possibile che il decreto venga emanato prima di gennaio 2016: considerando che da una parte ci vorrà un anno perché quegli incentivi entrino in vigore e tra un anno invece si dovrebbe di nuovo cambiare tutto, è legittimo che quegli operatori ritengano cialtrone un governo che si comporta così. Se poi si guarda ai contenuti di quel decreto ci sono solo tagli (indiscriminati) e senza tanti criteri a tutte le rinnovabili. Leggi tutto
sabato 19 dicembre 2015
Il consumo di suolo 2
In tema di consumo di suolo, oltre alle interferenze sulla
tenuta idrogeologica del territorio, è necessario comprendere i rischi che si
stanno correndo sotto il profilo della sicurezza alimentare.
Dagli anni ’70 in Italia la superficie agraria utilizzata
(Sau) è diminuita del 28%
Oggi copre il 42,8 % del territorio nazionale. Quota in
costante diminuzione.
Nel complesso l’Italia non produce le risorse alimentari
indispensabili.
Tuttavia, in merito alle proposte di legge sul contenimento
del consumo di suolo, come denunciano inascoltati alcuni esponenti
dell’opposizione, si corre il rischio di far aumentare il consumo di suolo e
non combatterlo.
In proposito segnaliamo l’autorevole opinione del
costituzionalista Paolo Maddalena su Il Fatto Quotidiano:
Consumo del suolo, il giurista Maddalena: ‘Ddl governo? Illogico e incostituzionale’
L'ex vicepresidente della Consulta: "Il testo è anche
illogico perché è in contrasto con il fine che vuole raggiungere". Come il
capitolo sulla tutela delle aree agricole dentro al quale ci sono
"finalità edificatorie"
e un altro articolo su
http://www.lastampa.it/2015/10/25/blogs/la-nostra-italia/consumo-del-suolo-perch-governo-e-maggioranza-stanno-affossando-la-legge-rbOA7wxbxg0WUMHMaBftiL/pagina.htmlmercoledì 16 dicembre 2015
martedì 15 dicembre 2015
I NOSTRI CONSIGLIERI MARIO BAVASTRO E PIERO MANDARINO NOMINATI NEI CONSIGLI DIRETTIVI DEL PARCO DELL'APPENNINO PIEMONTESE E LIGURE E DEL PARCO DEL PO
Eletti i presidenti dei parchi regionali della provincia, Po
e Capanne di Marcarolo
Segnaliamo la tanto attesa notizia circa l'elezione dei presidenti, nonché i rappresentanti delle associazioni ambientaliste per i rispettivi parchi.
lunedì 14 dicembre 2015
IL TRIBUNALE DI ALESSANDRIA HA PRONUNCIATO LA SENTENZA DEL PROCESSO SOLVAY E AUSIMONT PER L'AVVELENAMENTO DELLE FALDE ACQUIFERE
Di seguito riportiamo il comunicato stampa di Medicina Democratica a commento di quanto deciso dal Tirbunale di Alessandria:
Deludente e preoccupante la sentenza Solvay di Spinetta Marengo
E’ giustamente collocata fra le tante nel libro “Ambiente Delitto Perfetto”.
Cosa potevi aspettarti di più da Alessandria rispetto alla consolidata giustizia in materia ambientale in Italia? Nulla. Nulla di nuovo tra Tanaro e Bormida: confermerebbe Umberto Eco.
La sentenza del processo Solvay di Spinetta Marengo è deludente e preoccupante. Deludente per le parti civili vittime dell’ecocidio che esigeva condanne e risarcimenti severi. Preoccupante per gli abitanti della Fraschetta, consapevoli che soltanto una costosissima bonifica del territorio potrà scongiurare un futuro di indagini epidemiologiche con sempre più morti e malattie. Deludente e preoccupante anche per le innumerevoli comunità italiane che proprio dalla Magistratura di Alessandria attendevano una coraggiosa inversione di tendenza alle sentenze (Eternit, Thyssenkrupp, Bussi, ecc.) che hanno scandalizzato l’universo ecologista e aperto un vasto dibattito sulla Giustizia in materia ambientale per la loro sostanziale impunità tramite la derubricazione dei reati dal pesante dolo alla lieve colpa e le prescrizioni, per non dire delle assoluzioni. Tutte le aspettative, deluse ad Alessandria, ruotavano attorno all’ormai famoso articolo 439 del codice penale che condanna la consapevolezza del delitto contro la collettività, il dolo appunto: “Chiunque avvelena acque destinate all’alimentazione, prima che siano attinte o distribuite per consumo, è punito con la reclusione non inferiore a…”. Da 10 a 18 anni ha chiesto il Pubblico Ministero per gli 8 imputati. E non un paio di anni, quasi prescritti, come…per aver attraversato con il rosso.
Sono infatti almeno 21 le sostanze tossiche e cancerogene prima scaricate di nascosto in falda e poi addirittura omesse di bonifica. Una bonifica che necessiterebbe un risarcimento miliardario. Gli occhi del mondo penale e ambientalista sono rimasti per 7 anni puntati sul tribunale di Alessandria, 3 anni in Corte di Assise, dove la battaglia in campo dottrinale è stata esaltata dagli enormi interessi economici in gioco, in vista di una sentenza di possibile portata storica in campo giudiziario. In questi 7 anni, invece, gli occhi delle vittime hanno pianto testimoniando in aula e non pochi si sono nel frattempo spenti in attesa di giustizia. Noi, che in tribunale ci siamo battuti più di ogni altro, possiamo dire che oggi i più deboli hanno ottenuto giustizia? Non possiamo. Lo lasciamo dire agli avvocati, come ai politici che alle elezioni vincono tutti. Nell’aula campeggia la fatidica scritta “La legge è uguale per tutti” che altrimenti interpretò Raffaele Guariniello: “Sono stato nella Magistratura per decenni e ho cercato di fare il bene dei più deboli”.
Sono infatti almeno 21 le sostanze tossiche e cancerogene prima scaricate di nascosto in falda e poi addirittura omesse di bonifica. Una bonifica che necessiterebbe un risarcimento miliardario. Gli occhi del mondo penale e ambientalista sono rimasti per 7 anni puntati sul tribunale di Alessandria, 3 anni in Corte di Assise, dove la battaglia in campo dottrinale è stata esaltata dagli enormi interessi economici in gioco, in vista di una sentenza di possibile portata storica in campo giudiziario. In questi 7 anni, invece, gli occhi delle vittime hanno pianto testimoniando in aula e non pochi si sono nel frattempo spenti in attesa di giustizia. Noi, che in tribunale ci siamo battuti più di ogni altro, possiamo dire che oggi i più deboli hanno ottenuto giustizia? Non possiamo. Lo lasciamo dire agli avvocati, come ai politici che alle elezioni vincono tutti. Nell’aula campeggia la fatidica scritta “La legge è uguale per tutti” che altrimenti interpretò Raffaele Guariniello: “Sono stato nella Magistratura per decenni e ho cercato di fare il bene dei più deboli”.
Comunicato stampa di Medicina democratica
Sezione provinciale di Alessandria.
DA UN AMICO SUDAFRICANO
"Steve informed me of a real low water level (never
seen so far) … the Zambezi river … and Victoria water falls : today standing
dry !!!
This how it is supposed to be …"
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