Translate

venerdì 4 novembre 2016

NON CI FACCIAMO MANCARE NULLA....


Si avvicina la stagione degli sport invernali e purtroppo le novità che ci attendono sono alquanto preoccupanti e al limite dell'incredibile.
La montagna è un ecosistema  complesso e delicato, aggredito dalle attività antropiche che non si limitano allo sfruttamento delle risorse naturali ma dilagano anche nella fruizione dell'ambiente montano: trasporti in elicottero per lo sci alpino, gare motoristiche, raduni di fuoristrada e in generale uso di mezzi a motore in alta quota e installazione di piste di bob estivo su prati e vallate, con grave danno del paesaggio e dell'ambiente.
Il rispetto della montagna è innanzitutto un rispetto che dobbiamo a noi stessi  e a chi verrà dopo di noi.

Questo è quanto ci giunge da Legambiente Val d'Aosta:

La Giunta regionale ha approvato, con delibera n:1342 del 7 ottobre  2016, le nuove modalità per la pratica dell'eliski, cioè il trasporto di sciatori in elicottero sui versanti in fuoripista: si puó solo immaginare l'impatto sull'ecosistema montano di una tale iniziativa .

Qui il testo della delibera e qui sotto il Comunicato di Legambiente Val d'Aosta






LEGAMBIENTE VALLE D'AOSTA
 
Comunicato Stampa

NUOVA REGOLAMENTAZIONE ELISKI
LA REGIONE SCEGLIE IL PEGGIO

Dopo settimane di audizioni presso le competenti Commissioni del Consiglio Regionale, il 7 ottobre è stata approvata dalla Giunta Regionale la nuova regolamentazione dell’eliski in Valle d’Aosta.
Anche Legambiente è stata ascoltata e ha portato all’attenzione dei Consiglieri regionali un documento
che chiedeva una più efficace tutela ambientale, sollecitava un più credibile regime sanzionatorio da applicare in caso di irregolarità nello svolgimento delle attività da parte delle società concessionarie e, soprattutto, sollecitava a sospendere per due anni l’apertura dei nuovi comprensori eliski sovracomunali.

Riteniamo infatti questa scelta davvero azzardata, poiché allo stato attuale mancano dati sulle ricadute positive dell’eliski nei territori in cui viene praticato, e anzi, sembra che questa attività allontani i ben più numerosi amanti del turismo invernale dolce: scialpinisti e ciaspolatori, o semplici amanti della montagna invernale, tendono infatti a non frequentare località dove il disturbo arrecato dagli elicotteri dura buona parte della giornata.
Come interpretare diversamente il dato emerso dal censimento ANCI 2015 che pone Valgrisenche all’ultimo posto in Valle d’Aosta come ricchezza pro-capite dei cittadini? Questo è l'evidente effetto, in un bilancio costi/benefici, dei risultati portati da trent’anni di eliski... Con scelte opposte, la Valpelline, nella quale tutti i Comuni tranne Ollomont non ospitano questa pratica, ha ottimi dati di presenze invernali, che sono oltretutto in aumento di anno in anno.
Per questo motivo abbiamo chiesto di utilizzare i prossimi due anni per porre in atto alcune sperimentazioni, come la creazione di zone dedicate in modo esclusivo a scialpinismo e passeggiate sulle ciaspole nei Comuni sede di comprensori eliski; e soprattutto la chiusura anticipata al 15 marzo della stagione dell’eliski, in modo da riservare la primavera allo scialpinismo, favorire il tessuto turistico-ricettivo dei territori e portare così ad un ampliamento della stagione invernale.
Questi 2 anni sarebbero fondamentali per avviare una seria campagna di raccolta di dati statistici, allo scopo di valutare l’impatto ambientale dell’eliski e la sua ricaduta economica sui territori, da porre a confronto con quella delle altre attività invernali.
“Il testo della Regione ammette che l’eliski è fortemente impattante per l’ambiente e che ha difficoltà a convivere con le pratiche sportive invernali sostenibili. E quindi, incredibilmente, la Regione sceglie il peggio - afferma Alessandra Piccioni, presidente di Legambiente Valle d'Aosta - Invece di abbreviare la stagione, la allunga di 20 giorni; anziché limitare la fascia oraria di attività concessa all'eliski, la aumenta da 6 a 9 ore al giorno; non riserva aree libere per le altre attività invernali ma demanda la scelta ai Comuni. Ma soprattutto apre la possibilità di creare da subito comprensori sovracomunali, ossia ampie zone in cui l’eliski sarà praticato con meno vincoli.”
Con buona pace di chi, amando le nostre montagne per il loro silenzio e per gli incontri con gli animali selvatici, si vedrà forse costretto a scegliere luoghi più tranquilli.

Da luglio Legambiente (insieme al gruppo informale di cittadini che a Valgrisenche discute con il Comune proprio sull’eliski) si confrontava con la Regione su questi temi, ma il risultato è stato nullo: neppure di fronte a proposte moderate e ragionevoli abbiamo trovato un’autentica disponibilità al confronto.  E, di conseguenza, in questi giorni parte il primo comprensorio comunale: in settimana, infatti,  i Comuni di Arvier e Valgrisenche si riuniranno in Consiglio per deliberare in proposito.
Insomma, la Regione favorisce pratiche dannose per l'ambiente senza disporre di dati che consentano una valutazione reale sulle ricadute turistiche complessive, con il risultato di rendere la nostra Valle meno attrattiva, economicamente più fragile e terreno di conquista per gli interessi di pochi. Un gran risultato!
Aosta, 16 ottobre 2016

Legambiente VDA - Via delle Betulle 84 -11100 Aosta - Tel 0165 40863 -
presidente@pec.legambientevda.it
 

Approfondimenti:


http://www.aostaoggi.it/sanita/8057-eliski-legambiente-avverte-fara-scappare-scialpinisti-e-ciaspolatori-dalla-valle-d-aosta.html
 

http://www.aostasera.it/articoli/eliski-legambiente-valle-daosta-meno-attrattiva-e-terreno-di-conquista-di-pochi

 §§§

Ma poiché non c'è limite al peggio, da Alagna, in Val Sesia, arriva un'altra notizia, sempre in tema di eliski: questa volta è il sindaco di Alagna in persona che si fa portavoce di un'iniziativa molto dicutibile, da attuare in una zona al limite del parco alta valsesia!

Da REPUBBLICA del 17 ottobre 2016

Monte Rosa, sposarsi tra le nuvole: via alle nozze nel più alto rifugio d'Europa

Monte Rosa, sposarsi tra le nuvole: via alle nozze nel più alto rifugio d'Europa
La Capanna Margherita sul Monte Rosa, il rifugio più alto d'Europa a quota 4554 metri 
Matrimoni alla Capanna Margherita, 4554 metri di quota, con l'aiuto del Cai o di elicotteri per portare su sposi, testimoni e ufficiali di stato civile: l'idea-delibera del sindaco di Alagna Valsesia
Se è vero che chi si giura amore eterno tocca il cielo con un dito dalla felicità, in Piemonte potrà farlo davvero, celebrando il matrimonio nel rifugio più alto d’Europa, la Capanna Margherita in Alta Valsesia. In effetti  dirsi di “sì” a 4554 metri di altitudine è un po’ come sposarsi tra le nuvole.
LEGGI TUTTO