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domenica 19 febbraio 2017

#StopPesticidi e Nuova Pac: presentazione dei dossier a Torino



Abbiamo partecipato al seminario organizzato da Legambiente Piemonte e VdA sulla nuova Pac e agricoltura sostenibile. Riportiamo alcuni appunti presi nel corso della mattinata: purtroppo questi argomenti che riguardano  la quotidianità dei cittadini, la qualità del cibo che acquistano e le misure di sostegno per una agricoltura buona per l'ambiente non sono oggetto di informazione puntuale e diffusa da parte dei telegiornali e della stampa. Peccato.

SEMINARIO AGRICOLTURA SOSTENIBILE IN PIEMONTE E VALLE D'AOSTA 
e PRESENTAZIONE DOSSIER "STOP PESTICIDI 2017"

La nuova PAC e l’agricoltura sostenibile: un prezioso alleato per la conservazione delle risorse naturali e dei paesaggi rurali
SABATO 18 Febbraio 2017 - ore 10 - Via Maria Ausiliatrice, 45

Fabio Dovana, presidente Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta - Introduzione ai lavori
Daniela Sciarra, coordinatrice agricoltura Legambiente Onlus - La Pac e i pesticidi. Il dossier Stop Pesticidi 2017
Regione Piemonte - La Pac e Psr in Piemonte
 
Le proposte di Legambiente

Tavola rotonda con i circoli di Legambiente: 
le attività sul territorio

 


Intervento funzionario Regione Piemonte sulla nuova PAC e Psr

Il Psr si inserisce nella Pac come elemento del secondo pilastro della Pac stessa. Per ora è stato realizzato solo per le misure di superficie che non prevedono investimenti, in particolare nell’ambito della conversione all’agricoltura biologica di aziende tradizionali.

PAC => obiettivi: economico, ambientale e di coesione sociale. Anche il primo obiettivo è comunque declinato alla competitività sostenibile.

La Pac si fonda su due elementi:

Primo pilastro=> aiuti diretti agli agricoltori
Secondo pilastro=> politica di sviluppo rurale, in cui si inserisce il PSR. L’integrazione del fondo strutturale di investimento insieme al Feasr, il fondo pesca, il fondo sociale ecc. costituisce lo strumento per la realizzazione del PSR

La Pac nasce nel 1958 a Stresa ed è stata tradotta in regolamenti nel 1962: in un primo tempo, venne realizzata con aiuti compensativi accoppiati ai volumi di produzione. Distorsioni: eccessivo sfruttamento del suolo, agricoltura mirata solo agli aiuti, impatto ambientale elevato e distorsione del mercato.

Si è intervenuto dunque con alcune modifiche: la più importante è stata l’introduzione del regime unico disaccoppiato
Dal 2014 il pagamento unico è stato “inverdito” (greening) cioè a ogni intervento finanziato devono essere messi in pratica misure tangibili di sviluppo equilibrato del territorio che modifichino in positivo le situazioni di partenza.

Strategia 2020: il PSR si inserisce in questa strategia soprattutto per quel che riguarda il cambiamento climatico. In questo campo l’agricoltura può far molto sia per risparmio energetico che per l’uso di materie prime rinnovabili, limitazione consumi di carburanti e ammoniaca.
Nuove sfide: economiche (orientamento al mercato per aumentare la competitività, pagamenti non legati alla produzione, abolizione delle restrizioni di produzione, incentivi alla cooperazione) ambientali (miglioramento della sostenibilità cioè aumento prestazioni ambientali, aumento dell’efficacia con maggiore equità nella distribuzione degli aiuti, cioè convergenza nei pagamenti diretti)

Per quanto riguarda il sostegno finanziario, l’agricoltura fornisce incidentalmente benefici ambientali e quindi gli agricoltori non sono compensati per questi benefici (produzione di ossigeno da parte delle piante), cosi come per il rispetto della regolamentazione e standard obbligatori (consumo acqua, uso pesticidi, spandimenti limitato a determinate soglie) : anche questi interventi non sono compensati agli agricoltori.

Sono invece sostenuti finanziariamente  i costi sostenuti dalla società. Il Greeening prevede diversificazione delle colture oltre una certa superficie dell’azienda agricola ( 2 colture diverse per 10-20 ha, 3 oltre i 30 ha, per limitare le monocolture), la protezione dei prati permanenti e dei pascoli e infine  le aziende più grosse devono dedicare una quota della loro superficie a colture sostenibili

La nuova Pac è ancora costituita sui due pilastri, cosi modificati:

  • Sull’adattabilità => primo pilastro: one fit all per tutta l’UE ; secondo pilastro : misure specifiche per le singole realtà territoriali
  • Sulla selettività => primo pilastro non selettivo; secondo pilastro: selettivo a seconda delle zone da privilegiare ( montagna, pianura o collina)
Comunque i tre obiettivi della Pac sono perseguiti da entrambi i pilastri, con collegamenti molto più stretti

La dotazione finanziaria del Psr è ingente, con una maggior disposizione di fondi per la focus area Ambiente. Per poter partire con il Psr, le regioni devono dimostrare di aver adempiuto a tutti le direttive europee=>
  • recepimento direttive suoi costi ambientali sull’applicazione di prezzi acqua volumetrici.
  • Estensione dell’uso di prezzi incentivati basati sui volumi utilizzati ( sia in caso di erogazione che di estrazione individuale acqua)
  • Recepimento piano gestione


Le misure finanziarie sono raggruppabili in diverse tipologie:

  • I pagamenti del Primo pilastro relativi all’Ambiente, Piemonte andrà alle aziende grosse del riso e comunque della pianura. La pianura vale meno del 7% della superficie ma riceve molti più soldi col pagamento diretto. Il Psr cerca di ridurre le sperequazioni
  • la montagna riceve più dal Psr meno dal pagamento diretto

Per quanto riguarda le misure finanziate dal Psr, dal punto di vista dell’obiettivo ambientale verranno sostenute:
  • la produzione integrata che rappresenta più di 100mila ettari ed è l’insieme di metodi chimici (come l’utilizzo calendarizzato dei prodotti fitosanitari )  e non (lavorazioni meccaniche o trappole feromoni) che tende a ridurre l’uso dei pesticidi.
  • il rispetto della biodiversità nelle risaie( mantenere l’acqua anche in inverno in modo che gli insetti antagonisti zanzare si mantengano ad un livello di popolazione adeguato a contrastare naturalmente le zanzare)
  • agricoltura conservativa della struttura del suolo
  • sistemi colturali ecocompatibili ( conversione seminativi, diversificazione di aziende maidicole)
  • riduzione emissione nh3 e gag per gli allevamenti
  • difesa allevamenti dai lupi con misure a tutela della biodiversità
  • gestione siepi e filari
  • allevamento razze autoctone


Daniela Sciarra presenta il dossier di Legambiente Stop pesticidi 2017.
https://www.legambiente.it/contenuti/dossier/stop-pesticidi-2017


Nell'ambito dell'agricoltura sostenibile, il progetto imPACt si configura come una campagna d’informazione e comunicazione sui temi cardine della nuova PAC 2014-2020 che rispondono contestualmente alle misure di salvaguardia dell’ambiente e guardano agli obiettivi dell’Europa 2020: sicurezza alimentare, alimentazione di qualità, salvaguardia delle risorse naturali, mitigazione del clima.
Piano d’azione nazionale per l’usosostenibile dei pesticidi per la protezione di chi li usa, dei consumatori finali, dell’ambiente acquatico e delle acque potabili e per il  rispetto della biodiversità e degli ecosistemi.

Diminuzione dei prodotti fitosanitari: dal 2010 al 2014 si è registrato un calo del 10%
Tra il 2013 e il 2014  invece si registra un’inversione di tendenza con un aumento dell’uso di prodotti fitosanitari che passano da 118 a circa 130 mila tonnellate rispetto all’anno precedente.: le cifre parlano di 65 mila tonnellate fungicidi ( cambiamenti climatici responsabile della diffusione delle malattie fungicidi) , 24 mila t erbicidi, 22,3 mila insetticidi e acaricidi, 18 mila t di altri prodotti.

L’Italia si piazza al terzo posto in Europa nella vendita di pesticidi (con il 16,2%), dopo Spagna (19,9%) e Francia (19%). Nel complesso dei prodotti fitosanitari più utilizzati, l’Italia si classifica al secondo posto per l’impiego di fungicidi.
Tra i dati del dossier rimane lo zoccolo duro dei campioni che pur essendo regolari presentano residui di 1 o più di molecole chimiche ( anche 20..)

Daniela Sciarra mostra alcune slide con le percentuali dei campioni di frutta e verdura analizzati e le relative risultanze (vedere il dossier https://www.legambiente.it/contenuti/dossier/stop-pesticidi-2017 )
Il multi residuo è il nuovo scenario. L’Europa sta predisponendo una valutazione dell’esposizione a più molecole per capire il livello di rischio all’esposizione ai multi residuo

Proprio in riferimento all’intervento della Regione, Daniela suggerisce che all’interno del Psr occorra sostenere la diffusione delle buone pratiche: bisogna fare in modo che il biologico sia il riferimento. Il principio di precauzione dovrebbe guidare la gestione del Piano di azione nazionale,  con richiesta di fermare l’uso di glifosato. Non essendoci uno studio scientifico omogeneo in merito al glifosato, si richiede l’applicazione del principio di precauzione. Purtroppo i laboratori non lo ricercano negli alimenti sebbene Ispra poi ne rilevi la presenza nelle acque, le stesse che verranno poi utilizzate per irrigare i campi anche biologici….
L’ultimo Rapporto nazionale pesticidi nelleacque di ISPRA che individua la presenza di 224 diverse sostanze nei campioni di acqua, in aumento rispetto agli anni passati. I pesticidi sono presenti in più della metà dei punti di monitoraggio delle acque superficiali (63,9%) e in 274 punti di monitoraggio (21,3% del totale) viene superato

Rispetto al Pan sarebbe interessante sapere cosa intenda la Regione per riduzione dei pesticidi: sarebbe meglio definire l’obiettivo di riduzione.

Lanciata a febbraio la raccolta firme a livello europeo #StopGlifosato. Legambiente chiede alle regioni di vietare il glifosato, tra l’altro, anche nei disciplinari e di escludere le aziende che lo usano dal riconoscimento di sostegni finanziari.

FIRMA QUI #StopGlyphosate