mercoledì 9 agosto 2017

NOVI IN BIO - SABATO 9 SETTEMBRE 2017, TEATRO GIACOMETTI- NOVI LIGURE







ORE 18.00 
DiBATTiTO
L’ AGRiCOLTURA E’ SOSTENiBiLE? E iL GAVi?
MODERATO DA FRANCESCO PANELLA, APiCOLTORE

iNVITATi AD iNTERVENiRE:
COMUNE Di NOVi LiGURE, Dott. DiEGO SABBi, 
CONSORZiO TUTELA DEL GAVi, iL PUBBLiCO

PROMOSSO iN COLLABORAZiONE CON:
CiRCOLO LEGAMBiENTE VAL LEMME, 
CiRCOLO LEGAMBiENTE OVADESE DELLA VALLE STURA

E' ragionevole usare in agricoltura diserbanti, insetticidi, pesticidi probabilmente cancerogeni? Chi ne paga le conseguenze? Gli agricoltori? Gli abitanti presso i vigneti?
I consumatori? Tutti noi?







ORE 19.30
MERCATiNO BiO

CON :
AZiENDA AGRiCOLA BiOLOGiCA
CASCiNA ORTO (Pasturana) 
&
COOPERATiVA

PAZZA iDEA
(Pasturana)
AZiENDA ViTiViNiCOLA BiOLOGiCA
CASTELLO DI TASSAROLO (Tassarolo)

AZiENDA AGRiCOLA BiOLOGiCA
BiO BRUNi (Montaldeo)

AZiENDA AGRiCOLA
L’ APE STE
Di STEFANiA TAVARONE (Acqui Terme)

AZiENDA AGRiCOLA BiODiNAMiCA
CASCiNA DEGLi ULiVi (Novi Ligure)

BiO FORNO
DAL CHiCCO iNTERO
Di ALiSON HOLSTWOOGD (Gavi)

AZiENDA AGRiCOLA  BiODiNAMiCA
GiORDANO LOMBARDO (Gavi)



AZIENDA BIOLOGICA VITIVINICOLA

 RUGRÀ (Tassarolo)




Un’opportunità per poter andare oltre il centro commerciale e conoscere direttamente chi produce cibo buono vicino a casa tua.






ORE 21.00
SPETTACOLO TEATRALE




iN TEATRO, CON i PiEDi PER TERRA è il percorso teatrale del Progetto “Viaggio tra Terra e Cielo”. Nel tour di 4000 chilometri, 26 tappe e 70 interviste, fatto per il documentario “Con i piedi per terra”, abbiamo ascoltato le storie e le voci di tanti contadini: artigiani, allevatori, medici, ricercatori…
In parallelo abbiamo iniziato anche un’ altro viaggio tra quegli autori, che come contadini, hanno lasciato nelle loro pagine i semi di un pensiero antico, ricordandoci che nella trama della vita, l’uomo ne possiede solo un filo: e ciò che egli fa alla trama lo fa a se stesso. Le voci dei nostri antenati insieme a quelle di un’umanità che oggi sta praticando un cambiamento reale ci indicano una via: il rinnovamento della società dipende dalla cura della terra che dobbiamo tornare a riconoscere come sacra.
STUDiO AGRi-CULTURALE raccoglie frammenti di questi due percorsi, li intreccia insieme creando così un unico viaggio in cui appaiono, di volta in volta, l’umanità di ieri e l’umanità di oggi, mettendole a confronto come in un unico grande convivio.



 A FINE SPETTACOLO PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTARIO 
"CON i PiEDi PER TERRA"





LA MENZiONE SPECiALE LEGAMBiENTE
AL 20° FESTIVAL CINEMAMBIENTE DI TORINO
www.legambiente.it

“Un bell’affresco del nuovo-antico mondo contadino italiano, spesso fatto di bizzarri visionari che stanno riscoprendo e valorizzando il suolo come bene comune. Un patrimonio per troppo tempo violentato dalla cementificazione e da un’agricoltura senza scrupoli. Ed ecco che grazie a una nuova generazione di agri-cultori l’Italia riscopre il suo pizzo di colture e culture da preservare e valorizzare. In contrapposizione alle monoculture che impoveriscono terra e sapere, gusto e vita. Un lavoro nuovo, fatto di antichi saperi e sperimentazioni inedite che il documentario fotografa in modo nitido”.





Vai al sito di Radici nel cielo




ALLERTA OZONO: MONITORAGGIO CON I SENSORI CAPTOR







Torino, 4 agosto 2017                                                                       Comunicato stampa

Al via nel Cuneese il progetto per il monitoraggio diffuso dell’inquinamento da ozono

Allerta ozono: Legambiente attiva i sensori Captor


Con il caldo torrido di questi giorni l’inquinamento da ozono ha raggiunto livelli altissimi in tutto il Piemonte. Secondo i dati dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale aggiornati a fine luglio il valore obiettivo annuale nel 2017, pari a 120 µg/m3 calcolato come media massima delle 8 ore consecutive da non superare più di 25 volte per anno, è già stato superato in circa il 70% delle centraline mentre nel 2016, nello stesso periodo, risultava superato nel 35% delle centraline.

“Pur essendo meno noto delle famigerate polveri sottili che ammorbano l’aria invernale, l’ozono è un’inquinante altrettanto pericoloso e causa in Italia oltre 3 mila morti premature l’anno –avverte Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Nonostante questo nel protocollo antismog recentemente siglato dalle regioni padane la parola ‘ozono’ non compare mai, a testimonianza di quanto le istituzioni sottovalutino ancora il problema”.

L’esposizione all’ozono causa problemi ai tessuti dell’apparato respiratorio, provocando irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare, aggravando anche asma ed altre patologie respiratorie nei soggetti più a rischio: in primis i bambini e gli anziani, seguiti dai soggetti sani che fanno attività all’aperto oltre che persone già affette da malattie polmonari. L’ozono troposferico è un inquinante di origine sia antropica che naturale che tende a prodursi per effetto della radiazione solare in presenza di inquinanti primari quali gli ossidi d’azoto (NOX) e i composti organici volatili (VOC), prodotti in larga parte da motori a combustione e dall’uso di solventi organici, andando a costituire il cosiddetto smog fotochimico.

Anche per contrastare la cronica sottovalutazione dell’ozono Legambiente ha aderito, insieme ad altri partner europei, al progetto CAPTOR (Collective Awareness Platform for Tropospheric Ozone Pollution, finanziato dall'Unione Europea all’interno del programma Horizon2020) che ha come scopo la rilevazione dei livelli di ozono attraverso il coinvolgimento diretto della cittadinanza, mediante l’installazione presso le abitazioni dei volontari autocandidatisi al progetto di alcuni sensori in grado di rilevare le concentrazioni dell’inquinante. Il progetto in Piemonte è entrato nella sua fase operativa proprio in questi giorni grazie alla collaborazione del Dipartimento di Cuneo di Arpa Piemonte: uno dei sensori Captor è stato affiancato alla centralina di monitoraggio “Alpini” di Cuneo mentre altri 4 sensori sono stati installati presso altrettante abitazioni di volontari in tutta la provincia. I sensori installati in Piemonte sono parte di una rete europea di “citizen science” fatta di volontari italiani, spagnoli, francesi ed austriaci. Tutti le informazioni raccolte, oltre che le proposte e le azioni bottom-up provenienti dalla cittadinanza, saranno pubbliche e a disposizione della comunità scientifica e dei decisori politici sul sito del progetto.

“Crediamo che sia fondamentale coinvolgere direttamente la cittadinanza nella lettura e registrazione dei dati, per aumentare la partecipazione e la consapevolezza sulla qualità dell’aria che ci circonda –aggiunge il presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. L'obiettivo è produrre dati puntuali di esposizione all'inquinante e al tempo stesso informare sui comportamenti da adottare per evitare il più possibile gli effetti nocivi dell'inquinamento da ozono, soprattutto per le vie respiratorie”.

Legambiente ricorda che gli orari più critici per gli alti livelli di ozono sono quelli del pomeriggio, ma anche della prima serata, perché la quantità di questo inquinante resta nell’aria anche nelle prime ore dopo il tramonto del sole. Dunque, se possibile, le attività all'aperto dovrebbero essere limitate alle ore mattutine, mentre nel resto della giornata è consigliabile tenere ben chiuse porte e finestre di casa. Un’attenzione particolare va posta ad anziani e bambini, i soggetti più a rischio. È bene anche fare attenzione al fumo e ad altre sostanze irritanti presenti in ambienti domestici e lavorativi, considerando che la tossicità dell'ozono aumenta considerevolmente la vulnerabilità delle mucose respiratorie. Se nelle città l'ozono esercita la sua azione nociva in combinazione con gli altri inquinanti da traffico, la situazione non migliora in aree verdi e montane: perché a differenza delle altre sostanze, l’ozono tende ad avere valori molto alti proprio in aree aperte e spazi rurali, anche in montagna o sulle rive dei laghi.


Ulteriori informazioni sul progetto su http://www.captorlegambiente.it/capit/it/



Ufficio stampa Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta: 011.2215851 – 349.2572806
www.legambientepiemonte.it – www.facebook.com/legambientepiemontevalledaosta

martedì 1 agosto 2017

SULLA SICCITÀ,LA MALA POLITICA E L'INDIFFERENZA DEI CITTADINI

Ci è stata segnalata questa puntuale e amara riflessione sulla criticità in corso dovuta alla prolungata siccità che riguarda il nostro continente.

*Acqua, la beffa criminale si aggiunge alla tragedia *

Non si tratta di una commedia ma di una tragedia umana che ha coinvolto
e coinvolgerà ancora per anni decine e decine di milioni d’Italiani.

La siccità attuale viene da lontano, non è una sorpresa ma una tragedia
annunciata. i suoi effetti deleteri sono radicati in miopie,
indifferenza collettiva, egoismi locali e di categorie sociali, e nella
miseria etica e politica di una larga frangia delle classi dirigenti.

Essi si sentiranno ancora per tanto tempo anche se da domani si
adottassero interventi strutturali, radicali, efficaci.
Ricordo come già fine degli anni ’50 ed inizi ‘60 , giornalisti come
Antonio Cederna, dalle pagine de Il mondo, si sono battuti contro la
devastazione del “Bel Paese”, in difesa dei parchi nazionali e regionali
e contro le politiche sconsiderate di incuria e distruzione delle zone
umide ( lagune, paludi, laghi, acquitrini e stagni costier) che,
scriveva Cederna, “se ben sfruttati, possono fornire una produzione di
pesce per ettaro superiore a qualsiasi reddito agricolo …..) e (sono)
indispensabili all’autoregolazione dei corsi d’acqua e quindi alla
prevenzione di alluvioni, inondazioni, straripamenti (…)”.

A nulla sono servite le campagne contro il disboscamento ed il dissesto
idrogeologico, il non rispetto dei piani urbanistici, l’assenza di una
reale politica delle città, l’inquinamento delle acque e la
cementificazione del suolo oltre ogni limite ragionevole.

Per decenni, l’assenza di una politica pubblica “nazionale” dell’acqua
per tutto il ciclo lungo dell’acqua ha lasciato la via libera
all’ipersfruttamento delle risorse idriche del Paese e ad una gestione
disintegrata e predatrice del territorio.
Cinquanta anni di miopie, sbagli, incultura

Cosi si è giunti al 2015 anno traguardo fissato nel 2000 dalla Direttiva
europea sull’acqua 2000/60 per il raggiungimento dell’obiettivo del
“buono stato ecologico” delle acque. Secondo il rapporto redatto
dall’istituto europeo per l’ambiente dell’UE sulla base dei dati forniti
dall’Italia, lo stato ecologico superiore al buono è stato raggiunto
solo dal 25% dei corpi idrici superficiali (media europea 49%), mentre
lo stato chimico buono è stato raggiunto solo dal 18%.

La percentuale dei corpi idrici superficiali che riesce a soddisfare
tutti i requisiti è pari solo al 10%. Da anni si sa che il Po ed altri
principali fiumi sono già passati o sono in via di passare allo stato di
corsi d’acqua a regime torrenziale.

Le cronache di queste giorni confermano che tutti i laghi italiani (e
non solo Bracciano) sono in uno stato critico fra cui spicca il lago di
Garda con un riempimento sceso ad un minimo storico del 37%. La siccità
in particolare in Italia, Francia, Spagna, Turchia, Siria, è un fenomeno
oramai permanente.

Secondo le stime del GIEC è destinato ad intensificarsi in assenza di
cambiamenti radicali. In realtà, la siccità è un fenomeno dovuto
principalmente sempre di più a concause di natura antropogenica, in
particolare all’irrigazione (65% del totale dell’ acqua prelevata nei
paesi del Mediterraneo), per usi non sempre ragionevoli.

Avere per esempio sovvenzionato (con largo spreco di denaro pubblico
dall’UE e dai Governi nazionali) la conversione delle coltivazioni
tradizionali quali l’ulivo e gli agrumi (meno esigenti di acqua) verso
altre coltivazioni forti consumatrici d’acqua, come il mais o la
barbabietola da zucchero, è stata una scelta profondamente sbagliata.

I colpevoli. Puntare il dito principalmente sulle politiche di
privatizzazione dei servizi idrici è inevitabile ma insufficiente e in
parte mistificatore perché lascia credere che la gestione pubblica dei
servizi idrici in Italia non abbia affatto inciso sui fattori che hanno
condotto alla siccità odierna.

I poteri pubblici italiani, a livello centrale come a livello locale
(comuni, province, regioni) sono anch’essi in larga parte responsabili
dei disastri attuali. Inoltre, non bisogna dimenticare che i cittadini
stessi non hanno fato il necessario per la salvaguardia, la cura e la
difesa dell’acqua come bene comune salvo in momenti eccezionali come per
i risultati del referendum sull’acqua del 2011. La cultura civica,
responsabile e partecipata dell’acqua è in Italia piuttosto recente.

Che fare? E’ difficile credere che le classi dirigenti di oggi siano
disposti e capaci di affrontare i problemi messi in luce dalla siccità.
Sono troppo presi ed interessati dalle prossime elezioni politiche. La
siccità è per loro un rompiscatole inopportuno.

Molto probabilmente si agiteranno un po’, diranno tante parole, si
accuseranno gli uni contro gli altri Una volta che il razionamento
dell’acqua a Roma ed altrove sarà provvisoriamente rimosso, tutto
ritornerà come prima.

Ebbene, anche se verosimile, un’evoluzione cosi è troppo triste e
deleteria per essere ammissibile. Per cui, come cittadini occorre
sperare e battersi affinché, questa volta le nostre classi dirigenti non
continuino a giocare con la vita di milioni di persone umane ed il
futuro della vita del nostro paese.

Battiamoci per proporre che d’urgenza il parlamento italiano approvi una
risoluzione di convocazione di un’assemblea straordinaria nazionale
cittadina sulla siccità ed il futuro prossimo della vita in Italia.
Chiediamo a tutti i i sindacati, a tutte le Ong attive nel campo dei
diritti della ed alla vita, a tutte le università, agli artisti, ai
responsabili delle chiese cattolica, musulmana, protestante, valdese, ai
direttori delle testate giornalistiche e ad ogni cittadino di fare
pressione sui “loro” rappresentanti eletti e sul governo affinché una
tale assemblea nazionale cittadina straordinaria sia convocata.

“Business as usual” aggiungerebbe una beffa criminale alla tragedia.

  Siccità all’italiana. Beffa criminale in aggiunta alla tragedia?

By Nicola Perrone
<http://www.banningpoverty.org/author/nicola-perrone/> On 28/07/2017 ·