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mercoledì 1 marzo 2017

PUBBLICATI I RISULTATI DELLE ANALISI SULLA PASTA PRODOTTA DALLE MAGGIORI CASE INDUSTRIALI ITALIANE



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GranoSalus: i risultati delle analisi sulla pasta Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro 100% Puglia


Sono arrivate e sono state pubblicate sul sito di GranoSalus i risultati delle analisi sulle otto marche di pasta più note del nostro Paese. In tutt’e otto sono presenti il glifosato e le micotossine DON entro i limiti di legge. In due marche superati i limiti previsti per la tutela della salute dei bambini. Il ‘caso’ della pasta Granoro 100% Puglia. Da qui una domanda: perché dobbiamo mangiare pasta che contiene queste sostanze dannose per la salute umana? Il problema del Cadmio
La pasta industriale – c’era da aspettarselo – contiene glifosato (o glifosate) e micotossine DON. E contiene anche il Cadmio, un metallo pesante che non è certo un toccasana per la salute umana. Sono questi, in estrema sintesi, i dati che emergono dalle analisi su alcune marche di pasta italiane volute da GranoSalus, l’associazione che raccoglie produttori di grano duro di tutte le Regioni del Mezzogiorno d’Italia e tanti consumatori. Le analisi sono state effettuate da un laboratorio estero. Le marche di pasta industriale analizzate sono: Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro 100% Puglia
“Se le marche più blasonate e diffuse nel Paese contengono tracce di questi contaminanti, sia pur entro i limiti di legge – leggiamo sul sito di GranoSalus – vuol dire che ogni italiano ne assume piccole dosi giornaliere attraverso pasta e altri derivati del grano. E non c’è affatto da stare tranquilli, specie se si considera l’effetto combinato che queste sostanze potrebbero provocare insieme, anche a bassi dosaggi”. (Sui limiti di legge serve ricordare che si tratta di limiti tarati sul consumo medio europeo che non è quello italiano, né tantomeno quello dell’Italia meridionale. Potete leggere qui in proposito). 
Interessante anche questa intervista Saverio De Bonis, presidente di GranoSalus:

Grano duro, Saverio De Bonis: “L’UE non tutela la salute degli italiani”

“Dal Test GranoSalus, almeno due marche, Divella e La Molisana, superano i limiti che la legge impone per i bambini sul DON”, leggiamo sempre nel sito di GranoSalus. Quindi l’affondo:
“Ma la coopresenza di Don, Glifosate e Cadmio negli spaghetti Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro 100% Puglia, rivela un’attività di miscelazione tra grani esteri e grani nazionali vietata dai regolamenti comunitari”.
Le analisi, come potete leggere, riguardano otto marche di pasta nazionali. La prossima mossa di GranoSalus dovrebbe essere l’analisi della pasta prodotta artigianalmente nel Sud Italia.
“I grani duri del Sud non dovrebbero presentare queste sostanze pericolose! – si legge sempre nel sito dell’associazione -. Il condizionale è d’obbligo, perché se un marchio come Granoro 100% Puglia presenta tracce di questi contaminanti, beh, c’è qualcosa che non funziona nel disciplinare della Regione Puglia che ha concesso in licenza d’uso il marchio alla ditta Granoro e negli stessi controlli della Regione”.
Insomma, la Regione Puglia presieduta da Michele Emiliano non ne esce bene. Anzi. Perché quello che avviene in questa Regione non è esattamente un esempio da seguire:
“La prassi di miscelare grani contaminati con grani privi di contaminazione al fine di ottenere partite mediamente contaminate (sia pur entro i limiti di legge) è vietata dall’Europa”, si legge sempre nel sito di GranoSalus.
L’associazione riporta i Regolamenti comunitari che vietano la miscelazione di grani per ridurre la contaminazione:
“Il Reg 1881/2006 al comma 2 dell’ art 3 prevede che:
I prodotti alimentari conformi ai tenori massimi di cui all’allegato non possono essere miscelati con prodotti alimentari in cui tali tenori massimi siano superati”.
Tale divieto opera anche nei confronti della detossificazione. Il comma 3 dell’ art 3 recita:
I prodotti alimentari da sottoporre a cernita o ad altri trattamenti fisici per abbassare il livello di contaminazione non possono essere miscelati con prodotti alimentari destinati al consumo umano diretto, né con prodotti alimentari destinati a essere impiegati come ingredienti alimentari”.
“Ecco la prima tabella (che potete consultare qui) delle analisi realizzate da GranoSalus presso primari laboratori europei accreditati, che dimostra quanto sia ancora lontana una politica zero residui da parte dell’ industria italiana. Con la raccolta fondi avviata dalla nostra associazione realizzeremo altre analisi su altri contaminanti”.
Le analisi sono state effettuate sugli spaghetti.
“La pasta Barilla e la pasta Voiello presentano, rispettivamente, per ciò che riguarda la micotossina DON, 161 ppb (parti per biliardo) e 180 ppb.
Per ciò che riguarda il Glifosate – sempre con riferimento alla Barilla e alla Voiello – presentano, rispettivamente, 0,102 milligrammi per chilogrammo e 0,050 milligrammi per chilogrammo.
Per ciò che riguarda il Cadmio – ancora con riferimento alla Barilla e alla Voiello – presentano 0,032 milligrammi di Cadmio per chilogrammo e 0,036 sempre di questo metallo pesante”.
 Secondo GranoSalus, non può essere escluso che che Barilla e Voiello utilizzino grani duri esteri (anche se i vertici di Voiello hanno sepre affermato di utilizzare grani duri italiani).
Vediamo, adesso, le altre marche di pasta.
De Cecco:
“Gli spaghetti della De Cecco presentano 80 ppb di micotossine DON, 0,052 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,042 milligrammi per chilogrammo di Cadmio. Anche la De Cecco utilizza grano duro straniero”.
Divella:
“Gli spaghetti Divella presentano 381 ppb di micotossine DON, 0,110 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,044 milligrammi per chilogrammo di Cadmio. Anche la Divella usa grano duro estero e questi spaghetti sono fuori norma per i bambini”.
Garofalo:
“Gli spaghetti della Garofalo presentano 199 ppb di micotossine DON, 0,062 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,021 milligrammi per chilogrammo di Cadmio. Anche la Garofalo acquista grano duro estero”.
La Molisana:
“Gli spaghetti de la Molisana presentano 253 ppb di DON, 0,033 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,035 di Cadmio. Anche la Molisana acquista grano duro estero e si presenta fuori norma per l’alimentazione dei bambini”.
Spaghetti della Coop:
“Questi spaghetti presentano 128 ppb di micotossine DON, 0,013 di glifosate e 0,027 di Cadmio. Stessa musica: anche le Coop si fanno preparare la pasta fatta con grano duro estero”.
Granoro 100% Puglia:
“Anche questa pasta presenta 99 ppb di micotossine DON, 0,039 di glifosate e 0,018 di Cadmio. Come sopra: anche questa pasta si sospetta sia fatta con l’aggiunta di grano duro estero.
A questo punto il sito riassume le caratteristiche degli agenti contaminanti.
Il DON
E’ un composto tossico prodotto da alcuni funghi appartenenti al genere Fusarium. In particolari condizioni ambientali, quando la temperatura e l’umidità sono favorevoli, questo fungo può produrre micotossine. Avviene nel Canada e in tutte quegli areali umidi al di sopra del 45° parallelo, dove non ci sono le condizioni naturali per la coltivazione del grano duro. Infatti, questa micotossina entra nella filiera alimentare attraverso grano contaminato quasi sempre di provenienza estera. La presenza di DON negli alimenti e nei mangimi può essere nociva per la salute umana e degli animali poiché può causare effetti diversi di vario tipo. Secondo lo IARC, il Don è stato catalogato a livello 2B come probabile sostanza cangerogena.
Di solito la pasta realizzata esclusivamente con i grani del Sud è priva di questa micotossina.
Mentre dai dati forniti dalla U.S. Weath Associates oltre il 50% del grano (CWAD Canadese) prodotto nel 2016 ha un livello di DON pari a 4700 ppb e dai dati forniti dal Canadian Grain Commission circa il 73,6% del loro grano (CWAD N° 3) presenta danni da Fusarium. LEGGI TUTTO