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giovedì 7 gennaio 2016

Parte la riforma delle tariffe elettriche: viene disincentivato l'autoconsumo e la produzione di energia fotovoltaica.

Come già anticipato a dicembre , dal 1° di gennaio 2016 è entrata in vigore la nuova tariffazione dell'energia elettrica che affossa l'autoconsumo e la produzione di energia fotovoltaica e introduce il distorto concetto che più si consuma meno si spende: vale a dire che, anziché educare al risparmio energetico per ridurre l'inquinamento e i danni alla salute di cui tanto si è parlato nei giorni della Cop21 e dell'emergenza smog, l'Autorità per l'Energia spinge per un aumento dei consumi: come potremo dunque raggiungere gli obiettivi fissati a Parigi ?
Alcune associazioni, tra cui Legambiente, hanno presentato ricorso al Tar del Lazio contro la riforma delle tariffe energetiche e hanno inoltre presentato due esposti: alla Commissione Europea contro la riforma delle bollette elettriche sancita dall’Autorità per l’Energia con la delibera 582/2015 ; al Garante della Concorrenza contro il blocco delle reti elettriche private previsto dall’articolo 12 della delibera 539/2015.



Comunicato stampa congiunto Adusbef, Codici Associazione Consumatori, Greenpeace, ITALIA Solare, Kyoto Club, Legambiente e WWF

Nuove bollette elettriche: arrivano quelle della Befana. Più Carbone per tutti! Denuncia delle associazioni contrarie alla riforma delle tariffe elettriche dell’AEEGSI


A Parigi i leader sono tutti chiamati a ridurre le emissioni e attuare politiche globali di efficienza e razionalità al consumo. In Italia, nonostante le dichiarazioni del premier Renzi sui risultati ottenuti dall’Italia in materia di riduzione di emissioni, si sostengono i consumi dei combustibili fossili grazie alla bolletta della Befana emanata dal collegio presieduto da Guido Bortoni.

Annunciamo ricorso al TAR Lazio e battaglia su tutti i fronti per difendere l’ambiente e le tasche degli italiani dalla speculazione a favore dei termoelettrici e contro rinnovabili ed efficienza.
Roma/Milano 3 dicembre 2015 – La delibera 582/2015 del 2 dicembre 2015, varata durante la COP21 di Parigi, istituisce in Italia il principio secondo il quale chi più consuma meno paga; attraverso il bonus sociale, con un minimo contributo economico, si disincentiva l’efficienza energetica per le fasce di popolazione meno abbienti. Anziché spingerle a risparmiare energia si cerca di aumentarne i consumi.
La Bolletta della Befana non fa nient’altro che spostare i costi di rete da coloro che consumano molto a coloro che risparmiano energia. Senza valutare la congruità dei costi vengono riconosciuti ai grossisti e ai distributori di energia elettrica più soldi chiedendoli a chi risparmia sulla bolletta, con la scusa di incentivare
pompe di calore e piastre a induzione, cosa che si potrebbe fare con altri metodi. Il solito regalo alle lobby dei combustibili fossili.
L’Autorità distrugge così qualsiasi possibilità di risparmio e uso razionale dell’energia. Essa infatti avvia la graduale riforma delle tariffe applicate ai clienti domestici, a partire dal I°gennaio 2016 e che arriverà a regime il I° gennaio 2018.
Questa riforma costerà in media a ogni italiano circa 100 € all’anno, senza neppure la possibilità di risparmiare tramite comportamenti virtuosi. Pagheranno meno solo i grandi spreconi di energia, non importa se con nucleo familiare numeroso o meno, in quanto i costi saranno parametrati più alla potenza impegnata che all’energia consumata. Di seguito l’impatto sulle famiglie italiane:


La Bolletta della Befana


Le associazioni scriventi hanno presentato solo pochi giorni fa una proposta alternativa che permette di stabilizzare la tariffa D1, ovvero la tariffa che prevede l’ottenimento di benefici sui costi di rete solo se si mette in atto un comportamento virtuoso. Si potrebbe così incentivare un qualsiasi intervento per efficientare i consumi, spingendo a non sprecare ma a usare con raziocinio l’energia. Questa proposta ha preso quindi il nome di “Tariffa proporzionale”.
Quella dell’Autorità è invece una riforma che aumenta i costi dell’energia elettrica, incoraggia il consumo di energia prevalentemente da fonti fossili prelevata dalla rete, pregiudica gli investimenti già effettuati per impianti di autoconsumo e per l’efficienza energetica, non è conforme né alla legge delega né alle direttive comunitarie, ma soprattutto non influenza per nulla il comportamento del consumatore, che non avrà alcun interesse nell’assumere comportamenti virtuosi.
Daremo battaglia su ogni fronte: annunciamo da subito un ricorso al TAR per stoppare una riforma dannosa per le tasche degli italiani, per l’ambiente e quindi per la salute.


Le associazioni ITALIA Solare, Progressi, Legambiente, Kyoto Club, Codici e Adusbef lanciano un appello al Ministero dello Sviluppo Economico contro la riforma delle bollette elettriche approvata il 2 dicembre scorso dall’Autorità per l’Energia: 2016 infatti, anziché pagare come ora in proporzione ai consumi effettivi, gli italiani pagheranno una quota fissa, a vantaggio di chi consuma di più e a svantaggio di chi risparmia energia e usa le fonti rinnovabili, in particolare il fotovoltaico.
Si stima che le bollette per la maggioranza delle famiglie italiane saliranno del 10-30 per cento su base annua: oltre 1,5 miliardi di euro all’anno in più sulla bolletta degli utenti domestici, che andranno ai distributori e ai grossisti di energia elettrica.




FIRMA LA PETIZIONE #labollettagiusta

Fermiamo gli aumenti delle bollette e lo spreco di energia

http://www.progressi.org/labollettagiusta