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sabato 16 gennaio 2016

TERZO VALICO: VOLTAGGIO, ADDIO PAESAGGIO

Prosegue l'iter autorizzativo per la variante al Piano regolatore, proposta dall'Amministrazione comunale di Voltaggio, che prevede la realizzazione di un parcheggio e un nuovo campo base per gli operai impiegati nei cantieri del Terzo Valico. 

Verrà realizzato  sul prato all'uscita del paese andando verso Carrosio. Così anche chi arriverà al paese proveniendo dal lato nord si renderà conto di ciò che si va perdendo per sempre: della visuale dove troneggeranno per parecchi anni dei containers prefabbricati, delle colate di cemento e asfalto e di come cambierà la fisionomia di un paesino che fino a qualche anno fa manteneva praticamente inalterato il fascino dei tempi che furono.










 
PRIMA - ACCESSO A VOLTAGGIO IN PROVENIENZA DA CARROSIO




NOSTRA SIMULAZIONE PROSSIMA DESTINAZIONE DEL  PRATO DI FRONTE ALLA STAZIONE SNAM - COMUNE DI VOLTAGGIO  - ACCESSO DA NORD

In barba a tutte le sollecitazioni, inviti e proposte alla tutela del paesaggio italiano e alla limitazione del consumo del suolo, che in questi ultimi anni hanno caratterizzato il dibattito culturale a livello nazionale, il Comune di Voltaggio e la Provincia di Alessandria proseguono nel cammino verso "la grande bruttezza", che ha trasformato i nostri paesi e le nostre vallate in agglomerati di capannoni e brutte costruzioni residenziali, per nulla attinenti al contesto naturale, storico e artistico in cui sono inserite. Purtroppo, dal dopoguerra in poi, la classe politica e imprenditoriale delle nostre valli è stata ed è tuttora assolutamente insensibile alla bellezza, sacrificando il nostro territorio in nome del progresso: citando Oscar Wilde,
"viviamo in un’epoca in cui la gente, così occupata a produrre, si è dimenticata di diventare intelligente".

Di seguito pubblichiamo le Osservazioni presentate dal nostro Circolo:



OGGETTO: Osservazioni in merito alla variante al P.R.G del Comune di Voltaggio – Del.n. 36 del 30.10.2015

PREMESSO

-che Legambiente è un’associazione sorta per salvaguardare il fragile equilibrio del sistema uomo-ambiente e che si prefigge di conservare la biodiversità ed il paeseaggio nelle aree di particolare valore;
- che nell'ambito della variante parziale al P.R.G del Comune di Voltaggio, in oggetto, si prevede di realizzare un insediamento per l'alloggiamento di 280 addetti, impiegati nei lavori relativi al Terzo Valico dei Giovi, in prossimità dell'accesso nord all'abitato di Voltaggio;
-che la localizzazione del cosiddetto Campo Base è stata individuata dalla deliberazione del CIPE del 29/03/2006 nel sito posto a sud dell'ex Cartiera il località Cian da Maxinna e non risulterebbe nessuna modificazione a tale individuazione;
- che il fatto che i terreni indicati dal CIPE siano risultati inquinati e compromessi dalla presenza di rifiuti non costituisce valido motivo per individuare una nuova area di interesse agricolo e forte interesse paesaggistico in sostituzione, anzi ne avvalora la motivazione affinché l'area venga bonificata e riutilizzata senza compromettere nuove aree ancora incontaminate, così come indicato da Piano Paesaggistico Regionale e dal Piano Territoriale Provinciale ;
- che la variante proposta comporta un incremento della capacità edificatoria dell’area residenziale di nuovo impianto C2 (200 posti letto) compensato, a detta dei proponenti, da una riduzione della capacità edificatoria dell'area residenziale denominata area n. 2

CONSIDERATE

- la Convenzione europea del Paesaggio del 20 ottobre 2000, per la quale “ il paesaggio svolge un ruolo importante in quanto elemento dell'ambiente e del contesto di vita delle popolazioni, sia nelle aree urbane, che rurali e sia per i paesaggi con caratteristiche eccezionali, che per quelli della vita quotidiana. Per questo, le popolazioni sono invitate a svolgere un ruolo attivo nella sua gestione e nella sua pianificazione e devono sentirsi responsabili del loro futuro.”
L'articolo 1 della stessa Convenzione sancisce l'impegno degli Stati alla salvaguardia dei paesaggi, attraverso " provvedimenti presi allo scopo di preservare il carattere e la qualità di un determinato paesaggio al quale le popolazioni accordano un grande valore, che sia per la sua configurazione naturale o culturale particolare. Tale salvaguardia deve essere attiva ed accompagnata da misure di conservazione per mantenere gli aspetti significativi di un paesaggio.”


- la sentenza della Corte Costituzionale n.182/2006 (red. Finocchiaro) che definisce “il paesaggio quale valore primario:
Il paesaggio va «rispettato come valore primario, attraverso un indirizzo unitario che superi la pluralità degli interventi delle amministrazioni locali»”;


- la sentenza della Corte Costituzionale n. 367/2007 (red. Maddalena) che così recita:
Il paesaggio, come morfologia del territorio o aspetto visivo dell’ambiente, è un valore costituzionale primario e assoluto
«Come si è venuto progressivamente chiarendo già prima della riforma del Titolo V della parte seconda della Costituzione, il concetto di paesaggio indica, innanzitutto, la morfologia del territorio, riguarda cioè l'ambiente nel suo aspetto visivo. Ed è per questo che l'art. 9 della Costituzione ha sancito il principio fondamentale della "tutela del paesaggio" senza alcun'altra specificazione. In sostanza, è lo stesso aspetto del territorio, per i contenuti ambientali e culturali che contiene, che è di per sé un valore costituzionale. Si tratta peraltro di un valore "primario", come ha già da tempo precisato questa Corte (sentenza n. 151 del 1986; ma vedi anche sentenze n. 182 e n. 183 del 2006), ed anche "assoluto", se si tiene presente che il
paesaggio indica essenzialmente l'ambiente (sentenza n. 641 del 1987).
L'oggetto tutelato non è il concetto astratto delle "bellezze naturali", ma l'insieme delle cose, beni materiali, o le loro composizioni, che presentano valore paesaggistico. Sul territorio gravano più interessi pubblici: quelli concernenti la conservazione ambientale e paesaggistica, la cui cura spetta in via esclusiva allo Stato, e quelli concernenti il governo del territorio e la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali (fruizione del territorio), che sono affidati alla competenza concorrente dello Stato e delle Regioni».

- la sentenza n.N. 03652/2015 REG.PROV.COLL. del Consiglio di Stato di cui di seguito si riportano alcuni fondamentali passaggi :

...”Alla funzione di tutela del paesaggio (...omissis...) è estranea ogni forma di attenuazione della tutela paesaggistica determinata dal bilanciamento o dalla comparazione con altri interessi, ancorché pubblici, che di volta in volta possono venire in considerazione: tale attenuazione, nella traduzione provvedimentale, condurrebbe illegittimamente, e paradossalmente, a dare minor tutela, malgrado l’intensità del valore paesaggistico del bene, quanto più intenso e forte sia o possa essere l’interesse pubblico alla trasformazione del territorio. “ ..omissis..

E ancora :

...”L’indeclinabilità della funzione pubblica di tutela del paesaggio per la particolare dignità data dall’essere iscritta dall’art.9 Cost. tra i principi fondamentali della Repubblica, è stata del resto più volte affermata dalla giurisprudenza costituzionale (cfr., ad esempio, Corte cost., 27 giugno 1986, n. 151, 29 dicembre 1982, n. 239; 21 dicembre 1985, n. 359; 5 maggio 1986, n. 182; 10 ottobre 1998, n. 302; 19 ottobre 1992, n. 393; 12 febbraio 1996, n. 2; 28 giugno 2004, n. 196; 29 ottobre 2009, n. 272; 23 novembre 2011, n. 309) sia di questo Consiglio di Stato (cfr. ex multis Cons. Stato, Ad. plen., 14 dicembre 2001, n. 9; VI, 3 luglio 2012, n. 3893; VI, 18 aprile 2011, n. 2378; 22 settembre 2014, n. 4775) “...omissis..

Tutto ciò premesso

Il Circolo Legambiente della Val Lemme intende comunicare di seguito le proprie

OSSERVAZIONI.

COMPATIBILITA' CON IL PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE
Le previsioni del Piano Paesaggistico Regionale, adottato dalla Giunta regionale con D.G.R. n. 20-1442 del 18 maggio 2015 , sono tese a minimizzare l’uso di nuovo suolo, tutelando i terreni naturali e quelli a elevata capacità produttiva.
Le indicazioni del Piano promuovono il riutilizzo del patrimonio edificato inutilizzato, nonchè sostengono azioni volte a definire i confini tra urbano e suolo libero mediante il contenimento della dispersione insediativa e il ridisegno dei bordi urbani.

In particolare per il PPR, il Comune di Voltaggio ricade nell'Ambito Alte Valli Appenniniche scheda n.76 .

Lo stesso PPR definisce le condizioni e criticità di tale ambito come di seguito riportato:
I caratteri di rarità e integrità sono notevoli. ..omissis... L’area presenta una buona leggibilità delle tracce storiche stratificate dall’età romana al XX secolo, con particolare riferimento alla val Lemme. I ridotti interventi di urbanizzazione consentono una valorizzazione del territorio basata sull’integrazione delle risorse storiche e naturalistiche”.

E ancora:

Per gli aspetti insediativi si segnala che, dopo l'abbandono agricolo del secondo dopoguerra, l’area è stata oggetto di forte spopolamento con insediamenti di seconde case (Cimaferle, Capanne di Marcarolo); inoltre:
  • si rileva una modesta attenzione al contesto dei manufatti storici più interessanti e alle loro connessioni territoriali (rapporto tra percorsi e insediamenti, rapporto tra infrastrutture, percorsi e insediamenti);
  • è evidente una fragilità del patrimonio edilizio storico ancora integro nei piccoli insediamenti, sottoposti all’abbandono o a discutibili recuperi. “
Per quanto riguarda gli Indirizzi e Orientamenti strategici, il PPR così si esprime a riguardo dell'Ambito 76:

In generale per gli aspetti storico-culturali occorrono:
  • conservazione integrata del patrimonio edilizio storico degli insediamenti isolati con i
relativi contesti territoriali;
  • valorizzazione culturale delle attività connotanti la vallata (stradalità, produzione agro-
silvo-pastorale, produzione alimentare);

..omissis..
  • tutela puntuale con contenimento degli insediamenti e indirizzi per le trasformazioni dell’esistente in ambito paesaggio montano e collinare con valori di panoramicità percepibile dai percorsi;
...omissis...

Per gli aspetti insediativi è importante:
...omissis...
- limitare la tendenza alla dispersione intorno ai nuclei di Voltaggio e Fraconalto. ..omissis..”

La proposta di variante al piano regolatore, a parere dello scrivente circolo, contrasta con quanto indicato nel PPR andando a compromettere in maniera irreversibile l'esistente paesaggio che caratterizza l'accesso al centro storico di Voltaggio dal versante Nord.
L'elemento di squilibrio paesaggistico che verrebbe introdotto da tale provvedimento è aggravato dall'intaccata panoramicità percepibile all'entrata in paese dal lato meridionale, dove la visuale del c.d. prato della Tenda e del complesso del convento dei capuccini (peraltro considerato dal PPR un fattore caratterizzante del paesaggio comunale) è stata definitivamente compromessa dalla realizzazione di una rotatoria, di discutibile, a parere del circolo, estetica e utilità.

Inoltre la variante risulta in contrasto con gli obiettivi del PPR di:

  • minimizzare l’uso di nuovo suolo a tutela di terreni naturali, come quello oggetto della variante, in quanto con tale provvedimento non vi sarebbbe un risparmio di suolo – contrariamente a quanto scritto nella relazione tecnica allegata alla delibera di consiglio - perché da un lato si va a incrementare la capacità edificatoria e dall’altro si mantiene ad uso industriale l’area a sud della ex cartiera.
Non vi sono, inoltre, calcoli che dimostrino che diminuendo la capacità edificatoria dell'area residenziale denominata area n. 2 si vada a compensarne l’aumento nell’area residenziale di nuovo impianto C2

  • di limitare la dispersione insediativa intorno al nucleo di Voltaggio andando anzi a autorizzare l'insediamento di una struttura di basso pregio estetico e qualitativo, compromettendo in modo drastico l'aspetto paesaggistico e disattendendo l'intento di preservazione della struttura urbanistica di Voltaggio.

COMPATIBILITA’ CON LA PIANIFICAZIONE PROVINCIALE

Il Piano Territoriale Provinciale (PTP) approvato dal Consiglio Regionale con Deliberazione n. 223-5714 del 19/02/2002 attribuisce alla Val Lemme (Ambito 12) i seguenti obiettivi di sviluppo prevalenti:
- sviluppo delle attività vitivinicole di pregio e della loro promozione;
- incentivazione del turismo culturale e di villeggiatura.

Tra le scelte strategiche e fondative che hanno costituito la base per la definizione dei contenuti del PTP "Obiettivi prioritari di governo territoriale" vi è lo “Sviluppo della risorsa ambiente” che interessa la fascia appenninica meridionale.

Al capitolo 6.1 della Relazione si legge che “la provincia ha attribuito alla tutela e valorizzazione della risorsa ambiente una delle valenze fondative del proprio piano, dove per tutela si intende quella dei caratteri paesistici, tutela che non vuole coincidere con un “congelamento allo stato di fatto” ma con una modificabilità del paesaggio rispettosa dei suoi caratteri identificativi; e per valorizzazione si intende lo sviluppo di tutte le potenzialità legate ad un paesaggio piacevole e caratterizzato (attività turistiche ed una generale “nuova attrattività della provincia").”

Eventuali nuove localizzazioni di insediamenti devono tenere “nella dovuta considerazione il possibile danno al paesaggio inteso non solo come valore estetico, ma come reale risorsa economica” e “le amministrazioni, gli Enti pubblici e privati, dovranno predisporre progetti o tradurre prescrizioni, direttive, indirizzi in precise disposizioni normative e cartografiche.”

Alla luce di quanto previsto dal PTP, la variante in oggetto appare incompatibile con le finalità legate alla valorizzazione agricola e turistico-culturale: è difficilmente ipotizzabile che si possa sviluppare un turismo di qualità, proponendo una baraccopoli all'ingresso del paese.

Il sito individuato infatti è a brevissima distanza dall'Oratorio di San Giovanni Battista che sorge all'estremo limite del paese in direzione Carrosio. Ha una pianta a croce greca e una cupola che si innalza per 16 metri da terra. Fu edificato a partire dal 1878 su progetto dell’ing. Nicola Bruno (1833-1899) noto per la progettazione del Teatro Modena a Genova e del complesso dei laghi artificiali del Gorzente.

Ci si trova proprio all'accesso principale di Voltaggio per chi proviene dalla bassa Valle ed è palese che la realizzazione del campo base costituirebbe una grave ferita dal punto di vista paesaggistico, di cui non si conosce l'impatto nel tempo: esempio ne è il già esistente campo base all'interno dell'ex cava Cementir, che è stato realizzato nel 1997 ed è tuttora al suo posto, senza accenno di rimozione.
CONCLUSIONI

Sulla base di quanto sopra riportato,

si ritiene non sia assentibile la realizzazione della variante finalizzata alla realizzazione del Campo Base in località diversa da quella prevista dalla già menzionata Deliberazione del CIPE.

Lascia perplessi la Relazione di verifica preventiva di assoggettabilità alla valutazione ambientale strategica che si conclude affermando che non è necessaria la “Valutazione Ambientale Strategica” così come i contributi di ARPA ed ASL.

Si rimane esterrefatti e sgomenti dinnanzi al parere della Commissione Locale per il Paesaggio che sostiene che la variante non è da assoggettare a Valutazione Ambientale Strategica e che non evidenzi la non compatibilità della variante dal punto di vista paesaggistico.
Si ritiene opportuno, a tale proposito, allegare alcune immagini affinché sia ben chiara l'ubicazione del sito indicato e il grave oltraggio arrecato all'intero paese di Voltaggio.

Chiediamo agli Enti interessati al procedimento di imprimere una decisa svolta nella corretta gestione del territorio che possa garantire il pieno rispetto del precetto costituzionale e la qualità di vita dei cittadini.

p. Circolo Legambiente Vallemme
Il Presidente

Il decreto che sancisce la compatibilità della Variante al Piano Territoriale della Provincia di Alessandria si trova qui:
https://www.dropbox.com/s/93x1zwtbzrcmq/Autorizzazione%20Voltaggio%20variante%20campo%20base%20provincia.pdf?dl=0



Intelligenza. Nella nostra civiltà, e nella nostra forma di governo repubblicano, l’intelligenza è tenuta in così alta considerazione che la si esonera automaticamente dal peso di qualsiasi pubblico ufficio.
(Ambrose Bierce)