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sabato 6 gennaio 2018

ANNO NUOVO, NUOVE BOLLETTE E NUOVI RINCARI: PUBBLICHIAMO UN INTERVENTO DI ANNALISA CORRADO

Bollette elettriche in aumento? Le rinnovabili non c'entrano 

Ospitiamo un contributo di Annalisa Corrado, di Liberi e Uguali, in polemica con le affermazioni dell'economista di Nomisma Energia Davide Tabarelli



Pubblicato il 30/12/2017

Ci risiamo.
Al triste annuncio di un aumento del 5% delle bollette energetiche per il 2018, ecco immediatamente paginoni di giornale, senza contraddittorio, disponibili per una voce come quella di Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, ossia una delle voci di punta di chi da anni, esplicitamente, avversa in ogni modo una profonda e radicale conversione ecologica del sistema energetico nazionale.

Peccato che gli oneri delle rinnovabili che secondo l'economista “costerebbero troppo” erano pari a 16 miliardi di euro nel 2016; che si stima che questi oneri nel 2017 siano diminuiti di ben 1 miliardo di euro; che come attesta chiaramente il GSE, ossia il gestore dei servizi energetici, che di questo si occupa nella vita per conto dello Stato, nel 2018 scenderanno ancora. Come si possa legare un aumento della bolletta dell'elettricità a un costo in importante contrazione resta un vero mistero della fede (fossile).

Peccato che - invece, in realtà - gli aumenti delle bollette siano dovuti in primis all’aumento dei costi del gas (certamente preferibile al carbone, ma pur sempre fossile e sottostante a regole di mercati molto poco “puliti”) e, in parte cospicua, ai nuovi sconti fatti agli “energivori” (ossia ai soggetti che consumano ingenti quantità di energia elettrica), erogati senza serie rassicurazioni che abbiano fatto di tutto per consumarne il meno possibile, in maniera efficiente.

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