sabato 26 settembre 2015

14° MESSAGGIO COMITATI SCRIVIA - RIFIUTI E VELENI

RICEVIAMO DA ANTONELLO BRUNETTI E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Rifiuti, veleni, mafie:

quali controlli a Tortona

da un comunicato di Comitato No Tav Terzo Valico Tortona (con qualche integrazione)

 

I tortonesi possono dormire sonni tranquilli: quegli allarmisti dei No Tav Terzo Valico e degli ambientalisti in generale, ai quali si sono aggiunti ultimamente anche quegli ecosovversivi di papa Francesco e del presidente Obama, raccontano solo fandonie…. o forse no?
In realtà emerge una situazione dell’inquinamento della nostra zona sempre più preoccupante e le notizie uscite anche recentemente danno conferma del quadro da noi già descritto più volte.
Si pensi ai tanti impianti di incenerimento rifiuti proposti da Chiamparino, degli smaltitori di rifiuti tossici, di discariche “controllate” sopra uno dei più grandi depositi di acque di falda del Piemonte, di ciminiere che sparano tonnellate di fumi in una area percorsa da autostrade e milioni di auto dai cui scarichi esce di tutto eccetto che fumi controllati.
E la Scrivia? Un canale privo di ogni forma di vita, in cui si scarica  ogni ben di Dio (si fa per dire).
Un durissimo discorso a parte meriterebbero le tre condotte che attraversano il nostro territorio (ossigenodotto, metanodotto e oleodotto) e per nulla controllate (come si giustificherebbe il fatto che l’Eni si accorga solo dopo un mese del disastro dell’oleodotto che sta distruggendo tutte le falde acquifere? È dal 1975 che tre gatti si battono in solitudine e nell’indifferenza generale contro l’arroganza del cosiddetto progresso. Ora siamo ormai al punto della fase di non ritorno.
Ma il tema di oggi è un altro:
Da anni sosteniamo, forti anche di indagini compiute dall’Arpa nel 2011 e passate sotto silenzio,  che scavando le gallerie del Terzo Valico si sarebbe trovato l’amianto: in Val Verde, al cantiere di Cravasco (ora fermo  per ordine della Procura e per indagini in corso), l’amianto è stato trovato, eccome! 1,7 grammi per chilo di roccia estratta (il limite oltre il quale i rischi diventano reali è di 0,7 g!)
Il Terzo Valico parte da un costo di  6 miliardi e 200 milioni di euro di soldi pubblici, destinato a salire vertiginosamente con il problema dello smaltimento dell’amianto, per non parlare del costo delle opere collegate: ad es. la Tangenziale di Tortona (circa 50 milioni) costruita per permettere ai camion di arrivare con facilità alla cava Montemerla (spesi 2 milioni di euro solo per una piccola variazione della strada dovuta a un errore di progettazione!)
Tortona riveste un ruolo importante per la realizzazione del Terzo Valico: la tratta “finisce” proprio al Terminal dell’Interporto di Rivalta e inoltre in molte cave della città dovrebbe essere conferito proprio il terreno contaminato proveniente dagli scavi!
Da tempo segnaliamo l’alto rischio di infiltrazioni mafiose nei lavori del Terzo Valico: diverse aziende tortonesi sono state coinvolte nell’inchiesta “Triangolo” per traffico e smaltimento illecito di rifiuti tossici: si parla di 250.000 tonnellate di veleni trasportati nelle ex cave del tortonese, diventate poi  in parte CAMPI COLTIVATI. Cave per lo smarino (e di conseguenza anche per l’amianto) proposte anche fra Tortona e Sale, poi a Sezzadio, ad Alessandria, a Isola, due a Pontecurone con uscita al casello di Castelnuovo, ecc.
Da tempo sottolineiamo il rischio inquinamento falde acquifere a causa della elevata permeabilità della falda acquifera, come dichiarato di recente anche dall’Arpa. In un articolo del 1980 si segnalava che il sottosuolo è particolarmente ghiaioso a causa degli antichi letti di Scrivia e Tanaro per cui tutto ciò che finisce a Scrivia o nelle zone circostanti viaggia rapidamente sia in orizzontale che in verticale. Non per nulla la contaminazione delle falde si è già propagata in due mesi di 6 chilometri e penetrando in profondità sino alle falde del Tanaro renderà inutilizzabili le acque di molti paesi a valle, anche sulla riva destra del nostro torrente. 
Ciò che è grave è che  tutto intorno alla falda acquifera  vi sono già:
-le cave interessate dai lavori del Terzo Valico (per es. Castello Bollo, Castellotto,  nonchè terreni non distanti da Castello Armellino);
-le cave coinvolte dall’indagine sui rifiuti tossici (per esempio quelle di Strada Cabannoni, provinciale per Sale, quelle di Ruberto, e l’area di servizio autostradale sull’A7 – frazione Ova, Castelnuovo Scrivia, non distante dalla cava di cascina Aliprandina, sotto indagine per traffico e smaltimento rifiuti tossici, e da quella di Castello Armellino, finita sotto sequestro qualche mese fa ...)
Due giorni fa, come se non bastasse, apprendiamo che in seguito a un secondo tentativo di furto (risalente a non si sa quando), sono state sversate altre migliaia di litri di idrocarburi tra Tortona e Castelnuovo, riva destra, con potenziale rischio di inquinamento molto più elevato di quello precedente, poiché a tre chilometri di distanza sorge il pozzo di prelievo dell’aquedotto di Castelnuovo!
In merito ai controlli siamo preoccupati: 
I controlli del Comune di Tortona non sono così rassicuranti:
- L’ENI ha aspettato quasi un mese per intervenire
- alla Montemerla, la più grande delle cave tortonesi del Terzo Valico, sono stati  trovati valori di cromo e nichel fuori norma  ma  pare manchi il campionamento proprio della parte della cava che sarebbe destinata a ricevere lo smarino;
- all’Aliprandina, alla ditta Gandini, che smaltì e fece la bonifica con rifiuti tossici, vennero concesse  dal Comune  varie proroghe e alla fine  fu  multata con poco più di 250 euro;
- sugli idrocarburi, la rassicurazione che gli acquedotti siano a posto non pensiamo sia sufficiente:  i veleni viaggiano molto veloci e la falda acquifera è molto permeabile.
Inoltre su molte di queste cave si coltiva!  Cosa finisce sulle nostre tavole? E cosa vi finirà quando l’irrigazione verrà fatta con acque inquinate?

E intanto, mentre avviene tutto ciò, l’ospedale di Tortona viene declassato e chiude importanti reparti:  dopo ostetricia-ginecologia perde anche pediatria, radiologia, neurologia, otorinolaringoiatria e oculistica, cardiologia e rianimazione.
E ancora: aumentano  i ticket perché mancano i fondi per la Sanità pubblica;
chiudono uffici postali;
diminuiscono le corse delle corriere perché non ci sono fondi;
vengono penalizzate le tratte  treno dei pendolari per far spazio all’Alta Velocità delle merci;
molte strade della nostra provincia sono ancora “rattoppate” perché mancano i soldi;
si avvicina un altro autunno ed è alto il timore di nuove alluvioni (quali lavori sono stati fatti per mettere DAVVERO in sicurezza il territorio?)
Cos’è prioritario? La salute o un’opera inutile dai costi esorbitanti?
Non è tempo di sonni tranquilli: ognuno di noi può e deve fare la sua parte, anche semplicemente informandosi e facendo prendere coscienza a chi gli sta intorno che è in gioco la salute di tutti e della terra su cui viviamo.
Oggi è il tempo, ora è il momento: basta delegare la lotta ad altri, tocca a noi. TUTTI. Ora!
25 settembre 2015

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