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sabato 6 agosto 2016

IL RISPETTO DELL'ACQUA NEL NOSTRO TERRITORIO

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo il comunicato stampa relativo alla tavola rotonda, dedicata alla tutela dell'acqua nel nostro territorio, organizzata dal Circolo Legambiente dell'Ovadese e Valle Stura a Bosio – Domenica 31 luglio 2016

IL RISPETTO DELL’ACQUA NEL NOSTRO TERRITORIO


incontro pubblico tra le Istituzioni, i Comitati e le Associazioni,


promosso da Legambiente Ovadese e Valle Stura


Domenica 31 luglio si è svolto, nell’ambito della rassegna ABBEY Contemporary Art, l’incontro sull’acqua, tema sviluppato artisticamente a Parodi Ligure e analizzato ambientalmente in tutta la sua complessità nella biblioteca del Comune di Bosio.


Per Legambiente è intervenuta Vanda Bonardo, Responsabile Nazionale Alpi Legambiente. L’incontro è stato inserito in La Carovana delle Alpi.


Dal 2002 con la campagna d'informazione "La Carovana delle Alpi" Legambiente difende e promuove il territorio alpino, un ecosistema fragile minacciato da uno sfruttamento eccessivo delle risorse. I circoli di Legambiente dialogano con cittadini, forze economiche e istituzioni per stimolare una discussione costruttiva verso uno sviluppo sostenibile. Quest’anno La Carovana delle Alpi è scesa sino a Bosio, ha ascoltato e ha dato voce alle Associazioni e ai Comitati Ambientalisti preoccupati per la fragile e precaria situazione del territorio.


Michela Sericano, per Legambiente Ovadese e Valle Stura, ha curato l’introduzione.


Le varie problematiche sono state sviluppate da: Piero Mandarino per Legambiente Val Lemme, Pier Luigi Cavalchini per ProNatura, Lelio Morricone per il Comitato Vivere a Predosa, Enzo Daniele per il Comitato Sezzadio Ambiente.


Al termine il Sindaco di Bosio Stefano Persano, ringraziando gli intervenuti, ha sottolineato l’importanza di unire, con incontri di questo tipo, collina e pianura poiché solo analizzando complessivamente i problemi, e mettendo le esperienze in comune, si può crescere tutti insieme verso un futuro più sostenibile.


Ecco il messaggio che inviamo alle istituzioni:


Riteniamo sia necessario ed urgente difendere tutti insieme:


·         i fiumi: il Tanaro, la Bormida, l’Orba, il Lemme, lo Scrivia, il Piota, il Gorzente, l’Erro, l’Albedos, ... Fiumi, torrenti e rii che scorrono da sud verso nord, e confluiscono l’uno nell’altro in un intreccio assai complicato prima di arrivare al Po. Discriminati persino nel nome, si pensi al Tanaro, che alla confluenza col Po è, tra i due, il fiume più lungo, eppure, nonostante la consuetudine, cede al Po la propria acqua ed il primato di fiume più lungo d’Italia.


·         le falde superficiali e profonde


·         le zone di ricarica: le falde profonde, destinate al consumo umano, si alimentano dalle zone di ricarica. Il PTA le definisce, ma non le cartografa con precisione e soprattutto ne rinvia la protezione. Non possiamo aspettare poiché tra non molto non ci sarà più nulla da proteggere! Si chieda agli abitanti di Castelferro e Mantovana quanto ritengono di aver perso con la comparsa di considerevoli valori di cromo esavalente nella loro acqua!


·         le riserve sono strategiche, nell’alessandrino ce ne sono di molto grandi ed importanti. Anche queste vanno protette con efficacia.


 Solo con l’impegno delle Istituzioni preserveremo i fiumi e le falde dall’attacco degli inquinanti generati dalle discariche di rifiuti industriali e urbani. Le discariche industriali vanno evitate progettando cicli chiusi, e comunque, se indispensabili, devono essere fatte lontano dalle zone ad elevata vulnerabilità, non sopra le aree di ricarica delle falde!


Le cave (ad esempio Cascina Clara e Buona) non possono essere rinaturalizzate con lo smarino del Terzo Valico! La raccolta differenziata deve rendere inutili le nuove discariche di rifiuti urbani!


Rispettare la nostra acqua significa denunciare gli impianti chimici gestiti in modo sconsiderato. Gli impianti chimici devono essere autorizzati solo se a ciclo chiuso e lontani dalle zone ad elevata vulnerabilità delle falde. Una ferita aperta: lo stabilimento di fluoropolimeri di Spinetta Marengo, principale sorgente di PFOA nel fiume Po (1 tonnellata/ anno autorizzata dalla Provincia).
Rispettare l’acqua è riflettere sull’utilizzo dei pesticidi in agricoltura e persino lungo le strade e nei centri abitati. Il futuro dell’agricoltura sta nella qualità degli alimenti prodotti. Il PAN va applicato, mentre si potrebbe evitare la costruzione di qualche tangenziale!


Le erbacce si possono rimuovere senza usare veleni!
Riteniamo sia necessario ed urgente difendere la nostra acqua dalle captazioni idroelettriche speculative (progetti in fase di autorizzazione insistono sul Piota, sullo Stura, sull’Orba, ecc..) e dalle eccessive captazioni irrigue.


Le nostre estati sono solitamente scarse di piogge ma l' Orba è sempre stata viva e vegeta (seppure con portata ridotta) nei tratti a monte delle tre traverse di Capriata, Bosco e San Michele. Quest'anno, come già accaduto in passato, a partire dal 1990, la fauna ittica e l'intero ecosistema del torrente nel tratto interno alla Riserva Naturale e a SIC, ha subito gravi danni.


Attribuire le cause dell' asciutta a fenomeni naturali significa non affrontare il vero problema che è la mancanza della definizione del Minimo Deflusso Vitale (DMV) previsto per legge dal 1989, che ogni sbarramento deve lasciare defluire a valle.


Solo riconoscendogli almeno la dignità di un singolo utente che preleva acqua, lo stesso corso d'acqua, fornitore della risorsa, si può auto depurare!


Occorre dunque riprendere i lavori sul Contratto di Fiume, quantificare senza ulteriori ritardi i DMV da inserire nei disciplinari di concessione delle derivazioni e ripensare certe deroghe al DMV.
Riteniamo sia necessario ed urgente difendere la nostra acqua:


·         dalle perforazioni che mettono in comunicazione le falde. La pianura alessandrina è costellata di perforazioni che accelerano la comunicazione tra la falda superficiale e quella profonda. Connessione, peraltro, sempre presente per la discontinuità del setto Villafranchiano, pensiamoci per non sottovalutare l’importanza della falda superficiale.


·         dalle cave che rendono le falde più vulnerabili: le cave tolgono strato protettivo alle falde. In taluni casi la falda emerge per sempre.
... e dal malaffare che è l’inquinante più pericoloso.




Legambiente Ovadese e Valle Stura


Michela Sericano 349.5363809