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lunedì 23 maggio 2016

IL DISSESTO IDROGEOLOGICO IN PIEMONTE: I DATI DI ECOSISTEMA RISCHIO 2016

 Campagna di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta

Piemonte a rischio idrogeologico: 93% dei Comuni in pericolo ma pochi Sindaci se ne preoccupano

Piemonte a rischio idrogeologico: 93% dei Comuni in pericolo ma pochi Sindaci se ne preoccupano

Legambiente presenta i dati di Ecosistema Rischio 2016

Sono 1131 su 1206 i comuni piemontesi con aree a rischio frana o alluvione, pari al 93% del totale, con punte del 99,2% nelle province di Cuneo e Asti, più di 87 mila residenti in aree a pericolosità idraulica elevata e più di 220 mila in aree a pericolosità media. Questi i numeri che emergono da Ecosistema Rischio 2016, il dossier annuale di Legambiente che mette in luce quanto sia pesante l’urbanizzazione delle aree più fragili ed esposte a rischio. Il dossier ha l’importante obiettivo di scattare una fotografia sempre più aggiornata e dettagliata delle fragilità idrogeologiche del territorio italiano e di valutare le attività messe in opera dalle amministrazioni locali per la prevenzione e la mitigazione di tale rischio. Delle 301 amministrazioni comunali del Piemonte che hanno risposto all’indagine di Legambiente, soltanto il 22% ha dichiarato di svolgere attività di informazione sul rischio idrogeologico e appena il 35% di aver svolto esercitazioni per affrontare le emergenze.
“I primi responsabili della sicurezza del nostro territorio sono i Sindaci che purtroppo, come testimoniano i dati di Ecosistema Rischio, nella maggior parte dei casi sono inadempienti sia in termini di azioni per la prevenzione del rischio sia nella gestione delle emergenze –dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. I Comuni hanno un ruolo determinante nelle scelte sulla pianificazione urbanistica, negli interventi di delocalizzazione di abitazioni e di altri fabbricati dalle aree a rischio, nell’adeguamento alle norme di salvaguardia dettate dalla pianificazione di bacino e la corretta manutenzione del territorio. Sono, quindi, soggetti strategici per una gestione del territorio che miri ad una reale mitigazione del rischio idrogeologico. Eppure ancora troppi Sindaci nella nostra regione sembrano non esserne consapevoli, nonostante siano chiamati ad aggiornare i propri piani urbanistici anche alla luce delle nuove mappe del rischio e dell’approvazione del Piano di gestione del Rischio Alluvioni da parte della Regione Piemonte e dell’Autorità di Bacino del Po. Ci auguriamo che nei prossimi mesi venga seguito l’esempio di quelle poche amministrazioni che con coraggio stanno rivedendo i propri piani urbanistici, riducendo le aree edificabili, e dando così in modo tangibile un contributo alla salvaguardia del suolo e alla sicurezza collettiva”. LEGGI TUTTO


AlessandriaNews 23 maggio 2016

Rischio idrogeologico alto, eppure si continua a costruire

Alessandria, si sa, è a rischio alluvioni. Ma cosa è stato fatto per ridurre la minaccia? Legambiente bacchetta tutti: il Piemonte è messo male
 ALESSANDRIA - Se si escludono i comuni in cima a delle rocche o i pochissimi lontani da corsi d'acqua, praticamente tutto il Piemonte è a rischio idrogeologico. Il dossier annuale di Legambiente sui rischi dovuti a frane ed alluvioni è preoccupante: il 93% del territorio sarebbe a rischio, soprattutto nel cuneese e nell'astigiano. E in molti casi non si può fare altro che informare sui rischi per prevenire, visto che interi quartieri, aree industriali e case sorgono ormai da tempo in zone rischiose. Purtroppo soltanto il 22% delle amministrazioni regionali ha dichiarato di svolgere attività informativa sui rischi, e il 35% di aver svolto esercitazioni.

Sindaci inadempienti

"Nella maggior parte dei casi i sindaci non fanno abbastanza sia in termini di azioni di prevenzione sia nella gestione delle emergenze", denuncia Fabio Dovana, presidente Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta. E chi si rimbocca le maniche, purtroppo, potrebbe avere un secondo fine. "In molti casi vengono realizzati argini senza un reale studio sull'impatto a valle, sono cementificati alvei. La messa in sicurezza si trasforma in un alibi per continuare a costruire".

Alessandria, città tra due fiumi, è notoriamente a rischio. I dati forniti da Legambiente sono espliciti: presenza di industrie, quartieri e strutture sensibili in aree di pericolo idrogeologico. Nell'ultimo decennio è stato persino concesso di edificare (fonte Legambiente, Comuni, dati 2015). LEGGI TUTTO