sabato 16 agosto 2014

Osservatorio Ambientale Partecipato della Valverde

Persino i comuni di Campomorone e Ceranesi si sbilanciano nella "partecipazione": i comuni della Val Lemme hanno mai sentito parlare di Democrazia?

 COMUNI DI CAMPOMORONE E DI CERANESI
Costituzione dell'Osservatorio Ambientale Partecipato della Valverde

Ai sensi del regolamento approvato con delibera consiliare n. 7 in data 28 gennaio
2014 dovrà essere costituito l'Osservatorio Ambientale partecipato della Valverde.
Come previsto dal'articolo 5 del Regolamento stesso potranno far parte
dell'Osservatorio quattro cittadini residenti nei Comuni di Campomorone e Ceranesi
che hanno manifestato il loro interesse e volontà a farne parte.
Pertanto tutti coloro che vorranno farne parte dovranno far pervenire i loro
nominativi al Comune di Campomorone o al Comune di Ceranesi entro le ore 12
del 31 agosto 2014.
Per informazioni o chiarimenti telefonare allo 0107224317 (Ufficio Urbanistica
Comune di Campomorone) o allo 0107859641 (Ufficio Segreteria Comune di
Ceranesi).
1° agosto

venerdì 15 agosto 2014

APPELLO CROWD-FUNDING

Inviamo questo appello giunto da Massimo Angelini - Consorzio della Quarantina per la raccolta di fondi per il finanziamento di un'opera editoriale inedita, a ricordo dello sterminio dei contadini ucraini perpetrato dal regime sovietico tra il 1932 e il 1933. Chi fosse interessato, può scrivere all'indirizzo del circolo legambiente.vallemme@tiscali.it e verrà messo in contatto con l'organizzatore dell'iniziativa.
Grazie.

Cari Amici,
iscritti, affiliati o comunque collegati al Consorzio della Quarantina,
condivido con voi questo appello e spero che l'iniziativa vi interessi e che possiate aiutarmi a diffonderla.
Grazie per l'attenzione e per ogni eventuale vostro riscontro.
Un buon saluto.
Massimo
 
HOLODOMOR
In Ucraino vuole dire sterminio per fame.
1932-33 il regime sovietico pianifica lo sterminio dei contadini ucraini: l'esercito entra nei villaggi, requisisce cibo e sementi, completamente, chi nasconde qualcosa per sfamarsi è fucilato all'istante, chi non nasconde qualcosa non ha più nulla da mangiare. I villaggi vengono chiusi, non si può uscire, restano da cuocere le scarpe, darsi al cannibalismo o lasciarsi morire. Chi dice un milione, chi dice tre. Ne ha scritto qua e là Solgenicyn; in 'Tutto scorre', Grosmann gli dedica un capitolo indimenticabile. Un olocausto. Un episodio dell'infinita guerra contro i contadini. Vi evito le immagini, ma tramite google ne trovate fino al disgusto: sembrano venire da Auschwitz, precise. Invece vengono dall'Ucraina. Un milione, forse tre - ma uno solo sarebbe già troppo - eppure qui in Italia non se ne sa pressoché nulla. Ho trovato un libro in russo che ne parla: sono le memorie di Gojcenko su holodomor; ce lo ha segnalato la vedova Solgenicyn. Vorrei farlo tradurre per Pentàgora: ma ho bisogno di capire quanto si potrebbe sostenere l'anticipo a un traduttore. Ne uscirebbe un libro che oggi da noi non esiste: 350/400 pagine, 14 euro. Non c'è NIENTE d'impegnativo! ma per fare meglio i conti chiedo: chi sarebbe eventualmente interessato ad acquistarne una o più copie?
Grazie. Massimo Angelini
p.s. La fotografia - quella che useremmo per la copertina - viene dal memoriale eretto a Kiev dedicato ai contadini sterminati per fame

giovedì 14 agosto 2014

Chissà se ai politici locali qualche dubbio prima o poi verrà?

Corruzione a norma di legge




Da Il Corriere della sera del 7 luglio 2014

Barbieri e Giavazzi, l’analisi di due tipi di corruzione: le tangenti e quelle norme scritte e approvate per il tornaconto dei privati contro l’interesse dello Stato

di Gian Antonio Stella

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I veneziani dei tempi d’oro non ci avrebbero pensato due volte: ogni colpevole sarebbe stato portato dopo la condanna a San Marco, legato mani e piedi a quattro cavalli che con un colpo di frusta sarebbero schizzati via in direzioni opposte. Era implacabile, la Serenissima, sul furto e lo spreco di soldi pubblici. Più ancora era rigida nella difesa del delicato equilibrio della laguna.
Figuratevi dunque la collera che sarebbe esplosa alla scoperta che il Mose, senza avere ancora dato prova se funzionerà o meno, è già costato, a prezzi aggiornati grazie a preziose ricostruzioni storiche, trenta volte più della grandiosa e costosissima deviazione del Piave compiuta mezzo millennio fa dai nostri bisnonni con mezzi tecnici immensamente inferiori a quelli di oggi.
Per l’esattezza sono stati sottratti alle tasche dei cittadini 6,2 miliardi di euro: più del triplo di quanto dichiarato inizialmente. Quasi il doppio di quanto costò, in moneta attuale, l’Autostrada del Sole. È un cazzotto allo stomaco, il saggio Corruzione a norma di legge. La lobby delle grandi opere che affonda l’Italia, scritto da Giorgio Barbieri e Francesco Giavazzi, in libreria da domani per Rizzoli. Ma se volete capire «come mai» annaspiamo nella corruzione, nell’inefficienza e nella paralisi delle opere pubbliche (e come sia obbligatorio cambiare tutto), dovete assolutamente leggerlo. Perché la storia scellerata del Mose, intorno alla quale ruota il libro, è un impasto di tutto ciò che ci affligge: la cattiva politica, la cattiva imprenditoria, le cattive regole.
Ci sono infatti, per gli autori, due tipi di corruzione. Il primo, che vede scattare piuttosto spesso le manette, è quello classico: la tangente. Ma è il secondo tipo a essere più pericoloso e ambiguo «perché nessuna legge viene violata: sono le leggi stesse a essere state corrotte, cioè scritte e approvate per il tornaconto dei privati contro l’interesse dello Stato, o per alcuni privati a svantaggio di altri. Di fronte a questo tipo di corruzione la giustizia non possiede armi. Nel momento in cui la regola corrotta viene applicata nessuno commette alcun reato; i reati semmai sono stati compiuti quando il Parlamento ha approvato le leggi, ma sono più difficili da dimostrare e sanzionare». «Chi ha pagato chi ed esattamente per cosa?» Mica facile rispondere. Certo è che tutta la vicenda delle paratie mobili trabocca di deroghe decise per scassinare le regole. La scelta iniziale di un concessionario unico per prendere in contropiede Bruxelles, che avrebbe imposto gare d’appalto europee.
La nascita di un cartello che si accaparra il monopolio dei lavori e dà soldi a tutti e «tratta con politici e amministrazioni come fosse un’unica impresa, rappresentando tutti i soci, e quindi evitando anche l’imbarazzo di incontri diretti fra politica e imprenditori». Le disinvolte scorciatoie per scansare ogni intralcio normativo in nome dell’urgenza («Le opere per salvare Venezia verranno ultimate entro il 1995», giurava Craxi nel 1986), col risultato che chi oggi chiede se «una scelta tecnologica fatta quarant’anni fa sia tuttora idonea, soprattutto alla luce dell’analisi costi-benefici», si sente rispondere che «è troppo tardi, ma è una domanda che, in quarant’anni, mai è stato consentito porre, sempre con la scusa che “ormai i lavori sono quasi finiti”».
Erano anni e anni, accusano Barbieri e Giavazzi, che l’andazzo era sotto gli occhi di tutti. Lo dicono le parole dei magistrati Felice Casson e Ivano Nelson Salvarani, che nella stagione di Mani pulite fecero arrestare l’allora presidente del Veneto Gianfranco Cremonese e la spalla di Gianni De Michelis, Giorgio Casadei, scrivendo nella richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro Carlo Bernini di «un accordo spartitorio tra i partiti che investe il Consorzio Venezia Nuova». Lo ripete un micidiale rapporto degli ispettori ministeriali contro l’allora Magistrato alle acque Patrizio Cuccioletta, rimosso nel 2001 per «un uso improprio dei poteri d’urgenza» e un mucchio di irregolarità, comprese «234 giornate lavorative di assenza su 381», e ciò nonostante rimesso al suo posto anni dopo dal berlusconiano Altero Matteoli. Lo conferma un dossier giudiziario secondo cui «l’80% dell’attività del Magistrato era in realtà istruito, redatto e preparato da personale del Consorzio Venezia Nuova». Lo ribadisce una relazione della Corte dei conti sui collaudi delle opere: «Gli emolumenti ai collaudatori sono integralmente posti a carico del concessionario». Una schifezza, denunciano Barbieri e Giavazzi: il collaudatore opera per conto e nell’interesse dello Stato e «dovrebbe essere la naturale controparte del concessionario, cioè del Consorzio, ed è un evidente conflitto d’interessi se le parcelle sono saldate da chi deve essere controllato». Parcelle enormi, tra l’altro: 23.868.640 euro nel solo quinquennio 2004-2008. Con tariffe, come rivelò Sergio Rizzo, «maggiorate del 60% per rimborso forfettario delle spese». E distribuite persino a potenti dirigenti ministeriali, che poi avevano voce in capitolo sui finanziamenti al Consorzio. L’impasto di interessi appiccicosi era tale, ricorda il libro, che a un certo punto Carlo Azeglio Ciampi decise con un decreto di dire basta al concessionario unico. Ma ancora quell’impasto di interessi fece sì che l’anno dopo il decreto fosse svuotato da Lamberto Dini, con due righe che blindavano gli affari del Consorzio: «Restano validi gli atti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti». Per non dire come fu presa per i fondelli Bruxelles, che, furente per le violazioni alla concorrenza sulle gare d’appalto comunitarie, abboccò all’impegno del governo di destra di un cambio di rotta e dell’assegnazione con gare europee del 53% dei lavori «per circa 3.160 milioni di euro». Una bufala: «Il Consorzio ha infatti messo a gara forniture per una cifra inferiore ai 200 milioni di euro, il 5% circa». Ma quanto è costata agli italiani questa miliardaria poltiglia di interessi, dove le mazzette sono solo la parte più visibile? Il libro risponde che, sommando i ribassi mancati (1,6 miliardi circa) all’aggio di 744 milioni trattenuto da Venezia Nuova, si arriva a quasi 2,4 miliardi di euro. «E questa cifra non include il maggiore costo dei lavori eseguiti dal Consorzio per altre opere di salvaguardia, che ammonta a 3 miliardi di euro circa». Un bottino spropositato. Che ci ricorda l’urgenza di cambiare finalmente, prima ancora che gli uomini, le regole. Ne va del destino di Venezia. Dell’Expo. Delle grandi opere. Del Paese stesso: «Il rischio è che l’opinione pubblica, sconcertata dai casi di eclatanti violazioni della legge, scordi che il problema principale è la corruzione delle leggi».

BUON FERRAGOSTO!

FESTA DI FERRAGOSTO - venerdì 15 agosto a Capannette
Come di consueto il Parco Capanne di Marcarolo e l’Ecomuseo di Cascina Moglioni propongono per ferragosto, venerdì 15 agosto, la tradizionale FESTA DELL’ASSUNTA, la bella festa popolare sull’aia della Cascina Saliera a Capanne Superiori, storicamente organizzata dagli abitanti di Capanne di Marcarolo per la ricorrenza della festività della Madonna dell’Assunta e recuperata dall’Ecomuseo e dal Parco a partire dal 2002. Il programma di massima sarà il seguente: - ore 17.30 processione religiosa dedicata alla Madonna dell’Assunta che partirà dalla cappelletta di Capanne Superiori e attraverserà tutta la borgata; - ore 19.30 ristoro organizzato dagli abitanti di Capanne di Marcarolo con il piatto tradizionale della festa, lo stufato di capra e prodotti locali. - ore 21.30 inizio della festa con la BANDA BRISCA musica, canti e Balli della BANDA BRISCA tradizione popolare del’Appennino con piffero e fisarmonica. Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo Ufficio Turismo Promozione Comunicazione Tel 0143-877825 ; e-mail info@parcocapanne.it

domenica 10 agosto 2014

Il cippato ed il pellet ...

Alla faccia del chilometro zero!
I porti italiani hanno scoperto una nuova merce, il cippato di legno.
Oltre a Genova, in questi giorni anche il porto di Monfalcone scarica legname triturato ( cippato).
In entrambi i casi, per camion o per treno, il legno andrà all'uso finale: per Genova si dichiara che sarà bruciato in centrali elettriche ( la Spezia, Vado?); nel caso di Monfalcone, il legno prodotto in Venezuela (si proprio in Venezuela) va in Austria, per essere trasformato in carta!


La provenienza del cippato che arriverà a Genova, non è nota. Il sospetto che questo legname sia frutto della deforestazione in atto nel centro America e in Indonesia, per far posto a più remunerative produzioni (olio di palma) è certo


Che queste operazioni commerciali siano ecologiche e idonee per combattere i cambiamenti climatici è una bufala colossale.


Consumi di fonti di energia fossile, aumento dell'inquinamento atmosferico ( polveri fini, idrocarburi policiclici aromatici...) , aumento delle emissioni di gas clima-alteranti ( nerofumo, metano), perdita di biodiversità sono garantiti.


In nome del "mercato" Il mercato questo ed altro.
Federico Valerio <federico.valerio@mac.com> .


08/08/14 12:51

Genova accoglie il primo carico di cippato

Storico sbarco al Terminal Rinfuse, sempre più orientato alla diversificazione merceologica 



La diversificazione è uno dei cardini della strategia della nuova proprietà di TRGE (Terminal Rinfuse Genova, gruppo Italiana Coke) e nei giorni scorsi se ne è avuto un assaggio.
È infatti approdata presso la banchina San Giorgio di Terminal Rinfuse la prima nave con un carico di cippato (scaglie di legno), un prodotto ad oggi mai sbarcato nello scalo del capoluogo ligure che trova ampio utilizzo come combustibile nelle centrali termiche a biomasse di nuova generazione.

L’approdo della nave assume particolare rilevanza dal momento che, con esso, il terminal genovese si candida ad essere un punto di riferimento per le industrie che utilizzano questa fonte energetica rinnovabile. In particolare, sono state circa 20mila le tonnellate di prodotto sbarcate dalla nave e stoccate in banchina per essere successivamente posizionate su camion e carri ferroviari per il successivo trasferimento alle rispettive destinazioni finali.

Le previsioni di crescita di utilizzo del cippato in ambito industriale portano Terminal Rinfuse Genova a stimare una movimentazione annua di circa 80 – 100 mila tonnellate di prodotto una volta terminati i lavori dell’Autorità Portuale di Genova volti al consolidamento della banchina San Giorgio.

Nell’ambito del percorso di diversificazione intrapreso da TRGE, che sulle sue 3 banchine (circa 1.200 metri la lunghezza totale) utilizza 4 gru da 12 e 50 tonnellate e 2.500 metri di nastri trasportatori, rientrano l’entrata in funzione, avvenuta quest’anno, di un nuovo impianto per l’insaccaggio e la pallettizzazione del pellet e di una nuova tramoggia depolverata per la movimentazione delle merci polverulenti, interventi effettuati da Terminal Rinfuse Genova per un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro.

Sito di interesse comunitario IT1180026 

CAPANNE DI MARCAROLO

Ente Gestore Parco Capanne di Marcarolo

Il torrente Lemme o quel che ne resta, parte seconda

Immagini di Mario Bavastro realizzate il 9 agosto 2014
 
 






venerdì 8 agosto 2014

giovedì 7 agosto 2014

"TAV, SCONCERTANTE RISPOSTA DEL MINISTERO ALL'AFA"


TERZO VALICO. IL MINISTERO RISPONDE AI COMITATI CHE È TUTTO REGOLARE
“I lavori non sono approvati ma si scava alla Castagnola”
Sullo Sblocca Italia senza i soldi per il 3° lotto, Fornaro: nulla di definitivo

Giampiero Carbone . «Non c’è nulla di approvato e tutto si deciderà a fine anno». Il senatore del Pd Federico Fornaro commenta così la notizia sulla mancanza di fondi per il terzo lotto del Terzo valico nel decreto del governo Sblocca Italia. I previsti 2,1 miliardi, da aggiungere al miliardo circa con il quale sono finanziati il primo e il secondo lotto, non sono citati nel decreto e questo ha scatenato una ridda di reazioni e di allarmismo fra chi è favorevole all’opera e confermato, per chi è contrario, il rischio di cominciare i lavori e poi di non riuscire a finirli. Una situazione, quella dei soldi che non ci sono non nuova, visto che in passato il balletto sulle risorse a disposizione per il Terzo valico è stato una costante. Con i soldi del primo lotto sono stati riallestiti i cantieri di Voltaggio (dove è avviato lo scavo) e Castagnola ed è partito l’allestimento di quello di Radimero ad Arquata.
Sono inoltre cominciati i lavori stradali. Del secondo lotto, ancora da approvare dal Ministero dell’Ambiente, sarebbero disponibili però solo 80 milioni l’anno per circa dieci anni. Intanto, il Ministero, dopo oltre dieci giorni, ha risposto alla segnalazione della Provincia sulla regolarità dell’attività di scavo nel tunnel di Castagnola (Fraconalto). Tutto era nato da un esposto dell’Associazione Afa nel quale si segnalava che lo scavo era previsto nel secondo lotto, non ancora approvato. Da Roma sostengono che per l’avvio dei lavori a Cociv è bastata una comunicazione inviata a febbraio insieme al deposito dei documenti del secondo lotto. «Il ministero – dice Claudio Coffano della Provincia – in sostanza dice che formalmente è tutto regolare e che in caso di eventuali incongruenze con le prescrizioni che potrebbero essere decise durante la verifica di ottemperanza, Cociv dovrà farsi carico dei ripristini ambientali». «La risposta del Ministero è sconcertante - commenta l’Associazione Afa –: si ragione in termini del tipo “poi si vedrà”. Inoltre si assiste ad una totale assenza di trasparenza: gli enti locali non sapevano nulla del fatto che a Castagnola si scava».

Tratto da La Stampa del 07/08/2014

ALESSANDRIA NEWS, 7 AGOSTO 2014

CITTA' DI GENOVA, QUOTIDIANO ON LINE

mercoledì 6 agosto 2014

LA REPUBBLICA, 6 AGOSTO 2014

R.I.P. PER IL LEMME

Ecco lo scempio perpretrato nei confronti del nostro torrente, millenni di vita, storia, cultura spazzati via in un attimo. E nessuno in grado di capire che non prendendoci cura della natura, la natura non potra' piu' prendersi cura di noi.
In modus rebus...

INVITO AL FORTE DI GAVI, 9 AGOSTO 2014

A quanti interessati al nostro forte.
"La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Novara, Alessandria e Verbano-Cusio-Ossola, con l'Associazione Amici del Forte di Gavi, è lieta di invitarLa al Forte di Gavi sabato 9 agosto 2013 per un'apertura straordinaria oltre l'orario abituale:
alle ore 17.30, 18.30 e 19.30 saranno organizzate visite guidate dagli Amici del Forte;
dalle 21.00 alle 23.30 sul Bastione di S.Tommaso, per il terzo anno consecutivo, i visitatori potranno osservare le stelle (cadenti e non!) grazie al gruppo astrofili "Cielo del Monferrato" di Odalengo Piccolo che metterà a disposizione i propri telescopi.
Costo del biglietto di ingresso: 2 euro, intero; 1 euro, età compresa tra 18 e 25 anni; gratuito per under 18 e tessera Abbonamento Musei
L'evento è organizzato dalla Soprintendenza e dagli Amici del Forte di Gavi, con il contributo dell'Interact Gavi Libarna.
Per maggiori dettagli è possibile consultare il comunicato stampa allegato e il sito della Soprintendenza di Novara:
http://www.beniarchitettonicipiemonte.it/sbappno/
arch. Monica Fantone _______________________________________
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici
per le province di Novara, Alessandria e Verbano-Cusio-Ossola
Referente per la Comunicazione e Ufficio Stampa"

A PROPOSITO DI ESPROPRI E DI CIO' CHE PENSANO I POLITICI DELLA POPOLAZIONE

Lettera firmata.

"Mio padre, sin da quando ero piccolo, mi raccontava dei fatti della Benedicta, e con i valori della Resistenza nel cuore sono cresciuto. Ho iniziato poi, da ragazzo a leggerne e, uno dei testi che ho più amato, è stato quello di Borioli e Botta "Benedicta 1944, l'evento, la memoria". Nasceva il quel momento l'ammirazione per l'autore che non conoscevo. Ebbi modo, in seguito, di incontrarlo, ma, anche in quell'occasione, come oggi, era schierato dalla parte sbagliata: mi riferisco alla resistenza in difesa dell'acqua, nella vicenda delle Acquestriate. Appare impossibile che una persona che in maniera appassionata ed apparentemente sincera scrisse di quella vicenda, oggi chiami facinorosi e violenti coloro che difendono il territorio, la salute, la democrazia, quella che è, invece,la parte migliore della nostra Società. Credevamo di dover Resistere soltanto alle idee degli "avversari", dobbiamo invece Resistere a coloro che credevamo dalla nostra parte. Mi auguro che Borioli mai più osi scrivere di RESISTENZA."
M. B.

Questo il comunicato stampa che ha originato la lettera di cui sopra:

“Le dichiarazioni delle frange estremiste NO TAV a proposito del Terzo Valico non lasciano margine a dubbi. L’obiettivo è quello di replicare tra la Liguria e l’Alessandrino le dinamiche eversive praticate in Val di Susa, provocando – sono parole loro – la militarizzazione della Valle”. Così il senatore del Partito democratico Daniele Borioli, componente della Commissione Lavori pubblici e trasporti di Palazzo Madama. “Una sfida aperta allo Stato – prosegue Borioli – alle istituzioni e alle forze democratiche. Un atto di ostilità esplicita, che minaccia di riversare sulle comunità locali una condizione di guerriglia permanente, che ha nell’opposizione alla nuova ferrovia solo la motivazione di facciata. E’ perciò importante che il Governo si attivi da subito per evitare che la situazione degeneri e che altrettanto facciano le istituzioni preposte al presidio della legalità”. “Allo stesso modo è fondamentale che le forze intenzionate a mantenere la loro opposizione all’opera sul terreno del confronto democratico separino con atti e comportamenti inequivocabili ogni possibile contiguità con le frange violente – conclude l’esponente pd – evitando compromessi e ambiguità che finirebbero per assumere inevitabilmente il sapore della connivenza”.

Comunicato Borioli

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