venerdì 29 luglio 2016

UN MESTOLO DI MINESTRONE PER SOSTENERE IL MOVIMENTO NO TAV TERZO VALICO - PARCO DI ISOVERDE SABATO 31 LUGLIO

DAL COMITATO NOTAV VALVERDE



SABATO 30 LUGLIO CENA PER SOSTENERE IL MOVIMENTO NO TAV TERZO VALICO.
Tante persone sono state denunciate in questi anni per non essere rimasti indifferenti a
...Co.Civ e allo schifo che sta portando in casa nostra; ora è il momento di non lasciarle sole.
Probabilmente i nostri processi sono l'unica cosa che viaggia realmente ad alta velocità nella storia del Terzo Valico.
Per una bella serata in compagnia, aiutare chi è sotto processo e finanziare la lotta al Terzo Valico.

PARCO DI ISOVERDE
Menu:
Antipasti, minestrone genovese, secondi, dolce e vino .
Dopo cena danze occitane
....
PRENOTAZIONE A 3479849272

PARTECIPA E AIUTACI A DIFFONDERE!!!

DIBATTITO SULL'ACQUA - DOMENICA 31 LUGLIO ORE 17 ABBAZIA DI SAN REMIGIO E BIBLIOTECA COMUNALE DI BOSIO


Domenica 31 luglio, alle ore 17, a Parodi Ligure, Legambiente Ovadese promuove, nell’ambito della rassegna “Abbey Contemporary Art”, che quest’anno è dedicata all’acqua, un incontro pubblico tra le Istituzioni, i Comitati e le Associazioni Ambientaliste.


Il tema è la tutela e il rispetto dell’acqua nel nostro territorio: emergenze e proposte su ciò che è necessario fare per proteggere la nostra ricchezza più grande. 

SIETE TUTTI INVITATI!


Legambiente Ovadese e Valle Stura


Michela Sericano 349.5363809




lunedì 25 luglio 2016

L'INCHIESTA ALCHEMIA E IL DECRETO PER IL RIUSO DELLE TERRE DA SCAVO: NUOVI SCENARI PER LE GRANDI OPERE

DAL SITO DI ERA SUPERBA

Terzo Valico, tra l’ombra lunga della malavita e il riuso dello smarino. Ecco che cosa sta succedendo


20 luglio 2016                               
notavUn’altra giornata cruciale per i destini del Terzo Valico. Mentre il Paese si fermava a ricordare la strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992, dove perse la vita il giudice Paolo Borsellino, l’operazione “Alchemia” condotta dalle squadre mobili di Genova, Reggio Calabria e Savona portava all’arresto di oltre 40 persone, indagate a vario titolo per concorso esterno in associazione mafiosa; tra queste, alcuni esponenti “liguri”, a capo di ditte che gravitavano attorno ai subappalti relativi alla movimentazione-terra dei cantieri del Valico dei Giovi. Nello stesso giorno, i tecnici di Cociv procedevano con le operazioni di esproprio per due terreni interessati dal tracciato, a Pozzolo Formigaro e a Fraconalto. Nel primo caso, però, alcune irregolarità procedurali potrebbero invalidare l’immissione in possesso, fermando di fatto i lavori, almeno momentaneamente.
Tutto questo a pochi giorni dal via libera definitivo del governo, su proposta del presidente Matteo Renzi e del ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti, al decreto del presidente della Repubblica che semplifica la disciplina di gestione delle terre e rocce da scavo, nella versione definitiva, dalla quale sono spariti i paletti per il riuso dello smarino prodotto dagli scavi.

L’ombra lunga della mafia e la debolezza della politica

Le indagini coordinate dalla procura di Reggio Calabria hanno accertato legami stabili tra le cosche calabresi e quelle liguri, impegnate nel business della movimentazione terra e dello smaltimento di rifiuti pericolosi. Il sistema, affinato negli anni, prevedeva un avvicendamento pianificato di ditte (create ex novo da prestanomi o famigliari, ma sempre a gestione e profitto delle cosche) per poter accedere alle assegnazioni dei sub-appalti dei grandi cantieri. I legami personali con alcuni esponenti politici locali, faceva il resto.
Il Terzo Valico è un progetto da
6,2 miliardi di euro (per 53 chilometri di tracciato, cioè 116 milioni a chilometro, cifra da primato mondiale) cioè una montagna di soldi che cadono a cascata ai “fortunati” che prendono parte ai lavori. Da qui le infiltrazioni mafiose, finalizzate a far pressione sui politici locali per ottenere commesse sui subappalti già aggiudicati. Stando alle intercettazioni, si tratterebbe di qualcosa di più di semplici tentativi: nelle conversazioni, riportate da alcuni giornali nazionali, si parla apertamente di favori fatti per i quali si aspetta un ritorno, e il Terzo Valico è citato innumerevoli volte. Solo il rallentamento dei lavori pare abbia impedito l’inizio di queste joint venture.
Questo, ancora una volta, apre un problema politico: se non ci fosse arrivata la magistratura, che cosa sarebbe successo? L’attuale sistema delle assegnazioni è così vulnerabile? «La politica non ha gli strumenti per prevenire questi casi – afferma a “Era Superba” Stefano Bernini, vicesindaco di Genova e assessore all’Urbanistica – dovendosi attenere alle certificazioni anti-mafia che sono a carico della prefettura durante le gare di appalto. Nel caso specifico, Cociv (general contractor dell’opera, ndr) è tenuto a fare gare di appalto, durante le quali ci si attiene alle carte e alle cose note fino a quel momento». Un sistema, quindi, che è strutturalmente vulnerabile, soprattutto se si tratta di grandi lavori, con centinaia di ditte coinvolte: «Il nostro sistema giudiziario ha qualche baco – ammette Bernini – ma va detto che la malavita ha fatto un salto di qualità manageriale non indifferente, per cui va rafforzata la funzione investigativa».

Una funzione investigativa che però è regolata da leggi fatte dalla politica: come è noto, le interdittive anti-mafia valgono solamente nel territorio di competenza della prefettura che le ha firmate, lasciando le mani libere alle ditte “colluse” di spostarsi sul territorio nazionale senza preclusioni di sorta, come successo per la ditta Lande s.p.a (fino al 2015 s.r.l) che a inizio giugno ha ricevuto l’interdittiva dal prefetto di Napoli, ma che figura tra le ditte subappaltanti per alcuni cantieri del Terzo Valico. «Manca la volontà politica di cambiare il sistema degli appalti – commenta Paolo Putti, capogruppo M5S in Consiglio comunale a Genova e noto oppositore delle grandi opere – semplicemente perché conviene mantenerlo tale. Certe opere devono essere fatte per farle, non perché servono, come dimostra la storia del Terzo Valico. La notizia di questi arresti non ci stupisce, sono anni che i movimenti denunciano questa predisposizione del sistema delle grandi opere». A proposito di movimenti: dalle carte dell’inchiesta “Alchemia” è emerso come la malavita radicata nella nostra regione, attraverso prestanome, abbia finanziato e supportato i comitati “Sì Tav”, per cercare di spostare i consensi dell’opinione pubblica, al fine di accelerare i lavori, e quindi i possibili introiti.

Riuso dello smarino: via libera dal governo

Se i cantieri sono in una fase di potenziale stallo, da Roma arriva un assist importante: il 15 luglio scorso, infatti, è stato licenziato il testo definitivo del decreto che semplifica le procedure di gestione delle terre di scavo, in pendenza da mesi. Nel dispositivo definitivo sono saltati alcuni paletti che avevano sollevato aspre critiche da parte dei fautori dell’opera: nel testo originale, infatti, era previsto che, in presenza di fibre di amianto, lo smarino andasse trattato in loco e poi stoccato in siti dedicati. Con la nuova versione della legge, invece, potrà essere riutilizzato per riempimenti o altro. In questo modo, non sono più messi in discussione i progetti finanziari delle grandi opere, che potranno procedere con i lavori senza dover rivedere i vari piani per lo smaltimento. LEGGI TUTTO


SVILUPPI DELL'INCHIESTA ALCHEMIA

Iniziano a svelarsi i nomi dei politici e degli amministratori che sono stati avvicinati dalla 'Ndrangheta, cosi' come rivelato dall'inchiesta Alchemia della procura di Reggio Calabria.
Emerge ancora una volta l'inadeguatezza culturale dell'attuale classe politica nella gestione del territorio, sia dal punto di vista infrastrutturale che della sua tutela. Le scelte politiche di perseverare in uno sviluppo economico che sacrifica l'interesse pubblico, l'etica e l'Ambiente per soddisfare il mero desiderio di arricchimento di poche persone, alimentano gli appetiti delle consorterie mafiose che nei cantieri delle opere inutili, dove minori sono i controlli proprio a causa del disinteresse che suscita la loro realizzazione, trovano un'occasione agevole per essere soddisfatti. Il vuoto istituzionale è molto pericoloso e ci duole verificare che, a tutt'oggi, ci risulta che le amministrazioni piemontesi non abbiano dato un segnale di presenza ai cittadini del basso Piemonte (vorremmo essere smentiti)
http://circololegambientevallemme.blogspot.it/2016/07/inchiesta-alchemia-il-silenzio-delle.html

Dal sito di AlessandriaNews:

Operazione Alchemia, quanti  novesi nelle intercettazioni


"Ma sti pezzi di merda a me non mi danno neanche una mano!" si lamenta così Francesco Sofio al telefono con lo zio Orlando in una intercettazione diffusa dalla direzione antimafia di Reggio Calabria. Il riferimento è agli esponenti locali del centro destra, e risale probabilmente alle scorse elezioni comunali, quando l'ex consigliere si era candidato a Sindaco di Novi Ligure
NOVI LIGURE - "Ma sti pezzi di merda a me non mi danno neanche una mano!" si lamenta così Francesco Sofio al telefono con lo zio Orlando in una intercettazione diffusa dalla direzione antimafia di Reggio Calabria. Il riferimento è agli esponenti locali del centro destra, e risale probabilmente alle scorse elezioni comunali, quando l'ex consigliere si era candidato a Sindaco di Novi Ligure.
Molti i nomi noti ai novesi che saltano fuori nell'inchiesta: dall'ex senatore Gianfranco Chessa (foto), ad alcuni nomi riconducibili ad esponenti locali del centro destra.

Nell'ordinanza del tribunale di Reggio Calabria il nome di Sofio Orlando compare centinaia di volte, e viene identificato come “accompagnatore ufficiale” dei boss a Roma, referente piemontese della 'ndragheta cittanovese, gestore di fatto di imprese riconducibili alla stessa e infine addetto a “mantenere rapporti con esponenti politici cui garantiva sostengo elettorale in cambio di assegnazione di lavori ad aziende riconducibili a famiglie mafiose” e in particolare con “l'ex Senatore Gianfranco Chessa”.
Il politico novese ha prontamente smentito qualsiasi relazione con il Sofio, e si è detto stupito del veder comparire il suo nome. L'ex senatore ha dichiarato di non incontrare il Sofio da decenni, ma le sue parole sembrano essere smentite dalle intercettazioni ambientali che sono state eseguite dagli investigatori e che documentano viaggi in auto, alla volta di Vercelli, del politico novese in compagnia del Sofio.

Nel 2011 le microspie messe dalla Dia sulla macchina di Sofio registrano i colloqui avvenuti durante il viaggio tra Novi e Vercelli tra Orlando Sofio e l'ex senatore Chessa. In particolare, a interessarli è la situazione politica novese: i due progettano l'organizzazione a Novi di una “festa dei calabresi” al fine di cercare consensi elettorali, mentre si recano a Vercelli per un incontro organizzato da Chessa con un non meglio precisato “ingegnere”.
In una telefonata diffusa, Orlando Sofio (ora in carcere) annuncia al nipote di aver avviato al costituzione del movimento “Si Tav” in opposizione al più noto movimento No Tav. LEGGI TUTTO



Approfondimenti:
http://notavterzovalico.info/2016/07/25/chessa-e-la-destra-novese-a-braccetto-con-la-ndrangheta-le-intercettazioni-shock/
http://www.lospiffero.com/ls_article.php?id=28449

PREMIATA BARBARA RAVERA -SINDACA DI MONTALDO BORMIDA. E INTANTO A PREDOSA...

Come già annunciato, all'ex Abbazia di San Remigio è in corso l'esposizione artistica Abbey Contemporary Art, dedicata quest'anno al tema dell' Acqua: il circolo Legambiente dell'Ovadese e Valle Stura, organizzatore dell'evento, cosi' motiva la scelta:
Riteniamo che sia necessario e urgente difendere tutti insieme la nostra acqua, i fiumi, le falde, le zone di ricarica e le riserve, dall’attacco degli inquinanti generati dalle discariche di rifiuti industriali e urbani, dagli impianti chimici gestiti in modo sconsiderato, dall’utilizzo dei pesticidi in agricoltura, persino lungo le strade e nei centri abitati, dalle captazioni idroelettriche speculative, dalle eccessive captazioni irrigue, dalle perforazioni che mettono in comunicazione le falde, dalle cave che rendono le falde più vulnerabili, ... e dal malaffare che è l’inquinante più pericoloso.
Il circolo dell'Ovadese ha voluto riconoscere l'importanza, dal punto divista della tutela delle falde acquifere, del provvedimento firmato dalla Sindaca di Montaldo Bormida che, a quanto risulta unica nella provincia alessandrina, ha diffidato la Provincia di Alessandria, a utilizzare i diserbanti e/o dissecanti lungo le strade provinciali che attraversano il territorio di quel Comune

Di seguito il momento della premiazione:


 Ricordiamo l'invito a donare un bicchiere come simbolo per sensibilizzare gli amministratori alla tutela delle nostre acque:

Setsuko ha deciso di creare un’opera simbolo: “chiediamo a tutti di donarci dei bicchieri con cui darò vita ad una installazione. È il nostro no simbolico alle cave. Farò un grosso ottagono con i mattoni della fornace di Sezzadio, ci metterò dentro i bicchieri e li annegherò con della terra. Sarà un pozzo per la rinascita”.



Intanto, da Predosa arriva una piccola buona notizia:

DAL SITO DI ALESSANDRIANEWS

Discarica di Sezzadio, rinviata la Conferenza dei Servizi di martedì 26

"Siamo soddisfatti, ma solo a metà" è il commento dei Comitati di Base della Valle Bormida alla notizia del rinvio della Conferenza in cui si sarebbe dovuto discutere l'ampliamento della ditta Grassano di Predosa
PROVINCIA - Giornata importante per i comitati di base della Valle Bormida. Questa mattina, venerdì 22, la Provincia ha deciso di rinviare la Conferenza dei Servizi in programma martedì 26, indetta per discutere dell'ampliamento della ditta Grassano di Predosa, proprietà della holding Riccoboni. Da ormai 4 anni i comitati, le associazioni ambientaliste e più di venti sindaci della zona si battono a difesa della falda acquifera di Sezzadio sopra la quale, nell'area di Cascina Borio, la Riccoboni vorrebbe costruire una discarica per lo smaltimento di rifiuti pericolosi.
La soddisfazione di cittadini e comitati è però attenuata dal fatto che la richiesta di rinvio sembrerebbe essere partita dalla stessa azienda, intenzionata a presentare un ulteriore progetto, definito "meno impattante". LEGGI TUTTO


USI E ABUSI DEI PESTICIDI IN AGRICOLTURA

Bevo solo Sano e Cortese, pleazzz...

Continua la campagna di informazione Com'era ...gialla la mia valle sul tema de pesticidi in agricoltura.
L'argomento è particolarmente sensibile nelle zone agricole dedicate alle monocolture. Per comprendere la gravità del fenomeno, pubblichiamo alcuni contributi che provengono dall'area veneta di produzione del Prosecco e dall'Appennino laziale, zona di produzione delle castagne.
In entrambi i casi si rileva quanto certi rimedi siano peggiori dei mali che dovrebbero curare, a gran danno della salute dei cittadini e dell'ecosistema. Purtroppo un'agricoltura di tipo industriale, per la quale la qualità del prodotto è trascurata a favore della quantità e del profitto a tutti i costi, porta a tali storture. E le prime vittime sono gli agricoltori stessi, che manipolano e respirano in prima battuta tali prodotti: ricordiamo che la malattia di Parkinson e il carcinoma rinofaringeo sono stati riconosciuti dal legislatore francese come malattie professionali per gli agricoltori, con il decreto 2012-665 del 4 maggio 2012, pubblicato il 6 maggio 2012 
http://www.preventica.com/actu-enbref-maladie-parkinson-reconnue-professionnelle-agriculteurs-3300512.php



Dalla pagina Fb del Comitato Colli puri
 https://www.facebook.com/Comitato-Colli-Puri-Collalbrigo-Respira-507155822631174/?fref=nf#

Mamme e maternità nell’Inferno del Prosecco.
Caro Comitato,
ho un bambino di due anni dolcissimo, che amiamo con tutti noi stessi, e un’altra creatura è in arrivo. Purtroppo abbiamo avuto la sfortuna di comprare anni fa una casetta in mezzo ai vigneti. Abbiamo fatto e stiamo facendo enormi sacrifici per pagarla e per sistemarla, poiché era molto decaduta. Eravamo ignoranti in materia, e non sapevamo ancora quanto pericoloso fosse abitare attorniati dai vigneti. Quando usciamo in giardino a giocare o prendiamo la bici per un giro nei dintorni mi chiedo a cosa sto sottoponendo mio figlio, me stessa e il piccolo che ho in pancia……
Vedo che mio figlio, come ogni bambino, ha voglia di star fuori, correre, spingere la sua piccola carriola, ma io quando lo guardo mi sento felice a metà.
Ieri abbiamo chiamato la guardia forestale per farci spiegare bene quali sono i nostri diritti e loro -che sono stati molto gentili per la verità- ci hanno detto che quando vediamo che i "regolamenti" non sono rispettati dobbiamo chiamare il comando. Ma posso farlo 4 pomeriggi su 7? E quando torno a casa dal lavoro chi mi dice cosa hanno combinato i nostri vicini agricoltori fino a 5 minuti prima? E come la calcolo io la famosa "deriva"? È vita questa? È giusto?
Ovviamente la salute dei miei bambini è il mio primo pensiero ma in quanto donna so che anche il mio organismo è molto sensibile alle sostanze tossiche presenti nell'ambiente che mi circonda. E se accadesse qualcosa a me, comunque la vita dei miei figli sarebbe in qualche modo rovinata.
Ci siamo dati molto da fare in questi anni per promuovere la battaglia contro i pesticidi, ma poco o niente è cambiato e io sono affranta.
Faccio anche io l'agricoltrice, so per certo che esiste un modo di produrre sano e rispettoso per l'ambiente; in casa nostra entra solo cibo biologico ed è per questo che la rabbia verso la nuvola maledetta mi corrode, ogni giorno con sempre più forza, e non so dove questa continua tensione, terribile, mi possa portare. Sono sfinita.
Elena

Cara Elena, carissima famiglia.
Tu non sai quanto sono stato male dentro l’animo l’altro giorno quando sono venuto a fare le due riprese di cui in allegato. Quanto amore, quanta gioia, quanta cura in tutta quella casa, in quell’orto, nei vostri fiori. Che felice quel bimbo con la sua amichetta. Certo, è la gioia fatta persona, e ne ha tutto il diritto: c’è una vita meravigliosa che lo aspetta, che voi gli state costruendo. Ma poi quel ronzio terrorizzante si avvicina, e allora: “presto, tutti dentro!, chiudi le finestre!”
E la maternità, la tua maternità, che dovrebbe essere solo serenità e carezze. Dolci momenti, che si imprimeranno nel DNA del tuo piccolo che sta per venire in questo mondo. Una dolce attesa fatta di coccole e fiducia.
E invece…Invece i nostri sciagurati Sindaci ti regalano l’orrore: il pensiero, pungente, assillante, che, rimanendo a vivere lì, tuo figlio potrebbe non avere un futuro di salute, cui avrebbe pieno diritto.
Quegli extraterrestri arrivano bardati, coperti, con mascherine e caschi. Gettano in aria, ai quattro venti, il loro carico velenoso e se ne vanno. Sui sacchi dei pesticidi è stampato il teschio, cosa vorrà dire?, quella miscela che costringono a far respirare agli altri è veleno pericoloso, che contribuisce a creare e diffondere le peggiori patologie. Che possiamo fare? Ma perché le “Autorità” se ne lavano le mani? Dove sono le leggi che dovrebbero tutelare la “Pubblica Salute”? Per quanto ancora dobbiamo sopportare questa colpevole follia?
Quante mamme, lasciate sole con le loro famiglie, devono ancora gestire maternità di angoscia e lacrime? Quanti bambini stanno subendo il dolore che ne deriva?
Fabio Padovan


Per approfondimenti:
https://www.soilassociation.org/media/7202/glyphosate-and-soil-health-full-report.pdf 

Ricordiamo la petizione per fermare l'uso indiscriminato dei pesticidi in viticoltura, nata e sviluppata appunto a Revine Lago:



Ci spostiamo sui Monti Cimini dove l'impennata dell'uso dei pesticidi è dovuta alla diffusione del cinipide del castagno

Canepina - Con la scusa della lotta al cinipide, castagne avvelenate e morte ecologica sui Monti Cimini


Grondano veleni le foglie dei castagneti di Canepina e non solo. Notte e giorno, più di notte che giorno, vengono sparati sulle piante quintali di fitofarmaci e pesticidi di varie specie. L’obiettivo degli avvelenatori seriali dovrebbero essere il cinipide del castagno e gli altri parassiti che, negli ultimi anni, uniti a una congiunzione meteorologica sfavorevole, hanno pressoché azzerato i raccolti. 
Causando perdite per 7-8 milioni di euro l’anno solo a Canepina, una ventina nell’intero comprensorio dei Cimini. 

Ma in realtà rendono più confortevole l’habitat della micidiale vespa cinese e dei suoi ''complici'': balanino, cydia e via dicendo. La prima vittima delle nubi venefiche, infatti, è il torimus sinensis, il principale antagonista naturale del cinipide, che la Regione Lazio sta faticosamente tentando di inserire nell’ambiente, e gli altri antagonisti naturali già presenti, meno efficaci ma pur sempre utili. Insomma, con l’uso dei fitofarmaci e dei pesticidi i produttori di castagne stanno facendo harakiri. Un po’ come tagliarsi i ….

Ma l’elenco delle vittime dei veleni è assai più lungo. In prima linea ci sono i terreni circostanti, a volte di proprietà di gente che, avendo scelto di seguire i consigli degli esperti, punta tutto sulla lotta biologica. I venti, però, spingono le nubi venefiche in tutte le direzioni per un raggio di centinaia di metri. Le particelle, dannosissime per la salute, cadono sugli orti, tortati in gran voga con la crisi economica, sulle case, troppe case, spuntate come funghi prima della crisi economica, sebbene sotto le mentite spoglie di rifugi agricoli. E poi finiscono nelle sorgenti di cui è ricca l’area  e nelle falde di profondità. Spinte dal vento possono arrivare addirittura in paese: nelle scuole, nei negozi, nei bar.

E ancora: lo spargimento dei veleni, perché tali sono le sostanze irrorate, sebbene legalmente in commercio, fa strage della fauna locale, aumentando lo squilibrio naturale che permette agli insetti dannosi di proliferare. LEGGI TUTTO


Concludiamo con una bella notizia per le api e gli altri insetti impollinatori, nella speranza che l'esempio venga seguito a breve dagli altri paesi europei:

Une belle victoire ! Les pesticides tueurs d’abeilles sont enfin bannis de France

C’est tout en joie que la secrétaire d’État à la biodiversité, Barbara Pompili a annoncé après le vote : « la France se dote de principes renforcés, d’outils nouveaux et de mesures fortes pour favoriser une nouvelle harmonie entre l’Homme et la nature ». Effectivement, le texte accroît considérablement le pouvoir des agriculteurs soucieux de l’environnement et réduit – pratiquement — à néant la possibilité pour quiconque d’utiliser l’insecticide « tueur d’abeilles ». LEGGI TUTTO

domenica 24 luglio 2016

ANTICA FIERA DEL BESTIAME - CAPANNE DI MARCAROLO DOMENICA 24 LUGLIO

DAL SITO DELLE AREE PROTETTE DELL'APPENNINO PIEMONTESE

L'Ente di Gestione delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese e l’Ecomuseo di Cascina Moglioni, in collaborazione con il Settore Gestione Proprietà Forestali e Vivaistiche della Regione Piemonte i Comuni e le Unioni Montane locali, invitano alla XV edizione della ANTICA FIERA DEL BESTIAME DELLE RAZZE LOCALI in programma per domenica 24 luglio 2016  a Capanne di Marcarolo – Bosio (AL) a partire dalle ore 9.00.
La tradizionale fiera di Sant’Isidoro del 24 luglio è stata organizzata fino agli anni ’80 e rappresenta, per questo lembo di territorio appenninico in cui le attività commerciali hanno radici storiche, l’evento annuale più importante. LEGGI TUTTO



INCONTRO CON BARBARA RAVERA, SINDACA DI MONTALDO BORMIDA - SAN REMIGIO 24 LUGLIO ORE 18

Nell'ambito  dell'Abbey Contemporary Art, questo pomeriggio a San Remigio, il circolo Legambiente dell'Ovadese e Valle Stura incontrerà Barbara Ravera: la Sindaca di Montaldo Bormida ha infatti dimostrato, unica nella provincia, sensibilità per la salute dei cittadini e dell'ambiente del Comune da lei amministrato e ha firmato una diffida nei confronti della Direzione della Viabilità della Provincia di Alessandria, a cessare l’utilizzo dei diserbanti e/o dissecanti lungo le strade provinciali che attraversano il territorio di quel Comune:




venerdì 22 luglio 2016

INCHIESTA ALCHEMIA: IL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI



Roma, 22 luglio 2016                                                                                       Comunicato stampa



Inchiesta Alchemia: infiltrazioni 'Ndrangheta nei cantieri del Terzo Valico



Legambiente: “C'è bisogno di una reazione forte da parte della politica, controlli più efficaci

 e una rinnovata cultura della prevenzione”



Legambiente accoglie con molta amarezza quanto è emerso a seguito dell'inchiesta Alchemia condotta dalla Procura di Reggio Calabria, che svela l'intrico di interessi della 'Ndrangheta nei sub-appalti già aggiudicati per la realizzazione del "Terzo Valico dei Giovi" attualmente in fase di costruzione nei cantieri del Terzo Valico.

“Davanti a occasioni ghiotte come grandi infrastrutture e grandi eventi – dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente - il crimine economico e quello mafioso fanno squadra per massimizzare i profitti e per arrivare l'uno dove non riesce l'altro. Dal Mose di Venezia all’Expo per arrivare all’ultima inchiesta Alchemia, è oramai chiaro che siamo di fronte ad un fenomeno, diffuso in tutto il Paese e caratterizzato dall’intreccio di politica, mafie, corruzione e opacità, che impoverisce e danneggia la Penisola sul piano economico, politico, culturale e ambientale. Per sradicare la corruzione che pervade il settore dei lavori pubblici, occorre una reazione forte e immediata da parte di tutti, in primis delle istituzioni e da chi ha responsabilità politiche, ma servono anche controlli più efficaci e una rinnovata cultura della prevenzione”.

“Indipendentemente dalla nostra posizione di contrarietà al Terzo Valico e, più in generale, al sistema delle Grandi Opere, per gli svariati motivi che andiamo da anni ripetendo, ci lascia ancor più sconcertati il silenzio rumoroso delle istituzioni, la Regione Piemonte in primis che, a tre giorni da quanto accaduto non è ancora intervenuta a dissipare l'incresciosa sensazione da parte dei cittadini del basso Piemonte di vivere in una sorta di territorio franco, dove la 'Ndrangheta si è agevolmente radicata apparentemente senza alcuna difficoltà e senza ostacoli politici e culturali: la criminalità organizzata colma i vuoti e le lacune di uno Stato di diritto assente. La politica e le Istituzioni piemontesi non hanno davvero nulla da dire di fronte a quanto accaduto?”, dichiarano Francesca Gramegna, direttrice Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta e Paola Lugaro, Presidente del Circolo Legambiente Val Lemme.



L’ufficio stampa di Legambiente: 0686268353

Circolo Legambiente Val Lemme: 3496724348

mercoledì 20 luglio 2016

Comunicato stampa di Green Italia su Terzo Valico e 'Ndrangheta

Terzo valico e ‘ndrangheta: indagini confermano che una grande opera inutile e’ facile preda di interessi criminali

“Bene il lavoro della Procura di Reggio Calabria e delle squadre mobili che hanno portato alla luce gli interessi criminosi della ‘ ndrangheta dietro ai sub-appalti per la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria del “Terzo valico”; interessi stratificati, che forse aiutano a comprendere l’ostinazione nel portare avanti un progetto inutile e senza alcuna revisione.  Ancora una volta, purtroppo, trova conferma il fatto che un’opera de-contestualizzata da qualunque visione strategica, costruita su debolissime basi di fattibilità e utilità economica, difficilmente durante la sua realizzazione sarà immune da fenomeni corruttivi”.
Lo dichiarano le esponenti di Green Italia Annalisa Corrado (co-portavoce) e Anna Donati.
“Nel caso del ‘Terzo Valico’ parliamo di un’opera che è affidata senza gara nel 1992, che interessa una percentuale modestissima della domanda di mobilità in Italia. Da un costo iniziale 1.5 miliardi – continuano  –  ora è lievitata in maniera incontrollata, arrivando a 7 mld, cioè come mille treni per i pendolari. E’ un’opera sostanzialmente inutile perchè la capacità ai valichi e’ già stata adeguata, e per servire efficacemente il porto di Genova occorre investire sullo snodo ferroviario del capoluogo ligure con i binari adeguati”.
“Senza poi dimenticare – aggiungono Corrado e Donati-  i danni ambientali irreversibili ma difficilmente monetizzabili, causati dall’inquinamento dalle falde superficiali alle falde profonde, dalla presenza di minerali contenenti amianto tra le terre di scavo, fino all’aumento esponenziale delle polveri nell’aria, che le popolazioni locali e le associazioni ambientaliste da anni denunciano in tutte le sedi competenti”.
“Il ministro Delrio intervenga immediatamente per fermare l’opera e verificare appalti e progetti con il metodo della revisione previsto dal nuovo codice degli appalti, che già si sta applicando ad altre grandi opere”, concludono le esponenti di Green Italia.


martedì 19 luglio 2016

UNA GIORNATA PARTICOLARE....

Oggi è stata una giornata particolare per il Terzo Valico: a Pozzolo Formigaro e a Fraconalto hanno avuto luogo le procedure di immissione in possesso di alcuni terreni, da parte di Cociv. Tali atti sono considerati illegittimi dai comitati in quanto inficiati da irregolarità procedurali.

Contemporaneamente, proprio mentre ci si apprestava a celebrare l'anniversario della morte di Paolo Borsellino e della sua scorta, la procura di Reggio Calabria dava il via ad una vasta operazione contro alcune 'ndrine che hanno infiltrato i cantieri del Terzo Valico: la situazione paradossale che si è dunque venuta a creare a Pozzolo Formigaro e a Fraconalto è stata quella di vedere i poliziotti in assetto antisommossa  che fronteggiavano normali cittadini radunati per manifestare pacificamente il proprio dissenso all'opera e ai metodi molto discutibili con cui questa viene posta in essere, mentre in altre zone di Italia la stessa Polizia procedeva agli arresti di esponenti della 'ndrangheta che su tale opera hanno lucrato, speculato e costruito un centro di interesse mafioso che coinvolge, ça va sans dire,  anche politici, amministratori, funzionari pubblici e persone che posso influenzare l'opinione pubblica alimentando il dibattito dei SiTav.
Il video della conferenza stampa è chiaro: il Procuratore parla di sostegno degli affiliati al fronte del SiTav => "rileviamo l’interesse degli imprenditori prestanome della cosca a sostenere finanziariamente il movimento ‘Si Tav‘ per creare nell’opinione pubblica un orientamento favorevole per quell’opera. Una strategia mediatica raffinata"
Attendiamo ora di conoscere i nomi dei collusi con la 'Ndrangheta: queste persone hanno permesso lo scempio di un territorio, hanno sottoposto (e sottopongono) le popolazioni residenti al rischio Amianto e hanno distolto i finanziamenti di denaro pubblico da ben altre necessità, il tutto per alimentare la Mafia (e se stessi?).

Attendiamo anche una dichiarazione del Presidente della regione Piemonte, che per ora non sembra essersi pronunciato su quanto è stato scoperto oggi in merito ad un'opera che si sta realizzando nella sua regione.

Dal sito di CM News
E’ stato, infine, eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di nr.21 società, di seguito elencate, la maggior parte delle quali con sedi in Liguria, Piemonte, Lombardia, Lazio e Calabria, riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in una quarantina di milioni di euro:
Società:
  1. SAMOTER s.r.l., con sede legale in Borghetto Santo Spirito (SV);
  2. GI.ERRE. s.r.l., con sede legale in Borghetto Santo Spirito (SV);
  3. LIGURIA 2000 soc. coop., con sede in Borghetto Santo Spirito (SV);
  4. ALFA CENTER s.r.l., con sede a Novate Milanese (MI);
  5. sala giochi CA’ ROYALE, sita in Loano (SV);
  6. ECOLAZIO 87 s.r.l., con sede operativa in Roma;
  7. REMAPLAST s.r.l., con sede in Pomezia (RM);
  8. POLYECO s.r.l., con sede a Cerveteri (RM);
  9. REMASERVICE s.r.l., con sede a Roma;
  10. P.M.R. SERVICE s.r.l., con sede a Roma;
  11. PO.IN AMBIENTE s.r.l. (oggi POLITI IMMOBILIARE s.r.l.), con sede a Pomezia (RM);
  12. VALMAT s.r.l., con sede a Roma;
  13. T.S.A s.r.l., con sede in Roma;
  14. SOCIM s.r.l., con sede in Roma;
  15. I FALEGNAMI di GALLUCCIO Antonio & C., con sede legale e operativa in Cittanova (RC);
  16. MILLENIUM SERVICE s.r.l., con sede legale in Bergamo ed unità operativa in Ravenna;
  17. PHOTRONIX s.r.l., con sedi a Bergamo, Cazzago S. Martino (BS) e Schio (VI);
  18. OMNIA SOLUTION SERVICE s.r.l., con sede legale in Barberino Val D’Elsa (FI);
  19. ditta ALANEL s.r.l., con sede a Palmi (RC);
  20. AGRITURIMO e B&B BEVERLY VILLAGE, sito in Palmi (RC);
  21. EUROSERVIZI di GRUTTERIA Marianna, con sede in Serravalle Scrivia (AL).



http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/07/19/terzo-valico-42-arresti-per-operazione-alchemia-la-ndrangheta-dietro-i-movimenti-si-tav/545037/#disqus_thread


Intanto segnaliamo l'articolo uscito sul sito di Casa della Legalità che comunica la notizia con meritata soddisfazione!



Dopo 11 anni di lavoro... essere lì, in questo 19 luglio 2016, alle prime luci del giorno (05:30), davanti alla villa-bunker di via costa 17 a Toirano, tutta illuminata, con in corso la perquisizione, arresti e sequestri nell'ambito dell'Operazione della DDA di Reggio Calabria, eseguita dalla D.I.A. e dallo S.C.O. della Polizia di Stato, ti fa sentire bene, fresco e sempre più convinto che andando avanti, senza dargli tregua, i risultati arrivano!
Il GULLACE Carmelo, detto "Nino" e "Ninetto", referente della cosca nel Nord - Ovest, già ai domiciliari per usura, si era fatto ricoverare a Milano. Nessun problema: arresto eseguito lì! Anzi, lo si curi bene perché deve campare tanto... in galera!
Vedere anche la "signora" FAZZARI Giulia portata via senza più il ghigno (ed il dito medio alzato) dona una certa soddisfazione.
(dicevano che se mi prendevano quelli del GULLACE mi avrebbero ammazzato? ih, è lo Stato che ha preso loro!)...
Per ora ci fermiamo qui, più tardi i dettagli, ma una cosa dobbiamo dirla: grazie al Procuratore Francantonio Granero che ha spazzato via, a Savona, quel "deserto giudiziario" grazie al quale i GULLACE-FAZZARI hanno fatto il bello ed il cattivo tempo. Il lavoro portato avanti da lui alla Procura di Savona e trasmesso a Reggio Calabria, si è aggiunto all'operato della D.I.A. di Genova che già aveva inquadrato e definito il contesto di azione della cosca ed anche gli stretti rapporti con il Senatore CARIDI (inchiesta aperta del 2008, "bruciata" da una fuga di notizie eclatante a seguito di una Relazione dell'allora coordinatore della DDA di Genova consegnata alla Commissione Parlamentare Antimafia, con tutti i dettagli dell'inchiesta - non ancora chiusa - della D.I.A). Grazie anche al coraggio e la determinazione di Rolando Fazzari e della sua famiglia, che per decenni ha denunciato, inascoltato, quella sua famiglia di origine ed i crimini da questa commessi e perseguiti, anche con la copertura indecente di ambiti istituzionali. Rolando e la sua famiglia hanno pagato un prezzo improponibile, per quell'omertà, connivenza e complicità istituzionale: hanno perso un figlio diciottenne, Grabriele.




Dalle prime ore della mattinata odierna, in Liguria, Calabria, Lazio, Piemonte ed in altre Regioni del nord Italia è in corso una vasta operazione antimafia della Polizia di Stato e della D.I.A.con l’esecuzione di 40 arresti e numerose perquisizioni a carico di appartenenti ed affiliati alla ‘ndrangheta delle cosche reggine “RASO - GULLACE - ALBANESE” e “PARRELLO - GAGLIOSTRO”, a vario titolo indagati per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società.
Le indagini, dirette dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo, sono state condotte dalla Squadra Mobile di Genova e Reggio Calabria nonché di Savona. Altro segmento di indagine è stato svolto dal Centro Operativo D.I.A. di Genova, collaborato dai Centri D.I.A. di Reggio Calabria e Roma. Le investigazioni hanno accertato stabili collegamenti con le famiglie di origine da parte di esponenti dell’organizzazione mafiosa dimoranti in Liguria, attivi in settori strategici imprenditoriali quali l’edilizia ed il movimento terra anche attraverso l’acquisizione di sub-appalti per la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria del c.d. “Terzo Valico”.
Sono emersi altresì contatti degli affiliati con politici locali, regionali e nazionali di Reggio Calabria, nonché con funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Tributaria della medesima provincia, volti a condizionare il loro operato con reciproco vantaggio.
E’ stato eseguito il sequestro preventivo di beni mobili, immobili, depositi bancari di numerose società riconducibili alle consorterie mafiose per un valore complessivo stimabile in circa 40 milioni di euro.
I dettagli saranno resi noti nel corso di un incontro con la stampa presso la Procura di Reggio Calabria alle ore 11,00 odierne.
Reggio Calabria, 19 luglio 2016

SI APRE ABBEY CONTEMPORARY ART A SAN REMIGIO...CON L'INVITO A DONARE UN BICCHIERE PER SALVARE LA NOSTRA ACQUA!



L’acqua come potenza distruttrice.
È questo il tema della sesta edizione dell’Abbey Contemporary Art, evento artistico che ogni anno si propone di celebrare i luoghi della memoria nella nostra provincia. A partire da venerdì 22 luglio, e per i tre weekend successivi fino al 7 agosto, l’ex abbazia di San Remigio, a Parodi Ligure, ospiterà mostre fotografiche, video, sculture, pitture e installazioni che hanno per oggetto, appunto, l’acqua.
Non solo arte, però. Tra le 17 e le 22, l’orario ufficiale, si terranno incontri di carattere storico e culturale. Venerdì 29 luglio, ad esempio, ci sarà l’associazione ZenZel, da sempre cara al tema dell’acqua. Il sabato seguente, invece, la serata sarà allietata dal concerto di due pianoforti, e, domenica 31, si terrà una tavola rotonda di Legambiente con i vari sindaci del territorio.
Nell’ex abbazia sarà anche riproposta la mostra “Ai Amore”, organizzata dall’artista Setsuko in Giappone nei luoghi colpiti dallo tsunami del 2011 e a cui avevano partecipato molti artisti italiani. E all’Abbey Contemporary Art i grandi nomi non mancano. Ci saranno le fotografie dei fotoreporter Letizia Battaglia e Mario De Biasi, le sculture di Piero Gilardi e Piergiorgio Colombara, le pitture di Renata Boero e Mario Fallini, oltre alle opere di artisti internazionali come Yuheu Takata. Katsutomi Horiki e la stessa Setsuko.
Un altro tema importante che sarà affrontato nelle tre settimane sarà quello delle cave nella nostra provincia, in particolare a Sezzadio e Cascina Buona. Per l’occasione Setsuko ha deciso di creare un’opera simbolo: “chiediamo a tutti di donarci dei bicchieri con cui darò vita ad una installazione. È il nostro no simbolico alle cave. Farò un grosso ottagono con i mattoni della fornace di Sezzadio, ci metterò dentro i bicchieri e li annegherò con della terra. Sarà un pozzo per la rinascita”.

Dal sito di RadioGold





VOLTAGGIO: QUEL CHE RIMANE DEL PROGETTO DELLA CENTRALE A BIOMASSE

Dopo 10 anni la centrale resta solo sulla carta

La Stampa 10/07/2016    di Giampiero Carbone

VOLTAGGIO
Il progetto era stato presentato ben dieci anni fa ma, dopo aver ottenuto ben due autorizzazioni dalla Provincia, la centrale a biomasse di Voltaggio nell’ex cartiera non c’è ancora.
La prima versione era un maxi impianto da 3 Mw, da alimentare con 40 mila tonnellate annue di legno. La Voltaggio energia, società proponente, aveva avuto ragione sia al Tar sia al Consiglio di Stato, ai quali si era rivolta l’associazione Forum dell’alta Val Lemme contro l’autorizzazione provinciale del 2008. Nel 2009, la maggioranza al governo del Comune era stata sconfitta soprattutto dal tema della centrale dalla lista guidata da Lorenzo Repetto, nata da una costola del Forum. LEGGI TUTTO


L'INCIDENTE FERROVIARIO IN PUGLIA:L'ANALISI DI ANNA DONATI




Articolo di Anna Donati su Muoversi in Città –

Il gravissimo incidente ferroviario tra Andria e Corato in Puglia, con il suo pesantissimo carico di 23 vittime e 50 feriti, sembra aver destato dall’oblio l’attenzione verso il trasporto ferroviario locale, di cui oggi si scopre la sua importanza per i 5 milioni di cittadini che lo utilizzano ogni giorno ed anche la sua arretratezza. Non manca praticamente nessuno – politica, istituzioni, stampa e mass media, commentatori ed esperti – tutti a scoprire che esistono ferrovie a binario unico, sistemi di blocco telefonico gestito da capistazione, che il sud è più indietro del nord anche sul trasporto ferroviario.
Noi ambientalisti non siamo sorpresi, da sempre abbiamo criticato gli scarsi investimenti ed i tagli al servizio di trasporto pubblico locale, sottolineato che 45 miliardi spesi per l’Alta Velocita Torino-Milano-Salerno hanno creato uno squilibro tra utenti delle reti ed aumentato il divario tra nord e sud del paese. Basta leggere il documentato rapporto annuale Pendolaria elaborato da Legambiente per avere un quadro esatto ed aggiornato della situazione, dove molte criticità sono anche al nord o sulla dorsale tirrenica ed adriatica.
La terribile notizia dell’incidente ferroviario fa ancora più scalpore perché stiamo parlando di binari e treni che sono un sistema di trasporto sicuro per eccellenza. Ma perché resti questo prezioso primato e perché l’offerta possa crescere in sicurezza servono investimenti, raddoppi dei binari là dove la frequenza elevata lo richiede, nuovi treni, nuove tecnologie di comando e controllo, serve una adeguata e costante formazione del personale. Perché l’errore umano purtroppo è sempre in agguato ma oggi esistono tecnologie e sistemi che garantiscono controlli supplementari e frenature automatiche per ridurre i rischi. Peraltro tecnologie che vedono le imprese italiane esportare in tutto il mondo queste innovazioni.
Sarà l’indagine della magistratura a stabilire le cause esatte del’incidente ferroviario e le responsabilità, ma è fuori discussione che lo scontro frontale tra i due treni sia avvenuto nel tratto di linea a binario unico e con il sistema di “blocco telefonico” di gestione.
Va detto che Ferrotramviaria Spa – la società che gestisce la rete ed il servizio tra Bari e Barletta con un contratto con la regione Puglia –  è una società che gode di buona reputazione e che ha realizzato diversi progetti utili per la mobilità del territorio. Dei 70 km di linea elettrificata, 33 sono a doppio binario e adeguamento tecnologico di gestione.  Per il tratto Corato-Andria di 13 km è in corso il bando per il raddoppio del binario di cui si parla da diversi anni per un valore di circa 33 mln di euro, purtroppo proprio per quel tratto dove è avvenuto l’incidente. Progetto che prevede insieme al raddoppio anche l’interramento di 3,5 km di linea nel comune di Andria, che forse ha contribuito ad allungare i tempi di decisione, come spesso accade quando i binari attraversano i paesi ed occorre trovare le soluzioni più adeguate, insieme alle complesse procedure autorizzative ed alle regole stringenti per l’uso dei Fondi Europei.
La società Ferrotramviaria Spa si è dotata di nuovi treni, ha realizzato nel 2008 il servizio ferroviario metropolitano tra Bari ed il quartiere e l’ospedale San Paolo ed ultimo nato nel 2013, ha realizzato ed aperto il collegamento diretto per Bari Aeroporto con arrivo alla stazione centrale di Bari. Nuovi servizi che hanno ottenuto un ottimo successo di utenza.  Un grande progetto di ammodernamento della rete e dei servizi del costo di 180 milioni, ottenuti dalla Regione Puglia nell’ambito di fondi europei a partire dal 2008, che attende di essere completato ed attuato rapidamente per servire un bacino di utenza di 700.000 persone.
Il Ministro Delrio – intervenuto in Parlamento a riferire sul grave incidente – ha dichiarato che esistono 3000 km di linee regionali in concessione, di cui 2700 sono a binario unico. Del resto anche sui 16.000 km di rete nazionale RFI, circa 9000 km sono a binario unico. Le linee locali “exconcesse” sono state traferite alle regioni negli anni 90, su diverse linee sono stati realizzati potenziamenti ed ammodernamenti utilizzando fondi europei, la legge 211/92 e risorse proprie delle Regioni. Ma con le difficoltà finanziarie delle Regioni, l’esaurimento dei fondi della 211 mai rifinanziata, sono rimasti solo i fondi europei (che non tutte le regioni possono o sono capaci di utilizzare) e molti di questi progetti sono rimasti sulla carta, mentre le reti ed il materiale diventavano sempre più obsolete.
Basti pensare allo stato di degrado e disservizi in cui versano adesso le ferrovie Cumana e Circumvesuviana della regione Campania quando i tagli degli ultimi anni agli investimenti, per l’acquisto dei treni, per la manutenzione ed il servizio, hanno messo completamente in ginocchio una rete fondamentale per l’area metropolitana napoletana.
Il Ministro Delrio ha annunciato un finanziamento supplementare per queste tratte ferroviarie regionali per 1,8 miliardi: è un buon inizio, peccato che sia avvenuto a valle di un incidente, ma serve un piano di ammodernamento e potenziamento adeguato alla situazione arretrata di molte di queste reti.  Ha anche indicato che in modo graduale le linee a maggior traffico saranno poste sotto la vigilanza dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza ferroviaria, dato che oggi non lo sono e questo crea una disparità di regole e controlli tra rete nazionale e rete regionale in materia di sicurezza. (oggi queste linee sono vigilate da USTIF, organismo del Ministero dei Trasporti, che ha comunque regole precise e specifiche di controllo).  Cosi come con il recepimento in corso della “Direttiva Recast” si punterà ad integrare e rendere interoperabile la rete Rfi con diverse linee ferroviarie regionali e magari portandole sotto la competenza della rete nazionale.
Qualcosa si sta modificando anche per gli investimenti sulla rete nazionale, ma ancora in modo insufficiente per recuperare la cura del ferro sulla rete locale rispetto agli investimenti sull’Alta Velocità. Infatti l’Addendum 2015 al Contratto di Programma con RFI prevede 8,9 miliardi di investimenti, di cui la metà destinati all’AV (terzo valico Milano Genova, Tunnel del Brennero, Brescia Padova).  Della restante parte 750 milioni sono per il miglioramento delle rete nelle aree metropolitane, 1,3 miliardi a servizio della rete regionale, 1,7 miliardi per la messa in sicurezza (tecnologie, dissesto idrogeologico, rischio sismico).
Quindi si tratta di investimenti in larga parte legati all’Alta Velocità e concentrati al nord: speriamo che i futuri 8,2 miliardi decisi dalla legge di stabilità 2016 per gli anni 2017-2025 vedano la prevalenza dei nodi ferroviari metropolitani, della dorsale adriatica e tirrenica e per gli investimenti al sud.  Investimenti che dovranno essere integrati e selezionati con la strategia del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (aggiornamento previsto dal Codice Appalti entro il 2017) e con le politiche di mobilità urbana che saranno elaborate da Comuni e Città metropolitane nell’ambito dei PUMS.
Dopo il grave incidente ferroviario è tutto un susseguirsi di impegni e dichiarazioni per dare slancio e futuro al trasporto ferroviario locale. Speriamo che questa fiammata di attenzione non si esaurisca tra qualche giorno: è il modo più serio per portare cordoglio alle vittime ed alle loro famiglie.

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