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giovedì 11 febbraio 2016

METANODOTTO:FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Insieme al consigliere di L'Altra Campomorone, Valentina Armirotti, il nostro circolo sta seguendo la vicenda del rifacimento del metanodotto Gavi-Pietralavezzara che interessa, tra l'altro, il territorio della Val Verde e della Val Lemme.
A partire dal mese di maggio 2015 sono arrivate a L'Altra Campomone e al nostro Circolo numerose segnalazioni e foto relative a depositi di materiale di scavo coperti e segnalati come rifiuti n corso di caratterizzazione. Intorno ai cantieri del metanodotto sono comparsi cartelli indicanti la possibile presenza di fibre di amianto nell'aria (ved. a fianco i post comparsi in merito sul blog) .

Qui sotto pubblichiamo la lettera di richiesta di informazioni che L'Altra Campomorone e il Circolo Legambiente Val Lemme hanno inviato agli Enti competenti delle provincie di Genova e Alessandria.

                                                                                                                               …..omissis...
 

Voltaggio, 23 novembre 2015
 

Oggetto: Metanodotto "Gavi-Pietralavezzara DN 600 (24"), 75 bar ed opere connesse" –
Richiesta informazioni.
 

Spettabili Uffici,
in riferimento all'opera in oggetto, in corso di realizzazione nei rispettivi territori di competenza a partire dalla primavera del 2015, gli scriventi desiderano portare all'attenzione di codesti uffici quanto segue.
Per quanto riguarda il territorio della Val Lemme, nel corso dei lavori nei cantieri per il potenziamento del metanodotto, nel luglio 2015 gli organi di stampa locali danno notizia che è
stata segnalata una prima presenza di rocce contenenti amianto in località Certosini, Comune di Voltaggio
(Foto n.1),


allarme successivamente rientrato a seguito delle rassicurazioni della stessa società che realizza il metanodotto, supportate dai dati di rilevazione rilasciati da Arpa Alessandria (Foto n.2, articolo tratto da Il nostro Giornale 30.07.2015)
.
Successivamente, nel mese di agosto 2015 giunge al Circolo Legambiente Val Lemme e al comune di Carrosio da parte di privati cittadini, una seconda informazione di presenza, nel
cantiere in oggetto in località Pineta di Carrosio (Foto n.3),
 
di segnaletica di sicurezza riguardante la possibile dispersione di polveri di amianto. Il 4 ottobre viene osservato un notevole quantitativo di sacchi contenenti amianto nel cantiere del metanodotto sito in località Frasci – Comune di Voltaggio SP 160 tra il Km 20 e 21 (Foto n. 4 e 5)



 Altra realtà nel comune di Campomorone, dove nel mese di maggio compaiono i primi depositi di sacchi contententi materiale da caratterizzare (Foto n. 6 e 7)

in località Pietralavezzara a 600 metri dall'abitato lungo la SP 5.
Nel mese di luglio, alla consigliera Valentina Armirotti giungevano segnalazioni da privati cittadini che nello stesso sito erano osservati sacchi contraddistinti dal simbolo dell'amianto (Foto n. 8 e 9)


Su sollecito della stessa consigliera Armirotti (Ved.Interpellanza allegata) che richiede informazioni circa la tempistica con cui si è affrontato il problema relativo alla presenza dei sacchi sopra menzionati, l'amministrazione di Campomorone dichiara, il 27 ottobre in sede di
Consiglio comunale, di non essere stata informata ufficialmente della criticità relativa all'amianto e di esserne venuta a conoscenza il 7 agosto solo a seguito della segnalazione del consigliere comunale Filomena Puppo
(https://drive.google.com/file/d/0BxoqaAdaf28oQzJSWGNkd2NyNnc/view ,
http://osservatoriopartecipatovalverde.blogspot.it/)
In entrambi i siti di Pietralavezzara (GE) e Cascina Frasci (AL) si osservava che spesso i lavoratori addetti alla movimentazione dei sacchi contententi amianto non indossavano tutte le dotazioni di protezione individuale previste per lo stessso (Foto n. 10)
Alla luce di quanto sopra esposto, gli scriventi richiedono a codesti uffici, per quanto di competenza:
  • se sia stata data comunicazione ufficiale, da chi di dovere, ai Sindaci dei territori interessati all'opera, in merito alla presenza dei depositi di materiale amiantifero ;
  • se la popolazione è stata informata in merito ai rischi e alle eventuali precauzioni e comportamenti da adottare per ridurre il rischio amianto ;
  • se la gestione del materiale contentente amianto segue i dettami del protocollo amianto presentato dalla ditta incaricata per la bonifica;
  • per quanto tempo il materiale abbancato all'interno delle big bags può rimanere nei siti di deposito temporanei, soggetto all'azione degli agenti atmosferici;
  • se risulta essere corretta la metodologia di trasporto di tale materiale su mezzi di trasporto scoperti (Foto n. 11 e 12)

  • se le amministrazioni interessate sono a conoscenza dell'itinerario percorso dai mezzi di trasporto, con indicazione di origine e destinazione del materiale e dei soggetti incaricati al trasporto stesso;
  • nel caso del deposito di Località Frasci, Comune di Voltaggio, si richiede se siano state adottate le precauzioni necessarie a tutelare la salute degli animali poi destinati all'alimentazione umana;
  • in conclusione gli scriventi chiedono conferma se siano state prese tutte le necessarie azioni per tutelare la salute dei lavoratori e della popolazione.
Sottolineando la preoccupazione che desta la situazione, viste anche le metodologie di movimentazione e trasporto del materiale amiantifero, rimaniamo in attesa di un
vostro sollecito riscontro.

Distinti saluti

p. L'Altra Campomorone     
p.Circolo Legambiente Vallemme
Valentina Armirotti                                Paola Lugaro           


         
Alla nostra richiesta di novembre per ora sono arrivate tre risposte:

Arpa Piemonte



Comune di Carrosio




Direzione Territoriale del Lavoro di Alessandria













Attendiamo altri riscontri alle richieste formulate dai cittadini: il quadro che emerge però è piuttosto desolante.
Sono stati rimossi ( e si stanno rimuovendo) migliaia di sacchi contenenti fibre di amianto in assenza, in base a quanto riferito da Arpa Piemonte, di un protocollo. Non vi è l'obbligo di comunicazione ai Sindaci e ai cittadini; non vi è controllo sui transiti e sui mezzi di trasporto. Non ci vengono fornite le risultanze dell'attività di verifica circa l'esatta applicazione della normativa di sicurezza per i lavoratori.
Ci par di capire che l'apparato normativo che regola l'attività degli Enti preposti al controllo del territorio abbia come obiettivo quello di garantire una correttezza formale degli iter burocratici svolti a tavolino negli uffici. Confidiamo che per i lavori del Terzo Valico, per cui verrà movimentata una maggiore quantità di terra contenente amianto, i controlli siano condotti con modalità differenti e con una migliore comunicazione ai cittadini.