giovedì 6 aprile 2023

CONOSCERE IL TERRITORIO - QUINTO INCONTRO 13 APRILE 2023

 Proseguiamo il ciclo di incontri "Conoscere il territorio" con una serata di approfondimento sul tema dei fiumi. 

Titolo dell'incontro:

la "pulizia dei fiumi" tra leggende popolari ed evidenze scientifiche


«… parlando di fiumi emerge ad ogni momento la drammaticità della crisi attuale e quella delle sue  conseguenze differite ma già decise, e l’assurdità di quasi tutte le cose che l’hanno creata, socialmente inutili ed economicamente dannose»

Giuliano Cannata    I fiumi della terra e del tempo,  1990

La videoconferenza con Google Meet inizierà alle ore 21:00 di giovedì 13 aprile.



martedì 28 marzo 2023

CONOSCERE IL TERRITORIO - QUARTO INCONTRO 30 MARZO 2023

 

Proseguiamo il ciclo di incontri "Conoscere il territorio" con una serata di approfondimento con Luca Bosco. 

Titolo dell'incontro:

API & C. …E IL CICLO DELLA VITA

La videoconferenza con Google Meet inizierà alle ore 21:00 di giovedì 30 marzo.


 

domenica 26 marzo 2023

Revisione dei confini del Parco del Po Piemontese

 

Assalto alle Aree Protette del Po Piemontese
Comunicato stampa

La denuncia di Comitato per il Territorio delle Quattro Province, Gruppo di Intervento Giuridico, Italia Nostra Piemonte, LAV Piemonte, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Lipu, Mountain Wilderness Italia e Pro Natura Piemonte: “Danni all’agricoltura usati come pretesto per ridurre il Parco e l’Area Contigua e quindi poter andare a caccia; è ampiamente documentato che l’attività venatoria tradizionale non è la soluzione del problema cinghiali. Il consiglio del parco delibera contro l’ente che rappresenta con forti e inaccettabili ingerenze della Regione.”  

Scene d’altri tempi al Consiglio dell’Ente di Gestione delle Aree Protette del Po Piemontese tenutosi mercoledì 22 febbraio scorso a Casale Monferrato. All’ordine del giorno la discussione delle istanze presentate da comuni e associazioni, su richiesta della Regione Piemonte, relative ad una revisione dei confini del Parco e dell’Area Contigua (cioè una zona intorno al Parco in cui la caccia è consentita ma solo a coloro che risiedono nei comuni inclusi nell’area contigua stessa).
Cacciatori e agricoltori, unitamente alla Provincia di Vercelli e ai comuni di Ronsecco, Saluggia, Fontanetto Po, Tricerro, Crescentino, Trino e Livorno Ferraris, chiedono, per il territorio vercellese, l’abolizione delle aree contigue e la riduzione delle Aree Protette ritornando ai confini del 2020 (prima dell’entrata in vigore della L.R. 11/19 che ha definito alcuni ampliamenti), con conseguente cancellazione del recentemente istituito Parco Naturale del Bosco della Partecipanza e delle Grange Vercellesi. L’Ambito Territoriale di Caccia "AL 1" e il comune di Moncestino sono sulla stessa linea in riferimento al casalese.
Perché? Perché tutto questo? Per andare a caccia.
Il mondo venatorio, in rivolta dopo gli ampliamenti dei confini entrati in vigore nel gennaio 2021, spalleggiato da quello agricolo (o, meglio, parte di esso - che inspiegabilmente ancora preferisce assecondare la lobby venatoria piuttosto che sostenere l’implementazione di pratiche davvero efficaci nel controllo dei cinghiali) e di cui alcune amministrazioni locali si sono fatte portavoce, si propone ancora una volta come la soluzione del problema cinghiali e danni alle coltivazioni. Tuttavia, è ormai ampiamente documentato tramite studi e ricerche che la caccia non è la soluzione. Gli ultimi decenni 2/2 ne sono una evidente testimonianza sotto gli occhi di tutti. Laddove necessari, gli interventi di controllo faunistico devono essere effettuati con un approccio tecnico e non ludico, devono essere pianificati, coordinati e continuativi, e, infine, devono avere un basso impatto su altre specie. 
Il Consiglio del Parco, seguito da un folto pubblico di cacciatori, agricoltori, vertici delle loro associazioni di categoria e della Provincia di Vercelli, è stato preceduto da una comunicazione del Vicepresidente della Regione Piemonte Fabio Carosso, il quale ha ribadito la volontà della Regione di ascoltare le richieste del territorio, dettando in maniera affatto velata la linea che il Consiglio del Parco avrebbe dovuto tenere per l’espressione del parere sulle richieste di modifica dei confini pervenute. La drammaticità della situazione è sotto gli occhi di tutti. Il gesto senza precedenti è stato preceduto nelle ore prima del consiglio da un “ultimo assalto”, ovvero dall’arrivo di alcune ulteriori lettere inviate da Provincia di Vercelli, comune di Livorno Ferraris e alcune associazioni agricole per ribadire le richieste già espresse. 
In questo clima sono passate in secondo piano le buone notizie: i comuni di Mazzè, Pecetto di Valenza e Castelnuovo Scrivia hanno chiesto l’ampiamento del Parco; il comune di Palazzolo Vercellese e le associazioni ambientaliste hanno chiesto il mantenimento dei confini attuali nel territorio vercellese. Anche questo è il territorio da ascoltare.
 Alla fine, con la deliberazione n. 17 del 22/02/2023 recentemente pubblicata, il Consiglio ha espresso parere favorevole sulle istanze (tutte, ad eccezione di quella del comune di Moncestino), che verranno trasmesse alla Regione, accogliendo altresì la richiesta di conversione dell’Area Contigua in Zona Naturale di Salvaguardia per consentire la caccia in tale area anche a chi non è residente nei comuni dell’Area Contigua stessa. 
È stata scritta una pagina nera nella storia del Parco, chiamato ad esprimersi favorevolmente sulle richieste di riduzione del proprio territorio, dopo anni di lavoro, svolto con Enti e associazioni, per giungere all’estensione attuale. 
Le richieste di riduzione delle aree tutelate sono in contrasto con gli indirizzi dettati dalla Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030. Ancora una volta si è potuta constatare la miopia di una politica che gestisce il territorio per il proprio “oggi” e non per il “domani” di tutti, trascurando sia gli aspetti tecnici e scientifici sia la voce di molti cittadini ben consci dell’importanza e delle potenzialità delle Aree Protette.

 Torino, 16 marzo 2023

Comitato per il Territorio delle Quattro Province – Giuseppe Raggi, Presidente
Gruppo di Intervento Giuridico – Stefano Deliperi, Presidente
Italia Nostra Piemonte – Adriana Elena My, Presidente
LAV Piemonte – Marco Francone, Responsabile
Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Giorgio Prino, Presidente
Lipu – Riccardo Ferrari, Delegato di Torino
Mountain Wilderness Italia – Adriana Giuliobello, Presidente
Pro Natura Piemonte – Mario Cavargna, Presidente;  Emilio Delmastro, Segretario 

giovedì 16 marzo 2023

CONOSCERE IL TERRITORIO - TERZO INCONTRO 16 marzo 2023

Serata di approfondimento con Giancarlo Maculotti coordinatore di tra/montani che abbiamo avuto modo di conoscere l'anno passato al convegno di Grondona e il nostro Riccardo Favero che ha dedicato la vita a queste tematiche. 

Titolo dell'incontro:

ABBANDONO E RITORNO IN MONTAGNA

OSSERVAZIONI E PROPOSTE

La videoconferenza con Google Meet inizierà alle ore 21:00 di giovedì 16 marzo.




giovedì 2 marzo 2023

Conoscere il territorio - Secondo incontro 2 Marzo 2023

In previsione dell'installazione in alta Val Lemme di una stazione di monitoraggio, curata dal Circolo, da inserire in una rete in grado di raccogliere dati meteorologici di qualitàproponiamo l'incontro con Paolo Faggella dal titolo: 

METEO E CLIMA.  PROGETTO DI MONITORAGGIO DI VOLTAGGIO PER LO STUDIO DEI FENOMENI LOCALI E DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI
La videoconferenza con Google Meet inizierà alle ore 21:00 di giovedì 2 marzo



lunedì 20 febbraio 2023

TORNA DOPO TRENT'ANNI LA FAKE NEWS SULL' ALTA VELOCITÀ GENOVA-MILANO

 DA GENOVA A MILANO IN 50 MINUTI SU UNA LINEA CHE NON ESISTE E CHE FORSE NON ESISTERÀ MAI. 

TORNA DOPO TRENT'ANNI LA FAKE NEWS SULL' ALTA VELOCITÀ GENOVA- MILANO


" Da Genova a Milano in 50 minuti" , "Genova - Rotterdam un corridoio fondamentale per i passeggeri", "Monza sempre più vicina al mare". Da due giorni, ormai, su alcuni siti internet del territorio milanese si sta diffondendo la vera e propria fake news secondo la quale il terzo valico ferroviario Genova- Rivalta Scrivia, opera  costata a tutte le cittadine e i cittadini 7,2 miliardi di lire, dall'iter ambientale e giudiziario ormai trentennale e piena di criticità, costituirebbe una linea passeggeri ad alta velocità fra Genova e Milano. Tale notizia è totalmente destituita di senso, essendo il terzo valico una linea merci che, lungi dal puntare a Milano, si ferma a pochi chilometri da Tortona per lo scopo, dichiarato dai costruttori stessi, di favorire il traffico merci sulla direttrice del Sempione (quello è il corridoio infrastrutturale Genova-Rotterdam), molto più ad ovest della città meneghina, valico ferroviario che, peraltro, come è noto -purtroppo non a tutti, a quanto pare- esiste ed è operativo dal 1905 .

L'idea di un' Alta Velocità Genova-Milano Rogoredo, in realtà, era esistita ma fu bocciata per ben due volte dal ministero dell'ambiente, nel 1992 e nel 1993, prima che, con le leggi berlusconiane, al ministero fosse tolta la facoltà di bloccare le opere ritenute "strategiche". Quei due progetti, nella fattispecie, oltre che ambientalmente insostenibili, si erano rivelati anche tecnicamente infattibili, dato che un treno non riesce a raggiungere i 300 km orari su una tratta breve come era quella linea ( 127 km) nelle condizioni orografiche della stessa (le quali presupponevano l'attraversamento di una tratta appenninica), anche perché -è bene ricordarlo- l'alta velocità nasce per fare concorrenza agli aerei e può avere senso, dunque, su tratte superiori ai 300 km, elemento che la rende pressoché improponibile in un Paese " dalle cento città" come il nostro.  Economicamente, poi, il progetto di una linea ferroviaria ad alta velocità Genova-Milano non stava in piedi, dal momento che le 1800 persone che ogni giorno facevano allora  la tratta in questione non giustificavano un simile intervento.
Fu proprio per tale ragione che i corifei delle grandi opere di allora, costatata l'impossibilità di proseguire l'impari lotta con l'evidenza, si inventarono letteralmente la necessità di un " Terzo Valico ad Alta Capacità", tirato fuori dal cappello per giustificare una spesa pubblica colossale, ovviamente a vantaggio dei costruttori. Erano i primi anni Duemila quando tutto l'iter progettuale ripartì, con la consueta stantia e conformista grancassa dell'Union sacrée delle propagande politiche e mediatiche, le stesse che oggi paiono tornare alla carica diffondendo letteralmente falsità per fare spingere l' acceleratore in un momento in cui, per ragioni tecniche, l'opera si era impantanata fra le argille del Basso Piemonte .
Orbene, dal momento che permane un certo ottimismo sulla natura dell'essere umano, può anche darsi che in realtà l'inutile  terzo valico merci Genova-Tortona si sia nuovamente trasformato nuovamente in inutile linea ad alta velocità Genova-Milano per un'ennesima variazione del progetto. In tal caso, a Lorsignori l'onere di illustrare l'ennesima mirabolante trovata ingegneristica.
Quanto a noi, che quella propaganda la conosciamo bene da tre decenni, non ci resta che ricordare un dato: negli anni Novanta i propagandisti parlavano di 40 minuti per arrivare da Genova a Milano. Oggi ci parlano di 50: in trent' anni, hanno accumulato dieci minuti di ritardo.