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martedì 5 gennaio 2016

Dal sito di Repubblica.it: Quei torrenti inghiottiti dagli scavi della Tav - ambiente


Segnaliamo questo preoccupante reportage comparso nel 2009 sul sito di Repubblica.it, che descrive la drammatica situazione in cui versa l'area del Mugello dopo la realizzazione dell'Alta Velocità nel suo sottosuolo. La situazione era già stata denunciata nel corso di questi anni dall'Associazione Idra di Firenze, che ha condotto una strenua lotta contro i cantieri dell'Alta Velocità e ancora si oppone al nodo dell'A.V. a Firenze nonché alla costruzione della stazione ferroviaria sotterranea a poche centinaia di metri dalla cupola del Brunelleschi.
Le probabilità che quanto accaduto nel Mugello si riproponga nelle nostre Valli, interessate dal passaggio del Terzo Valico, sono piuttosto alte: alcune sorgenti in zona Sottovalle sono in pericolo.
Ricordiamo che è in corso la raccolta firme per fermare i cantieri del Terzo Valico:
https://www.change.org/p/fermiamo-le-polveri-di-amianto-sull-appennino-ligure?recruiter=false&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink

Quei torrenti inghiottiti
dagli scavi della Tav


Viaggio nel Mugello dove il sistema idrico è stato distrutto e le falde sono precipitate di centinaia di metri. Dove un tempo proliferavano trote, gamberi e vegetazione protetta ora ci sono solo profondi canyon dall'inviato PAOLO RUMIZ




SAN PIERO A SIEVE - Non servono sismografi per capire dove passa il tunnel dalla Tav tra Bologna e Firenze. Basta seguire una traccia di foreste rinsecchite, alvei vuoti, macerie. Persino i cinghiali rifiutano di vivere lassù. Sopra la "grande opera" esiste una scia di "grandi disastri" che la segnala fedelmente.

L'abbiamo percorsa, verso Nord, e per capire ci è bastata la parte toscana. Il Mugello, snodo cruciale dello scavalco appenninico. I danni li hanno appena quantificati i giudici: 150 milioni di euro solo per lo smaltimento abusivo dei terreni di scavo. Poi vengono i cantieri abbandonati, le cave e le frane.

Il peggio è il sistema idrico distrutto: per ripagarlo non basterebbe una mezza finanziaria. Fra 750 milioni e un miliardo 200 milioni, per ventidue minuti di viaggio in meno. Spariti o quasi 81 torrenti, 37 sorgenti, 30 pozzi, 5 acquedotti: in tutto 100 chilometri di corsi d'acqua.
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