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venerdì 24 marzo 2017


AGGIORNAMENTI SUL TERZO VALICO

dedicati alla signora Romano




Il commissario di governo del Terzo valico, Iolanda Romano, ha deciso di far collocare 17 monitor  per una “campagna di informazione” “Obiettivo principale della campagna - spiega Iolanda Romano - è fare chiarezza su temi di attenzione per l’opera e dare risposta a domande, dubbi e preoccupazioni dei cittadini”.

Meno male, sono 26 anni che aspettiamo queste informazioni e personalmente avremmo da farle, per non eccedere, qualche domandina:

-    Perché non avete mai voluto discutere con chi era in disaccordo e prospettava una opzione zero o soluzioni alternative incentrate sul trasporto pendolari che abbisogna di tratte brevi, puntuali ed efficienti?

-     Perché non avete mai presentato una seria valutazione di comparazione fra i benefici (pressoché inesistenti) e i costi (elevatissimi e tutti a carico dei contribuenti): il tutto con un introito non superiore del 10% su quanto si intende sperperare?

-      Perché non rinunciate a un’opera che sta facendo sfracelli ambientali (basti guardare a Pozzolo, Novi, Gavi, Arquata, Serravalle, Val Lemme e poi verso Genova)? In fondo ben tre progetti dal 1992 al 2000 erano stati respinti dagli organismi giudicanti e si era dovuto far ricorso a una delle più squallide leggi berlusconiane, firmate da Lunardi, quella Obiettivo per bloccare qualsiasi opposizione.

-     Mai un filo di schiettezza per ammettere quante baggianate ci avete raccontato per motivare l’opera. Le ricordate? 50.000 viaggiatori al giorno fra Genova e Milano in 45 minuti; 5 milioni di container verso nord per collegarsi con l’inesistente Lisbona – Kiev (la storia di Rotterdam è più recente). Qualcuno addirittura sostenne, tutto serio, che il Tortonese avrebbe avuto un immenso rilancio con il trasporto ultrarapido delle fragoline di Tortona a Monaco (e poi consentì la cementificazione delle aree agricole e ora addirittura l’abbattimento del mercato delle fragole).

-     Quando la vedo in foto, cara signora Jolanda, provo istintiva simpatia per un volto grazioso e pulito, e quindi mi preoccupo per Lei: ha notato in che brutta compagnia si è messa?

Quasi tutti i maggiori sostenitori del Terzo Valico hanno avuto condanne o sono implicati in vicende giudiziarie. Le cito, fra tanti, Necci, Battaglia, Cimoli, Luigi Grillo, Scajola, Incalza, Berneschi il capo di Carige, ecc. ecc.

-      Come può venirci a dire di aver fiducia, quando il direttore dei lavori, l’ing De Michelis che sta parlando ai giudici, afferma che mai ha visto alcun controllo da parte delle ferrovie dello Stato. Ci è sempre stato detto che “il problema amianto è inesistente” (2014 Walter Lupi) e in contemporanea le intercettazioni telefoniche rivelano che sapevano della presenza, lungo il percorso, di pietra verde nell’ordine di 4 milioni di metri cubi, fatto che si buttavano alle spalle con frasi agghiaccianti quali “Non preoccupatevi se c’è amianto? Tanto la malattia (fra gli operai e la popolazione) arriva tra trent’anni”.

-     Mi auguro che Lei capisca le nostre preoccupazioni e il nostro stato d’animo vedendo il territorio che amiamo e in cui viviamo brutalizzato per un’opera totalmente inutile. Ad altri evidentemente questo non interessa, tipo molti sindaci che dondolano la testa in avanti come l‘orso Yoghi, i sindacati che non sanno neppure fare gli interessi degli operai e vengono derisi dai dirigenti delle ditte, i banchieri, i “consulenti”, i politicanti di prima, seconda e terza categoria (stranamente ammutolitisi in questi ultimi tempi). Ha notato che alle riunioni che Lei convoca ci sono solo questi personaggi? Manca la gente comune che è pronta a battersi per i propri figli e nipoti - non per carpire favoritismi o cariche pubbliche o denaro - bensì, con forte senso civico, sostenere finalità ideali e realmente progressive.

Cara signora Jolanda,

mi scusi per il tono confidenziale ma io non ho alcun pregiudizio nei suoi confronti,

Lei è certamente a conoscenza della retata del 26 ottobre dell’anno scorso e soprattutto delle ultime novità che stanno emergendo dalle inchieste di Roma e di Genova sulla questione del Terzo Valico.

E pare che quelle più sostanziose debbano essere ancora esplicitate. Il Secolo XIX e  La Stampa, e poi tutti gli altri giornali, hanno scritto che ad essere messo sotto accusa sarebbe il Consorzio tutto in base a una specifica legge sulla responsabilità amministrativa e non più solo i suoi uomini arrestati nell’ultima operazione.

Potrei citare alcuni titoli apparsi sui giornali nazionali relativi a turbative d’asta, traffico di rifiuti all’amianto e altri reati, ma mi limito a sintetizzarli con il titolo de “La Stampa”,

“Il Cociv è una società corrotta”

firmato da Matteo Indice e basato sulle rivelazioni che il pentito De Michelis starebbe facendo ai P.M. di Roma e di Genova Paola Calleri e Francesco Cardona Albini.

Due giorni fa Pietro Salini amministratore delegato del colosso Impregilo “è stato iscritto al registro degli indagati con l’accusa di essere il mandante di quattro appalti truccati per la realizzazione del Terzo valico ferroviario Genova-Milano, e gli hanno notificato un avviso di garanzia per turbativa d’asta. Le quattro commesse riguardano gli scavi a Cravasco in provincia di Genova e poi a Libarna, in Vallemme e a Pozzolo Formigaro in provincia di Alessandria”.

Le chiedo con umiltà, se fa un riesame di tutto il marciume che è venuto fuori in 25 anni, come possa trattarci da sprovveduti chiedendoci di metterci in fila dietro un monitor?

Lei lo propone con gentilezza; eravamo abituati un tempo all’arroganza e al disprezzo. Sappiamo benissimo cosa è stato fatto e si vorrebbe fare contro i nostri territori. Smettiamola con le prese in giro e chiudiamo baracca e burattini, fuori dai piedi anche i burattinai e occupiamoci di ciò che serve veramente per le nostre comunità e per un trasporto che nulla abbia a che fare con il cosiddetto Terzo Valico.

Lei perderà questo lavoro di commissario, ma avrà una grande soddisfazione: quella di essere dalla parte delle persone che difendono la propria terra da chi la devasta.

Infine due utili citazioni risalenti alla fase iniziale del TAV Mi-Ge.

-    Dichiarazioni ufficiali dell’Amministratore straordinario Lorenzo Necci, riportate su “Il sole-24 ore” del 11/5/1991 e mai smentite: “Dopo l’ok del ministro dei trasporti che ha autorizzato l’Ente FS a perfezionare le strutture organizzative del sistema A.V., circa l’eventuale concessione al consorzio privato Co.C.I.V. (Collegamenti Integrati Veloci) della linea veloce MI-GE, Necci non nega che la Milano-Genova sia stata una carta di scambio per avere il via sulla TAV; aggiunge inoltre che le FS non hanno alcun dato reale che conforti la fattibilità della linea”.

-     Dalla Premessa alle Osservazioni al progetto TAV Milano-Genova, presentate dal Comitato interregionale “NO al Supertreno”- 1994

“La questione della linea Milano-Genova presenta peculiarità interessanti, tali da far ritenere che il luogo più indicato in cui dibattere della possibilità di realizzarla debba essere l’aula di un Tribunale e non le sedi di governo”.

Antonello Brunetti