giovedì 26 marzo 2015

CENA SOLIDALE 17 APRILE MORNESE

Continuano le iniziative di sostegno per il ricorso al Tar contro il Terzo Valico: ci vediamo alla cena solidale organizzata dal Circolo Terra e Libertà, venerdì 17 aprile alle ore 20:00 al ristorante Jolly di Mornese.
Prezzo a persona 25€.
Per info prenotazioni:
 3470679591 – 0143636225 – 3496724348


mercoledì 25 marzo 2015

“In Italia la corruzione percepita è al 90%”. Il dato più elevato di tutta l’area Ocse


"Scarsa fiducia nel Governo e convinzione diffusa che ci sia un alto livello di corruzione nelle istituzioni nazionali e locali: in Italia, secondo quanto emerge dal documento dell’Ocse “Cubbing corruption. Investing in growth” presentato oggi che riporta uno studio Gallup, la percezione della corruzione nelle istituzioni è al 90%, al top tra i Paesi sviluppati.
Nel nostro Paese la fiducia nel Governo è di poco superiore al 30%, più alta solo di quella che hanno i cittadini di Grecia, Portogallo, Spagna, Slovenia e Polonia nonostante in questi paesi la percezione sulla corruzione sia a livelli più bassi."
Vai all'articolo de "La Stampa"

QUANTO E' PREZIOSA L'ACQUA DEI FIUMI?

 
Sabato 28 marzo, ore 15, presso la Biblioteca Comunale di Molare, il Circolo Legambiente Ovadese e Valle Stura, in collaborazione col Comune di Molare, organizza un convegno per parlare di impianti idroelettrici, dissesto idrogeologico e naturalità del territorio.
E’ la seconda volta, in poco tempo, che il Circolo affronta il tema.
Il convegno precedente si era tenuto a Silvano d’Orba nel mese di novembre, in piena alluvione e si era concluso con la constatazione di quanto importante fosse la sospensione di nuove autorizzazioni di centrali idroelettriche, in quanto in Piemonte si è realizzato tutto l’idroelettrico ragionevolmente realizzabile. I nuovi impianti sono appetibili solo grazie agli incentivi.
Sabato siamo a Molare, poiché anche a Molare, come a Silvano, è stata autorizzato il progetto per una centrale idroelettrica.
Le preoccupazioni per la realizzazione dei due impianti sono diverse, ma l’origine è comune, così come è comune a tantissimi altri impianti di piccole e medie dimensioni.
Al convegno dal titolo “Quanto è preziosa l’acqua dei fiumi?” interverranno esponenti di Legambiente Regionale: Umberto Lorini vicepresidente, Marco Baltieri responsabile del settore Tutela Fiumi, Gian Piero Godio responsabile del settore Energia, che forniranno una prospettiva regionale, nazionale ed europea.
Con Andrea Mandarino si parlerà del torrente Orba, con Eliana Barabino del fiume Bormida. Piero Mandarino completerà il quadro del nostro territorio e Lucia Ruffato riporterà la situazione del Bellunese con speciale attenzione alle cause che hanno generato l’appello nazionale per la salvaguardia dall’eccessivo sfruttamento.
Tutti i cittadini e gli amministratori sono invitati a partecipare.

Michela Sericano 349.5363809
Circolo Progetto Ambiente, Legambiente Ovadese e Valle Stura

lunedì 23 marzo 2015

#FUORIDALTUNNEL - VIDEO DEL CONVEGNO E APPELLO DEI COMUNI DELLA VAL DI SUSA

Ecco i primi video del convegno di sabato 21 marzo: nei prossimi giorni proseguiremo con la pubblicazione delle foto e delle riprese degli interventi.

Cogliamo inoltre l'occasione per promuovere l'iniziativa presentata al convegno dal Sindaco di Sant'Ambrogio (To) http://territoriodasalvare.blogspot.it/2015/02/appello-ai-comuni-italiani.html 
Si tratta di un invito rivolto a TUTTI I COMUNI ITALIANI ad " approvare in Consiglio Comunale una delibera di sottoscrizione del presente appello che esprima l’impegno per la difesa dei beni comuni, attraverso il rifiuto di grandi opere inutili e impattanti."
Citiamo dal blog Territorio da Salvare: " Con questo blog intendiamo coinvolgere i Comuni italiani in un percorso di partecipazione democratica per un impiego razionale delle finanze pubbliche rispetto alle urgenti necessità del momento. Frane, allagamenti, famiglie senza reddito e senza casa, sanità pubblica al collasso, nessun sostegno per i portatori di disabilità, edilizia pubblica in stato di abbandono, disoccupazione giovanile alle stelle. Quali sono le priorità del governo attuale? Quale il ruolo dei Comuni? "

Il Circolo di Legambiente Val Lemme e il Circolo Progetto Ambiente, Legambiente Ovadese e Valle Stura intendono appoggiarne la promozione e hanno invitato i Comuni dell'alessandrino e i Comuni liguri, interessati dai lavori del Terzo Valico, a sottoscrivere l'appello.
Invitiamo i lettori del blog a  promuovere questa iniziativa che si concuderà all'inizio dell'estate con una manifestazione a Roma dei Sindaci che hanno aderito all'appello.



                                        
Valentina Armirotti - Consigliere comunale lista civica L'altra Campomorone, Comune di Campomorone (Ge)


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Stefania Pezzan - Consigliere comunale e capogruppo di maggioranza, Comune di Arquata Scrivia (Al)

CARI PENDOLARI, CARI ALLUVIONATI.....



L’INCHIESTA SU TANGENTI E MALAFFARE TOCCA IL TERZO VALICO

“Costi alti? Rincarino i biglietti”


Nelle intercettazioni di Ercole Incalza svelati anche i rischi per i pendolari

Marco Grasso Matteo Indice

La nascita della ferrovia ad alta velocità Genova-Milano, il Terzo valico, resta travagliata dopo che sono stati fissati i finanziamenti pubblici e avviati i primi cantieri, mentre i costi - come da copione - lievitano. Dietro quell’opera, lo rivela l’inchiesta che ha spinto negli ultimi giorni alle dimissioni l’ex ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, si muovono interessi enormi. E gli stanziamenti, agli occhi dei magistrati, sono ingrassati per inglobarvi tangenti e compravendite di prodotti inutili. C’è tuttavia un punto su cui i superburocrati del ministero dei Trasporti non intendono arretrare: i costi non devono scendere, «altrimenti si bruciano tante cose». Al punto che l’alternativa a un definanziamento parziale, profilata dagli stessi personaggi poi finiti nel mirino dei pm, è l’aumento dei biglietti. Ancora una volta è necessario focalizzare i nodi e i personaggi chiave degli accertamenti giudiziari, condotti dalla procura di Firenze. Il personaggio-chiave è sempre Ercole Incalza, ex capostruttura al dicastero dei Trasporti, oggi in carcere per corruzione.

«Ci prendono i soldi!»

Incalza viene intercettato giorno e notte per mesi, ed emergono decine di conversazioni sospette sul Terzo valico. «Il 22 marzo 2014 - scrivono i carabinieri del Ros - Ida Tramonti, collaboratrice di Incalza all’Unità tecnica di missione Grandi opere, gli segnala che per finanziare il cosiddetto “K2” possano “andare a prendere i fondi della Milano-Genova”, opera cui Incalza sembra tenere molto». Il dirigente non pare granché contento, come registrano gli investigatori: «[Se prendono i soldi lì] mi brucia tante cose, ma tante cose guarda! Lo so già...».

Compensare lo sconto

Cosa sta succedendo? Lo «sconto K2» è previsto da un decreto ministeriale del 2000, che ha introdotto un «abbassamento temporaneo del canone di utilizzo dell’infrastruttura nazionale, commisurato ai maggiori oneri di condotta connessi all’arretratezza tecnologica delle linee gestita da Rete ferroviaria italiana». In pratica, si paventa una diminuzione degli introiti per Rfi dalle concessioni della rete, dovendo applicare in alcune aree uno sconto. E s’ipotizza che la compensazione avvenga tagliando un po’ dai soldi per il Terzo valico. Siccome nella divisione d’Incalza l’ultima opzione è vista come il fumo negli occhi, si materializza la proposta-monstre dell’assistente: «Propone - rimarca l’Arma - una soluzione alternativa al definanziamento: “Sai cosa si dovrebbe fare? Il ministro si fa un altro decreto di pedaggio (ovvero le tariffe che le imprese ferroviarie pagano al gestore dell’infrastruttura; ndr) e si scarica sul pedaggio per il valore differenziale”».

«Si rischia l’aumento»

Incalza a quel punto ha un sussulto, perché sa come si rivarrà chi eventualmente (Trenitalia per esempio) dovesse vedersi aumentare il pedaggio: «Sì ma così fanno aumentare il prezzo dei biglietti...». Tramonti capisce che sarebbe poco popolare, spiega che forse c’è una via alternativa, ma poi insiste comunque sul fatto che bisogna «scaricare» su Trenitalia (senza tenere alla fine troppo conto delle ripercussioni sulla clientela). E rimette in guardia il suo capo: «Questi si vanno a prendere i soldi dalla Genova-Milano!».
indice@ilsecoloxix.it



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Dopo l’alluvione

Fondi negati al territorio


I documenti votati da Parlamento e Consiglio regionale per chiedere al governo di dirottare i soldi destinati al Terzo valico a favore del territorio alluvionato non hanno avuto risposta. Dalle indagini emerge che Ercole Incalza si era opposto. In un’intercettazione, il ministro Lupi lo rassicura: «Tranquillo sono d’accordo con te». Ecco perché non si possono toccare le risorse dell’ Alta capacità. Il Comune di Arquata è stato l’ unico a proporre di dirottare i fondi del Terzo valico. «Non abbiamo mai ricevuto riscontri - spiega il sindaco Spineto - nonostante la priorità sia proprio mettere in sicurezza il territorio e certamente non il Terzo valico». Ora - dice il senatore Federico Fornaro - capiamo la ragione del silenzio rispetto alla nostra proposta, votata da 70 senatori». Anche in Regione maggioranza e opposizioni avevano votato una mozione.

[G. C.]


domenica 22 marzo 2015

#FUORIDALTUNNEL DELLE GRANDI OPERE !


 Arquata Scrivia, 21 marzo 2015                                                  Comunicato stampa

Trasporti, Legambiente: “Dopo Lupi e Incalza si riparta da zero e si esca #fuoridaltunnel delle grandi opere”

Dall’azzeramento della Legge Obiettivo al rafforzamento del trasporto ferroviario pendolare. Legambiente presenta 5 proposte al Governo Renzi per voltare pagina


“Basta leggere i giornali di questi giorni per farsi un'idea di come siano gestiti i cantieri delle grandi opere, da chi siano scelte le priorità d'investimento in questo Paese e sulla base di quali criteri. E' ora di dirigerci a passo svelto ‪fuori dal tunnel‬ delle grandi opere”. Non poteva che partire dai fatti di cronaca giudiziaria degli ultimi giorni la giornata di studi “#fuoridaltunnel, inutilità e danni delle grandi opere” promossa da Legambiente ad Arquata Scrivia, comune interessato dal contestato progetto del Terzo Valico dei Giovi. Un'opera figlia del “sistema Incalza” dall'inizio alla fine: senza gara, senza controlli, con immensi costi pubblici e guadagni privati. Un'infrastruttura di 53 chilometri, di cui 39 in galleria, dal costo cresciuto negli anni di ben otto volte e stimato oggi in oltre 6,2 miliardi di euro: 115 milioni di euro al chilometro completamente a carico dei contribuenti.

“Quello del Terzo Valico, come quello della Tav in Valsusa, sono progetti insensati dal punto di vista dell'utilità rispetto agli studi sul flusso delle merci e rispetto al sottoutilizzo e alla completa disattenzione per le linee storiche –dichiarano Edoardo Zanchini e Fabio Dovana, rispettivamente vicepresidente nazionale di Legambiente e presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Dopo gli scandali di questi giorni chiediamo al Governo di fermare immediatamente i cantieri delle grandi opere e di ripensare l’elenco delle infrastrutture strategiche su basi oggettive, dando priorità alla mobilità urbana, locale e pendolare che rappresenta più dell’80% di tutti gli spostamenti. Occorre tornare ad investire seriamente sul trasporto ferroviario pendolare e al contempo ridurre la quota di trasporto merci che viaggia su gomma mettendo ordine nel calderone delle accise e investendo seriamente nella logistica e su progetti, magari più piccoli ma integrati, che risolvano problemi di congestione e di connessione”.

Legambiente traccia in cinque punti la via di uscita dal sistema delle grandi opere, partendo innanzitutto dall’abolizione della Legge Obiettivo, provvedimento che ha connotato il dibattito politico nell’ultimo decennio e che ha cambiato profondamente la visione del tema infrastrutturale nel nostro Paese. Un provvedimento nato per far ripartire la costruzione delle opere pubbliche in Italia dopo Tangentopoli e per fermare (i tante volte ricordati) veti da parte di Enti Locali e ambientalisti, che ha portato invece a investimenti sbagliati, deregulation dei procedimenti autorizzativi, lievitazione dei costi e ritardi nei lavori. Una legge che ha visto nella costruzione di nuove strade, autostrade e grandi opere la priorità infrastrutturale, dimenticandosi del trasporto pendolare e dei grandi nodi urbani, in cui si concentra la domanda di mobilità e la produzione di CO2 e di inquinanti atmosferici. Per Legambiente bisogna poi fermare immediatamente i progetti e i cantieri di grandi opere inutili come il Terzo Valico e l'alta velocità Torino-Lione, ed azzerare i finanziamenti pubblici alle autostrade, a maggior ragione dopo il fallimento annunciato della BreBeMi. L’obiettivo per l’associazione ambientalista deve essere quello di liberare risorse per un serio rilancio del trasporto ferroviario pendolare che porti al raggiungimento di 5 milioni di cittadini trasportati nel 2020 (dagli attuali 2,7 milioni), con un programma decennale che preveda almeno 300 milioni di euro di risorse statali l’anno per l’acquisto di treni regionali. Per ottenere invece una riduzione di almeno il 20% della quota di trasporto merci che viaggia su gomma, Legambiente propone al Governo Renzi di mettere ordine nel sistema delle accise dei trasporti (dove solo le agevolazioni per autotrasporto, aerei e navi, agricoltura valgono oltre 5,6 miliardi di euro ogni anno) e di investire seriamente nella logistica e nell’offerta di servizi efficienti, concorrenziali e integrati, avendo il coraggio di tagliare opere faraoniche puntando invece su piccoli interventi efficaci. Infine, anche alla luce degli ultimi fatti di cronaca, per Legambiente è necessario cancellare il general contractor, vietare i subappalti nei cantieri ed intensificare i controlli attraverso commissioni di controllo specifiche.

Ogni giorno che passa e ogni metro in più costruito sono soldi sottratti alle vere priorità d'investimento –sottolinea Paola Lugaro, presidente del circolo di Legambiente Val Lemme-. In particolare, per quanto riguarda il Terzo Valico, occorre procedere rapidamente alla nomina del nuovo Commissario Straordinario in sostituzione di Valter Lupi con il compito di decommissionare l’opera ed avviare rapidamente la risistemazione del territorio e la chiusura definitiva dei cantieri. I denari già stanziati siano dirottati al potenziamento del trasporto pendolare, alla sicurezza del territorio, vera emergenza del Paese, e al sostegno delle economie locali, con la messa in pratica di politiche di sviluppo di attività sostenibili e portatrici di occasioni lavorative di qualità”.


5 punti per uscire #fuoridaltunnel della corruzione e delle grandi opere inutili e dannose
Il documento integrale di Legambiente: http://bit.ly/1DHRfkj


Ufficio stampa Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta: 011.2215851 – 349.2572806
www.legambientepiemonte.it – www.facebook.com/legambientepiemontevalledaosta


Mai più sentenze Eternit!
La Camera approvi il Ddl sugli ecoreati approvato al Senato, senza cambiare ‪#‎neancheunavirgola‬!
Dillo anche tu, manda un'email ai deputati > www.legambiente.it/chi-inquina-paghi



FUORI DAL TUNNEL: GRAZIE A TUTTI!

 
Grazie a tutti quanti hanno partecipato e contribuito alla riuscita della giornata di studi sulle grandi opere. Dall'evento ne usciamo con la consapevolezza che occorrera' continuare ad impegnarsi duramente affinche l'Italia possa diventare un paese migliore. Eppure, la giornata  ci ha regalato la convinzione che ce la faremo!

venerdì 20 marzo 2015

"I soldi del Terzo Valico agli alluvionati di Genova? E Lupi rassicurò Incalza"

Una foto scattata a Lupi il 25 luglio 2014, in occasione della visita ai lavori della Genova-Milano

"Genova - C’è una possibilità che spaventa la cricca più di ogni altra cosa. Un rischio che spinge Ercole Incalza , potentissimo boiardo che gestisce le grandi opere italiane, ad alzare il telefono e a mobilitare il ministro in persona: «Nella telefonata Incalza esprime la sua preoccupazione per la proposta di un gruppo di parlamentari di “togliere i soldi per il Terzo Valico “Genova-Milano” per destinarli al ripristino urgente delle opere danneggiate dalle alluvioni in Liguria”». "
 
Vai all'articolo de "Il Secolo XIX"

mercoledì 18 marzo 2015

RIFLESSIONE DI ANTONELLO BRUNETTI

DA PARTE DI UN COLPEVOLE DEL
“Delitto di aver offeso la reputazione e il decoro”
dei facitori delle Grandi opere e del T.A.V.

Ho intervistato di recente a Castelnuovo il mio concittadino Giovanni Stella che compiva il 4 marzo i cento anni. Una intervista ricca di ricordi, di squarci su un mondo che fu, conclusasi con la domanda “ Giovanni come giudica l’epoca in cui oggi viviamo?”. Risposta secca, in puro dialetto, L’è tüt un mónd ad làdär!
Come non dargli ragione, sia pure con qualche distinguo?

Dall’epoca Craxi-Berlusconi riceviamo in eredità la totale sparizione di comportamenti etici nel proprio lavoro.
Da decenni prendo posizione contro questo mondo corrotto che si arricchisce con i soldi di tutti per opere inutili e spesso neppure concluse o distruggendo ambiente e territori destinati all’agricoltura e alla vivibilità.
Quasi sempre, nel corso di assemblee dedicate al TAV, un “amico” mi criticava per lo spazio che dedicavo alla immoralità politica ed economica, sostenendo che tanto “non gliene frega niente a nessuno”. Ma non mi ha mai convinto e oltre all’esame delle assurdità di opere inutili, malfatte e prive di supporto tecnico, non ho mai fatto sconti a sindaci, gestori di banche nazionali o regionali, partiti, politicanti e sindacati; in ciò con una documentazione il più ampia possibile.
Ad esempio, prima di dare il via alle Osservazioni tecniche presentate nel settembre 1992 contro il Supertreno Milano-Genova, nella quarta riga della “Premessa”, ho voluto scrivere questa considerazione prioritaria “ La questione della linea Milano - Genova presenta peculiarità tali da far ritenere che il luogo più indicato in cui dibattere della possibilità di realizzarla debba essere l’aula di un Tribunale e non le sedi governative”.
E del resto come poteva essere il T.A.V. architettato da Andreotti, Craxi, Cirino Pomicino, Bernini e Prandini, con il supporto di Necci e del suo braccio destro Incalza? Un utile per alcuni, un lusso per pochi, un danno per molti, a spese di tutti. O meglio ancora, come lo definirono nel 1996 i giudici di Perugia, la madre di tutte le tangenti.
Arroganza, nessun rispetto per le regole, niente appalti, un vortice di aumenti di costi, creazione di un sistema di connivenze in ogni settore, distruzioni ambientali, cave in cui finiva di tutto, inaridimento di falde. E a chi difendeva ragione, interessi della collettività e territori di appartenenza prima arrivò il sorriso di scherno, poi l’accusa di terrorismo e infine gli interventi polizieschi.

Lasciando da parte le mille cose che si potrebbero ricordare, compresa la denuncia a Ercole Incalza e altri nel 1997 per la truffa aggravata nei confronti dello Stato (questione fori pilota), vorrei concludere con una nota personale.
Nel mese di febbraio 2014 ho ricevuto dal Procuratore della Repubblica di Genova la comunicazione di una querela inoltrata “dall’ing. Michele Longo e dall’ing. Piero Marcheselli, direttore generale del Consorzio Cociv” (qualche mese dopo condannato a 4 anni e mezzo per traffico illecito di rifiuti in lavori effettuati sull’Appennino) “per il reato di diffamazione aggravata” per aver scritto che intorno al TAV c’è stata una fitta rete tangentizia, e ciò per un’opera che non serve a nulla e che costerà miliardi, motivati da dati tecnici fasulli, a carico dello Stato e quindi a discapito di tutti i cittadini,
Seguono altri punti tra i quali “L’obiettivo è quello di trasformare lo Stato italiano a erogatore di soldi freschi per una compagnia di giro di costruttori, incapaci di stare sul libero mercato, tramite commesse costate qualche tangente versata a dei poveracci comprandone anima e corpo”.
La vicenda è poi stata trasferita alla Procura di Alessandria nella quale c’è stato un colloquio il 15 ottobre 2014 alla presenza dell’avvocato Giancarlo Bonifai di Genova.
Un caro amico ieri, riferendosi alla vicenda di Incalza e company mi ha scritto questo commento: ”Siediti lungo la riva della Scrivia e aspetta; prima o poi vedrai passare l'avviso di garanzia del tuo nemico!”
Ho sorriso ma rimane l’amarezza di aver dovuto attendere 23 anni e che per ora, dopo i bidoni sotterrati nel greto, dopo le porcherie rilasciate nel torrente durante le piene, a monte si continui tranquillamente a scavare smarino e amianto, a distruggere boschi, a sversare nei torrentelli materiali di scarto (come il cemento di due giorni fa) e tutto ciò nel silenzio di tomba di sindaci e “controllori” inesistenti.
Sarebbe poi “buffo” che in questo mondo di Lupi andasse a finire con un “liberi tutti” e io venissi convocato non per presentarmi le le scuse, ma per un eventuale procedimento tendente a punirmi di gestire il mio cervello liberamente, le mie azioni nell’interesse pubblico, le parole scritte senza timori reverenziali.

#FUORIDALTUNNEL-21 MARZO h.9,00- SALA JUTA - ARQUATA SCRIVIA

Sabato si avvicina e i preparativi per il convegno fervono.
Ricordiamo che l'inizio lavori è alle ore 9,00 alla Sala Juta. 
https://www.facebook.com/events/1415840495387761/
 



Per chi arriva in treno (http://www.trenitalia.com/), la sala Juta  si trova in Via Bruno Buozzi, angolo Viale Marconi: uscendo dalla stazione ferroviaria, si trova a pochi passi in fondo al parcheggio sulla sinistra: verrà installato un gazebo con pannelli di riconoscimento.

 Se si arriva in auto con l'autostrada A7 , l'uscita è quella di Vignole Borbera (seguire le indicazioni per Arquata Scrivia, che dista circa 3km dal casello)
Ricordiamo che è previsto un buffet per l'ora di pranzo.
Rimaniamo a disposizione per qualsiasi informazione ai seguenti recapiti telefonici:

Legambiente Val Lemme
Paola Lugaro 349 67 24 348
Mario Bavastro 340 69 59 309
Legambiente Piemonte VDA
 011 2215851 

domenica 15 marzo 2015

CONFERENZA STAMPA CONVEGNO #FUORIDALTUNNEL- ARQUATA SCRIVIA 21 MARZO 2015 H.9,00 SALA JUTA

 INVITO CONFERENZA STAMPA
Il Circolo Legambiente Val Lemme ha il piacere di invitare i giornalisti, lunedì 16 marzo alle ore 11 presso il Bar Delizia - Via Mameli 2 - Novi Ligure, alla conferenza stampa di presentazione del programma e, più in generale, della giornata di studi sulle Grandi Opere e il Terzo Valico che si terrà ad Arquata Scrivia, sabato 21 marzo, con l'organizzazione del Circolo Legambiente Val Lemme, Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta e Legambiente Nazionale.
All'incontro saranno presenti Paola Lugaro e Mario Bavastro, rispettivamente Presidente e Vice Presidente del Circolo.

sabato 14 marzo 2015

TERZO VALICO: 12 ANNI PER AVERE L'ANALISI COSTI-BENEFICI

DAL SITO WWW.NOTAVTERZOVALICO.INFO  SEGNALIAMO LA NOTIZIA DELL'ESISTENZA DI UNA NOTA DI COCIV 114/03 DEL 12 GIUGNO 2003 AVENTE AD OGGETTO L'ANALISI COSTI/BENEFICI DEL PROGETTO DELLA LINEA AV/AC  GENOVA-MILANO - TERZO VALICO DEI GIOVI


Invitiamo a visitare il sito per la lettura del documento e dell'analisi.
A tale proposito, ricordiamo l'appuntamento

#FUORI DAL TUNNEL - 
INUTILITÀ E DANNI DELLE GRANDI OPERE
IL SISTEMA DELLE GRANDI OPERE E IL TERZO VALICO


sabato 21 marzo 2015 h.9,00, 
presso la Sala Juta di Arquata Scrivia

 

martedì 10 marzo 2015

#FUORI DAL TUNNEL - 21 marzo 2015 ARQUATA SCRIVIA

Il Circolo Legambiente Val Lemme,
 Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta
 e Legambiente Nazionale,  



 hanno il piacere di annunciare che

 sabato 21 marzo 2015, 
presso la Sala Juta di Arquata Scrivia,

si svolgerà la giornata di studi

#FUORI DAL TUNNEL - INUTILITÀ E DANNI DELLE GRANDI OPERE

IL SISTEMA DELLE GRANDI OPERE E IL TERZO VALICO
Nel corso della giornata, si analizzerà sotto vari aspetti, con l'aiuto di tecnici, docenti universitari, amministratori e magistrati, il sistema delle Grandi Opere e il Terzo Valico in particolare.

L'obiettivo del convegno è quello di informare i cittadini, dati alla mano, su quali siano i rischi e le conseguenze di un modello di infrastrutture come quello delle cosiddette grandi opere, in termini di controllo democratico del territorio, di politiche di trasporto e di investimento di risorse pubbliche, di impatto ambientale, sociale e sanitario, e di rischio di infiltrazioni mafiose.

giovedì 5 marzo 2015

IL BELLO E IL BRUTTO DELLE NOSTRE VALLI..

Alla veglia del convegno del 21 marzo, segnaliamo alcuni reportages e appuntamenti che riguardano il Terzo Valico e il tema della legalità e impegno civile.

Iniziamo con il servizio dedicato ai cantieri della Valpolcevera e pubblicato sul n.58 del 2 marzo 2015 di EraSuperba

Terzo Valico, visita ai cantieri: le denunce di abitanti e attivisti e la difesa di Cociv


Proseguiamo con l'incontro previsto per lunedì prossimo 9 marzo a Campomorone: il magistrato Giancarlo Caselli incontrerà i ragazzi delle scuole medie per un'intervista



Giustizia, legalità, impegno civile.
Ne vale la pena?

Ragazze e ragazzi di terza media intervistano
Gian Carlo Caselli
“uno dei principali protagonisti
della lotta al terrorismo e alla mafia”

Lunedì 9 marzo 2015, ore 18
Giardini Dossetti – Cabannun - Campomorone


Chiudiamo in bellezza invece, con questa iniziativa del PARCO DELLE CAPANNE DI MARCAROLO




COMUNICATO STAMPA


Oggetto: “La montanina ritorna?” – Incontro tecnico rivolto agli allevatori sulla razza TORTONESE-VARZESE

Il Parco naturale delle Capanne di Marcarolo da avvio alla programmazione delle iniziative del calendario PARCO RACCONTA 2015 con un incontro tecnico dedicato alla montanina la razza bovina locale.
Sabato 7 marzo alle 10.00 presso la sede operativa di Lerma (via G.B.Baldo) interverrà l’allevatore della provincia di Milano Sebastiano Canavesio (C.na Resta - Vittuone MI) che racconterà la sua esperienza concreta nell’allevamento della tortonese-varzese a tre anni dall’istituzione del presidio slowfood sulla razza.
L’incontro è rivolto agli allevatori locali e intende dare informazioni concrete sulla razza sia per gli aspetti tecnico-gestionali sia per la commerciabilità delle produzioni (latte e carne).
La montagnina, fino agli anni ’80 era diffusa su tutto l’arco appenninico di Liguria, Piemonte, Lombardia e Emilia Romagna, ed era una razza che, a seconda dei diversi areali di diffusione si era differenziata con ecotipi diversi, ognuno con proprie attitudini: carne, latte o lavoro.
A Capanne di Marcarolo la razza era utilizzata quasi esclusivamente per la produzione di buoi dei quali i Cabanè, gli abitanti locali, erano diventati esperti addestratori.
Oggi la tortonese-varzese rischia di sparire e con essa una parte di biodiversità agricola e di patrimonio storico e culturale del mondo rurale dell’Appennino piemontese; il latte, la carne e la forza lavoro di questi animali possono ancora rappresentare un importante risorsa per l’economia delle aziende locali puntando sulla qualità e la tipicità dei prodotti locali.
Le razze antiche infatti a fronte di una bassa specializzazione, compensano con una maggiore rusticità e una minore esigenza fisiologica, che le rendono adatte per i territori montani e nelle aree di pregio naturalistico come possono essere i Parchi e le Aree Natura 2000.
Il recupero delle razze locali in pericolo di abbandono è inoltre un importante capitolo delle Linee Guida Nazionali per la Biodiversità Animale del Ministero delle Politiche Agricole dove, tra l’altro, come caso studio, sono state analizzate le strategie di conservazione proprio della razza tortonese-varzese.
Nel 2013 Slowfood, l’associazione internazionale no-profit, fondata da Carlo Petrini, che opera per promuovere l'interesse legato al cibo come portatore di piacere, cultura, tradizioni, identità, e uno stile di vita, oltre che alimentare, rispettoso dei territori e delle tradizioni locali, ha instituito un “presidio” sulla tortonese-varzese, confermando l’importanza del recupero della razza e dei prodotti derivati attraverso un disciplinare di allevamento a garanzia delle produzioni.

Per informazioni:
Parco Capanne di Marcarolo
Lorenzo Vay – Ufficio Promozione
Sede operativa di via G.B.Baldo, 29 a Lerma (AL)
Tel 0143-877825 e-mail info@parcocapanne.it



mercoledì 4 marzo 2015

#FUORI DAL TUNNEL - IL SISTEMA DELLE GRANDI OPERE E IL TERZO VALICO, ARQUATA SCRIVIA 21 MARZO

ABBIAMO IL PIACERE DI ANNUNCIARE
LA GIORNATA DI STUDI 
SUL SISTEMA DELLE GRANDI OPERE 
CHE IL NOSTRO CIRCOLO, IN COLLABORAZIONE CON LEGAMBIENTE E LEGAMBIENTE PIEMONTE E VALLE D'AOSTA, ORGANIZZA 

SABATO 21 MARZO, ALLA SALA JUTA DI ARQUATA SCRIVIA. 
INIZIO LAVORI ALLE ORE 9,00

QUI SOTTO, PUBBLICHIAMO   IL PROGRAMMA


LA BELLEZZA DEGLI ALBERI


domenica 1 marzo 2015

LA RIPRODUZIONE DEI PESCI NEL T. LEMME



La trota fario ha la riproduzione a inizio novembre con un suo massimo di deposizione delle uova a dicembre, per concludersi a fine gennaio. La schiusa delle uova avviene in genere a marzo, ma è condizionata dalla temperatura dell'acqua, come per tutti i pesci.
La trota iridea invece, inizia a deporre le uova a febbraio e termina ai primi di aprile. La schiusa delle uova avviene in genere a fine aprile.
Per i ciprinidi ed altre specie presenti quali il vairone, il barbo canino, il barbo, il cavedano, il ghiozzo padano, il cobite e la lasca che inizia ad essere presente sul Lemme a valle dell'abitato di Voltaggio, il periodo riproduttivo comprende i mesi di aprile, maggio, giugno e luglio, tra deposizione delle uova e loro schiusa.
Da non dimenticare il gambero di fiume, il quale ha il periodo riproduttivo tra ottobre (mese in cui avviene l'accoppiamento) e marzo-aprile in cui avviene la schiusa delle uova custodite nell'addome dalla femmina per l'intero periodo.
*Queste notizie, specifiche per l'asta del T. Lemme, sono la sintesi delle osservazioni effettuate da parte dei tecnici preposti al monitoraggio della fauna acquatica a partire dagli anni '90 del secolo scorso e confermate dalla assidua presenza sul corso d'acqua e continua osservazione da parte dei componenti di "Quotazero Vallemme" sino a tutt'oggi.

https://www.youtube.com/watch?v=HsUuQQ0kpic
Nel filmato, realizzato in Francia, la riproduzione della trota fario.
Il commento è in lingua francese. 

Quella inesorabile ostinazione a guardar solo le cose belle....




Monte Alpe

Lo Scrivia


Silhouette del Sole filtrata dai vapori

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