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venerdì 3 marzo 2017

Altre due letture intorno al mondo del Lupo:

Tra lui e lei, là fuori, non c’erano solo alberi, erba e
colline, ma anche tutto ciò che fa tuonare le nuvole,
il vento che le muove, il buio, la notte, il gelo.
Cose che oggi quotidianamente ignoriamo,
persi nel rumore di fondo
Giacomo Revelli
NEL TEMPO DEI LUPI
Una storia al confine

Guido è un tecnico, installa antenne per cellulari. Da Torino un giorno la sua azienda lo manda sui monti alle spalle di Imperia, per montare un impianto in una sperduta località al confine tra Italia e Francia. Lì incontra Giusè, detto Burasca, l’ultimo pastore brigasco a vivere lassù, lontano da tutto e da tutti. E, inaspettatamente, a unirli sarà un’avventura che cambierà nel profondo le vite di entrambi, alle prese con il ritorno, tra quelle montagne impervie, del predatore più misterioso: il lupo.
Nel tempo dei lupi è una storia che scorre al confine, sospesa tra la modernità di oggi, con la tecnologia senza la quale siamo ormai incapaci di sopravvivere, e l’apparente immobilità di un mondo antico, dove è l’uomo a essere dominato. Ma è anche una storia di amicizia tra un giovane uomo e un vecchio che sembra provenire dal passato, costretti a incontrarsi e a svelare la deriva della ragione e la sapienza dell’istinto. Un romanzo di formazione, sul ritorno alle origini che abbiamo dimenticato.

file:///C:/Users/admin/Downloads/Nel%20tempo%20dei%20lupi%20-%20Revelli.pdf





Il lupo e il filosofo
 Lezioni di vita dalla natura selvaggia
Mark Rowlands


Mark Rowlands, giovane e inquieto docente di filosofia in un'università americana, legge per caso su un giornale una singolare inserzione, si incuriosisce e risponde. Qualche ora dopo è il padrone felice di un cucciolo di lupo, a cui dà nome Brenin ("re" in gallese antico). Per undici anni, sarà lui la presenza più importante nella vita del professore, che seguirà ovunque: assisterà alle sue lezioni acciambellato sotto la cattedra, incurante degli iniziali timori e del successivo entusiasmo degli studenti, ne condividerà avventure, gioie e dolori, lo accompagnerà nei suoi spostamenti dall'America all'Irlanda alla Francia, dove Mark si trasferisce dopo aver troncato quasi ogni legame con i suoi simili. E sarà, soprattutto, una fonte continua di spunti di riflessione e idee filosofiche perché, contrariamente allo stereotipo che ne fa un emblema del male, della ferocia, del lato oscuro dell'umanità, il lupo è per Rowlands metafora di luce e di verità, la guida per un viaggio interiore alla scoperta della propria più intima e segreta identità: "Il lupo è la radura dell'anima umana... svela ciò che rimane nascosto nelle storie che raccontiamo su noi stessi". La sua natura selvaggia e indomabile, infatti, rivela a chi gli sta accanto un modo di vivere e di fare esperienza del mondo non solo radicalmente diverso da quello degli uomini, ma forse anche più autentico e appagante perché immune da doppi fini, da ogni atteggiamento di calcolo e manipolazione.