venerdì 18 agosto 2017

CRISI IDRICA: IL DOSSIER DI LEGAMBIENTE SULLE CAPTAZIONI IDROELETTRICHE E AGRICOLE


Torino, 16 agosto 2017                                                                   
Comunicato stampa

Siccità e fiumi agonizzanti, Legambiente punta il dito contro le eccessive captazioni idroelettriche e agricole

“Per evitare nuove crisi idriche non servono nuovi invasi ma occorre diminuire le pressioni antropiche sui nostri fiumi”

 
Negli ultimi 150 anni le Alpi hanno registrato un aumento delle temperature di quasi due gradi centigradi: più del doppio della media globale dell’intero pianeta. Un effetto dei cambiamenti climatici sempre più repentini che questa estate hanno dato vita a fenomeni apparentemente in contrasto come lo scioglimento repentino dei ghiacciai e, allo stesso tempo, all’emergenza siccità con l’asciutta di interi corsi d’acqua.

“Anche se per quest’estate sembra passata la fase più critica sul fronte siccità occorre mantenere alta l’attenzione sulle politiche da attivare per farci trovare pronti alla prossima crisi idrica -dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Se in queste settimane alcuni hanno evocato la necessità di nuovi invasi da costruire in montagna, noi crediamo che nuove colate di cemento non siano la risposta adeguata ai cambiamenti in atto e, anzi, siamo convinti che sulle nostre montagne, come nei nostri fiumi, sia urgente avviare un percorso di resilienza. Di fronte a fasi meteoclimatiche sempre più polarizzate e persistenti occorre adeguare politiche e abitudini ataviche, da una maggiore attenzione al risparmio idrico domestico al passaggio ad un’agricoltura meno idroesigente, fino ad una riflessione sull’impatto che un certo tipo di centrali idroelettriche hanno sui corsi d’acqua”.

Lo sfruttamento dell’acqua per la produzione di energia elettrica nei decenni ha permesso di soddisfare una consistente parte dei fabbisogni elettrici degli italiani. Gli impianti di taglia superiore ai 10 MW –si legge nel rapporto di LegambienteL’idroelettrico. Impatti e nuove sfide ai tempi dei cambiamenti climatici- rappresentano circa l'83% della potenza installata totale, quelli di taglia da 1 a 10 MW circa il 14% mentre gli impianti più piccoli il restante 3%. Più del 70% della potenza installata è costituita da impianti grandi in esercizio prima degli anni '70. Al contrario le installazioni degli ultimi anni sono quasi del tutto riconducibili a impianti ad acqua fluente con potenza inferiore a 1 MW e con risultati non elevati in termini di produzione. Nel 2014 un totale di 2304 impianti idroelettrici di potenza inferiore ad 1 MW ha prodotto solo il 2 per mille dell’energia elettrica complessivamente consumata.
 
“E’ facile prevedere che gli oltre 2000 nuovi impianti di piccola taglia in progetto in Italia, con oltre 3000 km di corsi d’acqua derivati, possano mettere fortemente a rischio fiumi, torrenti e rii per produrre quantità di energia estremamente basse –mette in guardia Fabio Dovana-. In Piemonte il 44% dei fiumi non raggiunge il buono stato ecologico previsto per tutti i corsi d'acqua entro il 2015 e le cause sono da cercare anche nei troppi prelievi idrici ad uso agricolo e idroelettrico. E’ quindi indispensabile una moratoria su questo tipo di impianti e un rafforzamento dei controlli sulle captazioni idriche esistenti e sul rispetto del deflusso minimo vitale dei fiumi, così come sarebbero da incrementare i misuratori di portata sulle prese d'acqua. Al tempo stesso è agli impianti “grandi” che bisogna guardare con maggior attenzione per mantenere la produzione idroelettrica nei prossimi anni. Ossia alle centrali più antiche, dove è fondamentale realizzare interventi capaci di migliorarne notevolmente l'efficienza e ridurre l’impatto sui bacini idrografici”.

La difficoltà nel raggiungere in Piemonte il “buono stato” ecologico dei corsi d’acqua previsto dalla Direttiva Quadro sulle Acque sta rimarcando la necessità di ridurre l’impatto ambientale anche da parte delle derivazioni con particolare attenzione a quelle a uso idroelettrico. In Piemonte è normale prassi che in estate siano in asciutta totale molti tratti del fiume Po e dei suoi affluenti. Il fiume Dora Baltea (To) presenta invece magre invernali e notevoli portate in estate in virtù del consistente scioglimento dei ghiacciai valdostani. Nel tratto Carema-Ivrea il fiume è di fatto sotteso a canali che alimentano le varie centrali. Quattro le traverse di derivazione d'acqua per alimentare sette impianti per la produzione di energia elettrica di media potenza (1MW-2MW) e altri tre impianti autorizzati ma non costruiti. Sul fiume Stura di Demonte (Cn) la criticità rilevata ripetutamente è relativa alla scala di risalita ittiofauna. Si tratta di un caso esemplare, ma risultano altre analoghe criticità relativamente ad altri impianti idroelettrici. L’assenza di queste strutture insieme ad un ridotto deflusso minimo vitale mette a repentaglio l’ittiofauna ivi comprese alcune specie di grande pregio come il Temolo Pinna Blu (Thymallus thymallus). Anche sul torrente Grana (Cn), nella valle omonima, insistono ormai diverse centraline idroelettriche e altri progetti sono in fase istruttoria. I torrenti Sessera e Dolca (Bi) sono subissati da molti impianti idroelettrici ad acqua fluente, posti tra loro a cascata senza interruzione di continuità. Allo stesso tempo la captazione del Rio Ghiaon (Al) appare fuori norma a beneficio di un impianto per la produzione di energia idroelettrica ad acqua fluente. Tra i casi piemontesi c’è anche una testimonianza su quanto il microidroelettrico possa stravolgere piccole vallette sconosciute, ma di pregio naturalistico, con la costruzione di un piccolo impianto sotto i 100 KW. E’ il Rio Cornaschi, un affluente di destra del Po a Paesana (Cn).

“Per decenni i nostri fiumi sono stati maltrattati –aggiunge il presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Ora sono urgenti politiche che portino a rinaturalizzare i corsi d’acqua piemontesi e che mettano in campo azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici”. Questa la ricetta di Legambiente per rispondere nei prossimi anni agli effetti sempre più evidenti del clima che cambia.

L’idroelettrico. Impatti e nuove sfide ai tempi dei cambiamenti climatici - il rapporto di Legambiente

http://www.legambientepiemonte.it/wp-content/uploads/2017/08/idro_def-1.pdf

 
Ufficio stampa Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta: 011.2215851 – 349.2572806

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domenica 13 agosto 2017

UCCISA L'ORSA Kj2 IN TRENTINO : COMUNICATO STAMPA DI CIPRA

Trento, 13 agosto 2017    
                                                                          Comunicato stampa
UCCISIONE ORSA Kj2
CIPRA ITALIA ESPRIME SDEGNO E PREOCCUPAZIONE PER QUANTO ACCADUTO IN TRENTINO

L’uccisione dell’orsa Kj2 da parte della Provincia Autonoma di Trento è un fatto di una gravità inaudita. Pur non possedendo ancora elementi certi nella valutazione di quanto realmente accaduto nell’aggressione subita dall’escursionista il 24 luglio (sembrerebbe che sia stata l’orsa ad essere stata importunata dall’uomo) con una disarmante e superficiale fretta il presidente della Provincia Autonoma di Trento ha emanato l’ordinanza di eliminazione del selvatico. Tutto è stato deciso senza nemmeno tentare un approccio di confronto nella gestione dei selvatici con le parti sociali interessate al progetto LIFE URSUS che ha permesso la reintroduzione degli orsi (il riferimento alle associazioni ambientaliste è diretto),  quasi come se l’emotività elettoralistica potesse prendere il sopravvento (il prossimo anno si tiene il rinnovo del Consiglio Provinciale).Al momento dalle informazioni in nostro possesso risulta che ogni singolo caso di aggressione di orsi in Trentino è stato motivato da disturbo diretto, disturbo provocato da esseri umani o da cani, quindi situazioni imputabili solo a comportamenti umani scorretti. Con i suoi ripetuti comportamenti (vedasi caso Daniza e le recenti decisioni della Commissione dei 12 riguardo la caccia nei parchi e la richiesta di esclusività nelle decisioni della cacciabilità di specie protette) la Provincia di Trento si evidenzia come pessima maestra. Totale risulta essere l’assenza di equilibrio e competenze nella gestione dei vari episodi. Con un simile drastico intervento la Provincia di Trento interpreta in modo riduttivo, esclusivamente antropocentrico, la percezione della conservazione e gestione degli animali selvatici, dei valori della biodiversità. Siamo in presenza di conseguenze che potrebbero avere  ripercussioni anche nella gestione dell’URSUS marsicanus in Appennino. L’intera operazione della reintroduzione dell’orso nelle Alpi esce svilita, priva di credibilità e porterà l’Unione Europea ad esprimere dubbi sempre più motivati sulla capacità degli enti locali nel gestire progetti che hanno rilevanza internazionale ed in questo caso dovevano essere propedeutici alla diffusione della presenza dell’orso su tutto l’arco alpino. E’ con estrema tristezza che CIPRA si trova a dover commentare quanto avvenuto. Si chiede pertanto maggior serietà e impegno alla provincia di Trento e al Ministero dell'Ambiente affinché  ci sia una maggiore attenzione nell'applicazione del PACOBACE (Piano d'azione interregionale per la conservazione dell'orso bruno nelle Alpi centro-orientali). Il valore culturale e la ricchezza che animali come l’orso esprimono, ci riportano al concetto di dignità e rispetto francescano di tutti gli esseri viventi e per questo non meritano facili fucilate,ma scelte gestionali più attente e razionali.

giovedì 10 agosto 2017

ZUCCA E CINEMA: SAPEVATELO!

La Sagra si avvicina e la macchina organizzativa sta lavorando sodo per questa IV edizione della festa della Zucca!

Sapevate che il nostro ortaggio (che in realtà è il frutto di diverse piante appartenenti alla famiglia delle Cucurbitaceae, in particolare alcune specie del genere Cucurbita, come C.maxima, C. pepo e C. moschata ma anche specie appartenenti ad altri generi come ad esempio la Lagenaria vulgaris)  è stato protagonista anche di alcune opere cinematografiche?



Ci ricorda Wikipedia che "Zucca" (カボチャ Kaboocha) è un film del 1928 diretto da Yasujiro Ozu, uscito nelle sale il 31 agosto di quell'anno.
Il film è stato distribuito esclusivamente in Giappone, essendo andato perduto nel corso dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Il tema malinconico della gioventù perduta e della spensieratezza ad essa legata è il tema del film "Fiori di zucca", film drammatico del 1989, diretto e sceneggiato da Stefano Pomilia, qui al suo esordio registico.




Ma la Zucca è legata anche a Halloween e al culto dei Morti: "Jack-O - La lanterna del terrore", o meglio conosciuto solo come Jack-O, è un film del 1995 diretto da Steve Latshaw.



Vi aspettiamo a Tassarolo il 1 ottobre per scoprire la Zucca in tutte le sue declinazioni e per passare una bella giornata tra mercato contadino, vini e prelibatezze, laboratori, musica, poesie, teatro e laboratori artistici!


https://www.facebook.com/events/475130609490612??ti=ia
 

mercoledì 9 agosto 2017

NOVI IN BIO - SABATO 9 SETTEMBRE 2017, TEATRO GIACOMETTI- NOVI LIGURE







ORE 18.00 
DiBATTiTO
L’ AGRiCOLTURA E’ SOSTENiBiLE? E iL GAVi?
MODERATO DA FRANCESCO PANELLA, APiCOLTORE

iNVITATi AD iNTERVENiRE:
COMUNE Di NOVi LiGURE, Dott. DiEGO SABBi, 
CONSORZiO TUTELA DEL GAVi, iL PUBBLiCO

PROMOSSO iN COLLABORAZiONE CON:
CiRCOLO LEGAMBiENTE VAL LEMME, 
CiRCOLO LEGAMBiENTE OVADESE DELLA VALLE STURA

E' ragionevole usare in agricoltura diserbanti, insetticidi, pesticidi probabilmente cancerogeni? Chi ne paga le conseguenze? Gli agricoltori? Gli abitanti presso i vigneti?
I consumatori? Tutti noi?







ORE 19.30
MERCATiNO BiO

CON :
AZiENDA AGRiCOLA BiOLOGiCA
CASCiNA ORTO (Pasturana) 
&
COOPERATiVA

PAZZA iDEA
(Pasturana)
AZiENDA ViTiViNiCOLA BiOLOGiCA
CASTELLO DI TASSAROLO (Tassarolo)

AZiENDA AGRiCOLA BiOLOGiCA
BiO BRUNi (Montaldeo)

AZiENDA AGRiCOLA
L’ APE STE
Di STEFANiA TAVARONE (Acqui Terme)

AZiENDA AGRiCOLA BiODiNAMiCA
CASCiNA DEGLi ULiVi (Novi Ligure)

BiO FORNO
DAL CHiCCO iNTERO
Di ALiSON HOLSTWOOGD (Gavi)

AZiENDA AGRiCOLA  BiODiNAMiCA
GiORDANO LOMBARDO (Gavi)



AZIENDA BIOLOGICA VITIVINICOLA

 RUGRÀ (Tassarolo)




Un’opportunità per poter andare oltre il centro commerciale e conoscere direttamente chi produce cibo buono vicino a casa tua.






ORE 21.00
SPETTACOLO TEATRALE




iN TEATRO, CON i PiEDi PER TERRA è il percorso teatrale del Progetto “Viaggio tra Terra e Cielo”. Nel tour di 4000 chilometri, 26 tappe e 70 interviste, fatto per il documentario “Con i piedi per terra”, abbiamo ascoltato le storie e le voci di tanti contadini: artigiani, allevatori, medici, ricercatori…
In parallelo abbiamo iniziato anche un’ altro viaggio tra quegli autori, che come contadini, hanno lasciato nelle loro pagine i semi di un pensiero antico, ricordandoci che nella trama della vita, l’uomo ne possiede solo un filo: e ciò che egli fa alla trama lo fa a se stesso. Le voci dei nostri antenati insieme a quelle di un’umanità che oggi sta praticando un cambiamento reale ci indicano una via: il rinnovamento della società dipende dalla cura della terra che dobbiamo tornare a riconoscere come sacra.
STUDiO AGRi-CULTURALE raccoglie frammenti di questi due percorsi, li intreccia insieme creando così un unico viaggio in cui appaiono, di volta in volta, l’umanità di ieri e l’umanità di oggi, mettendole a confronto come in un unico grande convivio.



 A FINE SPETTACOLO PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTARIO 
"CON i PiEDi PER TERRA"





LA MENZiONE SPECiALE LEGAMBiENTE
AL 20° FESTIVAL CINEMAMBIENTE DI TORINO
www.legambiente.it

“Un bell’affresco del nuovo-antico mondo contadino italiano, spesso fatto di bizzarri visionari che stanno riscoprendo e valorizzando il suolo come bene comune. Un patrimonio per troppo tempo violentato dalla cementificazione e da un’agricoltura senza scrupoli. Ed ecco che grazie a una nuova generazione di agri-cultori l’Italia riscopre il suo pizzo di colture e culture da preservare e valorizzare. In contrapposizione alle monoculture che impoveriscono terra e sapere, gusto e vita. Un lavoro nuovo, fatto di antichi saperi e sperimentazioni inedite che il documentario fotografa in modo nitido”.





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