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sabato 27 luglio 2019

TAV - LEGAMBIENTE: “CI SONO ALTRE PRIORITA', IL GOVERNO SI CONFRONTI SULLE VERE OPERE PUBBLICHE CHE SERVONO DAVVERO AL PAESE



In un anno di discussione sulla Tav e sul trasporto merci su gomma, l’Esecutivo Conte non ha fatto alcun passo avanti nella direzione di politiche che, sull’esempio svizzero e austriaco, disincentivino il trasporto merci su gomma attraverso leve fiscali e tariffarie”

Sembra che andare al governo faccia completamente perdere l’approccio scientifico e di buonsenso che dovrebbe accompagnare le scelte strategiche nel campo dei trasporti. È capitato a Renzi che è passato dal definire in un suo libro la Torino-Lione “un investimento fuori scala e fuori tempo” ad avvallarne la costruzione, è successo a Salvini che nel proprio repertorio di felpe ha indossato anche quella No Tav ma che ora tanto si spende per proseguirne la realizzazione, è successo in ultimo anche al Movimento 5 Stelle da sempre su posizioni contrarie alla grande opera inutile e ora disponibile a sancire il via libera attraverso il proprio premier. Il tutto in barba alle analisi costi-benefici che negli anni non hanno potuto far altro che decretare l’insostenibilità di un’opera come la Torino-Lione per costi e impatto. E in barba a tutti quei pendolari che vorrebbero avere ogni giorno, sulla tratta casa-lavoro, un servizio adeguato e che invece continuano ad essere esposti a disservizi, a rischi per la propria sicurezza e in molti casi a dover forzatamente scegliere l’auto perché gli è stato tagliato il servizio ferroviario.
È quanto denuncia Legambiente che attraverso la voce del suo Presidente nazionale Stefano Ciafani torna a ribadire come “la Tav, oltre ad essere un’opera inutile e costosa, non sposterà un solo tir dalla strada visto che resterà più economico e facile far “girare” le merci su gomma. È incredibile che in un anno di discussione sull’alta velocità Torino-Lione e sul trasporto merci, nel governo non si sia fatto alcun passo avanti nella direzione di politiche che, sull'esempio svizzero e austriaco, decidano di chiudere al trasporto su strada o a tassarlo. Invece di investire sulle grandi opere inutili, il Governo abbia il coraggio di ridurre la quota di trasporto merci che oggi viaggia su gomma disincentivando questo trasporto attraverso leve fiscali e tariffarie, di incentivare la mobilità urbana sostenibile, rafforzare e rendere più competitivo il trasporto ferroviario pendolare e urbano per offrire una valida alternativa all’auto e promuovere l’alternativa della mobilità elettrica. Vogliamo ricordare all’Esecutivo Conte - aggiunge Ciafani - che si continua a parlare di Tav e non di quelle opere pubbliche che servono davvero al Paese e che permetterebbero di ridurre, ad esempio, le emissioni in atmosfera di gas serra e inquinanti, di ridurre lo scarico dei reflui fognari nell’ambiente per cui stiamo pagando multe salate, di affrontare il tema della gestione dei rifiuti. Si tratta di opere prioritarie, fondamentali per la qualità della vita delle persone e per l’economia del Paese, di cui però oggi si parla poco perché la politica è troppa presa dal dibattito sulla Tav dimenticando il resto”.
“Se davvero si volesse investire su spostamenti efficienti e non inquinanti - dichiara Fabio Dovana, Presidente di Legambiente Piemonte - non avremmo dovuto assistere ad un riduzione dei finanziamenti statali per il trasporto ferroviario del -20,4%, tra il 2009 e il 2018, a cui si potrebbe aggiungere a fine anno un ulteriore taglio di 300 milioni, per la clausola di salvaguardia nella legge di Bilancio che ha buone probabilità di scattare vista la situazione economica. E proprio in Piemonte i dati indicano che l’emorragia di pendolari avuta a partire dal 2011 per effetto del taglio di 14 linee cosiddette “minori” non si è ancora arrestata”.
In Piemonte nel 2017 sono state in media 166.445 le persone che ogni giorno hanno preso un treno, in diminuzione rispetto al 2016 quando si attestavano a 167.556 mila. Per tornare almeno ai 175.400 viaggiatori del 2011 servono maggiori investimenti. Sempre in Piemonte gli stanziamenti per il servizio ferroviario si attestano a 5,51 milioni di euro l’anno, appena lo 0,05% del bilancio regionale. E la Torino-Lione non farà altro che farà altro che drenare ulteriori risorse a scapito dei pendolari.

L’ufficio stampa di Legambiente: 0686268353


ECOMAFIA 2019. LE STORIE E I NUMERI DELLA CRIMINALITÀ AMBIENTALE IN ITALIA



Nel 2018 impennata dei reati nel ciclo del cemento e nell’agroalimentare. In aumento anche quelli nel settore dei rifiuti e contro gli animali. Il business dell’ecomafia cresce ancora e raggiunge quota 16,6 miliardi di euro. 368 il numero dei clan censiti da Legambiente.

Campania in testa alla classifica regionale per numero di reati ambientali Napoli, Roma e Bari le province con il più alto numero di illeciti 100 le inchieste per corruzione rilevate dal 2018 allo scorso maggio in tutta Italia.


Buone notizie: si conferma la validità della legge sugli ecoreati. Nel 2018 usata per 1.108 volte e applicata in 88 casi di disastro ambientale. Archeomafie, recuperati oltre 43mila reperti archeologici.

Legambiente: “Basta concentrarsi solo sulla presunta emergenza migranti: le vere minacce all’ambiente, alla salute e all’economia sana diventino priorità nell’agenda politica del Paese”.

Nella Penisola continua l’attacco di ecocriminali ed ecomafiosi nei confronti dell’ambiente: ciclo illegale del cemento e dei rifiuti, filiera agroalimentare e racket degli animali sono nel 2018 i settori prediletti dalla mano criminale che continua a fare super affari d’oro. A parlar chiaro sono anche quest’anno i dati di Ecomafia 2019. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia raccolti da Legambiente nel suo report annuale dedicato alle illegalità ambientali. Nel 2018 cala, seppur di poco, il bilancio complessivo dei reati contro l’ambiente che passa dagli oltre 30mila illeciti registrati nel 2017 ai 28.137 reati (più di 3,2 ogni ora) accertati lo scorso anno, soprattutto a causa della netta flessione, fortunatamente, degli incendi boschivi (-67% nel 2018) e in parte alla riduzione dei furti di beni culturali (-6,3%). Diminuiscono inoltre le persone denunciate – 35.104 contro le oltre 39mila del 2017 – così come quelle arrestate, 252 contro i 538 del 2017, e i sequestri effettuati – 10mila contro gli 11.027 del 2017. L’aggressione alle risorse ambientali del Paese si traduce in un giro d’affari che nel 2018 ha fruttato all’ecomafia ben 16,6 miliardi di euro, 2,5 in più rispetto all’anno precedente e che vede tra i protagonisti ben 368 clan, censiti da Legambiente e attivi in tutta Italia. Videoclip Ecomafia 2019


Sul fronte dei singoli illeciti ambientali, nel 2018 aumentano sia quelli legati al ciclo illegale dei rifiuti che si avvicinano alla soglia degli 8mila (quasi 22 al giorno) sia quelli del cemento selvaggio che nel 2018 registrano un’impennata toccando quota 6.578, con una crescita del +68% (contro i 3.908 reati del 2017). Un incremento che si spiega con una novità importante di questa edizione del rapporto Ecomafia: per la prima volta rientrano nel conteggio anche le infrazioni verbalizzate dal Comando carabinieri per la tutela del lavoro, in materia di sicurezza, abusivismo, caporalato nei cantieri e indebita percezione di erogazioni ai danni dello stato, guadagni ottenuti grazie a false attestazioni o missione di informazioni alla Pubblica amministrazione. Nel 2018 lievitano anche le illegalità nel settore agroalimentare, sono ben 44.795, quasi 123 al giorno, le infrazioni ai danni del Mady in Italy (contro le 37mila del 2017) e il fatturato illegale – solo considerando il valore dei prodotti sequestrati – tocca i 1,4 miliardi (con un aumento del 35,6% rispetto all’anno).


In leggera crescita anche i delitti contro gli animali e la fauna selvatica con 7291 reati – circa 20 al giorno – contro i 7mila del 2017. Come già detto, calano invece, grazie a condizioni meteoclimatiche sfavorevoli agli ecocriminali, gli incendi boschivi: un crollo da 6.550 del 2017 ai 2.034 del 2018. Da sottolineare che anche nel 2018 si conferma l’ottima performance della legge 68/2015 sugli ecoreati, che sin dall’inizio della sua entrata in vigore (giugno 2015) sta stando un contributo fondamentale nella lotta agli ecocriminali, con più di mille contestazioni solo nello scorso anno (come si dirà dopo) e un trend in costante crescita (+ 129%).


È quanto emerge in sintesi dal rapporto Ecomafia 2019. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, realizzato da Legambiente grazie anche alla collaborazione di molti soggetti – dalle Forze dell’ordine alle Capitanerie di porto, dalla Corte di Cassazione al Ministero della giustizia, da Ispra e Sistema nazionale protezione ambiente al Cresme, dalla Commissione Ecomafie all’Agenzia delle Dogane, solo per citarne alcuni. Il volume, edito da Edizioni Ambiente e realizzato con il sostegno di Cobat e Novamont, è stato presentato oggi a Roma alla presenza della vicepresidente del Senato Anna Rossomando, del ministro dell’ambiente Sergio Costa, del Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho e di diversi esponenti del mondo istituzionale e politico.


“Con questa edizione del rapporto Ecomafia e le sue storie di illegalità ambientale – ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – vogliamo dare il nostro contributo, fondato come sempre sui numeri e una rigorosa analisi della realtà, per riequilibrare il dibattito politico nazionale troppo orientato sulla presunta emergenza migranti e far sì che in cima all’agenda politica del nostro Paese torni ad esserci anche il tema della lotta all’ecomafie e alle illegalità. Un tema sul quale in questi mesi il Governo ha risposto facendo l’esatto contrario, approvando il condono edilizio per la ricostruzione post terremoto sull’isola di Ischia e nelle zone del cratere del Centro Italia, e il decreto Sblocca cantieri con cui ha allargato le maglie dei controlli necessari per contrastare infiltrazioni criminali e fenomeni di corruzione. Per fortuna – aggiunge Ciafani – si conferma la validità della legge 68 del 2015, che ha inserito i delitti ambientali nel Codice penale, con buona pace dei suoi detrattori che negli ultimi anni hanno perso voce e argomenti per denigrarla. Risultati che dovrebbero indurre a completare la riforma di civiltà inaugurata con la normativa sugli ecoreati: il nostro auspicio è che il Governo e il Parlamento invertano il prima possibile la rotta intrapresa e abbiano il coraggio di continuare il lavoro che nella scorsa legislatura ha visto approvare il maggior numero di norme ambientali di iniziativa parlamentare della storia repubblicana”.


La Legge 68/2015 sugli ecoreati: nella lotta alla criminalità ambientale, la legge sugli ecoreati continua ad avere un ruolo chiave, sia sul fronte repressivo sia su quello della prevenzione. Nel 2018 la legge è stata applicata dalle forze dell’ordine per 1.108 volte, più di tre al giorno, con una crescita pari a +129%. Come gli altri anni, la fattispecie dell’inquinamento ambientale è quella più applicata: 218 contestazioni, con una crescita del 55,7% rispetto all’anno precedente. Aumentano anche i casi di disastro ambientaleapplicato in 88 casi (più che triplicati rispetto all’anno precedente). Completano il quadro le 86contestazioni per il delitto di traffico organizzato di rifiuti, i 15 casi di traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, i 6 delitti colposi contro l’ambiente, i 6 di impedimento al controllo e i 2 di omessa bonifica.


Illegalità ambientali: Tornado ai dati Ecomafia 2019, nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia), lo scorso anno si è concentrato quasi il 45% delle infrazioni, pari a 12.597. Anche quest’anno la Campania domina la classifica regionale delle illegalità ambientali con 3.862 illeciti (14,4% sul totale nazionale), seguita dalla Calabria (3.240) – che registra comunque il numero più alto di arresti, 35 –, la Puglia (2.854) e la Sicilia (2.641). La Toscana è, dopo il Lazio che ha registrato poco più di 2.000 reati, la seconda regione del Centro Italia per numero di reati (1.836), seguita dalla Lombardia, al settimo posto nazionale. La provincia con il numero più alto di illeciti si conferma Napoli (1.360), poi Roma (1.037), Bari (711), Palermo (671) e Avellino (667).


La Campania domina anche la classifica regionale delle illegalità nel ciclo del cemento con 1.169 infrazioni, davanti alla Calabria (789), Puglia (730), Lazio (514) e Sicilia (480). A livello provinciale, guidano la classifica Avellino e Napoli con rispettivamente 408 e 317 infrazioni accertate.


Il fenomeno dell’abusivismo edilizio, soprattutto al Sud, rimane una piaga per il Paese che nel 2018 è stato anche segnato dal vergognoso condono edilizio per Ischia. Anche in questa edizione di Ecomafia emerge che in Italia si continua a costruire abusivamente: secondo il Cresme, nel 2018 il tasso di abusivismo si aggira intorno al 16%, considerando sia le nuove costruzioni sia gli ampliamenti del patrimonio immobiliare esistente. Inoltre secondo i dati del report Abbatti l’abusi, dal 2004, anno successivo all’ultimo condono edilizio nazionale, al 2018, nel nostro paese è stato abbattuto solo il 19,6% degli immobili colpiti da un ordine di demolizione. Legambiente ricorda che il migliore deterrente contro i nuovi abusi sono le demolizioni.


Sul fronte del traffico illecito dei rifiuti, sono 459 le inchieste condotte e chiuse dalle forze dell’ordine dal febbraio 2002 al 31 maggio 2019 utilizzando il delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti. Complessivamente sono state 90 le procure che si sono messe sulle tracce dei trafficanti, portando alla denuncia di 9.027 persone e all’arresto di 2.023, coinvolgendo 1.195 aziende e ben 46 stati esteri. Le tonnellate di rifiuti sequestrate sono state quasi 54 milioni. Tra le tipologie di rifiuti predilette dai trafficanti ci sono i fanghi industriali e i rifiuti speciali contenenti materiali metallici.


La corruzione resta lo strumento principe, il più efficace, per aggirare le regole concepite per tutelare l’ambiente e maturare profitti illeciti. Dal 1° giugno 2018 al 31 maggio 2019 sono ben 100 le inchieste censite da Legambiente e che hanno visto impegnate 36 procure, capaci di denunciare 597 persone e arrestarne 395, eseguendo 143 sequestri. Se nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso se ne sono contate 43, che fanno il 43% sul totale, è il Lazio la regione con il numero più alto di inchieste, 23, seguita da Sicilia (21), Lombardia (12), Campania (9) e Calabria (8). Sempre nel 2018 sono inoltre 23 le Amministrazioni comunali sciolte per mafia, mentre nei primi cinque mesi del 2019 sono state ben 8: Careri (Reggio Calabria; sciolto una prima volta nel 2012), Pachino (Siracusa), San Cataldo (Caltanissetta), Mistretta (Messina), Palizzi (Reggio Calabria), Stilo (Reggio Calabria), Arzano (Napoli; al terzo scioglimento, dopo quelli del 2008 e del 2015) e dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria.


Per quanto riguarda il settore delle archeomafie, lo scorso anno il racket legato alle opere d’arte e ai reperti archeologici ha avuto un andamento altalenante: cala per quanto riguarda i furti (-6,3%) rispetto all’anno precedente, ma il dato più importante è la contrazione dei sequestri effettuati (-77,8%) e quella degli oggetti recuperati (-41%). Considerevole il numero dei controlli, che sono stati 33.028, una media di oltre novanta al giorno. La regione più esposta all’aggressione dell’archeomafia è la Campania, con il 16,6% di opere d’arte rubate, mentre a svettare nel bilancio 2018 del “tesoro recuperato” ci sono i 43.021 reperti archeologici.


Altro fronte, è quello degli shopper illegali. Nell’ultimo anno e mezzo (2018 e primi cinque mesi del 2019), l’Agenzia delle dogane dei monopoli, in collaborazione con Guardia di finanza e Carabinieri, ha lavorato con campagne mirate per fermare i flussi illegali. Il risultato complessivo è stato: 6,4 milioni di borse di plastica illegali sequestrate al porto di La Spezia; 15 tonnellate di borse di plastica illegali sequestrate al porto di Palermo; 18 tonnellate di borse di plastica illegali sequestrate al porto di Trieste, solo per citare qualche numero.


Novità di questa edizione è, infine, uno specifico capitolo dedicato al mercato nero dei gas refrigeranti HFC, gas introdotti dal protocollo di Montreal in sostituzione di quelli messi al bando perché lesivi dello strato di ozono (ODS). Come emerge dall’analisi dell’EIA (Environmental Investigation Agency) e dal lavoro degli inquirenti dei paesi membri, una bella fetta di questo mercato internazionale (regolato da un complesso sistema di quote assegnate alle aziende produttrici) è completamente in nero, dove figura anche l’Italia


Le proposte: Nella lotta alle ecomafie e agli ecocriminali, per Legambiente è fondamentale mettere in campo una grande operazione di formazione per tutti gli operatori del settore (magistrati, forze di polizia e Capitanerie di porto, ufficiali di polizia giudiziaria e tecnici delle Arpa, polizie municipali ecc.) sulla legge 68/2018. Tra le altre principali proposte avanzate oggi, l’associazione chiede che venga semplificato l’iter di abbattimento delle costruzioni abusive avocando la responsabilità delle procedure ai prefetti; che vengano riconosciuti diritti propri anche agli animali inserendo la loro tutela in Costituzione e approvato il disegno di legge sui delitti contro fauna e flora protette inserendo – all’interno del Titolo VI bis del Codice penale – un nuovo articolo che preveda sanzioni veramente efficaci per tutti coloro che si macchiano di tali crimini. Per aumentare il livello qualitativo dei controlli pubblici serve approvare i decreti attuativi della legge che ha istituito il Sistema nazionale a rete per la protezione ambientale. Sul fronte agroalimentare, l’associazione chiede che venga ripresa la proposta di disegno di legge del 2015 sulla tutela dei prodotti alimentari per introdurre una serie di nuovi reati che vanno dal “disastro sanitario” all’“omesso ritiro di sostanze alimentari pericolose” dal mercato. Inoltre chiede che l’accesso alla giustizia da parte delle associazioni dovrebbe essere gratuito e davvero accessibile. Altrimenti rimane un lusso solo per chi se lo può permettere, e tra costoro non ci sono sicuramente le associazioni e i gruppi di cittadini. Infine Legambiente auspica che il Parlamento istituisca al più presto la Commissione d’inchiesta sulla vicenda dell’uccisione della giornalista Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin.


Info su: http://noecomafia.it/


Video Ecomafia 2019:https://www.dropbox.com/s/9cjtd2waihgd7g9/ecomafie_v07_MUSICA_LOGHI.mp4?dl=0


L’ufficio stampa di Legambiente: 349.6546593 – 347.4126421- 339.3945428 – 0686268353-99


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martedì 14 maggio 2019

FESTA DEI PICCOLI COMUNI: ASPETTANDO LA SAGRA DELLA ZUCCA (E IL SOLE...), A PASTURANA IL 19 MAGGIO 2019 SCAMBIAMOCI I SEMI!


E ora confidiamo nel tempo!
Torna l'evento che abbiamo dovuto annullare a causa del maltempo
.
Aspettando la "Sagra della zucca”, 

scaldiamo i motori scambiandoci dei semi!


Il nostro circolo aderisce alla campagna nazionale Voler bene all'Italia , che ogni anno festeggia i Piccoli Comuni promuovendo le iniziative che offrono spazio alle generazioni più giovani per creare opportunità nuove di vivere e restare nei piccoli comuni dove paesaggi di qualità e buon vivere, comunità coese e bellezza dei luoghi ne fanno luoghi elettivi dove investire il proprio futuro, nonostante la fatica del disagio insediativo in atto e l'irreversibile rarefazione demografica.
Pertanto, chi volesse venire a Pasturana il 19 maggio, dalle ore 10 in poi ci sarà un libero scambio di tutto quello che che di buono e genuino possiamo autoprodurci: semi, innesti, madre per aceto e pane, buoni consigli, saperi, suggerimenti e sarà possibile acquistare piantine di zucca per partecipare alla Sagra che si terrà in autunno.

Troverete anche un piccolo mercato contadino dove fare acquisti di prodotti di qualità e tanta farinata, birra di Pasturana e buon vino per brindare ai fruttuosi raccolti!

Possibilità di degustare menu selezionati nei ristoranti di Pasturana.


In caso di pioggia, l'evento si terrà al riparo nell'area Pro Loco.

Vi aspettiamo!



Evento Facebook 

giovedì 9 maggio 2019

AGGIORNAMENTO SERATA INFORMATIVA "NUOVE DISCARICHE: E LA SALUTE? E L'ACQUA?" - ALESSANDRIA, VENERDì 10 MAGGIO 2019 ORE 21





Ricordando che:

- a dicembre 2018 è iniziato l'iter di autorizzazione per un "nuovo progetto di sistemazione complessiva di aree di cava e di discarica e loro predisposizione attraverso discarica di soli rifiuti non pericolosi a servizio dell'economia circolare - per il riutilizzo a fini turistico-ricreativi" (sic!) denominato "La Filippa", che graverebbe in 
aree di cava e di discarica site in loc. Pitocca tra i comuni di Frugarolo e Casal Cermelli (AL)

- "LA REGIONE DISINCENTIVA LA REALIZZAZIONE E L’UTILIZZO DELLE DISCARICHE, SIA PER IL CONFERIMENTO DI RIFIUTI SPECIALI PROVENIENTI DAL PROPRIO TERRITORIO, SIA PER RIFIUTI SPECIALI PROVENIENTI DA ALTRE REGIONI".

(Regione Piemonte - Legge regionale 10 gennaio 2018, n. 1. – “Norme in materia di gestione dei rifiuti e servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”

Art. 12. (Organizzazione della gestione dei rifiuti speciali) - comma 4)

- Secondo la definizione della Ellen MacArthur Foundation economia circolare «è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera».

- La nuova discarica in progetto andrebbe a gravare su un'area dove lo spessore utile delle falde acquifere è più elevato


- Secondo lo studio epidemiologico redatto da Asl e Arpa riferito agli anni 1996-2014 nella Fraschetta, in sostanza la pianura tra Pozzolo e Alessandria, l’incidenza di alcuni tipi di tumore e di altre malattie molto gravi come la sclerosi è superiore del 50-60% rispetto al resto della Regione o della Provincia. https://www.giornale7.it/record-di-tumori-mesoteliomi-e-sclerosi-tra-pozzolo-e-alessandria/

Tutto ciò sopra ricordato, vi invitiamo alla serata informativa organizzata dal Comitato "Torrente Orba" con la collaborazione di Italia Nostra, Legambiente, Medicina Democratica, Movimento per la salute A. Maccacaro, Pro Natura Piemonte, Comitati di Carentino, Predosa e Sezzadio. L'appuntamento è per venerdì 10 maggio, alle ore 21.00 presso l'Ex Taglieria del Pelo, in via Wagner 38/d a Alessandria



Aggiornamento


In questi giorni si sta svolgendo, ad Alessandria, la Settimana di studi sulle Autonomie Locali nell'ambito della quale è stata dedicata mezza giornata ad interventi finalizzati a rispondere al seguente quesito: "Alessandria è la Provincia più inquinata d'Italia?".
Dall'intervento del promotore dell'iniziativa prof. Renato Balduzzi emerge la seguente dichiarazione: "L'obiettivo della mattinata in Provincia è quello di verificare la possibilità di un'alleanza strategica e permanente tra Regione, Enti Locali, Università e parti sociali per conoscere meglio la situazione del nostro territorio e poterla migliorare".
Al termine di una settimana in cui si è riflettuto sulle criticità ambientali della Provincia di Alessandria le associazioni ambientaliste - non invitate all'iniziativa - si danno appuntamento venerdì alle ore 21,00 presso il salone dell'Ex Taglieria del Pelo in Via Wagner n. 38 per un dibattito pubblico sul tema:
"NUOVE DISCARICHE.   E LA SALUTE?   E L'ACQUA?"
Programma degli interventi:
1) Gian piero GODIO - Legambiente Piemonte e Pro-Natura Piemonte: La discarica Pitocca ed il problema delle falde;
2) dott. Moreno BERTONI - Medico Legale, Pneumologo de "La città della Salute" di Torino: L'inquinamento e l'incidenza delle malattie;
3) Lino BALZA - Movimento di lotta per la salute "Giulio A.Maccacaro": Strumenti di lotta per la tutela della salute e dell'ambiente nella Fraschetta;
4) Andrea CHEMELLO - Sindaco di Tronzano Vercellese: La situazione "Valledora";
5) Margherita ROSSO - Comitato "Terrasana" di Chivasso: La situazione della discarica Pogliani di Chivasso;
6) Tino BALBUZZI - Medicina Democratica: Emergenza climatica e nuove forme di difesa delle falde acquifere; 
7) Intervento altri Comitati aderenti all'iniziativa.
I cittadini e gli amministratori locali sono invitati a partecipare.
Il Comitato Torrente Orba




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CIRCOLO LEGAMBIENTE VAL LEMME: ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEI SOCI






Il giorno 10 maggio 2019 alle ore 23,30 in prima convocazione presso la sede del Circolo Legambiente Val Lemme, Casa Certosini 76 - 15066 Voltaggio ed in seconda convocazione il giorno 11 maggio 2019 alle ore 15,30 presso  la sede del Circolo Legambiente Val Lemme, Casa Certosini 76 - 15066 Voltaggio
è convocata l'Assemblea Generale dei Soci del Circolo Legambiente Val Lemme in sede straordinaria con il seguente ordine del giorno :
  • Modifiche statutarie ai sensi del D. Lgs. 117/2017
  • Varie ed eventuali

Ricordiamo che per partecipare alla votazione occorre essere in regola con il pagamento della quota sociale 2019. Rammentiamo inoltre che ad ogni socio spetta un solo voto e che il socio può essere portatore al massimo di una delega. In caso di impossibilità a partecipare e se si è interessati ad esprimere il proprio voto, è possibile conferire delega compilando l'apposito modulo, il delegato dovrà presentarsi, munito della delega scritta e di fotocopia di un tuo documento di riconoscimento in corso di validità.


All'assemblea sono comunque invitati, senza diritto di voto, tutti coloro che desiderano conoscere le nostre attività e che sono interessati al nostro Territorio e alle tematiche ambientali. 







mercoledì 8 maggio 2019

MOBILITARIA E DECRETO SBLOCCA-CANTIERI: DA ANNA DONATI

Da Anna Donati, riceviamo e con piacere pubblichiamo i due contributi molto interessanti che ci segnala
Cari amici ed amiche,

il 17 aprile abbiamo presentato, come Kyoto Club, CNR IIA in collaborazione con Isfort, la seconda edizione del rapporto Mobilitaria 2019, con dati ed analisi sulla mobilità urbana e la qualità dell'aria nelle 14 grandi città ed aree metropolitane negli anni 2017-2018.

Ci sono anche interessanti ed inediti dati di Opmus Isfort sulle aree metropolitane, un intervento di T&E sulla decarbonizzazione nei trasporti, una interessante simulazione su PUMS e mobilità elettrica di TRT trasporti e territorio, una analisi sui Piani regionali per la Qualità dell'Aria.

Trovate qui il rapporto 2019 , la sintesi, le presentazioni al convegno http://www.muoversincitta.it/mobilitaria-2019/
Inoltre vi linko un mio commento - molto critico - sul decreto cosidetto Decreto Legge "Sblocca Cantieri (DL 32/2019) appena pubblicato su Sbilanciamoci.info, che ci riporta molto indietro a deroghe, commissari straordinari, appalto integrato, varianti facili, avanti con la Legge Obiettivo, che di certo non aiuteranno trasparenza e concorrenza nei lavori pubblici e non sbloccheranno i cantieri utili per il nostro paese..

http://sbilanciamoci.info/siri-docet-lo-sblocca-cantieri-favorisce-la-corruzione/

Grazie per la vostra attenzione e cordiali saluti.
Anna Donati

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