martedì 28 ottobre 2014

AREA DELLA RETE NATURA 2000 S.I.C./Z.P.S. “CAPANNE DI MARCAROLO”.

SOGGETTO GESTORE:

PARCO NATURALE DELLE 

CAPANNE DI MARCAROLO

 Immagini realizzate nella mattinata del giorno 

25 ottobre 2014





domenica 26 ottobre 2014

STOP AGLI INCENTIVI PER L’IDROELETTRICO CHE DANNEGGIA I FIUMI

Di seguito trovate l'invito alla conferenza stampa in difesa dei corsi d'acqua minacciati dall'idroelettrico indiscriminato. Quotazero in rappresentanza del nostro circolo è firmataria dell'appello.
 

giovedì 23 ottobre 2014

L'IMPATTO DELL'UOMO SUI SISTEMI FLUVIALI



L'IMPATTO DELL'UOMO SUI SISTEMI FLUVIALI


 













"I fiumi sono l'ambiente naturale maggiormente modificato dall'attività dell'uomo nei secoli".
Con questa citazione il dottor Tiziano Bo (Professore presso il dipartimento di scienze e innovazione tecnologica dell'università di Alessandria) ha aperto la conferenza a tema, tenutasi sabato 18 ottobre in casa Certosini di Voltaggio, sede del circolo Legambiente Val Lemme, promotore della serata.
Le ragioni che hanno portato il circolo a contattare - lo scorso settembre - un esperto del settore traggono origine dai continui interventi in alveo, accaduti e annunciati, in molti corsi d'acqua della valle.
E' noto infatti che il Terzo Valico Giovi (TVG), il parco eolico del monte Poggio ed il potenziamento del metanodotto SNAM Novi - Pietralavezzara avranno un fortissimo impatto sul territorio e sul torrente Lemme e affluenti.
Da qui le domande dei cittadini in merito alle attività umane che influiscono sui corsi d'acqua, cui il Professor Bo ha dato risposte chiare ed esaustive.
Il fiume, una massa di acqua che scorre da monte verso valle è un complesso ecosistema che è stato ed è continuamente oggetto di innumerevoli alterazioni, siano esse morfologiche, biologiche, chimico/fisiche o idrologiche.
Dighe, escavazioni, continua movimentazione di materiale in alveo, prelievi idrici, inquinamento, immissioni di pesci alloctoni, sono solo alcune tra le pressioni che insistono sui fiumi.
“E allora?”, si potrebbe pensare... Allora non va affatto bene: un corso d’acqua poco oggetto di “attenzioni” umane ha una naturale capacità di depurare le sue acque grazie alla presenza di organismi decompositori che vivono al suo interno e che sono l’anello di una complessa catena alimentare.
Lavori in alveo è sinonimo di distruzione degli habitat in cui vivono tali organismi.
La scomparsa di anche solo uno degli anelli di questa catena porta a conseguenze ecologiche decisamente negative che si riflettono in una totale perdita di funzionalità del fiume stesso; tradotto in parole povere il fiume perde la sua organizzazione ecologica, non riesce più a depurare le sue acque e la qualità delle stesse peggiora sensibilmente, a danno di tutti.
Inoltre, checchè se ne dica in ogni bar dopo qualsiasi evento alluvionale, un fiume non regimato, con sponde naturali ed in grado di espandersi lentamente in caso di piena sulle aree circostanti farà sicuramente meno danni di un corso d’acqua imbrigliato ed incanalato in un alveo modellato ad hoc dalle ruspe molto più simile ad una pista da bob; è una questione di velocità delle acque.
E la vegetazione in alveo? Difficile pensare, come tuttavia di solito accade, che piantine di ridotte dimensioni costituiscano un ostacolo al deflusso delle acque; sulle sponde la vegetazione di ripa è fondamentale perchè con le radici ripara la sponda stessa dall’erosione e svolge la funzione di rastrelliera per il materiale vegetale che dovesse arrivare da monte. Difficile che ontani, salici e pioppi (selvatici) vengano asportati dalle piene poichè hanno radici molto sviluppate atte a resistere a tali fenomeni. Al contrario pioppi coltivati e piante alloctone, organismi non adatti, o meglio non adattati, a vivere in tali contesti, verranno più facilmente asportati e trasportati a valle.
Riguardo alle escavazioni negli alvei i danni non sono solo ecologici ma rischiano di compromettere la stabilità delle fondazioni di manufatti quali ponti e difese di sponda su tratti ben più lunghi (a valle ma anche a monte) di quelli interessati dai prelievi.
La difesa dal fiume è la difesa del fiume; il punto di partenza è la conoscenza di questi splendidi ecosistemi depurata da miti e credenze che portano in fallo molti cittadini.
La interessante lezione del Professor Bo ha suscitato sconcerto e vivo interesse, sollecitando un ulteriore incontro che tratti specificamente il tema e che il circolo Legambiente Val Lemme organizzerà a breve.

mercoledì 22 ottobre 2014

tratto da:

Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Il consumo di suolo in Italia

Il consumo di suolo in Italia
Non accenna a diminuire, anche nel 2012, la superficie di territorio consumato: ricoperti, negli ultimi 3 anni, altri 720 km2, 0,3 punti percentuali in più rispetto al 2009, un’area pari alla somma dei comuni di Milano, Firenze, Bologna, Napoli e Palermo. In termini assoluti, si è passati da poco più di 21.000 km2 del 2009 ai quasi 22.000 km2 del 2012, mentre in percentuale è ormai perso irreversibilmente il 7,3% del nostro territorio. Ma non è solo colpa dell’edilizia. In Italia si consuma suolo anche per costruire infrastrutture, che insieme agli edifici ricoprono quasi l’80% del territorio artificiale (strade asfaltate e ferrovie 28% - strade sterrate e infrastrutture di trasporto secondarie 19% - edifici 30%) e parcheggi, piazzali e aree di cantiere (14%).

giovedì 16 ottobre 2014

CORREVA L'ANNO 1977

 
Il parere del presidente dei geologi "Non è stata fatalità ma colpevole inazione,
un'azione più incisiva, per non essere stati più convincenti. Neppure i risultati dell'inchiesta sul territorio sono serviti a scuotere dall'inazione il potere politico. Noi tecnici otteniamo sempre ampi consensi, assicurazioni verbali, approvazione e condivisione delle nostre diagnosi, le spese di ripristino di tali interruzioni. Rubiamo spazio ai fiumi, costruiamo, stupidamente negli alvei di piena o su zone franose e poi ci meravigliamo se le piene sono sempre più rovinose.
Non a caso l'alluvione odierna ha fatto più morti in Piemonte e In Liguria di quanti ne abbia fatti l'alluvione del '66 in tutta Italia. Che cosa è stato fatto? I Comuni solo per il cinque per cento hanno in corso studi per la stabilità dei. terreni. La fredda logica di queste cifre evidenzia un quadro dello stato del patrimonio territoriale italiano di fronte al quale la valutazione della commissione De Marchi appare larga mente ottimistica e gli ottomila miliardi necessari per il ripristino e la sistemazione sono ormai ampiamente superati. ' Mi si chiede cosa è stato fatto per la difesa e per la prevenzione e il risanamento del dissesto idrogeologico. E' molto più facile dire quanto non è stato fatto e quanto bisognerebbe fare che non viceversa. E' più facile elencare le iniziative che non sono state prese. E' una situazione di fronte alla quale non si può restare inerti e si impone con drammatica urgenza una concreta azione dello Stato che preveda la formulazione e il finanziamento di un piano organico di interventi a risanamento dei dissesti in atto, ma soprattutto che mediante l'emanazione di un'adeguata e moderna normativa tecnica di progettazione e costruzione sviluppi un'efficace azione preventiva volta ad evitare uri ulteriore aggravamento del dissesto idrogeologico, senza la quale gli 8923 miliardi previsti dalla Commissione De Marchi, diventeranno 80 mila, 800 mila, e i cittadini continueranno a pagare, sempre più pesantemente, di tasca loro o con la loro vita".
Prof. Enzo Vuillermin Presidente dell'Ordine nazionale del geologi e ordinarlo di Idrogeologia all'Università di Ferrara 

SERATA A TEMA, SABATO 18 OTTOBRE

Ogni giorno assistiamo a lavori nell'alveo dei nostri corsi d'acqua la cui utilità appare quantomeno dubbia.
Il Lemme in particolare è costantemente dragato, deviato, fatto oggetto del taglio indiscriminato della vegetazione riparia.
La TAV e a breve, il nuovo metanodotto SNAM, il parco eolico del monte Porale, tutte opere che hanno ed avranno a che fare con il principale corso d'acqua della val Lemme.
Qual è l'impatto dell'uomo sui sistemi fluviali?
Per rispondere a questa ed altre domande sul tema, abbiamo contattato un esperto del settore, il Professor Tiziano Bo (del Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica presso l'Università del Piemonte Orientale in Alessandria), che ci aiuterà a capire cosa aspettarci nel prossimo futuro.
La popolazione è invitata a partecipare!
 

 

mercoledì 15 ottobre 2014

IL LEMME A MOLINI DOPO LA PIENA

Immagini del Lemme a monte del Ponte di San Filippo, lontano dai lavori in alveo del cantiere TAV, appena passata l'ondata di piena.









 

#sbloccafuturo

Le osservazioni di Legambiente al decreto Sblocca Italia
Avrebbe dovuto “sbloccare l’Italia”, incidendo strategicamente nel quotidiano dei cittadini e degli attori della pubblica amministrazione, mediante un effettivo snellimento delle procedure e una reale delegificazione. Nella realtà, invece, il decreto Sblocca Italia introduce solo innumerevoli deroghe ed eccezioni, la cui applicabilità dovrà essere volta per volta valutata con lunghe analisi dei requisiti e dei presupposti, determinando un ennesimo stato di confusione e un allungamento dei tempi.  Ricorre a piene mani allo strumento del commissariamento, dimenticando le passate disastrose esperienze di gestione commissariali in tema di gestione dei rifiuti, depurazione, fognature, bonifiche, rischio idrogeologico che, oltre a non aver risolto le decennali emergenze, sono state esse stesse causa di sprechi, di blocco delle procedure, d’inchieste a scapito della trasparenza e della legalità. Si tratta di un provvedimento che racchiude una visione vecchia, che non coglie le sfide del 21° secolo e sbaglia la scelta delle priorità senza individuare criteri di utilità effettiva per il territorio e i cittadini. Il DL Sblocca Italia avrebbe potuto essere uno “Sblocca Futuro”, se gli interventi normativi, le semplificazioni, gli standard di prestazione di efficienza avessero risposto a un chiaro disegno di trasformazione del paese nella direzione dello sviluppo di un’economia circolare e low carbon.
Per dare il suo contributo alla discussione parlamentare Legambiente ha elaborato delle proposte di modifica all’articolato del Dl Sblocca Italia Scarica il documento

I commenti e le proposte di Legambiente al DL Sblocca Italia si concentrano in 6 questioni fondamentali:
Bonifiche Efficienza energetica Inceneritori
Mobilità Petrolio Rischio idrogeologico

MOBILITAZIONE
15 ottobre conferenza sul tema petrolio- organizzata da Greenpeace, Legambiente e WWF - a Roma presso la sala stampa della Camera dei Deputati. Parteciperà anche il Movimento No trivelle. Tra il 17 e il 30 ottobre iniziative nei territori a rischio trivelle come Siracusa, Potenza, Pescara e Bari.
Non mancheranno sit-in in tutta Italia a partire dall’appuntamento romano del 15 e 16 ottobre, a Piazza Montecitorio: due giorni di presidio con comitati e cittadini per ricordare che le vere risorse strategiche dell’Italia sono il nostro sistema agro-ambientale, il turismo, le rinnovabili diffuse, le filiere del riciclo e del riutilizzo e non un'anacronistica corsa all'oro nero. Al momento hanno aderito al presidio oltre 50 sigle locali e nazionali come No Triv, Forum italiano dei movimenti per l'acqua, Forum Salviamo il Paesaggio e Coordinamento nazionale siti contaminati.
 

APPROFONDIMENTI
#sbloccafuturo, viaggio nell’Italia delle opere incompiute: 101 cantieri fermi da anni che gravano pesantemente sull'economia e la vivibilità del Paese 
Temi:

sabato 11 ottobre 2014

11 ottobre 2014 

Assemblea annuale dei Soci del 

Circolo Legambiente Val Lemme

Il verbale è stato redatto da Emilia Calcagno






Alle 16 dell'11 ottobre 2014 inizia l'assemblea annuale dei Soci presso la sede dei Certosini.
Il Presidente Mario Bavastro inizia la relazione illustrando le attività svolte dal Circolo :

  • Sul Terzo Valico cita i vari ricorsi attualmente in corso ed illustra quello che verrà presentato prossimamente riguardante l'approvazione del 1° Lotto. 
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  • Il monitoraggio sul Torrente Lemme continua, non solo all'altezza del cantiere Cociv. Grazie alla segnalazione di una socia abbiamo avvertito le autorità competenti circa il malfunzionamento dal depuratore di Capriata, che provocava uno sversamento nel Lemme. Dopo la nostra segnalazione il fenomeno non si è più verificato.
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  • Riguardo il Parco Eolico, le problematiche su cui, al momento, ci siamo concentrati riguardano esclusivamente la viabilità, che pur riguardando un impianto abbastanza piccolo creerebbe enormi problemi alla Valle. Grazie alle nostre osservazioni le pale, che sono lunghe 44 metri, non percorrerebbero più il tratto da Voltaggio al Passo della Bocchetta, ma verrebbero trasportate attraverso la zona del Comune di Fraconalto, sfruttando, nel primo tratto, una viabilità già esistente, ma che dovrebbe essere ingrandita molto. Successivamente il percorso si andrebbe  a collegare alla pista che verrà realizzata per il Metanodotto, e lì l'impatto, pur essendo notevole, sarà almeno unificato. 
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  • Dal punto di vista urbanistico ci si è concentrati su Gavi presentando osservazioni contro un cambio di destinazione d'uso per una serie di edifici che erano stati autorizzati con finalità sociali e che sono stati trasformati in edifici ad uso privato.
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  • La Festa dell'albero, che nel 2013 è continuata con la piantumazione di tigli a Voltaggio, ha evidenziato il legame con il territorio con il coinvolgimento anche dei pazienti della Comunità Albachiara. Per il primo anno la Festa dell'Albero si è tenuta anche ad Arquata Scrivia, il Comune è stato partner molto attivo ed interessato, è stato coinvolto l'intero scuola primaria con grande partecipazione dei bimbi e delle insegnanti.
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  • Si chiede ai Soci di utilizzare il Blog, creato recentemente, per migliorare la partecipazione attiva di tutti e di sostenerlo con consigli e suggerimenti. Sul blog le attività e le notizie che vengono continuamente aggiornate,
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  • Quest'anno il Parco delle Capanne di Marcarolo ha riproposto l'abbinamento di Puliamo il Mondo a Puliamo il Parco. La bella iniziativa ha visto una notevole partecipazione di bambini delle scuole e genitori.
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  • In primavera abbiamo organizzato un Corso di avvicinamento all'Agricoltura Biologica. L'iniziativa, di grande soddisfazione, è stata organizzata in più giornate sia teoriche che pratiche svoltesi  ai Certosini; la parte, pratica, si è tenuta all'agriturismo “La Sereta”.
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  • Quest'autunno ci siamo avventurati nell'organizzazione della prima “Sagra della zucca” L'iniziativa si è svolta a Carrosio ed è nata per contrastare l'opinione di chi ci accusa di essere scarsamente propositivi e di saper dire solo dei no. La giornata è stata di grande successo e ci ha permesso di avere ottimi contatti con il mondo dei produttori locali. Buona è stata la collaborazione con l'Amministrazione e con la Pro-Loco. Straordinario successo della cucina, condotta da Anna Rivera. L'unica pecca è stata riscontrata sul piano della raccolta differenziata, che andrà migliorata.
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  • Alla Fiera delle Capanne di Marcarolo anche quest'anno il Circolo ha riproposto la distribuzione gratuita di acqua pubblica refrigerata.
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  • E' stata organizzata una Camminata nella parte alta della Valle, da Voltaggio fino a Monte Leco, visitando le antiche attività che funzionavano con la forza motrice dell'acqua. L'escursione si è conclusa in una piccola centrale idroelettrica, positiva per la sua modesta dimensione e per lo scarsissimo impatto ambientale.
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  • Abbiamo presentato osservazioni negative per la proposta della Società Riccoboni di installare un impianto per il trattamento di rifiuti speciali.
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  • Paola Lugaro espone il progetto, in corso d'opera e di approvazione, di realizzare un Vivaio all'interno della Comunità Albachiara. La costruzione del vivaio forestale potrebbe essere l'occasione, per i pazienti, di effettuare un percorso terapeutico e nello stesso tempo di avere un contatto col mondo esterno.
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  • Alle Scuole abbiamo proposto interventi durante le varie Campagne nazionali di Legambiente, come “Nontiscordardimè” sulla manutenzione scolastica. La prossima iniziativa sarà per la Campagno Puliamo il Mondo, nelle Scuole di Gavi e Capriata.
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  • Il Circolo ha anche partecipato al Progetto di Sviluppo rurale del Parco Capanne, dove, per la prima volta i residenti ed i produttori che operano in zone montane molto particolari hanno potuto esprimere le loro opinioni.
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  • Paola passa la parola a Michela Sericano, del Circolo di Ovada, con cui abbiamo condiviso il progetto di “Innovazione Energetica”. Il progetto prevedeva il coinvolgimento diretto dei cittadini, che hanno risposto in maniera concreta, nell'installazione di pannelli fotovoltaici. Scarso invece è stato il coinvolgimento delle Amministrazioni.
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  • Alessandro Mai parla dell'iniziativa svolta a Voltaggio  il 10/5 per celebrare la proclamazione dell'Area Pesca No Kill di Voltaggio come la migliore in Italia.

Roberto Dellacasa, cassiere del Circolo, legge il Bilancio che vede nel 2013 uscite per € 2.634,00 ed entrate per € 2.320,00 con un disavanzo di € 314,00. In cassa l'anno precedente c'erano
 € 4.682,00 – attualmente in cassa abbiamo € 4.368,00.

Finita la Relazione Mario Bavastro chiede all'assemblea dei soci se ci siano candidature per il rinnovo del Direttivo. Non essendoci altre candidature ilpresidente propone, l'ingresso di Andrea Santoro in sostituzione di Anna Rivera, dimissionaria, e l'ingresso nel Direttivo di Piero Mandarino. Tutti accettano.

Paola evidenzia la presenza di due membri del Direttivo Regionale, il Presidente Fabio Dovana e la Direttrice Francesca Gramegna. Abbiamo chiesto il loro intervento per concordare iniziative che evidenzino la posizione di contrarietà di Legambiente Nazionale sul tema del Terzo Valico.

Dopo alcuni interventi dei soci presenti l'Assemblea si chiude alle ore 18.

Voltaggio 11 ottobre 2014
           

AREA DELLA RETE NATURA 2000 S.I.C./Z.P.S. “CAPANNE DI MARCAROLO”.

SOGGETTO GESTORE:

PARCO NATURALE DELLE 

CAPANNE DI MARCAROLO

 Immagini realizzate nella mattinata del giorno 

11 ottobre 2014
































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